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L'Onore d'Italia

Discussione in 'Strategici - Generale' iniziata da Luigi Varriale, 10 Febbraio 2019.

  1. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Credevate di sapere tutto sulle vicende italiane nella II Guerra Mondiale, avete letto tutto il leggibile sull'argomento: memorie, resoconti, diari storici delle forze armate, fascisti, antifascisti, perdonisti e conndannisti. Se riesco a portare a termine questa monumentale impresa, vi accorgerete che non è così. Io e solo io, l'autorità suprema, con accesso ad una segreta macchina del tempo, viaggerò nel passato e vi svelerò settimana per settimana come le cose si svilupperanno o dovrei dire svilupparono. Se ci riuscirò, dato che sarò l'unico nell'Italia del 1939 con a disposizione il senno di poi, cercherò anche di influenzare le cose.

    Tramite diario accurato, vi terrò informati.

    Parto per il passato, armato solamente di 50.000 dollari americani (che all'epoca erano un po' di soldini)

    2 settembre 1939 Roma

    Catapultato in una via secondaria nel centro della città. Il salto nel tempo ha funzionato perfettamente. Grazie a Dio è sopravvissuta anche la valigia. Con me solamente abiti classici; giacche e pantaloni con pence e taglio classicissimo; qualche gilet per dare al tutto un tocco antico. Anche se non proprio adeguati alla moda dell'epoca, non dovrebbero dare troppo nell'occhio. Controllo di avere il denaro. Gigantesco sospiro di sollievo, le banconote americane sono ancora tutte d'un pezzo. Speriamo che nessun impiegato di banca faccia caso alla piccola data stampigliata sul retro prima che le banconote si disperdano nel circuito monetario. sarebbe davvero un bel casino. Mi guardo in giro. Nessuno nel piccolo vicolo. A parte qualche ammaccatura per l'atterraggio ruvido sul selciato, niente di particolarmente doloroso.

    Mi incammino verso lo sbocco della strada e sbuco nella suggestiva grande e bellissima Piazza Venezia. Qualche macchina in giro, qualche carrozza, un tram rosso e bianco nelle prime luci dell'alba. L'aria e così limpida che non posso credere di essere sul pianeta terra. Respiro a pieni polmoni un aria pura, densa, quasi spessa nei polmoni. Poi mi fermo un attimo a pensare: niente inquinamento nella Roma del 1939. Guardo a destra; c'è il balcone famoso di Piazza Venezia; sbarrato. Le luci delle attigue finestre sono accese. In basso individuo un'edicola che sta aprendo i battenti. Ma la prima cosa che mi serve è una banca.
    00001.jpg

    Rimanete collegati con l'Onore d'Italia, in diretta per voi dal passato minuto per minuto.
     
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  2. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Mi ficco nella prima banca che trovo, per cambiare alcuni dei miei dollari americani. Secondo le mie informazioni prima del salto, dovrei ricevere più o meno una ventina di lire per ognuno dei dollari. Considerato che uno stipendio da classe medio alta era all'epoca di circa 500 lire, mi decido a cambiare una cinquantina di dollari fingendomi un ricco turista americano, per cui mi faccio aiutare dal mio bilinguismo e dai vestiti eleganti. Nessuno fa obiezioni e me ne esco dalla filiale della banca commerciale con 1000 belle lire italiane dai colori sgargianti.

    Tappa successiva, l'edicola che avevo adocchiato qualche ora prima. Sono quasi le dieci; il vecchio orologio da polso di mio nonno funziona ancora bene ed il sole splende alto su Piazza Venezia. Acquisto una copia del Corriere della Sera e ci leggo notizie fresche fresche si fa per dire. Il titolo di testa dice che si combatte lungo tutta la frontiera polacca, sotto si fa menzione dell'atteggiamento italiano. Si cita la mobilitazione anglo-francese e si precisa che il consiglio dei ministri presieduto dal Duce ha per il momento deciso che l'Italia non prenderà alcuna iniziativa militare. Si elogia infine l'alto spirito di disciplina del popolo fascista.

    La terza tappa del mio programma è l'albergo "Il Ponte Vecchio", dove allungando una lauta mancia al direttore, riesco a farmi assegnare una camera senza che mi venga richiesto alcun documento. Il mio piano a questo punto era di avere un contatto con le autorità a qualunque livello e non dovetti aspettare molto. Come avevo previsto, il direttore non ci mise molto a denunciare il clandestino. Presi i soldi aveva fatto lo spione in perfetto stile fascista. Per quanto riguarda me, mi limitai ad aspettare armeggiando con una presa di corrente per adattarla al mio super tablet Lenovo super ultra galattico, che sarà come vedremo la mia arma più potente durante l'avventura che mi accingo a raccontarvi, insieme con il super software di salto quantico che avrebbe permesso al tablet di aprire una finestra temporale sulla rete internet di 80 anni dopo. Proprio mentre stavo preparandomi per andare a pranzo, sentii bussare alla porta e con molta calma andai ad aprirla. Mi ritrovai davanti a due signori in impermeabile leggero, l'uno beige e l'altro nero, e cappello stile Gestapo.

    "Dovrebbe venire con noi per un controllo" soggiunse il primo in maniera gentile, ma senza mutare la sua altera e seria espressione.

    "Lo so" risposi io in tono altrettanto gentile. "Vi stavo aspettando".



    Rimanete collegati tramite il ripetitore quantico
     
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  3. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    I due energumeni mi accompagnano, usciti dal Ponte Vecchio, con una bella Lancia nera, ricordo di averne vista una simile al museo dell'automobile di Torino, ad una stazione dei Carabinieri Reali. Niente formalità niente parole superflue; mi fanno accomodare ad una scrivania dalla quale il sottufficiale titolare si affretta a scomparire. Strano posto; odore di biscotti dolci e pareti ingiallite. Le caserme un po' scadenti allora forse pure più di oggi. Dalla velocità con la quale il Carabiniere si è dileguato, deduco che sti due devono essere qualcosa di importante; tipo OVRA.

    "Cominciate col dirci chi siete voi e per quale motivo vi trovate a Roma" fa quello coll'impermeabile più chiaro. "Soprattutto gradirei sapere da voi cosa vuol dire che ci stava aspettando".

    "Chi io sia non ha nessuna importanza" rispondo. "Molto più importante è invece cosa sono io e cosa posso fare per voi e per lo stato".

    L'altro si produce in una smorfia tra l'impaziente e il disgustato.

    "Alzatevi e mettetevi contro il muro" mi apostrofa perdendo di colpo ogni parvenza di gentilezza. "Dobbiamo perquisirvi".

    Non ho assolutamente nulla indosso, tranne le banconote rimastemi dopo il pernottamento in albergo e l'unica cosa che mi interessa trovino immediatamente: il super Lenovo galattico che viene subito fuori dalla cintola dei miei pantaloni. L'energumeno in impermeabile scuro lo prende, se lo rigira in mano e esamina con aria mista tra curiosità e sorpresa.

    "Che cos'è questo strumento; com'è che è così morbido?" Il tizio non aveva mai visto uno strumento di plastica in vita sua.

    "Consiglio di trattarlo con molta cautela" faccio io apparentemente sicuro di me ma in realtà agitatissimo, nonostante all'interno di una cassaforte della Commerciale, di Lenovo ne avevo lasciati un'altra dozzina. "Questo strumento come lo chiama Lei, volevo dire, come lo chiamate voi mette me in grado di rendere enormi servigi al paese, e se me lo da un attimo glielo dimostro subito".

    Il tizio mi passa il tablet con cautela, assicurandosi prima con ogni cura che non possa essere un'arma. Io lo prendo dalle sue mani e schiaccio il pulsante di accensione. All'illuminarsi dello schermo quelli sbarrano gli occhi ed istintivamente si ritraggono.

    "Che diavolo di roba è questa!" fa il tizio che aveva testé esaminato lo strumento in preda a viva agitazione.

    "Come vi ho detto si tratta di un congegno della massima importanza. Vedete; vi ribadisco che chi sono io non ha nessun significato. Significato ce l'ha invece il fatto che chiunque siate voi, mi porterete immediatamente a conferire con un ufficiale del Servizio Informazioni Militari, che di informazioni, per lavoro, ha un estremo bisogno visti i tempi che corrono, e che solo io, conoscendo come si usa il congegno posso dargli. Alternativamente dovrete spiegare ai vostri superiori perché non l'avete fatto, ovviamente sotto la vostra responsabilità". "Vedete quanto è morbido e delicato? Come avrete sicuramente potuto constatare è pure molto avanzato, e se qualcun'altro oltre a me tenta di utilizzarlo o di sottrarmelo, si auto distrugge", mentii spudoratamente. "Consiglio quindi di accogliere la mia richiesta".

