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RTWII - AAR ATENE ( Wrath of Sparta DLC )

Discussione in 'Total War' iniziata da alberto90, 5 Febbraio 2019.

  1. alberto90

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    PARTE I: Atene contro Sparta, la guerra del Peloponneso - 432 - 426 a.C​
     
  2. alberto90

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    PARTE I
    Atene contro Sparta: la guerra del Peloponneso, 432 - 426 a.C


    Come tutto ebbe inizio: dalla vittoria sui Persiani allo scoppio delle ostilità

    Alla base del periodo dorato che prende il nome di Pentecontaetia ci sono essenzialmente la vittoria greca delle Guerre Persiane, la progressiva perdita di potere persiana ed il consequenziale sviluppo egemone delle forze economico-militari di Sparta ed Atene.
    L'ascesa della polis ateniese a potenza egemone nell'area greca è attestata dalla fondazione della lega navale delio-attica nel 477 a.C., costituita dalle flotte di Atene, degli Ioni e di Lesbo allo scopo di organizzare nel migliore dei modi la difesa greca contro i persiani sul fronte marittimo. Sebbene la sede della lega fosse situata a Delo, si riconosce fin dall'inizio una certa influenza di Atene sulle scelte politiche ed economiche della lega, tanto che nel corso della Pentecontaetia il tesoro stesso della Lega viene trasferito da Delo ad Atene e l'intera organizzazione navale si evolve di fatto in una sorta di impero, oggetto e strumento della politica ateniese.
    Dal 478 a.C. al 471 a.C. la personalità caratteristica nella polis di Atene fu Temistocle, il quale organizzò la propria politica istituendo nuove cleruchie presso gli alleati della lega delio-attica. Le scelte del comandante della flotta ateniese non videro tuttavia la comprensione ed il pieno appoggio delle varie correnti politiche all'interno della polis di Atene, tant'è che gli avversari Alcmeonidi e Filaidi riuscirono ad ostracizzarlo, condannandolo all'esilio temporaneo nel 471 a.C. e sostenendo la futura ascesa di Cimone.
    Cimone, sostenuto dalla parte politica più conservatrice di Atene, fu il successore di Temistocle durante il periodo che va dal 470 a.C. al 460 a.C. ed il principale fautore di una politica ateniese di fatto filospartana, poiché rese più distesi i rapporti diplomatici fra le poleis di Atene e di Sparta (Cimone viene infatti ricordato come uno dei maggiori estimatori dei costumi spartani fra gli ateniesi). Durante il suo governo continua la lunga coda delle guerre persiane, proseguendo il conflitto con la Persia ed ottenendo anche grandi successi fino alla vittoria dell'Eurimedonte nel 469 a.C.
    Nello stesso periodo, l'impegno e l'ingerenza di Atene nella Lega delio-attica è tale da permettere allo stesso Cimone di poter asservire gli alleati interni e punire le defezioni; di fatto, l'aumento dell'egemonia ateniese all'interno della Lega navale fu il principale fattore che permise l'ulteriore espansione del potere ateniese oltre i confini della polis ed il trampolino di lancio per i futuri successi politici di Pericle, che succedette a Cimone, il quale venne ostracizzato a sua volta come Temistocle, sebbene in questo caso a causa dell'eccessiva affinità politica con Sparta.
    Dopo la fine politica di Cimone e l'assassinio di Efialte, la guida politica passata in mano di Pericle permise ad Atene di effettuare in chiave anti-spartana un'alleanza con Argo e con la Tessaglia, così da poter disporre di un potente esercito e di una cavalleria formidabile oltre che della flotta più potente dell'Egeo. Nell'ottica di alleanze c'è da tenere in considerazione la pace di Callia con l'impero persiano e la protezione fornita a Megara, con l'edificazione delle mura di collegamento fino al porto di Nisea e l'insediamento di una guarnigione ateniese.

