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Storia e gloria della casata di Normandia

Discussione in 'Le vostre esperienze' iniziata da Pandrea, 15 Giugno 2013.

  1. Sir Matthew

    Sir Matthew

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    questo è pur vero, ma una volta che si inizia con un personaggio, si va fino in fondo!
     
  2. Pandrea

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    Penso farò così: vado fino in fondo con questo personaggio, cercando di riconquistare il trono, se ciò non gli riuscirà, alla sua morte passerò al capo della dinastia.

    Sarà dura però: il tratto onesto lo inciterebbe a riprendersi il trono (in fondo gli è stato rubato), ma il tratto pigro e quello paziente lo spingono ad aspettare quando Roberto sarà in difficoltà e quindi sarà una lotta facile. Vedremo...
     
  3. Sir Matthew

    Sir Matthew

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    io continuerei senza cambiare: in fondo sei il duca più forte del regno, concentrati a diventare ancora più forte e poi colpisci. Il tratto paziente lo puoi anche interpretate come: aspetto finché non sono più potente del mio sovrano per attaccarlo. Significa che ti puoi impegnare attivamente per conquistare ducati su ducati all'interno del regno per poi colpire (magari sarà tuo figlio a farlo).
     
  4. alberto90

    alberto90

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    Perchè se prima ero imperatore devo ridurmi a trascorrere il resto della mia vita da conte o duca quando posso impersonare il fratello, il nipote, la sorella, il parente della stessa dinastia?
     
  5. Sir Matthew

    Sir Matthew

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    perché il resto della tua vita? come sei diventato imperatore una volta, puoi diventarlo 2 volte...secondo me è il modo corretto di giocare, altrimenti uno potrebbe usarlo come trucco per eliminare sovrani "deboli" e giocare con i loro pretendenti ben più forti e benvoluti dai vassalli (esempio: io sono re del regno x; ho vassalli i duchi y,j,k,w; si ribellano per mettere sul trono i vassalli w, j e k; sono in maggioranza, quindi anche in caso di vittoria mi odieranno e si avranno ulteriori ribellioni; preferisco arrendermi subito e mettere quindi sul trono il loro pretendente, che loro ovviamente amano; salvo e ricarico impersonando quest'ultimo, ora la maggior parte dei vassalli mi adora, quindi "nessun" problema).

    EDIT: volendo ammorbidire un pochino questa mia teoria, si potrebbe dire che questo è particolarmente ingiusto in caso di partite "di ruolo" (Pandrea), poi quando si gioca di abilità può essere effettivamente diverso (anche se io piuttosto preferirei ricaricare un salvataggio e cercare di evitare una sconfitta, che "approfittarmene"...)
     
  6. lordice87

    lordice87

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    Concordo con Sir Matthew, alla fine lo scopo non è giocare la casata ma giocare i propri personaggi con tutti i loro limiti e difetti.

    Ad esempio io ho perso il trono d'inghilterra per ben 2 volte in meno di 5 anni sono riuscito a riprenderlo, una volta con lo stesso personaggio un altra volta con il figlio del ex Re. Ovviamente le parti più belle sono queste, il brivido di poter perdere tutto e dover ripartire da zero!
     
  7. alberto90

    alberto90

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    Mah .... è evidente che abbiamo un sistema di gioco diverso .... a me non piace rompermi il sedere a metter su un impero e poi, per colpa di quale fottuto duca con manie di grandezza, ritrovarmi duca di Sardegna, lontano dal centro del potere.
     
  8. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Vita da Duca
    Poteva ora Simone, libero dal fardello reale, viverre la vita tranquilla che in cuor suo sognava? Giammai naturalmente.