    I due si guardano tra il terrorizzato ed il perplesso. Spero vivamente che essendo due questurini del cazzo, una tale responsabilità non se la vogliano prendere.

    Uno dei due esce dalla stanza. Il tablet rimane in mano mia. L'altro si tiene a debita distanza, molto nervoso. Dopo un po' quello che era uscito torna con altri due, uno dei quali ha in mano un cappuccio.

    "Alzatevi; vi porteremo in un luogo più adatto", mi apostrofa sempre lo stesso tizio con l'impermeabile scuro. Mi si avvicina l'altro e mi fa indossare il cappuccio. Ma non sono più preoccupato, perché nessuno osa togliere di nuovo il tablet dalle mie mani: buon segno.

    Continua da Roma l'Eterna
     
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  4. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Viaggio in macchina. Dal rumore è la stessa che abbiamo usato la prima volta. Potrà durare 40-45 minuti. A destinazione mi fanno scendere dalla macchina. Qualche minuto di sosta e poi i miei accompagnatori mi fanno camminare per un bel po'. Giriamo a destra, poi ancora a destra ed infine a sinistra. Aria stantia, freddo. Ad un certo punto il corridoio discende, e scendiamo per un bel periodo, prima di riportarci in orizzontale. Alla fine del tragitto entriamo in un ambiente illuminato; posso percepire la differenza nonostante il capo coperto. I miei accompagnatori mi aiutano a sedere su una sedia; devo dire molto comoda. Mi viene sfilato il cappuccio. Mi guardo intorno: le persone intorno a me non sono più quelle di prima. Mi trovo in compagnia di un misto di individui in divisa della marina, dell'aeronautica ed alcuni altri in borghese; tutti eleganti e ben vestiti. Dopo avere gettato l'occhio agli occupanti della stanza, molto grande con marmi verdi e pavimento in legno, guardando di fronte a me riconosco subito chi ho di fronte, nonostante vesta camicia a grande collo e gilet panna e marrone a rombi.

    "Generale Marras" sorrido sincero, ricordandone vividamente la foto su Wikipedia. "Avevo sperato di vedere qualcuno del SIM, ma certo non il suo capo in persona."

    Quello mi guarda e strabuzza.

    "Voi...voi...come sapete..."

    "Generale...ho detto agli uomini che mi hanno portato qui che sono in grado di rendere enormi servigi al mio paese, e non scherzavo. Comando la più fitta ed efficiente rete spionistica mondiale. Si tratta, diciamo così, di un'ente privato. Abbiamo un sistema di comunicazioni avanzatissimo e segretissimo e abbiamo penetrato le istituzioni più importanti dei paesi più importanti. Uno degli esempi di equipaggiamento che utilizziamo, i suoi uomini hanno già avuto il piacere di esaminarlo. Usiamo questo apparecchio per convogliare le informazioni e scambiarle tra di noi.

    "Voi dovete darmi una buona ragione signore per la quale non dovrei farvi fucilare immediatamente per spionaggio...neanche il suo nome sappiamo, mentre voi conoscete addirittura il mio!!" Si gira verso i suoi collaboratori in divisa. "Inaudito!!" esclama con faccia paonazza.

    "Generale; la ragione glie la do subito: io posso fornire informazioni militari al di là di ogni sua immaginazione. C'è una guerra no? Tramite la mia organizzazione posso darvi informazioni alle quali voi, non si offenda, non potreste mai arrivare."

    Il generale mi guarda con aria attonita ed incredula.

    "Voi potete dare un pegno di quello che dite?"

    "Avete ieri consegnato l'ultimo dei Macchi 200 alla prima squadra aerea sull'aeroporto di militare di Foggia", e proseguo con tutte le caratteristiche tecniche del Macchi, armamento incluso. Uno dei due ufficiali dell'aeronautica, un maggiore, sbianca di colpo e guarda fisso negli occhi il generale. Atterrito!

    Poi aggiungo.

    "Ma non vi basterà perché gli Inglesi hanno già due modelli che sono ben superiori al nostro", e sciorino tutti i dati dello Spitfire e dell'Hurricane nella stessa sequenza con cui avevo descritto il Macchi.

    "Anche il Messershmittd 109 tedesco è superiore al nostro monoplano, praticamente in tutto". I tedeschi dispongono di tre corpi di questi modernissimi apparecchi. Questa notizia devo però farmela confermare."

    "inoltre", lascio il colpo di grazia per il finale, "gli Inglesi sono già in possesso di un apparecchio di radiolocalizzazione molto più avanzato dei prototipi del Professor Tiberio. Individuano aerei piccoli a quasi 200 miglia e se voi non accelerate presto gli studi di questi sistemi, avrete dei grossi problemi se il Duce decide di entrare in questa guerra. Ah...dimenticavo...questo sistema gli Inglesi lo hanno installato anche sulle loro navi, e la loro capacità di combattimento notturno è qualcosa che voi non potete neppure immaginare, se la comparate alla nostra."

    "Voi...voi siete al corrente degli studi di Tiberio??" mi chiede il Generale Marras sempre più sconcertato. "...si tratta di uno dei segreti più....Ma chi...voglio i nomi di tutti gli informatori che hanno tradito!!.

    "Generale Marras" lo interrompo con garbo; "le informazioni che ho sulle nostre forze armate le ho anche su quelle degli altri paesi e sono pronto a condividerle con il governo italiano e le sue agenzie. Il servizio che posso rendere al paese è di valore incalcolabile, ma ho delle condizioni."

    Quello mi guarda e si guarda con i suoi collaboratori quasi smarrito.

    "E sarebbero?"

    "Niente domande sulla mia persona, niente domande sulla mia attrezzatura, e questo include l'apparecchio che i suoi uomini le hanno mostrato. Mio contatto diretto con le massime autorità del paese; intendo dire Voi, i capi di stato maggiore, il Duce ed i ministri del governo. Valuterà il governo stesso se sia necessario o meno un mio contatto con la Corona. Tutto qui; niente altro."

    "Ed il vostro compenso?"

    "Le mie richieste ve le ho fatte, non ho null'altro da chiedere al paese. Questa sarà una guerra lunga e difficile, credete a me. Non vi aspettate che i Tedeschi la vincano in qualche mese. Il paese non è preparato a combatterla. Noi ci siamo legati alla Germania con un patto di alleanza le cui condizioni di svantaggio per noi non hanno precedenti nella storia. Saremo costretti ad entrare in questa guerra. Se non oggi, domani. Per avere qualche speranza di vincerla, abbiamo bisogno di conoscere tutto del nemico. Io posso darvi queste informazioni. Lo faccio per evitare un sacco di guai al paese. Non mi serve altro compenso."

    Il generale mi fissa per lungo tempo senza proferire parola. I suoi collaboratori, muti ed allineati dietro al loro capo. Poi all'improvviso gli torna la favella.

    "Ma voi potete reperire informazioni anche sui piani dei belligeranti?"

    "Molte informazioni, anche se non tutte. Per esempio noi brancoliamo nel buio e piani ancora non ne abbiamo, a parte i fantasiosi piani della marina per la dominazione delle acque prospicienti l'Africa e l'Oceano Indiano."

    Altra sbiancata, questa volta degli ufficiali in uniforme bianca.

    "In quanto ai piani dei belligeranti, sono a conoscenza di molti di questi, per lo meno di quelli che sono già stati elaborati. I miei uomini lavorano in tutti gli stati maggiori e nei governi delle maggiori potenze mondiali. E' però inutile che ve li descriva adesso. Non mi credereste. Annotatevi questo comunque: i Tedeschi, spacciata la Polonia, che credete, non ha possibilità di resistere a lungo, in primavera prossima attaccheranno Danimarca e Norvegia. Prendete nota generale. Ad aprile dell'anno prossimo ci vedremo di nuovo per verificare, ed avremo poco tempo, perché subito dopo i piani dell'OKW sono di attaccare la Francia. Nel frattempo già quest'inverno esiste un piano sovietico per attaccare la Finlandia allo scopo di migliorare le future posizioni contro la Germania."