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    Busto di Pericle



    Se infatti la prima garantiva ad Atene di non essere impegnata su due fronti, dopo la non felice Spedizione greca in Egitto, la seconda le garantiva in chiave strategica il controllo dei passi che portavano dal Peloponneso in Attica oltre a permettere un più agile collegamento con Argo. Se la situazione non disturbava direttamente Sparta, impegnata nella terza guerra messenica, era di notevole intralcio ad una sua potente alleata, Corinto, che assieme ad Egina si trovò costretta a difendere i propri interessi commerciali.
    Infatti l'aiuto garantito alla concorrente Megara e i continui disagi posti dalla presenza ateniese nei mari costrinsero le due città aiutate da Epidauro a ribellarsi, ma la flotta peloponnesiaca perdette ben 70 navi ed Egina fu messa sotto assedio, era il 459 a.C. Così l'anno dopo Corinto inviò un contingente militare per assediare la città concorrente, ma il pronto intervento dello stratego ateniese Mironide, con il suo esercito di veterani ed efebi, fu fatale. Il prestigio di Atene era al massimo splendore, grazie alla serie di alleanze e alle vittorie con Corinto, l'assedio a Egina e per il momento la felice campagna in Egitto. Fu in questo momento che vennero erette le Lunghe Mura difensive che collegavano Atene al Pireo e alla baia del Falero, formando una fortezza triangolare.
    La fine dell'assedio al monte Itome, con il rilascio degli assediati, permise agli efori di cercare alleati in Beozia, contrastando il legame di Atene con i tessali. L'intervento spartano permise a Tebe di riprendere il suo ruolo di leader militare nella regione, perso dopo le guerre persiane e la dissoluzione della lega beotica. L'occasione si ebbe con la richiesta di aiuto della Doride attaccata dai focesi; Nicomede, reggente di Plistoanatte (ancora fanciullo), vi trasferì 1.500 spartani e 10.000 opliti peloponnesiaci. Durante il trasferimento i nemici di Pericle gli chiesero di attaccare la città, quasi sguarnita, invece lo stratega riuscì a recuperare 13.000 uomini, 1.000 argivi unendoli alla cavalleria tessala.
    È in questa situazione che si ebbe, nel 457 a.C., la prima battaglia di Tanagra e la successiva battaglia di Enofita, il cui esito permise ad Atene di mantenere il controllo sulla Grecia centrale, l'Istmo, oltre l'alleanza con la Tessaglia e Argo, soggiogando poi la Focide e la Locride orientale. Poco dopo cadde anche Egina, la quale entrò a far parte della lega di Delo, con un pagamento di 30 talenti annuali e per di più l'Acaia nel 455 a.C. stipulò un'alleanza con Atene, specie dopo la sua incursione a Sicione e l'insediamento degli iloti ribelli a Naupatto.
    Atene era alla sua massima espansione territoriale, ma ben presto le cose cambiarono.

    - La sconfitta patita in Egitto pregiudicò la possibilità di approvvigionamento di grano a basso costo oltre alla perdita di molte navi e di molti uomini, incrinando il prestigio della città, la quale decise di trasferire il tesoro di Delo all'interno delle proprie mura. Tesoro che Pericle usò successivamente per abbellire la città.
    - A ciò si aggiunse il fallimento di restituire Farsalo, in Tessaglia, al partito filo-ateniese e la sconfitta subita nei territori di Sicione, dove una spedizione guidata da Pericle era intenta ad acquisire basi logistiche in Acarnania, presso la foce dell'Achelao.
    - Il ritorno dall'esilio di Cimone, che permise nel 451 a.C., di stipulare una tregua quinquennale tra le due leghe, dove Atene rinunciò all'alleanza con Argo.

