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Operazione Diamante

Discussione in 'Wargames - Generale' iniziata da Luigi Varriale, 24 Marzo 2019.

  1. Iscandar

    Iscandar

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    Beh, i KIlo sono soprannominati "buco nero" dalla US Navy
     
  2. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Nonostante ciò l'avevo beccato. Solo un po' troppo tardi. Mi chiedo se ci fosse stato un 212
     
  3. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Scenario Land 2 La battaglia di Mawergha

    1.Missione ed obiettivi

    Le forze del Governo di Accordo Nazionale impegnate in questa operazione hanno il compito di bloccare l'offensiva delle forze del Generale Harrar verso Misrata. La città è considerata la seconda principale roccaforte del GNA dopo Tripoli che ne è la capitale.

    Dal punto di vista tattico si tratta quindi di una battaglia d'arresto per le forze del governo di Tripoli, su posizioni semi-preparate e con l'aiuto di ordigni insidiosi (mine), usati di nascosto perché proibiti dal diritto bellico internazionale. Gli ordini non escludono una possibile controffensiva, nel caso in cui si riesca a registrare un successo contro le forze nemiche, che ne giustifichi l'attuazione.

    Le forze del Generale Harrar hanno come obiettivo di uscire lungo il lato nord della mappa utilizzando l'autostrada per Misrata e la strada secondaria; 5 punti per ogni unità uscita. Naturalmetne l'obiettivo delle forze del GNA è impedire che ciò avvenga, il che equivale ad impedire l'accesso del nemico a Misrata stessa.

    2.Forze

    In accordo con il sistema di riduzione di scala adottato in questa campagna, dato il livello tattico dei sistemi di simulazione impiegati, le forze del Generale Harrar comprendono una compagnia di fanteria semi-motorizzata, rinforzata da una batteria di artigliaria media. La porzione autotrasportata delle truppe utilizza veicoli civili pick up con armi assortite montate di fortuna nel cassone posteriore, mentre l'artiglieria utilizza obici russi da 122 millimetri trainati da camion militari. Risulta anche una fornitura di moderni missili anticarro Kornet, utilizzabili anche contro posizioni fortificate, oltre alla panoplia di armamento leggero di matrice russa; dal fucile d'assalto AK al lanciarazzi RPG-7, passando per le mitragliatrici leggere PKM.

    Dalla parte delle forze di Tripoli invece, avremo un plotone rinforzato di fanteria, cioè appoggiato da una sezione di fucilieri motorizzati dotati del calibro 14.5, montato sulle onnipresenti Toyota Technical. Nel resto delle squadre troviamo un misto di armi occidentali, fornite a suo tempo dagli Stati Uniti (2011) e di fabbricazione sovietica, comprendenti anche carabine M-4, e mitragliatrici M-240.

    In appoggio a queste scarse forze del Governo di Tripoli, e proprio perché così scarse, il governo italiano ha predisposto di intervenire con una sezione speciale, che amministrativamente dipende dal COMSUBIN, ma non ne fa parte: la cosiddetta sezione G. Questa unità combattente totalmente sconosciuta (quindi vedete di stare muti, tanto non vi crederebbe nessuno) è formata da personale che non fa parte delle forze armate italiane, ma che è ufficialmente impiegato in altre branche dell'amministrazione pubblica, o in imprese private normalmente appartenenti ai servizi di intelligence. Si tratta di personale che riceve lo stesso addestramento del resto delle forze speciali italiane Tier 1, ma che per contratto non è autorizzato a sposarsi, ad avere figli per tutta la durate della permanenza presso la sezione G. Lo status lavorativo ed operativo di questo personale è sconosciuto anche alle loro famiglie di origine, che invece sono a conoscenza dell'attività di copertura del loro congiunto. Normalmente si tratta di attività ricoperte all'estero ma non necessariamente, con annessi prolungati periodi di assenza: giornalisti, funzionari di ambasciata, operatori di NGO, attivisti, funzionari di imprese con sede in paesi disagiati, e persino cotractors militari di società estere. Questo allo scopo di giustificare, nel caso, la perdita di questo personale, non con le motivazioni reali, ma con motivazioni fabbricate ed inerenti all'attività di copertura. Quindi d'ora in poi, pellegrini che leggete, quando il telegiornale vi spaccia di un giornalista o di un attivista italiano crepato oltremare, fatevi due domande.

    Dal momento che la presa di Misrata da parte delle forze del Generale Harrar, farebbe quasi sicuramente suonare la campana a morto per la missione di contrasto all'immigrazione DIAMANTE, il governo italiano è stato costretto ad inventarsi qualcosa per provare ad impedire che Harrar conquisti la città. Gli Italiani non posono guadagnare punti vittoria in questo scenario, in quanto ufficialmente non esistono forze italiane impegnate nello stesso, quindi dal punto di vista della campagna, lo scenario avrà solamente effetti di rafforzamento od indebolimento delle due maggiori fazioni libiche impegnate nel conflitto oltre che naturalmente la possibilità di un accesso delle forze di Harrar alla città di Misrata, che in caso di sconfitta delle forze del GNA in questa battaglia, cadrebbe quasi certamente nelle mani della fazione di Tobruk.
    2019-04-14 13_47_00-Libya Inland.jpg