    "Ma...ma la Russia ha appena firmato un protocollo con la Germania!"

    "Voi davvero credete che Stalin e Molotv siano degli idioti generale Marras?"

    dall'altra parte silenzio.

    "Mi dia retta Generale, mi riconsegni il mio apparecchio e mi organizzi un incontro con il Duce. Non ha idea di che servizio farebbe al paese."
     
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  5. Sir Matthew

    Sir Matthew

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    molto originale, mi piace! sono in particolare molto interessato alla rivelazione del gioco che stai usando. mi sto immaginando HoI4, ma potrei molto facilmente sbagliarmi (non frequento troppo i wargames, anche se sono sempre stato interessatissimo. il tempo purtroppo è tiranno...).
     
  6. Iscandar

    Iscandar

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    OK, ho preparato quintali di popcorn
     
  7. Daniel Morrison

    Daniel Morrison

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    Spettacolo assoluto!
     
  8. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    E tieniteli a portata di mano che ti serviranno!
     
  9. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    DM lieto di averti tra i lettori e grazie di cuore per l'apprezzamento.
    Questo thread l'ho pensato come il botto finale dei miei contributi al magnifico newtwargamingitalia.it
    spero sia all'altezza e soprattutto spero di riuscire a portarlo a compimento.

    Nel frattempo l'obiettivo è il solito: farvi sentire il più possibile sul posto.
     
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    Ultima modifica: 11 Febbraio 2019
  10. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Roma 4 settembre 1939

    Ritornato al Ponte Vecchio: i tizi del SIM mi hanno mollato qui ed hanno lasciato una squadra di tirapiedi a sorvegliare l'edificio all'interno ed all'esterno. Mi hanno detto che si rifaranno vivi. Ma almeno ho riacquistato la semilibertà. Adesso iniziano le preoccupazioni vere: primo: chi nell'ufficio di Marras è già al soldo degli alleati. Lui ho avuto l'impressione di no, ma dei suoi scagnozzi presenti al colloquio è impossibile dire. Se qualcuno dei traditori, di cui si è vagheggiato nella letteratura scientifica moderna è già a conoscenza della mia esistenza qui, sono già morto prima di cominciare. Secondo: funzionerà davvero il software SSQ installato sui Lenovo? Mi accingo con mani tremanti a verificare.

    Prima cosa controllo di essere riuscito a connettere il tablet alla rete elettrica, cosa che grazie a dio sono riuscito a fare. Non voglio nessun tipo di assistenza nella gestione dello strumento; devo fare tutto da solo. Seconda cosa premo l'avvio dell'App installatami dal Professor Mercurio al Politecnico di Torino nel 2027 prima del salto.

    Il router interno adattato da Mercurio comincia a lavorare a pieni giga e nel giro di qualche secondo appare la schermata di caricamento, con la classica strisciulilla avanzante.

    Exchange syntax preparation

    Opening temporal window

    Net Emulation initialized

    CONNECTED

    Cristo...funzionerà?

    Vado all'app successiva: Sinedyne Satellite Pro, e quella si apre velocemente. Sono connesso con la rete del 2027 emulata in un anello temporale dove la rete non esiste. La temporal window mi da gli strumenti della Synedine emulati intorno ad un pianeta dove non sono ancora stati costruiti. Eccellente.

    Mi appare una mappa in tempo reale del pianeta terra in questo anello temporale. Fotografia da satellite nitida come non mai.

    Bene facciamo una prova: trattengo il respiro.

    La mappa è automaticamente centrata sulla mia attuale longitudine e latitudine; incredibile finezza del Prof. Mercurio.

    col ditino scrollo in giù e la mappa va in su. Manovro fino su in Polonia. Comincio a sudare come un mantice per l'eccitazione e la paura. Avrà avuto ragione il mitico Mercurio?

    Arrivo in una zona approssimativamente tra la Slovacchia e la Polonia. La mappa è perfetta. Il riallineamento geografico in emulazione è perfetto. Stampigliati sulla mappa, prima di un certo livello di ingrandimento, nomi, località fiumi e confini.

    Ok, indice e pollice sullo schermo, ingrandisco nell'area a sinistra del fiume Vistola. Ingrandisco ancora, e pochi chilometri a sud di Varsavia, li vedo: moltitudine di carri armari. Ingrandisco ancora. Croci uncinate su teloni rossi sugli scafi di alcuni carri. Sono fermi. La meteorologia è buona; non una nuvola. Salgo su a nord. Su Varsavia nulla di particolare. Nessuna opera fortificata. Ingrandisco ancora. La città non pare aver subito ancora danni. Strano. Ricordo che Varsavia a questo punto aveva già subito qualche incursione aerea, ma forse ricordo male. Vado a controllare. In effetti si parla di bombardamenti sulla capitale polacca già dal primo settembre, ma io qua non ne vedo traccia. Scrollo alla destra della Vistola, vado...vado...a destra e trovo due campi d'aviazione. Qui di danni ce ne sono, ma conto ancora dei PzL allineati qua e là vicino agli hangar.

    Mi butto alla sinistra dell'Oder. Ok: Fanteria, cavalli e salmerie...qualche veicolo. Ingrandisco. Tutta roba tedesca, in marcia verso est. Si dirigono al grande fiume, dove sono già stati gettati dei ponti. Più a sinistra aeroporti tedeschi. Stukas perfettamente allineati. Messershmittd 109 alcuni in campo aperto a casaccio, altri allineati pure loro.

    Dio della Madonna! Funziona!

    Sono in totale panico ed in totale agitazione. L'eccitazione mi fa venire un formicolio alle dita con cui sto manovrando il tablet. Decido di fare un'ultima prova prima di chiudere questa sessione di test.

    Vado in Italia, e scendo a Taranto: la grande nave mi appare dall'alto. Ingrandisco. Sembra di colore bianco o azzurrino chiarissimo. Aziono il modulatore obliquo e ingrandisco al massimo sulla poppa della bella nave. ANDREA DORIA è la scritta in oro che appare sul bel culo tondo della corazzata.

    Schiaccio il pulsante di reset, e la mappa si riporta su Roma automaticamente.

    Maremma maiala. Funziona! Esco e rientro in maniera da assicurarmi. Mi ritrovo di nuovo sulla capitale e lo scroll funziona ancora.

    Spengo tutto e mi lascio andare sul letto a due piazze in massiccio legno mogano. Esausto e con la pressione alle stelle.
    2019-02-11 22_23_00-SC3_ WWII World at War v1.01.png
    Rimanete collegati con Sinedyne Emulation.
     
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  11. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Sir. Benvenuto nel thread e lieto di sapere che è di tuo gradimento.
    Il gioco è Strategic Command World at War. rappresenta la mia ultima speranza di finire una simulazione completa della seconda guerra mondiale. Se non ce la faccio questa volta, mai più ci proverò. Già troppe volte in passato ho fallito con vari titoli tipo world in flames, third reich e world war II.
     
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  12. Prostetnico

    Prostetnico

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    ehmm, devi però fare in modo che Lenovo venga fondata altrimenti... "puff!" 'sti dannati paradossi temporali.
     
  13. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Se tutto va come prevedo vi sarà un vero e proprio scollamento con trasferimento in apposito universo parallelo. Leggasi: "magari evitiamo al paese una totale figura di merda come nel nostro universo".
     
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  14. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    Roma 29 settembre 1939



    Sono tre settimane che marcisco in questo albergo senza ricevere nessuna notizia dai caporioni con cui ho parlato e non so bene come interpretare questa situazione.