    24 giugno 1119: Simone si ribella contro la tirannia dello zio, il quale dopo l’Inghilterra vorrebbe sottrargli anche il ducato di Somerset
    11 agosto 1119: prima scaramuccia ad Harrow, 4800 reali sconfiggono 4800 ducali, i quali lasciano 2200 compagni sul terreno
    11 febbraio 1120: rivincita ducale a Hereford, distruggendo completamente un esercito reale di 1600 uomini, ma le forze nemiche preponderanti impongono di portare tutti gli uomini in Normandia
    8 gennaio 1121: cade in mano a Simone il castello di Gisors, capitale del regno, catturata la cugina Matilda
    16 marzo 1122: i 7200 uomini del Duca, muovendosi compatti, vincono i separati eserciti reali: a Bury e a Thetford un esercito reale di 4000 uomini vede più che dimezzata la propria forza
    31 marzo 1122: i francesi invadono la contea del Maine, di fronte alle potenti armata galliche sia Simone sia Roberto I devono abbandonare la Normandia
    14 febbraio 1123: nuova vittoria ducale a Ely, stavolta sono 1550 i soldati reali caduti, le forze di Roberto I sono ormai quasi dissolte
    30 marzo 1123: vedendo le difficoltà dell’esercito reale, William Normanno, zio di Roberto I e prozio di Simone, si autoproclama re, ma nessuno degli altri vassalli appoggia la sua rivolta
    5 aprile 1123: re Roberto I è costretto a cedere il Maine alla Francia
    14 aprile 1123: ormai l’esercito reale è inesistente, ne vuole approfittare anche Maredudd II di Gwynedd, duca gallese, per riprendersi il Gwynedd strappato alla sua casata da Guglielmo il Conquistatore.
    28 dicembre 1123: rivolta sassone di Eadwin II Hwicce per rimettere sul trono il figlio dell’usurpatore Aroldo, il principe Ulf di Godwin
    29 luglio 1124: il suo regno ha portato, in soli cinque anni, al ritorno di tutti i nemici sconfitti decenni prima da Guglielmo il Conquistatore: i gallesi, i francesi, perfino la vecchia dinastia sassone! Costretto da una nobiltà esasperata, Roberto I Normanno abdica e sale al trono suo figlio Ademaro I; ingenti riparazioni di guerra sono date a Simone di Normandia, il quale dalla guerra vittoriosa ha ricevuto molto prestigio.
    20 dicembre 1124: non più in guerra contro il ducato di Normandia, l’esercito inglese è più che sufficiente per sconfiggere i deboli avvoltoi che speravano di approfittare dello scontro fra i due titani. Il primo ad arrendersi è il principe William.
    18 luglio 1125: sei mesi dopo sono il duca Eadwin II e il suo protetto Ulf di Godwin ad arrendersi
    5 gennaio 1126: Maredudd II di Gwynedd si arrende, il regno d’Inghilterra è nuovamente in pace

    Ma in fondo a cosa serve mantenere in vita il sistema feudale se non per usarne i soldati? E quindi…


    21 marzo 1126: guerra di Simone I contro la tirannia di Ademaro I, il quale ingrato vuole sottrargli la contea di Middlesex
     
  9. alberto90

    alberto90

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    Che vita turbolenta .... in 7 anni ha affrontato più guerre lui di tutte le guerre sante mie da re di castiglia .... XDDDDD
     
  10. ivaldi79

    ivaldi79

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    mi piaceva di piu quando scrivevi tutto poetico caratterizzando il sovrano :(
     
  11. Eferthad

    Eferthad

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    Consiglio: come feci io con la casata di Hwicce, partendo col duca di Lancaster, potresti sposarti con una regina di qualche piccolo regno (navarra, ecc.), se ce ne sono, dopo aver assassinato il marito, ottenendo l'indipendenza dall'inghilterra, e la possibilità di usurparne il trono senza colpo ferire (e poi vassallizzare diplomaticamente i vari duchi/conti divenuti indipendenti dopo l'usurpazione).
     
  12. Pandrea

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    alberto90
    e pensa che il sovrano di suo è un pigrone, vorrebbe solo amministrare il ducato a seconda di come gli girano (arbitrario), invece è costretto a guerreggiare più del bisnonno Guglielmo XD

    ivaldi79
    è il primo AAR su CK2, sto tentando varie strade riguardo lo stile di narrazione. Probabilmente tornerò allo stile della "Grande Guerra Civile", quello usato per Guglielmo era un po' pesante

    Eferthad
    dimentichi che la tua strategia, in questa partita, posso metterla in atto solo con un alto valore diplomatico e il tratto "disonesto" ;)
     
  13. ivaldi79

    ivaldi79

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    non e vero era stupendo lo stile che usavi con guglielmo , prova a cambiare regno giura fedeltà alal francia xD
     
  14. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Giammai, il mio è un personaggio onesto! XD Ti ringrazio per i complimenti :)
     
  15. Eferthad

    Eferthad

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    Perdonami, ma il ducato di Normandia, de jure, è da porsi sotto l'autorità della corona francese, ragion per cui ritengo che un personaggio onesto, se giocato come "legalista", soprattutto considerando che il tuo attuale personaggio è anche un tipo arbitrario [def. Che dipende dalla volontà e dall’arbitrio del singolo senza riferimento a legge o norma esteriore], considererebbe seriamente l'opportunità di unirsi alla corona francese, considerando che:
    A) essendo un onesto e legalitario, la considererebbe corona madre de jure
    b) essendo un arbitrario, non si farebbe problemi a portare sotto l'autorità francese numerose province inglesi.
     