    L'anno seguente è al comando di una flotta alla volta di Cipro dove, nonostante la sua morte, gli Ateniesi liberano dall'assedio persiano l'isola. La sconfitta persiana diede la possibilità di raggiungere a breve una tregua tra le due potenze detta pace di Callia, permettendo ad Atene di concentrarsi sul fronte interno.
    La pace in Grecia ben presto finì, infatti nel 448 a.C., gli Spartani intervennero a Delfi nella seconda guerra sacra, dove i Focesi si erano impadroniti della città.
    L'anno seguente una rivolta di oligarchi in Beozia appoggiati da Tebe scalzò i regimi democratici alleati di Atene. Il comandante Tolmide con il suo esercito liberò Cheronea e Orcomeno, ma accerchiato a Coronea dovette abbandonare la Beozia. Ad Atene rimaneva come alleata la sola Tessaglia, per giunta del tutto inaffidabile;
    nel 446 a.C., la rivolta si spostò in Eubea e a Megara, così il re spartano Plistonatte occupò l'Attica, ma forse corrotto da Pericle non attaccò venendo destituito, mentre Atene soggiogata la rivolta stipulò un trattato trentennale con Sparta.
    Si chiudeva una fase per l'impero ateniese nella quale pur avendo compiuto immani sforzi non ebbe in cambio il controllo di Egina e Naupatto[9], quindi la politica estera di Pericle si può definire da questo punto di vista fallimentare. La pace trentennale non spostò certamente gli equilibri in Grecia, dove Atene continua a pretendere il phoros, dagli aderenti alla lega, utilizzandolo per abbellire la città e potenziarne le difese. Inoltre la sua sfera di influenza raggiunse la Calcidica con la fondazione della colonia di Anfipoli alla foce del fiume Strimone, a cui va ad aggiungersi l'alleanza con i Traci Odrisi, che assicurò lo sfruttamento delle miniere della regione e il commercio col Bosforo Cimmerio di frumento e pesce. In ogni caso, il controllo di Atene sulle altre città e territori restava ancora precario, come dimostra l'episodio della Guerra di Samo
    La goccia che fece traboccare il vaso fu però l'interessamento ateniese dei traffici marittimi con le colonie della Magna Grecia cosa che andava a cozzare con gli interessi di Corinto. L'Acarnania, regione strategicamente molto indicata nelle vesti di base di appoggio per i traffici con l'Italia, divenne il loro principale obiettivo.

    Il Casus Belli e l' inizio del conflitto

    Nell'estate del 432 a.C. su richiesta di Corinto si radunò a Sparta l'assemblea federale della Lega del Peloponneso, per discutere sui provvedimenti da prendere nei confronti di Atene, che era entrata in aperto conflitto con due città facenti parte della lega, Corinto e Megara. Tre erano i motivi di conflitto con Corinto:

    - Atene aveva fornito appoggio a Corcira (odierna Corfù), che era colonia di Corinto, nel conflitto che la opponeva alla sua colonia Epidamno (odierna Durazzo): era accaduto che ad Epidamno un colpo di Stato democratico aveva cacciato dalla città gli aristocratici i quali, dopo essere stati esiliati, fecero ritorno massacrando quelli che erano rimasti in città. I democratici di Epidamno si rivolsero così a Corcira, loro madrepatria, perché mettesse pace tra loro e gli esiliati e facesse cessare le violenze. I Corciresi però rifiutarono di prestare aiuto e così gli Epidamni si rivolsero a Corinto, città fondatrice della loro colonia, perché li aiutasse. I Corinzi dunque accettarono di prestare aiuto agli Epidamni, cosa che provocò l'ira dei Corciresi: dopo un ultimatum, cinsero la città d'assedio. Scoppiò la guerra tra le due città e lo scontro sul mare vide vittoriosi i Corciresi, cosa che alimentò ira e risentimento nei Corinzi, i quali, nell'anno successivo allo scontro, si prepararono al meglio al successivo conflitto. Sapendo dei preparativi dei nemici e temendo un ulteriore scontro, i Corciresi, che non erano alleati né con Atene, né con Sparta, decisero di rivolgersi ad Atene per avere aiuto. Saputo di questa mossa, i Corinzi si recarono anch'essi ad Atene per evitare quest'alleanza che avrebbe impedito che l'esito della guerra fosse a loro favorevole. Corinto accusava ora Atene di essersi intromessa in questioni che non la riguardavano, trattandosi di rapporti tra la città dell'istmo e le sue colonie.
    - Atene aveva inoltre imposto a Potidea, città della Calcidica membro della lega delio-attica, ma colonia di Corinto, di non accogliere più gli epidemiurghi, i magistrati che annualmente Corinto inviava a Potidea a scopo di controllo e supervisione, e di abbattere le mura che congiungevano la città al mare. Al rifiuto di Potidea di sottostare alle richieste ateniesi, Atene aveva inviato sul luogo una flotta che aveva dato inizio all'assedio della città.
    - Il motivo di attrito tra Atene e Megara consisteva nel divieto imposto per decreto da Atene ai cittadini di Megara di frequentare i porti di qualunque città facente parte della lega delio-attica: in questo modo Atene conseguiva lo scopo di bloccare i commerci della città rivale.