    Varsavia è caduta ieri, occupata da uno dei corpi corazzati di Von Rundstedt; il IV. L'armata di Ponzan è totalmente accerchiata. Il resto dell'esercito polacco annientato. Resiste la guarnigione della fortezza di Modlin, essenzialmente perché i Tedeschi hanno deciso di aggirarla e di lasciarla cuocere nel suo brodo. La Polonia è alla frutta. C'è una cosa però che mi impensierisce: le operazioni militari non si sono svolte esattamente come la storia militare racconta. Molto simili, ma non esattamente nello stesso modo. Non ho idea se questo fatto sia dovuto ad inaccuratezze nella storiografia o a scollamenti nell'anello temporale che il Professor Mercurio non ha previsto. Nel secondo caso, la cosa potrebbe essere assai pericolosa; potrebbe darsi il caso che gli eventi, minimamente divergenti all'inizio, possano diventare sempre più divergenti, sino magari a diventare diversi da quelli della linea temporale standard. Se un'ipotesi del genere fosse plausibile, mi troverei rapidamente in difficoltà, non avendo più il beneficio del senno di poi. A quel punto mi rimarrebbe solo l'osservazione dei satelliti emulati della Sinedyne, ma anche qui si sono verificate delle difficoltà: a parte quelle mie personali nell'identificare reparti e posizioni, si sono anche verificate delle interruzioni anomale. Pezzi di mappa rimangono per un certo tempo vuoti, là dove c'erano delle unità militari il giorno prima. Altre unità inspiegabilmente saltano da una zona all'altra, o addirittura scompaiono per un certo tempo per poi apparire da un'altra parte. Di questa possibilità il Prof. Mercurio mi aveva avvertito, giustificando con il principio di indeterminatezza di Haisemberg, alla base della fisica quantistica, ma per me che non capisco un beneamato cazzo di questa roba, costituisce solo un ulteriore inconveniente nella mia missione.

    Mentre mi arrovello con queste mie paranoie, qualcuno bussa, dopo molti giorni alla porta. Due signori che non ho mai visto prima mi annunciano asciutti che ho un'ora di tempo per prepararmi per un'udienza concessami dal Duce. Lo dicono così, con molta semplicità, ma io vado nella più profonda agitazione. Rispondo che sarò senz'altro pronto in un'ora. Uno dei due mi annuncia che aspetteranno fuori. Mentre il secondo si sporge per chiudere la porta intravvedo la sua Beretta 34 in una fondina ascellare.

    Dio...allora...prima cosa gli appunti; la montagna di scartoffie e di cifre che ho preparato in queste tre settimane per una simile eventualità. La barba va assolutamente fatta, une bagno caldo pure. Poi tiro fuori il miglior vestito doppio petto che mi sono portato dal 2027. Non sarà proprio alla moda 1930, ma vicino abbastanza.

    Alla nostra destinazione ci andiamo a piedi; non più di cinque minuti dal Ponte Vecchio. Prima di uscire dalla stanza, vengo perquisito a fondo. Al portone di entrata di Palazzo Venezia, due marinai rimangono immobili al nostro passaggio non accennando a voler controllare chi sta entrando; evidentemente sanno bene chi sta entrando. I due tizi in borghese che mi accompagnano mi lasciano nelle mani di un anziano cerimoniere il quale mi accompagna su per una enorme scalinata in marmo beige colonnata. Un corridoio a destra sul prolungamento della scalinata che è un enorme balcone interno e poi una porticina in legno pregiato scuro. Sala d'attesa deserta. Il cerimoniere mi fa cenno di aspettare ed entra senza bussare da due altissime porte paiono di metallo pesante. Il silenzio nella enorme sala è da cimitero, e mi pare di aspettare un'eternità. quando il vecchietto ritorna, sono passati invece solo due minuti. Rimane accanto al portone di destra aperto e mi fa cenno di accomodarmi.

    Ho la gola secca e deglutisco più volte per tentare di reidratarla; senza molto successo. Entro cercando di ostentare sicurezza e mi ritrovo nella famosa, vista più volte nei documentari, sala del mappamondo, dove alla fine della stanza, seduto alla scrivania lo vedo: il Duce Il cerimoniere mi accompagna fino al cospetto di lui. Sta parlando con un altro signore, in uniforme dell'aeronautica, con tanto di fondina e di pistola d'ordinanza, che non riconosco a prima vista. Solamente quando quello gira la testa verso di me mi accorgo che è Galeazzo Ciano, ministro degli esteri, genero del Duce e comandante dei bombardieri tattici della 1a squadra aerea. Il cerimoniere mi lascia lì di fronte ai due individui, che interrompono la loro conversazione e mi guardano con aria di vivo interesse.

    Mussolini si alza dalla scrivania. Cristo! Un ometto piccolo piccolo, sono assolutamente deluso da quello che vedo. Il ragazzo non credo ad occhio tocchi il metro e settanta, cosa alla quale su youtube non avevo fatto mai caso. Pure la capoccia che mi immaginavo grande grande, è invece una normale capoccia pelata. Il duce è in giacca e cravatta. Camicia a collo ripiegato all'insù secondo l'uso dell'epoca. Rimango per un instante impalato di fronte ai due uomini, quando il giovane mi apostrofa con una vocina acuta, che sembra quella di una donna.

    "Non abbiamo neanche idea di come chiamarvi signore; il rapporto su di voi del generale Marras è piuttosto sommario. Ha però raccomandato che io ed il Duce la ricevessimo".

    E' evidente che il conte è seccato che mi sia introdotto senza presentarmi e senza un cenno di maniere o di gentilezza.

    "Le vostre signorie", cerco di arrabattarmi nello stile linguistico adeguato ai tempi, "Le vostre signorie devono perdonarmi; ma la natura delle mie attività mi ha costretto a mantenere sempre un profilo molto basso".

    "Cosa intendete dire con un profilo molto basso" mi interroga Mussolini che parla per la prima volta, il suo vocione profondo ben diverso da quello del piumino in brillantina.

    Merda, penso tra me, la barriera temporale idiomatica!

    "Intendo dire Duce, con tutto il rispetto, che sono più abituato a trattare più con tecnici che con capi di stato. Mi perdoni ancora Duce."

    "Quindi voi giovanotto, come vi chiamate?"

    "Di nuovo Duce, sono persona non esistente nel sistema anagrafico, per una serie di ragioni, di cui probabilmente il generale Marras vi avrà informato. Potete chiamarmi agente 17, questo è il mio nome nella mia organizzazione."

    "E sarebbe questa vostra organizzazione?"

    "Credevo Marras ve ne avesse parlato"

    "Ci ha parlato delle vostre stupefacenti rivelazioni sulle nostre forze armate, segreti militari di cui voi siete a conoscenza" si intromette Ciano in tono severo di nuovo con la sua vocina.

    "Ho a disposizione lo stesso tipo di informazioni sulle altre potenze signor Conte, e non ho intenzione di rivelare i nostri segreti militari ad altri; piuttosto il contrario. dissi al generale Marras che la Polonia sarebbe stata spacciata in tre settimane e così è stato. Conosco i piani dei nostri potenziali alleati e dei nostri potenziali nemici".

    "Ammesso che io non vi faccia arrestare e fucilare, quali dovrebbero essere i termini della sua collaborazione con le istituzioni?" Chiede Mussolini in tono freddo, mani sui fianchi.

    "La risposta Duce è semplicissima. Il mio ruolo sarebbe quello di rispondere alle vostre domande sugli sviluppi della situazione europea e mondiale per quanto riguarda il conflitto in corso, e di delucidarvi su piani, tattiche, strategie ed intenzioni dei paesi belligeranti. Sono a conoscenza della natura e della potenze degli armamenti dei contendenti e dei neutrali, inclusi noi, e anche dei piani di ricerca e di sviluppo dei suddetti armamenti. I miei uomini sono presenti in tutti gli snodi dell'amministrazione, dei comandi militari e dell'industria nostra e straniera e mi informano quotidianamente sugli sviluppi. Se Voi lo ordinate Duce, posso dare istruzione che si cessino tutte le attività della mia organizzazione in Italia e si mantengano solamente le operazioni estere."

    Mussolini mi guarda a lungo con uno sguardo che mette davvero a disagio. Sento tutta la potenza dell'uomo, come un ventilatore che spara aria bollente.

    "Voi avete previsto l'andamento delle operazioni in Polonia con tre settimane di anticipo. Avete detto al generale Marras che Varsavia sarebbe caduta il 28 settembre. Oggi è il 29 settembre e ieri Varsavia è caduta. Ora, o voi siete l'uomo più fortunato del mondo o siete un mago oppure venite dal futuro. Ma io non credo né nei maghi e né tanto meno nei viaggi marziani, quindi lei deve essere molto fortunato."

    Raggelo dentro di me e divento piccolo piccolo. Vorrei dire a Mussolini che se tutto quello che non si capisce è magia, allora io sono davvero un mago. Ma non oso.

    Il Duce notando il mio silenzio incalza ancora.