    3.Ricognizione

    Allegata fotografia satellitare della'area di operazione. Il GNA l'ha scelta come migliore zona dove organizzare un'oprazione di contrasto nell'ambito del terreno a sud di Misrata, generalmente sfavorevole alla difesa. Se all'operazione si vuole dare un carattere di imboscata, si nota subito come le posizioni idonee sarebbero la distilleria e la vecchia stazione di polizia. Le stazioni di servizio, sarebbero anche utilizzabili, ma forse un po' troppo esposte. Una posizione difensiva secondaria è anche rappresentata dalla terrazza di Al Kandhar, posizione elevata ma purtroppo poco protetta. Gran peccato per l'infelice ubicazione del vecchio forte Bedeh e della fabbrica in disuso a sud che sono eccellenti posizioni ma troppo eccentriche rispetto all'asse di avanzata del nemico. Il forte può comunque essere utilizzato come area di raccolta per i feriti ed eventuale evacuazione.
    terrain.jpg
    Operatore della Sezione "G" appena sbarcato da CERBERO, controlla l'arma individuale
    screenshot.png
    Milizie del GNA pronte a muovere per l'area di operazioni
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  4. DistruttoreLegio

    DistruttoreLegio

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  5. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Distruttore, pensavo che non arrivassi più a questo thread.
    Sono tornato ad una scala simile a SP Spero sia di tuo gradimento.
    Grazie per le parole di incoraggiamento.
     
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  6. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Sud di Mawergha

    Lo scenario era di altri tempi. Sotto un battente Ghibli che rendeva difficile la navigazione, team LUNA avanzava con fatica, gli uomini incolonnati uno dietro l'altro, in direzione del forte di Quaret Al Bedeh. Il viaggio in elicottero era stato un mezzo incubo. Solamente il severo addestramento del personale di Aldebaran aveva evitato che il vetusto velivolo non perdesse la rotta nella tempesta di sabbia: uno scenario da fallita operazione Eagle Claw 40 anni prima.

    Per fortuna del team, il giorno successivo, il tempo era migliorato e in vista dell'obiettivo, DEUX, il comandante del distaccamento, poteva prendere contatto con le forze del governo di accordo nazionale presenti nell'area da difendere.

    SFERA, ufficiale di collegamento, presentò il reparto ad un capitano libico, molto professionale e molto preparato. L'unità di comando delle forze libiche era attestata presso la distilleria Halabash, che erea difesa su tre lati da personale armato di vecchi, ma sempre efficienti fucili LR di provenienza inglese. A rafforzare la difesa, una Toyota armata di mitragliatrice pesante da 14,5. SFERA, consumato conoscitore di lingua ed usi e costumi locali, si complimentò con il Capitano Jalloud per l'ottimo apprestamento difensivo e lo informò che il suo reparto di "combattenti stranieri" era stato ingaggiato per appoggiare le sue forze nella difesa di Mawergha. Il reparto italiano in realtà lo comandava DEUX, ma si preferì dare l'impressione ai Libici che SFERA fosse lui in comando, in quanto più vicino culturalmente agli alleati.

    Il Capitano Jalloud, sostenne che quello era il luogo adatto a spezzare le ossa all'offensiva di Harrar e che fermata lì l'offensiva del governo di Tobruk, il pericolo per Misrata e soprattutto per Tripoli sarebbe cessato. A quel punto si sarebbe potuto pensare ad una controffensiva per recuperare i territori perduti negli anni precedenti, soprattutto i pozzi di petrolio nel Fezzan occidentale e centrale.
    però occorrevano armi, munizioni e nuovi uomini addestrati.

    SFERA si finse interessato ai progetti strategici di Jalloud a lungo termine, quando in realtà gli interessavano solo i piani tattici immediati per fronteggiare la prevista offensiva nemica. Il Capitano Jalloud, lo portò in giro per fargli visitare le posizioni sul fronte.

    Si trattava di un'articolazione difensiva tipo seconda guerra mondiale, con due complessi in trincea, uno alla destra del vecchio cpmpound della polizia ed un altro impiantato in cima alla terrazza di Kandhar; ottima posizione. Nel compound della polizia vero e proprio era sistemato il rincalzo di plotone, costituito dalla squadra anticarro, e la sezione comando era nella distilleria in riserva generale. Le truppe in trincea erano in condizioni vagamente pietose, essendo state in trincea oramai per settimane. SFERA si guardò bene dal fare alcun commento; Il morale dei militari libici non sembrava cattivo e quindi non ebbe nessun pregiudizio. L'occhio attento degli operatori italiani rilevò anche che le armi erano mantenute in condizioni decenti eche gli apprestamenti difensivi erano buoni, anche se per una guerra d'altri tempi. Ma qua in Africa Settentrionale si combatteva così. Al contrario delle immagini televisive, non tutte le forze erano motorizzate; questa particolare unità libica aveva la metà delle sue forze che erano fanteria appiedata, come del resto anche LUNA, che era un reparto appiedato seppure con l'appoggio di CERBERO a pertata di radio.

