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Questa storia del virus cinese...

Discussione in 'Off Topic' iniziata da GyJeX, 25 Gennaio 2020.

  1. MrBrightside

    MrBrightside

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    Sono finalmente usciti - il 19 febbraio - i dati tanto attesi, almeno per la Scozia: https://www.ed.ac.uk/files/atoms/files/scotland_firstvaccinedata_preprint.pdf
    E' ancora un pre-print, e non lo ho letto approfonditamente, comunque il succo del discorso è che sia AstraZeneca, sia Pfizer funzionano un po' meno bene rispetto ai trials - e questo era prevedibile, del resto effectiveness è per definizione << efficacy, ma in modo simile negli anziani rispetto al resto della popolazione, e questa è una buonissima notizia; la riduzione del rischio di ospedalizzazione nei soggetti a cui è stato inoculato il vaccino Pfizer sembra però rarefarsi se si ritarda il richiamo oltre la quinta settimana (tabella 2, pagina 18), quindi è importante attenersi alle indicazioni della casa farmaceutica (21 giorni l'ideale, mai meno di 19 o più di 42 dalla prima dose), a meno di non essere in condizioni disperate come sanità pubblica. Non si può dire ancora molto, ovviamente, sulla durata della protezione di un'ipotetica singola dose.

    Uno studio simile, ma più solido, è stato effettuato in Israele, dove si usa solo il vaccino Pfizer ed il 95% dei vaccinati fra il 20 dicembre ed il 1° febbraio con un sufficientemente lungo follow-up ha ricevuto la seconda dose entro 24 giorni dalla prima: https://www.nejm.org/doi/10.1056/NEJMoa2101765
    Sembra che almeno il vaccino Pfizer prevenga l'infezione, oltre che la sintomatologia, in una più che discreta % di casi, anche se la stima della sua efficienza in questo senso è probabilmente biased data la minore attitudine della popolazione vaccinata ad essere testata rispetto a quella non ancora vaccinata.
     
  2. MrBrightside

    MrBrightside

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    Dati buoni dalla studio di fase 2 su questo farmaco specifico contro il nuovo Coronavirus:
    https://www.merck.com/news/ridgebac...tigational-covid-19-therapeutic-molnupiravir/
    Tra l'altro si è notato come i pazienti con sintomi, sottoposti al trattamento, eliminino più velocemente il virus nelle vie aeree superiori rispetto al controllo.

    Ne approfitto per correggere una grave imprecisione da me riportata: l'efficacia misurata nei trials era nel ridurre in % il rischio di contrarre infezione con sintomi rispetto al placebo, non nella riduzione del rischio di morte che dovrebbe essere - sperabilmente - molto più alta, soprattutto nel caso del vaccino AstraZeneca. Quindi in questo ambito le differenze fra i vari vaccini in uso, se i trials sono attendibili, sarebbero poco significative. Ricordo comunque che i risultati definitivi dei trials di PIII difficilmente saranno disponibili prima dell'estate 2021.
     
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  3. Il Toscano

    Il Toscano

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    Se dovremmo aspettare i risultati, AstraZeneca subirà uno stop non indifferente.
     
  4. MrBrightside

    MrBrightside

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    Non necessariamente, ci sono delle analisi ad interim pubblicate e gli studi osservazionali sulle nazioni che lo hanno usato in maniera massiccia (cioè una, il Regno Unito). Basta solo non attribuire loro più potenza di quella che hanno. Il resto è il risultato della "informazione" fatta dai mass media e di una classe politica deprimente per ignoranza scientifica. L'ultima in ordine di tempo è lo studio che "dimostra" la sicurezza delle scuole, di cui si è molto parlato negli ultimi giorni (spoiler: quello studio non dimostra nulla, né in un senso né nell'altro, né potrebbe farlo partendo da assunti arbitrari e condizioni al contorno che adesso non esistono più, quindi nella migliore delle ipotesi è obsoleto).

    E' invece da poco uscito un lavoro che suggerisce come i vaccinati positivi al tampone abbiano una carica virale bassa, il che suggerisce come probabilmente i vaccini ad mRNA ostacolino non solo l'insorgenza di infezione con sintomi rispetto al placebo - quello lo fanno tutti, chi più chi meno - ma anche il contagio essendo la carica virale un buon proxy della capacità infettante, o almeno così sembra: https://www.nature.com/articles/s41591-021-01316-7

    Naturalmente non essendo randomizzato è uno studio con dei limiti, che del resto gli autori onestamente illustrano:

    [​IMG]

    Diciamo che quando si sente dire che il vaccino riduce del 90% anche il rischio di semplice infezione, lo si può prendere come valore massimo di efficacia, mentre il minimo potrebbe essere il 50% e l'efficienza reale una volta a regime stare nel mezzo.
     