    "In tutta questa pagliacciata, la cosa che mi ha colpito davvero è il fatto che voi abbiate rivelato al generale Marras che i Russi avrebbero occupato la Polonia Orientale prima della conclusione della campagna dei Tedeschi. Questa non è magia, questa è conoscenza dei protocolli segreti di veri e concreti trattati di cui nessuno dei miei servizi era a conoscenza. Qui voi avete dimostrato di saperne di più dei miei servizi di informazione e vi siete guadagnato un udienza con me".

    "Essere utile alla nazione è quello che mi ripropongo Duce"

    "Potreste ripetere un colpo del genere"

    "Certamente si Duce; i miei uomini sono al lavoro ventiquattro ore al giorno".

    "Li lasci pure lavorare anche in Italia, alle volte le informazioni interne sono utili anche più di quelle estere"

    "Certamente Duce"

    "Con chi ha bisogno di lavorare?"

    "Con chiunque possa usare le informazioni; presumo con Voi per quelle politiche e strategiche, con i militari per quelle tecniche ed operative".

    "Mi pare sensato commenta Ciano"

    "Duce mi esponga i dubbi che certamente Voi dovete avere in un contesto internazionale come quello presente".

    Il Duce mi fa cenno di sedermi alla scrivania. Il Conte Ciano, virilmente, rimane in piedi al fianco del capo.
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    Ultima modifica: 12 Febbraio 2019
  15. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    "I Tedeschi" riprende il Duce. "Dove si fermeranno secondo voi i Tedeschi"

    Raccolgo le successive parole come meglio posso, pesandole accuratamente.

    "I Tedeschi Duce, non si fermeranno davanti a nulla. I loro piani sono di attaccare prima la Danimarca e la Norvegia, poi la Francia. Oltre non ci sono ancora piani, ma il Fhuerer è convinto che chiuso il conto alla Francia gli Inglesi si arrenderanno."

    "I tedeschi non potrebbero mai battere la Francia; l'esercito francese è il più potente del mondo" interviene il Conte Ciano.

    "Eccellenza, avete visto cosa la Wehrmacht ha fatto alla Polonia ed in quanto tempo? Si segni le mie parole come chiesi a Marras di segnarsi quelle che gli dissi a suo tempo"

    Pausa ad effetto per rafforzare il concetto seguente.

    "La Francia sarà sconfitta, ma ho letto relazioni sicure sull'intenzione del governo inglese, anche in questo caso estremo, di proseguire la lotta da solo". Gli Inglesi non si arrenderanno e la guerra continuerà; gli Inglesi hanno un enorme impero alle spalle, non sarà facile abbatterli e soprattutto..."

    e qui mi fermo pensoso

    "E soprattutto" continua Mussolini

    "E soprattutto gli Stai Uniti non permetteranno mai che le democrazie occidentali vengano abbattute. I miei uomini hanno messo gli occhi su documenti inequivocabili del governo americano che indicano che l'amministrazione sta lottando con tutte le sue forze per aggirare il sentimento di isolazionismo della popolazione e della maggioranza del congresso." Il Presidente Roosevelt non è affatto isolazionista, è solo un gran bugiardo".

    "Gli Stati Uniti sono un nano militare" incalza il Duce. Hermann Goering mi ha detto che tutto quello che la loro industria può costruire sono lamette da barba".

    "Gli Stati Uniti, Duce, sono un gigante di proporzioni incalcolabili." Tiro fuori tutta la documentazione che mi sono preparato. Il Duce ed il Conte Ciano la controllano accuratamente.

    "Sono affidabili queste informazioni?" chiede il primo

    Sto per rispondere che le ho prese dagli archivi ufficiali del dopoguerra ma mi fermo in tempo.

    "Assolutamente Duce. Queste sono le proiezioni stimate da fonti ufficiali americane risultanti da documenti da noi trafugati non più di un mese fa. E non è tutto".

    "Spiegatevi"

    "Non posso escludere, per quanto sembri oggi assurdo, un intervento dell'Unione Sovietica al fianco degli alleati, o addirittura un attacco della Germania alla Russia, che porterebbe ad una redifinizione totale della situazione. L'attuale condizione di amicizia tra Russia e Germania è un espediente temporaneo, per assicurarsi tempo prima della resa dei conti finale.

    "Questo l'ho sempre sospettato anch'io", mi interrompe il Duce, che non ha mai mandato giù il tradimento ideologico di Hitler. "Ma se le cose stanno come dite voi, e lo appureremo presto, noi come alleati della Germania saremmo in una posizione precaria".

    "Precarissima Duce" mi affretto a confermare. "Oso ipotizzare che ci siamo messi con il potenziale perdente di questa guerra, certamente non con la parte più forte nel lungo periodo. Non c'è neanche da fare un paragone tra le potenzialità economico industriali degli alleati riuniti confronto alle nostre".

    Il Duce sbuffa e getta all'indietro testa e corpo come se fosse veramente spazientito.

    "Ma io ho basato tutti i miei progetti sul fatto che le potenze occidentali ad un certo punto negozieranno la pace".

    "Duce ho letto di persona i verbali dei vertici governativi. Non è un bluff quello di Chamberlain. I governi occidentali andranno davvero avanti fino alla vittoria o alla totale distruzione. Questa è una guerra di annientamento totale. Chi perderà rimarrà suddito dei vincitori per molto, moltissimo tempo.

    "Si", riprende il Duce, "Sono convinto anch'io che questa è la resa dei conti finale tra le potenze europee, e noi ci siamo proprio in mezzo e non siamo ancora preparati."

    Osservo una sincera preoccupazione nell'espressione del Duce.

    "Secondo me una strategia che possa aiutarci esisterebbe".

    "E sarebbe?" domanda Mussolini non particolarmente rincuorato.

    "Sarebbe che l'asse riesca a concentrare tutti i suoi sforzi velocemente, contro pochi, decisivi obiettivi selezionati che menomino brutalmente le capacità degli alleati di acquisire una decisa superiorità; superiorità che oggi non hanno ancora. Se riuscissimo a spostare l'equilibrio economico strategico non dico in nostro favore, ma almeno non molto a nostro sfavore, allora le potenze occidentali potrebbero venire ad un compromesso."

    "E quali dovrebbero essere questi obiettivi?" interviene il Conte Ciano che era rimasto ad ascoltare solamente per lungo tempo.

    "Questo non lo so Eccellenza, ma certamente qualcosa che abbassi la potenza economica dell'impero inglese. Quei maledetti hanno già aperto tutte o quasi tutte le loro rotte marittime che li riforniscono di ogni ben di dio di tutte le merci che gli servono per lo sforzo bellico. Magari ad esempio concentrare tutti i nostri sforzi verso Suez e verso i giacimenti di petrolio del medio oriente." azzardo guardingo a suggerire ai due uno straccio di strategia che abbia un minimo di senso.

    "Un attacco verso l'Egitto" interviene ancora Ciano, e si consulta col suocero. "Non era un piano contemplato da Pariani, quando era capo si stato maggiore?"

    "Non me lo ricordo, ammette il Duce. Ma certamente sarebbe impossibile attuarlo con i Francesi che ci minacciano dall'altro lato".

    "I Francesi non dureranno a lungo" ripeto io tentando di convincere i due signori della guerra.

    "Ma voi come fate a dire una follia del genere. I Francesi non sono mica i Polacchi sapete?" Ciano interviene stizzito.

    "Ho visto i Piani, così come avevo visto quelli contro la Polonia. I Francesi si aspettano una ripetizione del piano Schliffen del 14, ma i Tedeschi hanno già un piano alternativo che prevede di lanciare tutte le loro armate corazzate attraverso le Ardenne e di tagliare in due l'esercito nemico risalendo verso la manica. Il progetto è quello di annientare i due monconi successivamente e separatamente. Avete visto quello che i carri armati, usati in masse compatte sono in grado di fare? E possibile che l'esercito non vi abbia ragguagliato sull' appena terminata campagna di Polonia?"

    "Certo l'avanzata dei tedeschi in Polonia è stata di centinaia di chilometri in meno di un mese; qualche diavoleria nuova devono essersela davvero inventata. Una marcia del genere, nel 18 non la si faceva nemmeno in assenza del nemico". Conclude Ciano con una profonda riflessione delle sue.