    Questi tre elementi, però, come specifica chiaramente Tucidide nell'analisi dei presupposti della guerra, costituirono solamente i pretesti ("προφάσεις") della guerra, che invece trovava il vero motivo ("αἰτíα") nella volontà degli Spartani di opporsi allo strapotere di Atene, la quale, fin dalla fine delle guerre persiane, aveva intrapreso un percorso di progressiva estensione della sfera di dominio sul mondo greco, anche a scapito dell'autonomia e della libertà delle altre polis.
    All'interno del consiglio della lega peloponnesiaca, a favore della pace parlò il vecchio re spartano Archidamo II, ma l'assemblea riconobbe che Atene aveva violato i patti e si dichiarò favorevole alla guerra. Un ruolo in questa decisione, stando al racconto tucidideo, fu svolto anche dall'eforo Stenelaida, che ricordò agli spartani il loro ruolo di paladini della libertà di tutti i popoli della Grecia.
    A questa dichiarazione seguì un ultimatum, che intimava ad Atene di ritirare i decreti contestati e di risolvere i contrasti con Corinto e Megara. La propaganda ateniese rispondeva alle accuse peloponnesiache ricordando i meriti della città verso la Grecia, dal momento che la vittoria di Salamina sui Persiani nel 480 a.C. era stata merito della flotta ateniese. Atene, spinta da Pericle, fu irremovibile e i Peloponnesiaci iniziarono le manovre di guerra.
     
  3. alberto90

    alberto90

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    I due schieramenti

    La Lega Delio-Attica, meglio nota come Lega di Delo, comprende tutte le poleis alleate o tributarie di Atene, oltre ad Atene stessa. Le principali poleis della Lega, divise per regione, sono:

    DOMINI DIRETTI DI ATENE

    ATTICA
    - Atene
    - Sunio

    EUBEA
    - Caristo
    - Calcide
    - Oreo ( Istiea )

    TRACIA E CALCIDICA
    - Mende
    - Anfipoli
    - Torone
    - Abdera
    - Maronea
    - Taso
    - Crinide ( Filippi )
    - Aenos
    - Sesto
    - Lemno

    ETOLIA E ACARNANIA
    - Zacinto
    - Naupatto

    DODECANNESO
    - Andro
    - Paro
    - Nasso
    - Cos

    ALLEATI E CONFEDERATI

    IONIA
    - Ilio
    - Mitilene
    - Chio
    - Samo
    - Icaria
    - Efeso
    - Mileto
    - Alicarnasso
    - Cnido

    RODI
    - Rodi
    - Lindos
    - Carpanto

    BISANZIO
    - Bisanzio
    - Perinto

    TESSAGLIA
    - Larissa
    - Fere
    - Farsalo

    CORCIRA
    - Corcira

    Atene, e le città da lei direttamente controllate sono in grado di mettere in campo, all' inizio del conflitto, forze ingenti.

    - 10.800 marinai ( 4 flotte al comando rispettivamente di Lamaco 3.300; Nicia 3.300; Demostene 2.100; Tucidide 2.700 )
    - 36.000 soldati ( 5 eserciti al comando rispettivamente di Pericle 7.200; Assioco 7.200; Diodoto 6.000; Lakes 8.400; Lacedemonio 7.200 )

    La Lega del Peloponneso invece, comprende oltre a Sparta e ai suoi domini, le città di Tebe e Corinto, con i rispettivi possedimenti. Questi sono:

    SPARTA
    - Sparta
    - Cerigo
    - Messene
    - Pilo
    - Lamia

    CORINTO
    - Corinto
    - Ambracia
    - Anattorio
    - Cefalonia
    - Olinto

    TEBE
    - Tebe
    - Opus
    - Delfi

    ELIDE
    - Elide
    - Olimpia
     

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