  16. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Ciò che dici non è del tutto sbagliato, ma comunque impossibilitato dal gioco: per giurare fedeltà a qualcuno debbo essere indipendente E in pace. Quando lotto contro la tirannia del sovrano sono indipendente ma in guerra e quando (e se) vinco contro il sovrano sono in pace ma ritorno non indipendente. Dovrei dichiarare guerra per l'indipendenza e a quel punto tanto vale dichiararla per il trono.
     
  17. Eferthad

    Eferthad

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    non è del tutto vero, non devi essere indipendente per giurare fedeltà al tuo signore de jure, ma solo per giurare fedeltà ad un qualunque personaggio di rango superiore. Essendo la Normandia, de jure, vassallo di Francia, dovresti poter giurare fedeltà. Per esempio io, da Re di Sicilia, giurai fedeltà al SRI per potermi pappare qualche terra e circondare Roma. Una volta presa Roma, giurai fedeltà al mio signore de jure (ERE), per poi prendere, di mia sponte, dopo essermi convertito all'ortodossia, sia gerusalemme (con l'impero selgiuchide in crisi), sia alessandria d'egitto. Tanto che L'ere poté restaurare la pentarchia. Di lì alla presa dell'impero tramite matrimonio, e di ferrara, tunisi, venezia e genova, il passo fu breve, e l'impero romano restaurato, per dirne una.
     
  18. Pandrea

    Pandrea Guest

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    8 maggio 1130, villa ducale di Oxford

    Una bambina elegante e pulita correva per le stanze della grande villa del Duca Simon I nella città di Oxford, inseguita a fatica dalle sue tate, fino a trovare chi cercava, un uomo anziano e pelato intendo a redigere una pergamena “Zio Osmond, zio Osmond, quando torna papà?” “Il Duca tornerà quando lo deciderà, mia signora” rispose l’anziano “Oh zio, sei sempre così formale!” “Devo esserlo, mia signora, ed infatti vorrei ricordarVi che non sono vostro zio” “Oh, vogliate scusarmi, potente borgomastro Osmond di Oxford, la cui pancia potrebbe sbaragliare da sola tutti gli eserciti saracini, se non fosse troppo distratta dalle gonne delle fanciulle” fece la bimba, aggiungendo al dileggio una linguaccia. Il vecchio sorrise alle pernacchie della bimba, nel frattempo raggiunta e portata via a forza dalle tate. Poi il suo sorriso si spense, pensando a quando e come potesse dirglielo


    Come dire infatti ad Hermessent, unica figlia del duca Simon I, che suo padre era morto da tre giorni e lei era divenuta la più potente duchessa del regno? “Povero ragazzo - bofonchiò il vecchio – hai avuto una vita breve e triste, non se lo meritava una persona buona come te. E povera ancora di più tua figlia! Non ha fratelli o sorelle, sua madre è la lontana duchessa Ermessinde di Alvernia, sua zia Emma è sposata nell’ancor più lontano Baden, suo zio bastardo chissà dov’è finito. Completamente sola in questo mondo malvagio, con l’unico sostegno di un vecchio borgomastro di provincia che chissà se vivrà abbastanza da accompagnarla alla maggiore età”. Osmond di Oxford aveva infatti ben 65 anni; era un uomo coraggioso ed onesto, appagato di quanto aveva, unici suoi vizi erano il cibo e le donne. Capo delle spie del Duca Simon I, Osmond era stato scelto dalla nobiltà del ducato come reggente fino alla maggiore età di Hermessent. La sua nomina fu salutata con sollievo da molti: finalmente era finita un’epoca di sostanziale anarchia.