    La cosa che mi sconcerta di più, di questo salto indietro del tempo, e l'ho notato in tutti i contatti che ho avuto con questa gente, è la piccolezza dei loro cervelli e la quasi totale assenza di apertura mentale. Non so bene come spiegare questa cosa, ma sembra di parlare con dei minorati mentali: chiusi, rigidi, duri a capire le cose. O forse sono io che so troppe cose.

    "Quindi voi mi state dicendo che se anche la Francia dovesse essere sconfitta, la guerra continuerebbe difficile come prima". Mussolini interviene ancora, mente scruta i dati che gli ho sottoposto.

    "Continuerebbe perché ho visto i piani che ne prevedono la continuazione" rispondo con aria decisa. "Forse per noi sarebbe meglio non entrarci proprio" azzardo con aria esplorativa.

    "Mai!!" si agita il Duce, "Mai assoggetterò il paese a stare a guardare mentre gli altri fanno la storia. Questo è totalmente fuori discussione. Occorre piuttosto vedere come prepararci bene".

    Mi rendo conto che gli storici non si sono sbagliati sul conto di Mussolini. Agisce in base alle sue emozioni ed alle sue convinzioni di pancia. Pericolosissima questa cosa per il destino del paese.

    "Duce, dovremmo perfezionare quella parte di forze che meglio si confanno ai nostri obiettivi. Se per esempio voleste contemplare questa lotta terrestre contro gli Inglesi in un teatro mediorientale, si dovrebbe anche noi perfezionare queste nuove tattiche dei carri armati; magari chiedendo aiuto agli alleati."

    "Non accetterebbero di certo di aiutarci così per nulla in cambio; li conosco bene questi tedeschi" risponde contrariato il Conte Ciano.

    "Allora dategli qualcosa in cambio che se sapessero che noi abbiamo, morirebbero di invidia" ribatto io prontamente.

    "Cioè?" fa il conte incuriosito

    "Per esempio offrire a Canaris le nostre tecniche delle nostre forze di assalto speciale subaqueo"

    Ciano e Mussolini si guardano l'un l'altro sbigottiti.

    "Ma io vi faccio davvero fucilare!!" sentenzia perentorio Mussolini, appena appena ripresosi dalla sorpresa.
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  16. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    24 novembre 1939

    Non si combatte più sui fronti terrestri. La scena è totalmente occupata dalle manovre diplomatiche. Hitler ha fatto un discorso al Raeichstag dove ha senza mezzi termini offerto la pace alle potenze occidentali, affermando che la Germania non ha più alcuna pretesa territoriale da soddisfare. Il Fuhrer sostiene che se Francia ed Inghilterra accetteranno i termini offerti, cesserà immediatamente anche ogni operazione navale.

    La risposta delle potenze occidentali è nei fatti, non avendo Chamberlain ed i Francesi dato alcun riscontro verbale alle profferte di Hitler: al largo della costa norvegese, nei pressi di Bergen, una squadra navale britannica navigante nel Mare del Nord in tempesta, avvista due incrociatori da battaglia tedeschi che tentavano di sgusciare tra la Norvegia e le Orcadi, con lo scopo di sfociare in mare aperto ed unirsi alle corazzate tascabili Deutschland ed Admiral Graf Spee, nella guerra di corsa. La formazione inglese è formata dall'incrociatore leggero Belfast in avanscoperta, seguito dagli incrociatori da batttaglia Hood e Renown e dalle corazzate Rodney e Nelson. Le due unità pesanti tedesche sono intercettate sulla longitudinale tra Bergen e Scapa Flow, vicine alla costa norvegese e martellate senza pietà dalle navi britanniche. Al momento in cui scrivo cannoneggiamenti ed inseguimenti sono ancora in corso, ma dalle mie osservazioni con Sinedyne, seppur faticose nel mare del Nord in tempesta e con le difficoltà che vi ho enunciato in precedenza, sembrerebbe che lo Gneisenau sia gravemente danneggiato ed alla mercé della squadra inglese, mentre lo Sharnost, semidistrutto, sarebbe riuscito a sfilarsi dalla morsa del nemico ed a riparare alla volta dello Skaggerak. Quello che il comandante dello Sharnost non sa è che all'imboccatura dell'estuario lo attende il sommergibile inglese Salmon.

    Tutto ciò mi preoccupa non poco, sia per il rovescio subito dalla Kriegsmarine, sia per il fatto che questo scontro non è avvenuto nella linea temporale standard. Panico e sgomento da parte mia. Sono quindi possibili deviazioni temporali nei fatti accaduti e che stanno accadendo. Il resto della battaglia dell'Atlantico peraltro corrisponde; addirittura la Graf Spee si trova nell'esatta posizione in cui si trovò storicamente in questo periodo e lo stesso per la Deutschland. Questa battaglia di Bergen di cui vi parlavo però è un fatto mai avvenuto; cioè è avvenuto, ma non avvenne nella linea temporale standard.

    Intanto della guerra e dei piani navali, mi trovo a discutere a Supermarina, in un sotterraneo corazzato nei pressi del ministero. Il Duce mi ha dato accesso a questo comando, con la qualifica di suo assistente personale, nome in codice "Donato".

    Espongo la situazione aggiornata all'Ammiraglio di Divisione Giovanni De Bortolo, capo ufficio piani della Marina. La mia presenza è stata notificata anche all'Ammiraglio Cavagnari, capo di stato maggiore della forza armata. La situazione così come la espongo è favorevole alla Germania: dall'inizio delle ostilità, i britannici hanno perso 83 punti economici (MPP l'unità di misura di Strategic Command) di rifornimenti su un e ne hanno ricevuti 253. Come si vede chiaramente dal grafico allegato e che ho presentato anche a De Bortolo, la forbice tra arrivi con successo e affondamenti di mercantili alleati si fa sempre più stretta. I tedeschi hanno in mare gli U-Boote 30,32 e 35, nonché il mitico U-47 del capitano di corvetta Gunther Prien. Questo sottomarino non ha forzato la base di Scapa Flow. come avvenne nella linea temporale standard, ma si trovava il 14 ottobre al limite delle acque territoriali canadesi a tendere agguati ai convogli alleati. Un' altra deviazione rispetto allo standard, concetto al quale dovrò rassegnarmi e con il quale dovrò cercare di convivere. La corazzata tascabile Deutschland pure spazia sulla rotta dei convogli dal Canada.
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    Gli alleati hanno messo i convogli sotto scorta; al momento i cani da pastore dei mercantili alleati sono i cacciatorpediniere Jarvis e Javelin della home fleet. Ho beccato anche il caccia Mohawk assegnato alla Mediterranean Fleet in transito nello stretto di Gibilterra, presumibilmente per unirsi agli altri due. Essendo noi ancora neutrali, gli Inglesi si permettono di sguarnire la flotta mediterranea. Collabora con gli Inglesi il caccia francese Terrible, pure lui operante nell'Atlantico del Nord, sotto controllo tattico inglese. Mi risulta che i Francesi abbiano costituito una divisione navale imperniata sulla corazzata Paris e scortata dall'incrociatore pesante Tourville, per pattugliare le rotte da e per il sud Africa, dove notizia è, ed io la confermo tramite le mie osservazioni, che la Graf Spee spadroneggia incontrastata.

    Qui a Supermarina nessuno mi vede di buon occhio. Si chiedono tutti chi sia questo pavone borghese che si aggira per i tetri e segreti uffici del comando. Mi devono sopportare perché ho le credenziali del governo, ma chiaramente non sono il benvenuto. Li informo comunque dettagliatamente della dislocazione delle forze della Royal Navy in Mediterraneo: a Gibilterra una divisione di fanteria. A Malta una divisione antiaerea al completo ed un sommergibile (il Parthian). A Cipro l'incrociatore Kent. L'incrociatore leggero Sheffield è nel porto di Haifa, la corazzata Valiant ad Alessandria, e la portaerei Ark Royal a Suez. Per il momento gli Inglesi non hanno neppure un aeroplano in Africa. La flotta mediterranea francese è concentrata a Marsiglia e non dispone che della corazzata Provence e l'incrociatore leggero Marseillaise. Il sommergibile Sorcouf ha salpato qualche giorno fa per l'Atlantico e risulta in transito nello stretto di Gibilterra.

    "Ma quindi esattamente il vostro ruolo qui quale sarebbe?" mi domanda senza mezzi termini l'Ammiraglio De Bortolo.