    Ora, l'aspetto più negativo della situazione era che il Capitano Jalloud non aveva nessun fuoco indiretto per fronteggiare il nemico, mentre le forze di Harrar che si apprestavano ad attaccare avevano un'intera batteria da 122 a loro disposizione. Diventava quindi fondamentale il mascheramento delle posizioni trincerate, in maniera da ritardarne il rilevamento da parte del nemico il più a lungo possibile. Una volta individuate, queste posizioni avrebbero dovuto essere immediatamante evacuate, pena il loro martellamento da parte dell'artiglieria nemica, anche se occorreva valutare la reale capacità degli osservatori avanzati nemici di dirigere un fuoco efficace. A parziale compensazione di questo svantaggio, DEUX e SFERA concordarono come primo schieramento del reparto italiano, il piazzamento del team sniper/comando 300 metri a nord della posizione trincerata libica a sinistra del compound della polizia. Con il suo Dragunov, munito di cannochhiale, PAPA avrebbe tenuto sotto tiro una buona metà del fronte di battaglia, facendo un po' le veci di un pezzo di artiglieria. Sfera si raccomandò che nessuno uscisse dalle trincee, o si sarebbe trovato sulla traettoria del tiro. Naturalmente anche Il posto di comando italiano si sarebbe installato in quella posizione. SFERA propose anche che il resto del suo reparto si piazzasse come ulteriore riserva di settore nel forte di Quaret AL Bedeh, e che gli venisse assegnata la Toyota da 14.5 per spostarsi rapidamente là dove fosse stato più urgente intervenire a battaglia iniziata. Ognuna delle sezioni italiane era composta da due operatori intorno ad un'arma di appoggio leggera RPK, adatta alla difesa manovrata a patto che i teams fossero stati in grado di muoversi velocemente da un punto minacciato all'altro. Il Capitano libico si rese conto che i tizi stranieri sembravano molto ben organizzati e si muovevano da veri professionisti e si disse daccordo con le richieste. Consegnò a SFERA una radio per tenersi in comunicazione con lui, dispose che il reparto anticarro cedesse il suo veicolo, andandolo a lasciare presso il forte, e si incamminò con il reparto comando italiano alla volta della posizione sulla quale avrebbe dovuto attestarsi.

    Nel mentre il gruppo camminava verso la sua destinazione, il Capitano Jalloud offrì il suo apprezzamento tattico sulla battaglia in divenire: secondo lui la superiorità numerica ed in bocche da fuoco del nemico era manifesta. Secondo i servizi di informazione, le milizie di Harrar avevano più veicoli, armi pesanti modernissime fornite dai Russi e il già citato appoggio di artiglieria media. La mimetizzazione delle posizioni difensive era dunque fondamantale. La resistenza in trincea, critica. Una volta abbandonate le posizioni difensive, le forze di Tripoli sarebbero state esposte ed alla mercé della superiore potenza di fuoco del nemico. Si vedeva che Jalloud era molto preoccupato di questo aspetto. Il suo comando gli aveva intimato di fermare le milizie di Harrar sul posto e lui non era sicuro di riuscire ad adempiere al suo compito. SFERA e DEUX cercarono di confortare l'ufficiale libico, assicurandogli che con la riserva mobile costituita con LUNA la difesa si sarebbe piegata ma non spezzata e che comunque, prima che il nemico individuasse con precisione la dislocazione della linea principale di difesa, avrebbe subito un sacco di perdite e che quindi il combattimento si sarebbe svolto più ad armi pari quando le posizioni difensive fossero state scoperte. SFERA ammise comunque che l'artiglieria nemica ere un problema, se non altro perché non esisteva nessun assetto con cui condurre un fuoco di controbatteria.

    Arrivati sul luogo su cui posizionare il reparto comando italiano. PAPA, coadiuvato da DEUX cominciò a preparare la posizione per il Dragunov. In capo a 10 minuti, la presenza del reparto non era più visibile a meno di calpestarlo. Il Capitano Jalloud ne fu molto impressionalto. Prima di riavviarsi verso la distilleria, lasciò una radio agli Italiani, si raccomandò a Dio per lui e per i suoi onorevoli alleati, e si incamminò lungo la strada del ritorno pregando SFERA di tenersi constantemente in contatto.
    ll.jpg
     
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  7. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Battaglia di Mawergha Turno 1

    Le forze del Capitano Jalloud erano a conoscenza del fatto che il nemico sapeva che in quell'area era stata organizzata la difesa fuori da Misrata. Sapeva anche, il nemico, il motivo per cui la difesa era stata organizzata proprio lì: si trattava di risparmiare al centro abitato vero e proprio dei combattimenti nei quali si sapeva benissimo che ci sarebbe stata di mezzo l'artiglieria e forse anche qualche raid aereo. Si voleva insomma risparmiare una dura prova alla popolazione civile. Devo dire che occorre dare del credito al governo del Primo Ministro Al Maanay per aver sinceramente dato la precedenza alla sorte della popolazione civile di Misrata, che avrebbe invece potuto utilizzare come esca mediatica per screditare l'avversario uccisore di civili inermi. Contro il parere del suo capo militare, il Colonnello Asfar Al Barghani, il Primo Ministro aveva imposto che la difesa si svolgesse su un campo di battaglia scarsamente abitato. Come ho detto all'inizio, le forze di Tobruk erano a conoscenza che l'area era presidiata, e l'effetto di ciò si vide immediatamente nelle prime fasi.

    Che la battaglia era cominciata, il comandante del distaccamento G o LUNA per il denomitativo di missione, se ne accorse perché il tiratore scelto PAPA gli diede un colpetto sulla spalla.