    Gli ultimi quattro anni erano stati senza dubbio particolari. Costretto a combattere per l’ennesima volta contro i suoi parenti, Simon I cadde in una profonda depressione, tanto da mandare la figlia appena nata da Oxford perché non lo vedesse in quelle condizioni. Fu un gran bene, perché da lì a pochi giorni Simon I impazzì completamente. Si rinchiuse nel suo castello a Westminster senza mai più uscirne, quasi credesse che, dimenticandosi dei problemi del mondo esterno, questi si dimenticassero di lui. Fortunatamente i suoi generali gli rimasero fedeli e, pur senza la sua guida, continuarono a combattere contro l’esercito reale, infliggendogli una durissima sconfitta a Bristol nel giugno 1126. Da lì in poi la guerra fu solo un succedersi di fortezze regie espugnate dalle armate ducali. Il 15 marzo 1127 cadeva il castello di Gisors, sede della corte inglese, e veniva imprigionata la regina Der-Lugdach. Portata al cospetto di Simon I, questi volle subito sposarla, convinto che se avesse sposato la sposa del re Ademaro I sarebbe divenuto lui stesso Ademaro e avrebbe potuto concludere la pace con se stesso. La cerimonia fu eseguita davanti alla corte sconcertata, per quanto riguarda la notte nessuno sa cosa successe, anche se pare che il cappellano di corte, arcivescovo Ranolfo di Shrewsbury, sia riuscito a far desistere il duca dal consumare le “nozze”. L’anno successivo il vero Ademaro I si arrese e abdicò in favore di suo figlio Alexander, primo re d’Inghilterra con questo nome.


    Ma Alessandro era ancora un infante e come reggente fu scelto lo stesso Ademaro, il quale praticamente non lasciò mai il trono; come se non bastasse l’ex re Roberto, padre di Ademaro, fu nominato capo delle spie reali. Una tale concentrazione di nemici attorno al trono reale avrebbe spaventato chiunque, ma la fine della guerra aveva permesso a Simon I di liberarsi di ogni sanità mentale rimanente. I successivi due anni Simon I li passò nel suo castello a credersi un’incarnazione degli antichi avi della sua casata, vestendosi e comportandosi come un antico vichingo. Durante una festa in onore dell’autunno, il 21 settembre 1129, mentre ballava nudo ed incatenato attorno ad un grande falò, Simon I prese fuoco, dibattendosi contro chi cercava di spegnerlo urlando di essere in contatto con gli antichi dei norreni. Le ferite riportate lo uccisero, tra grandi sofferenze, sei mesi più tardi.


    Intanto il mondo era andato avanti anche senza Simon I. Un infante sul trono deve sempre affrontare orde di pretendenti e anche Alexander I non sfuggì a questa sorte. Alla morte di Simon I ben 6 guerre scuotevano il trono d’Inghilterra e in nessuna di queste Alexander prevaleva. Al trono puntavano il re di Francia Eudes III e Haimo de Montgomery, quest’ultimo sostenuto dal conte Radolf di Leicester, entrambi vantanti Guglielmo il Conquistatore come nonno materno. Altro pretendente era Jord mab Ralf, sostenuto dal duca Budoc I di Cornovaglia, nipote per via materna di Aroldo of Godwin. Per la seconda volta il ducato di Gwynedd cercava di riprendersi la terra a cui doveva il nome, guidato stavolta da Gilla-Raud I. Infine il conte Raouli di Amiens mirava alla conquista del Vexin.

    Tratti di Simon I alla morte:

    -onesto
    -paziente
    -generoso
    -pigro
    -arbitrario
    -pazzo
    -mutilato


    Tratto pazzo: l'ho interpretato, aldilà della versione romanzata sopra, come disinteressarsi totalmente dei complotti e delle guerre, infatti le difficoltà del re Alexander sono dovute al fatto che con vassalli autonomi come legge non può prendere le mie truppe di sua volontà ed io non le convoco, levando all'Inghilterra il 60/70% della potenza. Inoltre come consiglieri non metto i più competenti, ma coloro con cui sono in rapporti migliori fregandomene delle abilità. Infine ciò che ha deciso la sua sorte: all'evento della festa, soltanto la decisione "però ne è valsa la pena!" dava la mutilazione come effetto. Scegliendo quella l'ho condannato alla morte sei mesi dopo.
     
    Ultima modifica di un moderatore: 31 Agosto 2013
  19. Pandrea

    Pandrea Guest

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    AAR interrotto per perdita del salvataggio in seguito a cambio di computer.

    Comunque mi ero rappacificato con l'altro ramo della famiglia normanna, sposando la mia duchessa di Normandia all'infante re Alessandro d'Inghilterra. E dopo essersi scannata in 3 guerre la famiglia normanna visse felice e contenta :D
     

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