    "Ammiraglio, innanzitutto di fornirvi tutte le informazioni di cui sono in possesso, e con questo, fare eventuali proposte sui piani che la Marina dovrebbe o potrebbe mettere allo studio in caso di guerra."

    "E' impossibile fare dei piani senza una direzione politica chiara ed univoca; voi siete a conoscenza di nulla del genere?"

    La domanda mi pare tendenziosa. Una serie di storici italiani del dopoguerra hanno sostenuto che all'interno della Regia Marina, arma particolarmente vicina alla monarchia, ci fossero uno o più informatori degli Inglesi; non tanto per denaro o vantaggi personali, quanto per avversione nei confronti del regime. Chi mi dice che questo De Bortolo...

    "Il teatro nordafricano è ovviamente per noi della massima importanza, e con esso la scorta ai convogli di rinforzo per quei territori. La presa di Malta potrebbe essere un altro obiettivo. Il rafforzamento della collaborazione con l'aeronautica anche dovrebbe essere preso in considerazione."

    "L'aeronautica con sa nulla di cosa succede sul mare" mi risponde De Bortolo come se avessi detto una bestemmia".

    "Per quello bisognerebbe rafforzare la collaborazione" faccio notare umilmente.

    All'anima dei pianificatori militari! Gretti, chiusi, ampollosi, e nemmeno troppo brillanti. Magari ti recitano a memoria le caratteristiche dei cannoni, ma hanno l'agilità mentale di un bradipo quando si tratta di pensare in maniera rivoluzionaria.

    "Se il teatro principale è quello nordafricano", continua l'ammiraglio, "la flotta dovrà garantire l'afflusso dei rinforzi e dei rifornimenti in Libia a nei porti della costa mano mano che l'esercito li conquisterà. La battaglia decisiva con la Royal Navy mi pare inutile e pure pericolosa."

    Sul fronte terrestre, l'esercito tedesco è in ritirata generale dalla Polonia, tutte le unità si stanno trasferendo ad occidente ed intasano le numerose autostrade che attraversano il paese. Nessun dubbio che si stanno preparando alle operazioni in occidente.

    La mia prossima tappa: Superesercito.
     
  17. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    "Quindi voi siete in grado di assicurarci che i Francesi non attaccheranno dalla frontiera tunisina", il Generale Badoglio, stretto stretto nella sua uniforme, guardingo da tipico ufficiale piemontese, mi guarda con i suoi occhietti sospettosi.

    Pregando che le deviazioni nella linea temporale standard non divengano troppo marcate, mi azzardo a rispondere:

    "I Francesi hanno un corpo d'armata a Tunisi ed una corpo d'armata ad Algeri. queste forze sono al 50% dell'organico di guerra. La posizione fortificata del Mareth in Tunisia non è presidiata. Noi possiamo senza dubbio preparare l'esecuzione delle direttive del Duce. I Francesi sono molto occupati a rafforzare le loro posizioni sul continente europeo per arginare la probabile offensiva che la Germania scatenerà contro di loro non appena le condizioni atmosferiche permetteranno l'inizio delle operazioni sul fronte occidentale."

    Il generale riprende in mano il documento firmato personalmente da Mussolini che fissa le linee operative che il Regio Esercito dovrà seguire se e non appena si verificasse lo stato di guerra tra Italia e le potenze occidentali.

    In caso di guerra con Francia ed Inghilterra, il comando supremo preparerà piani offensivi allo scopo di impadronirsi dell'Egitto e del Canale di Suez, concentrando tutti gli sforzi nello scacchiere cirenaico.
    Si dovrà mantenere un velo difensivo al confine con la Francia, con la Tunisia e con la Jugoslavia. Tutte le altre forze dovranno essere concentrate contro l'Inghilterra per un'offensiva a fondo contro i possedimenti britannici del Medio Oriente. Allo scopo di coadiuvare e facilitare la realizzazione di questi piani, ordino che venga immediatamente messa allo studio, con l'obiettivo di realizzarla nel momento stesso in cui dovesse sussistere uno stato di guerra tra noi e la Gran Bretagna, un'operazione di assalto anfibio nei confronti dell'isola fortificata di Malta; operazione che deve essere predisposta e pianificata di sorpresa e con forze schiaccianti. E' impensabile ogni nostra seria offensiva in Egitto senza che questa roccaforte nemica, piantata nel mezzo delle nostre rotte di alimentazione del settore nordafricano, cada nelle nostre mani. Obiettivo di questa nostra offensiva ad est devono essere, come detto, in primo luogo l'apertura alle nostre forze aero navali del canale di Suez ed il collegamento con lo scacchiere dell'Africa Orientale. Allo stesso tempo andranno sviluppate operazioni volte all'occupazione della Siria, della Palestina, dell'Iraq ed eventualmente della Persia, allo scopo di migliorare in maniera netta la nostra posizione economica nei confronti dell'Impero Britannico, togliendo a quest'ultimo risorse vitali per la prosecuzione del suo sforzo bellico. A tale scopo va immediatamente accelerato il potenziamento delle nostre forze corazzate, sia in quantità che in qualità. Si rimanda all'allegato concernente il protocollo d'intesa con la Germania, nell'ambito del patto d'acciaio, per l'addestramento colà di un certo numero di nostri ufficiali superiori carristi circa l'impiego delle suddette forze corazzate. Tale accordo prevede lo scambio di questi nostri ufficiali con analogo numero di ufficiali della Kriegsmarine che verranno inviati in Puglia per un corso completo di istruzione sull'impiego dei mezzi speciali d'assalto della Marina. Prego lo stato maggiore di volermi tenere costantemente informato sullo sviluppo di questa specifica preparazione. La Regia Marina e la Regia Aeronautica si conformeranno a queste direttive nella misura e nei tempi necessari per la loro realizzazione. Firmato: Benito Mussolini.

    "Questa è dinamite signor Donato! Mi conferma che il duce ha consegnato direttamente nelle sue mani queste direttive!?"

    "Glie lo confermo generale. Mi ha mandato qui da voi in qualità di messaggero e di informatore sulle attività e sulle intenzioni del nemico. Lo scopo della mia attività sarebbe quello di facilitare la vostra azione di comando. Il Duce ha insistito che i preparativi per l'esecuzione delle direttive da lui indicate vengano cominciati immediatamente."

    Fisso attentamente Badoglio mentre si legge e si rilegge il dispaccio da me consegnato.

    "Avrò bisogno di conferire col Duce, di metterlo in guardia contro l'eccessiva ambiziosità di questi piani. Non abbiamo le forze per condurre l'operazione di Malta e l'offensiva in Egitto."

    "Potremmo condurle una alla volta Eccellenza. L'operazione di Malta prima e l'offensiva ad est dopo. Una volta che Malta fosse nelle nostre mani, potremmo preparare con calma qualunque altra operazione in Nord Africa, senza che gli Inglesi possano disturbare i nostri convogli dall'aria o dal mare."

    "Va studiata, va studiata bene", mi risponde quello mentre si affretta a dettare le prime disposizioni ai suoi ufficiali di stato maggiore.

    "Colonnello Anfuso, mi prepari il trasferimento della V armata dalla Tripolitania alla Cirenaica. La divisione della Guardia alla Frontiera mi venga spostata a Tripoli. Occorrerà fare massa sulla frontiera orientale; se attacchiamo Malta gli Inglesi come prima cosa cominceranno una controffensiva su Tobruk; non c'è da farsi alcuna illusione su questa eventualità. Generale Bisio", si rivolge Badoglio ad un altro dei suoi ufficiali, "Dovremo costituire un nuovo comando operativo a livello gruppo d'armate per l'Africa Settentrionale. Lo si potrebbe affidare al Maresciallo Balbo. Nessuno meglio di lui potrebbe coordinare e dirigere siffatte operazioni improntate a temerarietà."

    Sono perfettamente daccordo, risponde l'ufficiale di stato maggiore. Preparo subito il fonogramma per l'eccellenza Balbo; vuole che gli si alleghi la direttiva operativa del Duce?"

    "Certamente, quello scavezzacollo sarà senza dubbio felice di vederla."

    Poi il generalissimo si rivolge nuovamente a me:

    "Donato, di quali forze possono disporre al momento gli Inglesi sul fronte egiziano?"

    Metto mano ai miei appunti.