    "Movimento settore sinistro ore undici" mormorò PAPA a DEUX, che immediatamente puntò il binocolo tattico in quella direzione. Si sentì pure leggermente imbarazzaato dal momento che è l'osservatore che deve allertare il tiratore e non viceversa.

    Una rapida occhiata alla situazione di fronte a lui rivelò che appiedati probabilmente nemici tentavano di filtrare dalla parte destra della fabbrica abbandonata.

    "Squadra di fanteria ed una sezione con un tizio alrmato di RPG" commentò DEUX senza staccare gli occhi dal binocolo"

    "Ingaggio?" fu la semplice risposta di PAPA

    "Vai: per lo meno servirà ad avvertire Jalloud che il nemico è in vista"

    Le milizie avversarie si avvicinavano furtive. come detto prima proprio perché sapevano che la difesa erea ubicata in quell'area precisa imemdiatamente a sud del sobborgo di Mawergha. Sapevano quindi benissimo che nell'area c'era la difesa, ma non sapevano evidentemente quali e dove fossero le posizioni difensive. Quindi mandavano evidentemente in avanti un partito per la ricognizione.

    Poi cominciarono ad udirsi spari dall'altra parte del vecchio commpound della polizia. in un settore che era invisibile al reparto comando e tiro di precisione del distaccamento G.

    "I Tobrukesi vegono avanti anche nel settore destro" ipotizzò correttamente DEUX facendone partecipe i suoi due compagni di reparto SFERA e PAPA

    "Altri reparti prendono posizione dietro alle all'RPG...si tratta di missili anticarro. Quest'altra squadra è equipaggiata di missili anticarro" cantilenò PAPA momocorde continuando l'osservazione. "Si posizionano per dare fuoco di copertura agli elementi in esplorazione".

    Dal rumore degli spari si era capito che la battaglia era cominciata. PAPA si accovacciò come un felino dietro al suo Dragunov, emise un paio di respiri profondi e si concentrò sul cannocchiale. Prese di mira la sezione con il tizio con l'RPG ed in particolare il...tizio con l'RPG. Mentre si concentrava sul tiro, osservò che gli altri due uomini che accompagnavano il tizio si buttarono o caddero per terra, PAPA non poté dire se colpiti o solo in cerca di copertura. Di sicuro poteva dire che che qualcun altro stava sparando a quella squadra, e quindi decise di rompere ogni indugio: si riconcentrò sul suo cannocchiale, inquadrando bene il bersaglio. Come sempre il rinculo dell'arma di grosso calibro gli dette la piacevole e familiare scossa lungo tutto il corpo.

    "Merda" commentò. Il tizio, visti i suoi commilitoni cadere, li imitò immediatamente una frazione di secondo prima che PAPA premesse il grilletto. Dalla perfetta definizione data dal cannocchiale PAPA poté vedere che il suo bersaglio l'aveva colpito, ma al braccio sinistro invece che in faccia, dove aveva preso la mira. Fatto stava che comunque il bersaglio andò a terra e di movimenti da quella sezione nemica per il momento non se ne videro più.

    "Movimento ore una...recicla!" arrivò precisa l'indicazione di DEUX che teneva d'occhio la seconda squadra nemica che si appropinquava dalla destra del compound.

    PAPA spostò il fucile di qualche grado a destra, da sotto alla rete mimetica, per inquadrare il nuovo bersaglio; una squadra di fanteria nemica che pareva anche quella sotto il fuoco.

    "Sono riusciti a raggiungere il muro esterno" PAPA fece notare al suo capo ed osservatore"

    "Ingaggia lo stesso" ordinò DEUX "Tanto da questa distanza non ci vedono"

    "Roger"

    Un secondo colpo secco di Dragunov si confuse con gli assortiti spari di armi leggere provenienti da oramai tutta la linea difensiva in stato di allarme. con questo secondo colpo PAPA non riuscì a colpire, dato che la squadra si era portata effettivamente dietro alla protezione del muro di cinta anteriore della vecchia stazione di polizia; lì peraltro si fermò evidentemente per individuare le posizioni difensive sul settore sinistro del fronte.

    "Il Capitano Jalloud riferisce di truppe nemiche in movimento lungo l'autostrada" si intromise SFERA con un leggero calcetto sulla gamba del suo comandante sdraiato a pancia in giù e sempre concentrato sul binocolo da osservazione.

    "Veicoli?"

    "No" rispose asettico SFERA "appiedati probabilmente in ricognizione"

    DEUX mise mano alle sue comunicazioni di reparto.

    "RIETI qui DEUX, preparatevi ad intervenire"

    Due colpi di microfono di RIETI 1 confermarono il ricevuto.

    "Interrogativo avete con voi il Toyota"

    due colpi come risposta affermativa

    "Interrogativo avete visuale sul nemico"

    un colpo solo come risposta negativa

    "Allora agite di iniziativa, se vedete che gli amici vanno in difficoltà, fine"

    due colpi

    DEUX si concentrò di nuovo sul binocolo da osservazione nella perfettamente mimetizzata posizione di tiro. Il nemico era già riuscito ad imbucare una squadra abbastanza vicino alle posizioni libiche trincerate di sinistra. Ora tutto dipendeva da cosa avveniva prima: se il nemico fosse riuscito ad individuare le posizioni di Jalloud sul fianco sinistro o se fosse crepata prima di assolvere a questo compito.