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  5. MrBrightside

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  6. MrBrightside

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    Non ne vorrei scrivere perché non sono certo un medico, ma visto che in Italia la confusione sembra avere di nuovo superato il livello di guardia, mi permetto una piccola digressione sul collegamento fra vaccini a vettore virale (in Italia in pratica l'AstraZeneca, ma anche Sputnik che ne usa due diversi è a vettore virale) ed eventi trombotici. È di ieri la pubblicazione di due studi riguardanti gli eventi trombotici avversi associati al vaccino AstraZeneca: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2104882 e https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2104840
    L'evento avverso in questione si chiama vaccine-induced immune thrombotic thrombocytopenia (VITT) ed è di origine autoimmune, ovvero è il sistema immunitario, attivato con la normale stimolazione del vaccino, che commette degli errori i quali portano alla formazione di anticorpi contro le piastrine, che sono una delle componenti del sangue coinvolte nella sua coagulazione (ci sono anche in esplorando il corpo umano, sono quei dischi sorridenti con molte braccia :):)). La diminuzione delle piastrine nel sangue innesca poi a sua volta un meccanismo il cui esito è l'evento trombotico vero e proprio, che nella metà circa dei casi porta alla morte. Questo tipo di evento trombotico non va confuso con la TVP (trombosi venosa profonda), che può causare l'embolia polmonare, i cui meccanismi alla base sono altri (come fumo, cancro, obesità, uso di contraccettivi orali o disturbi genetici). Quest'ultimo è quel disturbo grave che si può presentare in caso di viaggi aerei intercontinentali, perché l'immobilità prolungata è un fattore di rischio; peraltro si è notato già da tempo che anche la Covid stessa ha fra le sue manifestazioni - non sempre, chiaramente, ma nei casi più gravi - anomali coaguli del sangue con associato rischio di trombosi, ed è proprio per prevenire questo che a volte nel trattamento dell'infezione è indicata l'eparina.
    E’ comunque necessario continuare a studiare il fenomeno (così come si sta facendo) per riuscire, se fosse possibile, a stilare strategie vaccinali differenti per una determinata fascia di popolazione, individuata come maggiormente a rischio di sviluppare la trombocitopenia autoimmune. Il problema non è da ignorare, ma la farmacovigilanza è efficiente, anche perché non è proprio facile che un evento del genere passi inosservato. L'incidenza apparente sembra essere di un caso su 80.000/120.000 persone, ma variabile da stato a stato, in alcuni sembra più un caso su 300.000 (forse c'entra anche la genetica di popolazione, o è l'età delle persone vaccinate). Qui c'è un'infografica dell'Università di Cambridge per la comparazione del rischio a 16 settimane* per classe di età; questa è per bassa circolazione virale (esistono 2 infetti su 10.000 persone), naturalmente più aumenta la circolazione più i numeri della colonna di sinistra si alzano, perché è più facile contagiarsi nel breve termine.


    [​IMG]

    * essendo l'evento nefasto dovuto a risposta autoimmune, è improbabile che si verifichi oltre pochi giorni, massimo qualche settimana dalla vaccinazione, da cui deduco io le 16 settimane utilizzate come benchmark (ma una risposta autoimmune si scatena di solito in un paio di settimane).
     
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  7. MrBrightside

    MrBrightside

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    La budesonide (un corticosteroide come il desametasone, che agisce localmente) potrebbe essere utile quando inalata nella cura della Covid: sembra un altro passo avanti nel trattamento della Covid, da uno studio di Oxford University: https://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600(21)00160-0/fulltext

    La metodologia impiegata dai ricercatori ha compreso la realizzazione di uno studio prospettico randomizzato, con analisi ITT.

    Punti di forza: 1) i risultati sono chiaramente incoraggianti; 2) la budesonide, a differenza degli anticorpi monoclonali che sono carissimi, è molto economica; 3) la cura è banale - due inalazioni al giorno a casa tua; 4) la metodologia dello studio è molto più potente rispetto ad altri studi pubblicati in questo ambito, e che hanno portato a pubblicizzare paccottiglia come se i medici fossero dei venditori.

    Punti deboli: 1) manca il placebo (cioé l'inalazione di soluzione fisiologica invece che del farmaco); 2) l'outcome primario è in parte soggettivo, in parte no (andare al pronto soccorso di propria volontà + essere ricoverati in ospedale, non di propria volontà); 3) l'outcome secondario è la risoluzione dei sintomi basata sul reporting dei pazienti; 4) il campione è piccolo, ma essendo uno studio di fase due è una cosa normale.
     
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