    "Esiste un comando di gruppo d'armate affidato al generale O'Connor. Metto in guardia contro questo ufficiale britannico; si tratta di un eccellente conoscitore e propugnatore della guerra di rapido corso, ed è stato appositamente selezionato per un comando in uno scacchiere dove il terreno si adatta alle sue inclinazioni.

    "Ahhh. queste idiozie moderne di questi generali visionari; la fanteria! La fanteria è l'arma che ancora decide dei risultati concreti, non le scampagnate dimostrative di carri armati!" replica concitato Badoglio. Mi chiedo se si sia informato sugli esiti delle operazioni in Polonia.

    "Gli Inglesi dispongono in Egitto, Eccellenza, di due formazioni a livello d'armata, più un corpo d'armata di fanteria motorizzata. Una delle due armate non dispone di sufficienti mezzi di trasporto per renderla mobile, ma le altre due formazioni si. Aerei, per il momento zero. La Mediterranean Fleet, sparsa tra Alessandria, Cipro, Suez e Haifa, dispone di una portaerei, una corazzata, un incrociatore leggero ed uno pesante. Segnalata la presenza di un sommergibile a Malta. Naviglio leggero, nessuno; l'unico cacciatorpediniere di cui la flotta disponeva, è uscito in atlantico la settimana scorsa e non opera più alle dipendenze dell'Ammiraglio Cunningham."

    Qui vi è un'altra dissonanza temporale. Gli Inglesi hanno più forze in Egitto di quente ne avessero nella linea temporale standard. Questo è un guaio, ma devo ovviamente tenerelo per me.

    "Va bene giovanotto" conclude il generale Badoglio, emaniamo le prime disposizioni e preghiamo che questa guerra tra Italia e potenze occidentali non abbia mai a verificarsi."

    Lo guardo con un tantino di compassione.
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  18. Iscandar

    Iscandar

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    Lo sai che se la divergenza temporale è troppo marcata ti aspetta una schiera di fucili....
     
  19. Sir Matthew

    Sir Matthew

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    che poi questo apre degli scenari molto interessanti: si potrebbe organizzare un simpaticissimo multiplayer e scrivere un AAR in cui *due* tornano nel passato e "si sfidano".
     
  20. Luigi Varriale

    Luigi Varriale

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    30 novembre 1939

    Ho passato gli ultimi giorni a seguire gli sviluppi della battaglia di Bergen, da giorni tengo fisso il Lenovo nella zona nel Mare del Nord. Costanti perturbazioni ostruiscono la visuale lungo le coste meridionali della Norvegia, e l'intero Mare del Nord è in tempesta. Molto difficile fare delle osservazioni accurate. L'incrociatore da battaglia Gneisenau lo intravvedo entrare ed uscire da cortine fumogene che si aggiungono al fumo emesso dagli incendi a bordo. La scena allo zoom è da cataclisma: la grande nave arranca tra alti flutti che non posso giudicare quanto sono alti, ma sono decisamente alti. Fiamme appaiono e scompaiono ad intermittenza dalle viscere del vascello man mano che evidentemente l'equipaggio sta tentando di limitarne l'estensione. Il buio artico e le condizioni climatiche avverse mi impediscono un'osservazione decente della nave. Comunque arranca a zig zag con una rotta generica più o meno di 180°. Manovro la mappa verso nord; l'incrociatore tedesco è seguito dall'Incrociatore da battaglia Hood, che tiene il passo agevolmente ed ogni tanto spara una salva con le sue torri prodiere. Due grosse navi, probabilmente le corazzate inglesi Nelson e Rodney sono fuori gioco; sono rimaste indietro e piegano verso ponente. Forse hanno ricevuto l'ordine di tornare alla base. Un'altra grossa nave, probabilmente il Renown, naviga veloce alla sinistra della preda, ad occhio e croce ad una decina di miglia a tribordo di essa. Ogni tanto anche il Renown spara una salva di aggiustamento. La tragedia si compie nella nottata tra il 25 ed il 26 novembre. Le torri di poppa dello Gneisenau sono mute. Stavo oramai rassegnandomi ad andare a dormire e a riprendere l'osservazione la mattina successiva, quando una salva del grosso incrociatore inglese che insegue la nave tedesca si abbatte a centro nave. Le fiammate sono enormi, le scintille visibili anche a zoom minimo. La cosa si è compiuta quando avevo un ingrandimento basso. Rapidamente la nave tedesca rallenta, gira su sé stessa e poi comincia ad andare alla deriva. E' subito evidente che non governa più. I danni a bordo devono essere oramai senza controllo. Secondo me ha incassato sei mazzate da 381: metterebbero in ginocchio chiunque. Come che sia, la nave si inclina dolcemente su un fianco; è quasi ferma. Le condizioni meteo mi impediscono assolutamente di osservare i dettagli. Circa una mezz'ora dopo sopraggiunge una nave sottile britannica guidata con precisione dal bagliore delle fiamme o dal suo radar, o magari da tutte e due le cose. Si porta ad una distanza che giudico di non di più di 2000 metri. La nave tedesca non spara. In preda alle fiamme giace inerte in mezzo la mare, a non molta distanza dalla costa norvegese. Improvvisamente, lo Gneisenau, scompare in un turbine di esplosioni che coprono completamente la visuale del mio Lenovo. E' chiaro che è stata silurata dalla nave piccola britannica. Le fiamme scompaiono velocemente, ma non riesco a vedere l'affondamento dell'incrociatore da battaglia tedesco. Vedo solo la diminuzione delle fiamme, che comunque rimangono visibili sul mare anche quando la nave scompare sotto gli alti flutti.

    Ho un enorme nodo alla gola e sto per piangere. La fine di una nave da guerra, a vederla in diretta, credetemi è una delle cose più tristi e sconvolgenti a cui si possa assistere. Penso a tutti i ragazzi morti nel sinistro, e a quelli che moriranno assiderati nelle gelide acque del Mare del Nord. Gli Inglesi, bastardi, girano le loro tinozze e si allontanano verso ponente, senza neanche accertarsi della presenza di qualche sopravvissuto.

    Scrollo a sud, verso l'imboccatura delle Skagerrak. C'è un altro rottame che s'avanza verso sud: è quello dello Sharnhost. E' ridotto peggio del gemello scomparso e zoppica ad una velocità miserevole. Non so se ce la farà a guadagnare lo stretto per domani. L'altra sera, dopo cena, avevo visto un sommergibile in emersione proprio all'imbocco dell'estuario. Il tempo era ancora decente e ho potuto zoomare sul soggetto. Da prima pensai che fosse un sommergibile della Kriegsmarne, ma il colore non corrispondeva e la forma della torretta non corrispondeva manco quello. Indagando a fondo, e con molta fatica, prima che si reimmergesse sono riuscito a identificarlo: HMS Salmon. Ho quindi perso di vista gli sviluppi della cosa, fino a quando recatomi dalla villa vicino al quirinale che il Duce mi ha fatto assegnare, al comando sotterraneo di Supermarina, un capitano di corvetta mi ha messo sotto il naso un bollettino di guerra della Royal Navy, in cui la Marina da Guerra Britannica annuncia l'affondamento dei due incrociatori da battaglia tedeschi in acque prospicienti la Norvegia, in una grande battaglia navale durata cinque giorni. Si riporta che lo Gneisenau è stato affondato dal colpo di grazia portato dall'incrociatore leggero Belfast, mentre lo Sharnhost, gravemente danneggiato dall'artiglieria dell'Hood e del Renown, ha trovato la sua fine mentre cercava di riguadagnare le sue basi ad opera di un sommergibile britannico.

    All'inizio di dicembre, l'eco delle ire del Furher arriva fino a Roma. Cavagnari, informato dai pettegolezzi dell'addetto navale a Berlino Ammiraglio Carta, se la ride e gongola che Hitler avrebbe minacciato di disarmare le rimanenti unità maggiori di superficie tedesche, sbarcarne le artiglierie adibendole a difesa costiera, e di trasformare gli scafi in materiale da costruzione per carri armati. Va dicendo il comandante in capo della Regia Marina che adesso i tedeschi abbasseranno le creste di un chilometro. Che coglione. voglio vedere se se la riderà ancora quando verrà defenestrato dal comando della Marina, divergenze temporali permettendo.

    Screenshot dell' HMS Salmon in emersione qualche giorno prima del suo attaco risolutivo allo Sharnhost
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