    Comincia la bagarre
    vv.jpg
     
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  8. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Battaglia di Mawergha turno 2

    "DEUX qui FERRO la fanteria libica sulla terrazza si agita, direi che stanno ricevendo fuoco".

    "Roger FERRO agite di iniziativa"

    I reparti di Harrar, che erano entrati in battaglia cauti, si erano fatti ancora più cauti sotto il fuoco d'arresto che i governativi e gli Italiani gli stavano rovesciando addosso.

    "Ricevuto DEUX, vi informiamo che una delle due squadre nemiche che erano lungo la strada si è defilata alla nostra vosta sulla sinistra. Probabilmente hanno occupato la stazione di servizio sulla vostra parte di fronte"

    "Ricevuto"

    Ancora una volta il tiratore scelto PAPA avvertì DEUX che c'era movimento nella zona della fabbrica abbandonata.

    "Qualcuno si sta avvicinando alla sezione RPG che abbiamo fulminato nel turno precedente"

    "Quanti"

    "Tre"

    "Levali di mezzo"

    "Roger"

    PAPA si concentrò sui nuovi bersagli. Occhio fisso nel cannocchiale, visualizzava due tizi armati di AK avanzare cauti probabilmente per prestare soccorso ai commilitoni colpiti dal fuoco congiunto suo e della sezione di fanteria governativa. Per un solo secondo si chiese se era giusto colpire degli uomini che stavano cercando di salvare la vita a qualche altro uomo, ammesso che qualcuno di quelli fosse ancora vivo. Durissima la vita del cecchino pensò PAPA: vedere in diretta e consciamente il risultato delle sue azioni. Certo non era come sparare alla cieca un certo volume di fuoco di soppressione. Il semiatumatico Dragunov era peraltro un'arma eccellente, stabile e precisa. Il fatto che fosse semiautomatico gli permetteva anche di annichilire più di un bersaglio alla volta se questi erano sufficientemente concentrati. E quegli idioti camminavano proprio così; assiepati e chinati, illudendosi così di poter sfuggire al fuoco. In ogni caso erano dei coraggiosi e temerari.

    Crack...Crack...due colpi in rapida successione; entrambi i soldati nemici caddero a terra e scomparirono in una piega del terreno. Poi più nessun movimento.

    "Libero" sussurrò PAPA al suo comandante ed osservatore.

    Dall'altra parte del fronte un'altra comunicazione stava avvenendo, in Arabo.

    "Bashir, abbiamo individuato il nemico trincerato sull'altura a sinistra della strada ma siamo sotto il fuoco!!. Mettetemi in contatto con i cannoni pesanti"

    "Il canale è 323 Moulud. Resisti. Dio è grande"

    Il comandante delle forze di Harrar cominciava ad essere preoccupato, e cercò di mettersi in contatto con le sue forze sul fianco destro.

    "Terza squadra rispondete, qual'é la vostra situazione passo!"

    Non ricevette risposta. Tutti erano troppo indaffarati a cercare riparo ed a rimettere insieme i cocci. Non riusciva a capacitarsi di come il nemico potesse sviluppare un tiro così preciso, e perché non fosse ancora stato individuato.

    C'erano troppe cose che non sapeva.

    Situazione della battaglia di Mawergha alla fine del turno 2. Le forze di Harrar ancora impegnate a cercare di identificare le posizioni difensive del nemico.
    n.jpg


    Uno dei 122 si prepara al tiro; la battaglia è tutt'altro che finita.
    b.jpg
     
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  9. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Battaglia di Mawergha turno 3

    I reparti di Harrar sul fianco destro erano effettivamente inchiodati al suolo ed avevano subito considrevoli perdite: almeno due morti e 3 feriti di cui due necessitavano immediata evacuazione. Una delle sezioni di Kornet aveva solamente il lanciatore ancora in grado di combattere, ed una delle sezioni RPG era fuori combattimento. La seconda sezione di RPG teneva duro al riparo del muro di cinta, ma pur sempre sotto il tiro del tiratore scelto della sezione G nostra. Il resto delle truppe governative schierate nelle trincee di destra avevano cessato il fuoco per evitare di essere individuate. DEUX non mancò di notare questo particolare ed in mente sua elogiò la sapienza del sottufficiale libico che comandava quella sezione di fanteria.

    La sezione nel compound della polizia invece non era stata altrettanto accorta. Tentò ancora una volta di ingaggiare il nemico al riparo del muro di cinta: aveva sparato una volta di troppo e fu individuata senza peraltro riuscire a provocare ulteriori danni al nemico.

    Per quanto riguardava le posizioni trincerate sulla terrazza, la sezione di mitraglieri governativi, ricevette ordine dal comando di plotone di abbandonarle e di ritirarsi dietro alla distilleria. La decisione anche qui fu saggia; le milizie di Harrar non ci avrebbero certo messo molto prima di chiamare una missione di fuoco da 122 su quelle posizioni oramai individuate. Ma la ritirata non fu indolore. Non appena i tre uomini della sezione si mossero fuori dalle trincee correndo a perdifiato, furono fatte oggetto di fuoco da parte di entrambe le squadre di fanteria nemiche appostate lungo la strada e nella stazione di servizio. Quando la sezione arrivò a contatto con la squadra comando del Capitano Jalloud nella distilleria, uno degli uomini era gravemente ferito ad una gamba e veniva trascinato a fatica dai suoi commilitoni senza fiato. La mossa secondo me era stata comunque buona, perché era vero che le truppe di Harrar adesso potevano occupare le trincee, ma queste erano comunque sotto il tiro della squadra comando di compagnia governativa e di tutte le forze speciali italiane appostate nel forte di Qaaret al Bedeh. Di conseguenza, la partita era ancora tutta da giocare.

    Mentre avvenivano tutte queste cogitazioni, la radio che Jalloud aveva dato a SFERA si animò alquanto.

    "Veicolo nemico sull'autostrada!! Avanza a forte velocità contro la stazione di polizia!"

    Era proprio Jalloud che avvertiva i suoi del pericolo. Il veicolo era una Technical armata con un complesso binato antiaereo da 23mm, quindi una minaccia seria. Gli Italiani non potevano vederla, ma se Jalloud non fosse stato mussulmano, avrebbe bestemmiato Dio brutalmente per l'eccessiva foga della sua sezione nel compound che l'aveva spinta a continuare il fuoco e farsi individuare. Il comandante del veicolo nemico doveva avere avuto informazioni veramente precise sulla dislocazione dei suoi uomini nell'edificio. La Toyota si precipitava infatti giusto nell'angolo cieco della posizione e non gli si poté sparare, per lo meno non immediatamente.

    Se il nemico riusciva a prendere la stazione avrebbe potuto fornire abbondante fuoco di copertura alle forze che avessero tentato di avanzare lungo l'autostrada, con la doppia minaccia di accerchiamento delle forze amiche nella distilleria e nel forte, e di sfondamento verso il lato nord dell'area di operazioni che costituiva l'obiettivo finale del nemico per questo scenario.

    Il turno 4 diventava a questo punto decisivo, specialmente nell'area del compound.
    s-l1600.jpg
    v.jpg
     
  10. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Battaglia di Mawergha turno 4

    Nel pieno di una battaglia che era si a ritmo lento, ma non accennava a cessare, dalla postazione di comando e tiro del distaccamento G, si poteva chiaramente assistere all'evolversi della situazione nell'area delle operazioni. La cattiva notizia era che la sezione ATGM nemica che si era lanciata con la Toyota sulla stazione di polizia era riuscita ad occuparla, sotto il fuoco di copertura di una delle squadre di fanteria appostate lungo l'autostrada, che avevano ammazzato un uomo della sezione laciagranate governativa che presidiava la stazione e costretto il resto del reparto ad abbandonarla. I due superstiti "granatieri" riuscivano a scamparla verso nord, e la Madonna ne protesse la ritirata, in quanto i passeggeri della Toyota, impegnati a smontare ed a occupare l'edificio, non ebbero il tempo di prenderli di mira.

    La notizia buona era invece che PAPA aveva fulminato l'operatore dell'ATGM Kornet, mentre correva dal veicolo all'entrata della stazione, spappolandogli la testa con un 7.62 del suo Dragunov. Ed aveva fatto appena in tempo, perché si andava levando un certo vento di ghibli che cominciava ad alzare sabbia in quantità e ciò cambiava decisamente la natura della battaglia a partire da quel momento. PAPA aveva colpito fino ad allora 3 bersagli su quattro tiri, a testimonianza della perizia dei tiratori scelti italici, vincitori di svariate gare internazionali.

    Sulla destra le truppe di Harrar cominciavano ad evacuare i feriti dell'altra sezione ATGM e di quella RPG. La seconda sezione RPG, quella abbarbicata al muro di cinta della stazione di polizia, avrebbe voluto avanzare ma il suo comandante ci ripensò. Oramai si era reso conto che nell'area c'era almeno un tiratore scelto governativo, anche se non poteva dire ancora da dove sparasse. L'unica cosa che poteva dire era che sparava con diabolica precisione e che i cecchini, nelle milizie raccogliticce di quella guerra, non erano una presenza comune. Comunque pensò bene di essere prudente visto che si sparava alla sua sinistra, alla sua festra e lui aveva già un ferito.

    La prima reazione di DEUX alla notizia che il nemico aveva occupato la stazione di polizia, fu quella di ordinare a GAMMA di montare sulla Toyota prestata dai governativi e trovarsi un posto dal quale si sarebbe assicurato che gli sgherri di Harrar non progredissero oltre quella posizione, cosa che i due operatori del gruppo GAMMA eseguirono immediatamente dopo aver dato il ricevuto. Nel prendere velocemente posto all'interno della Jeep, tra il rumore degli spari sporadici provenienti da sinistra e di fronte, i due operatori si videro passare davanti il ferito della sezione mitraglieri governativa che si era ritirata dalla terrazza, accompagnato da un commilitone. Stavano quindi per mettere in moto il veicolo, quando...Craaaang...un proiettile di grosso calibro si abbatté nella parte posteriore della Toyota, dietro la cabina di guida, facendola ondeggiare come se fosse stata colpita da un gigantesco pugno. GAMMA 2 che era alla guida, si sporse velocemente fuori dal finestrino per rendersi conto di cosa fosse successo. Qualcosa aveva devastato la mitragliera pesante ospitata nel retro della Jeep.

    "Che cazzo è stato?" chiese GAMMA 1 con l'RPK in braccio sul sedile del passeggero.

    "Roba grossa ma non esplosiva. Un colpo singolo. Se vuoi la mia opinione era un Barrett. Non me lo vedo un BMP-2 o un 23mm AA sparare a colpo singolo"

    "Le milizie di Harrar non hanno Barrett e nemmeno BMP-2"

    "E invece mi sa di si"

    "Magari non sono le milizie di Harrar che ci hanno sparato"

    "Sti cazzi!"

    "Comunque leviamoci di torno prima che qualcuno ci faccia arrosto"
    dd.jpg
     
  11. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    mi sono accorto che la sezione G italiana è troppo numerosa e sbilancia lo scenario.
    Quindi consideerate come se dall'inizio fosse stata formata solamente dal gruppo comando e tiro di precisione
    DEUX, PAPA, SFERA
    e da un gruppo di manovra
    GAMMA 1, GAMMA 2
    Inoltre SFERA è trasferito d'ufficio alla sezione GAMMA

    Dai prossimi aggiornamenti non vedrete più i gruppo RIETI e FERRO.
     
    Ultima modifica: 22 Aprile 2019 alle 08:23
  12. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Battaglia di Mawergha turno 5

    "Merde Je les ai ratées" incazzatissimo l'agente della DGSE grugnì a sé stesso prima ancora che al suo osservatore, ancora occhio incollato al cannocchiale.

    "ça va; on leur tire dessus le tour suivant"

    "Il ne serat pas facile, avec cette tempe^te qui s'approche"

    "tu as vu qui tire de la droit?"

    "non, mais je te dis que il est an professionel, il n'est pas un cul noire"
    --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------


    GAMMA 2 cercò di mettere in moto la Toyota, ma la cosa non gli riuscì.

    "Il veicolo non funziona; smontiamo e preoseguiamo a piedi"

    Fulmineamente i due operatori uscirono dal veicolo e coprendosi a vicenda iniziarono il movimento intorno alla distilleria, dalle pareti di lamiera arrugginita. La sabbia continuava a sollevarsi dal terreno con il cescere dell'intesità del vento, e con essa pezzi di lamiera a materiale leggero vario.

    Craaaak...un'altro colpo di grosso calibro si schiantò a non più di tre metri da GAMMA 1.

    "contatto probabilmente ore 3" gridò GAMMA 1 osservando come in addestramento in che direzione veniva lanciato il pietrisco smosso dal contatto del proiettile con il terreno.

    I due si gettarono a terra, girandosi verso la probabile direzione di provenienza del fuoco.

    GAMMA 1 si guardò intorno alla ricerca di una posizione migliore; non ne vide nessuna.

    "Manteniamo questa posizione fino a che non identifichiamo la fonte del fuoco" intimò al suo collega. "Mettiti in copertura e mettiti in contatto col capo"

    Al centro della zona di operazioni le due squadre di fanteria delle milizie di Harrar continuavano l'avanzata lungo l'autostrada; una sulla destra costeggiando il muro di cinta sinistro della stazione di polizia, e l'altra affiancata alla sua sinistra, leggermente arretrata. Fino a quando la squadra di punta ebbe la copertura dell'edificio, tutto bene; ma come mise il naso fuori, il comandante cadde a terra con mezza guancia asportata di netto. L'osso spappolato dell'orbita inferiore oculare sporgeva bianco in contrasto alla massa sanguinolenta che era diventata la sua faccia. Il ragazzo a terra si dimenava e tremava urlando terribilmente in stato di shock. L'ennesima vittima di PAPA, appostato dalla parte opposta del campo di battaglia. 4 su 5 nonostante le difficoltà di visuale.

    "Con questa polvere non vedo quasi più niente, ma mi pare di averne beccato un altro" PAPA confermava al suo comandante.

    Il comandante dell' LNA incitava i suoi a gravitare per la sinistra. Si era anche fatto una vaga idea della posizione del cecchino nemico dai messaggi disperati che provenivano dalle diverse unità che quel bastardo gli stava smontando un pezzetto alla volta. Per la verità le sue unità non erano lontane dal lato nord della mappa, ma il fuoco nemico era selettivo e micidiale. Non era possibile che avesse truppe miliziane di fronte a sé. Cominciò a chiedersi se i sospetti di forze speciali americane o comunque NATO in appoggio ai rinnegati di Tripoli non avessero un loro fondamento. Il suo problema era quello tipico di una battaglia di attacco, dove la ricognizione era carente ed approssimata: pieno di supporti, ma non sapeva dove sparare. Fino al turno prima i suoi avevano individuato solo una posizione nemica, che era quella improvvisata a fondo mappa dalla sezione nemica che aveva battuto in ritirata due turni prima, e questa pensava di spazzarla via con un assalto frontale del plotone d'assalto. Poi era arrivata la notizia in questo turno che la seconda squadra del plotone di fanteria aveva individuato altri armati nemici (erano gli operatori GAMMA), in movimento sulla sinistra nella zona della distilleria.

    "Malissimo" pensò il comandante: fece due più due e si rese conto che sarebbe probabilmente finito in una zona di annientamento predisposta dal nemico. Mentre cercava di formulare un piano la radio riprese a gracchiare.

    "Qui prima squadra" il giovane operatore radio ansimava ed era parecchio agitato. "Il comandante è gravemente ferito alla testa. Non sappiamo chi ha sparato! Non lo vediamo! Cosa dobbiamo fare passo!!"

    "sei tu in comando?"

    "Signorsì"

    "Calmati e valuta la situazione. Il tuo obiettivo è il lato nord della mappa. Individuate la minaccia e neutralizzatela. Fatevi aiutare dalla squadra di Moulud"

    "Non sappiamo chi ci ha sparato, potrebbe essere la fanteria nemica che è apparsa sull sinistra, ma da come il comandante è caduto secondo me ci sparano da destra".

    "Il canale per l'artiglieria è 623. Si in grado di comunicare le coordinate alla batteria da 122?"

    "No. Il comandante lo sapeva fare. Vedo se riesco a collegarmi con la seconda squadra e se riescono loro a mettere in azione gli obici"

    "Bene. Esegui chiudo; è sopratutto mantieni la testa a posto! Allah è Grande"

    Ecco un esempio di malagiustizia. A macellare i Libici cattivi era PAPA, ma le conseguenze le avrebbe subite GAMMA che non aveva ancora sparato un colpo, anzi ne aveva ricevuti.

    A porposito di GAMMA, che paradossalmente aveva un problema identico a quello che fronteggiavano i Libici di Harrar, si mise come detto sopra, in contatto con il comando.

    "DEUX siamo in contatto con probabile tiratore scelto nemico armato di Barrett. Non sappiamo da dove spara. Ci mettiamo in copertura o evacuiamo l'area verso il punto di rendez vous con CERBERO, interrogativo".

    Non che GAMMA fosse formata da codardi; La domanda a soluzione binaria era riferita al modus operandi concordato prima dell'azione. Vigevano ancora gli ordini di Roma di non compromettere il reparto se le cose si mettevano male. La sezione G era pur sempre il più prezioso dei reparti della Repubblica Italiana. Gli uomini ammazzati erano difficilissimi da sostituire, per ragioni non solo di addestramento ma anche di selezione di personale adatto, per stato familiare eccetera. Poi c'era sempre il rischio di cadere prigionieri. Vero è che nessun componente della sezione G era autorizzato a farsi prendere vivo; per quanto questo possa suonare ridicolo è la pura verità. C'era tuttavia sempre la possibilità che in un momento di debolezza un operatore non seguisse alla lettera questa fondamentale disposizione.

    Tutto quanto sopra DEUX lo sapeva bene e quindi prese la domanda del suo subordinato con molta serietà. Il comandante italiano valutò la situazione e le informazioni che aveva a sua disposizione. Non era in grado di vedere nulla oltre la stazione di Polizia. Il ghibli rendeva la visuale sempre peggio ad ogni turno che passava, ma sapeva qual'era la disposizione delle forze amiche: una sezione GNA a difesa estrema del lato nord, un'altra probabilmente ancora all'interno distilleria, il suo reparto di tiro di precisione probabilmente ancora non individuato. Aveva due problemi tattici con cui fare i conti: primo, a meno di spostarsi non aveva visuale sulla carreggiata sinistra dell'autostrada. Quindi qualunque cosa avvenisse a sinistra dovevano vederselo i libici. Secondo, GAMMA era compromesso, e visto lo spirito dell'operazione, oramai inutile sul campo di battaglia. La missione era quella di fermare le truppe Tobrukesi, ma senza mettere a rischio la preziosissima sezione G. Pensò a tutto questo a velocità luce e poi mise la bocca sul grosso microfono Motorola da fine anni novanta:

    "GAMMA qui DEUX, evacuate ed attivate rendez vous-1 con CERBERO. Tenete in stand by per il nostro eventuale arrivo: ETA per noi 1750. Se non siamo lì per le 1750 esfiltrate.

    GAMMA 1 non era abituato a discutere gli ordini di chi comandava una missione così come non voleva sentire discussioni quando comandava lui. Si limitò a battere i due colpi sul microfono e chiuse la comunicazione.
    spe.jpg
    Sezione GAMMA, appena smontati dalla Toyota cercano di metteri in posizione per inerdire il movimento del plotone LNA

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    Riepilogo turno 5. In giallo il fuoco non identificato di cui è stata vittima la sezione GAMMA. Notate che comincia ad accumularsi stress da combattimento sul plotone di fanteria di Harrar, ed anche sulla sezione RPG più avanzata. Si tratta di uno dei meccanismi di gioco più brillanti di questo stupendo regolamento "Force on Force". Infatti, man mano che lo scenario va avanti ed a seconda di come va l'azione, le truppe possono cominciare a scoragggiarsi e col tempo a divenire ineffettive per il proseguimento delle operazioni. L'azione si spegne quindi da sola, indipendentemente dalla volontà dei giocatori, con i risultati ottenuti sino a quel momento. Veramente brillante e realistico.

    Ora, era un bel po' che non giocavo a questa scala tattica, e soprattutto non avevo mai giocato con un set di regole così realistico, che mi ha consigliato un tizio americano in un forum militare. Quello che può fare un team di tiratori scelti molto addestrato è stupefacente. Quando studiavo studi strategici alla scuola d'applicazione d'arma di Torino per la mia laurea (uno dei tre civili ammessi nel 1995), il colonnello Bicego della brigata Folgore me l'aveva detto che i cecchini buoni possono cambiare le sorti di un'azione da soli. Ma ho sempre creduto che esagerasse. Mi sa che non esagerava.
     

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