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[l'aspetto militare]

Discussione in 'Una storia tutta da raccontare' iniziata da Filippo I di S.G., 1 Luglio 2012.

  1. Filippo I di S.G.

    Filippo I di S.G.

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    L'IMPERO

    La tecnologia militare dell'Impero potrebbe essere più o meno al livello storico del Rinascimento: grande influenza ancora dell'aspetto medievale (cavalleria, soldati in armatura) ma allo stesso tempo presenza delle armi innovative legate alla polvere da sparo (chiamata "polvere nera" nel racconto).
    L'esercito imperiale, facendo riferimento a territori tra di loro molto diversi, ha modalità di reclutamento differenti nelle varie province: in quelle più popolose e "metropolitane" (per esempio la Kusska o la Fagardia) l'arruolamento è di leva, e fornisce grandi masse di reclute (relativamente poco addestrate e armate) mentre in province dove la tradizione feudale è ancora forte (per esempio il Norrinwund e lo Xelenan) sono presenti milizie locali altamente addestrate e specializzate, che costituiscono il nerbo delle armate imperiali, ovvero (a seconda delle province) unità di cavalleria e fanteria pesante.

    I RIBELLI

    Le due province ribellatesi (Swarthetrun e Meklestorm) vantano entrambe una grande tradizione militare, che a differenza di quanto avvenuto in altre regioni si è sempre mantenuta viva a causa delle frequenti minacce a nord, e anche perché, in fondo, lo Swarthetrun è stata una delle ultime province ad unirsi all'impero (e dunque è molto meno "civilizzata" delle altre), mentre nel Meklestorm la grande nobiltà guerriera non ha mai concesso agli industriosi mercanti del sud di intaccare la loro base di potere.
    In particolare, lo Swarthetrun è celebre per le sue splendide cavallerie, sia pesanti, armate di lancia e spada, sia leggere, armate di micidiali archi, imitazioni di quelli delle tribù nomadi del nord. Queste sono state anche la chiave dei successi militari ottenuti finora dalla ribellione.
    Il Meklestorm invece... ***

    GLI ORCHI

    (da definire)

    ALTRI
     
  2. Carlos V

    Carlos V

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    Innanzitutto dobbiamo capire se l'esercito è permanente oppure se è reclutato a seconda delle circostanze. Nel tardo medioevo i sudditi erano chiamati alla leva solo in caso di guerre e gravi conflitti interni, per cui la difesa delle città era affidata, di norma, a truppe mercenarie e milizie cittadine; fu solo durante la Guerra dei Cent'anni che nacquero i primi eserciti permenenti, in cui militavano dei soldati professionisti che facevano questo mestiere fino a al sopraggiungere di una certa età. Tutto questo, ovviamente, senza dimenticare che in epoca antica, soprattutto a Roma e nelle città greche gli eserciti erano stanziali, pensiamo solo al sistema delle legioni romane o alla rigida tradizione militare spartana.
    Nel primo caso l'Impero avrà quindi un esercito permanente, presente sia in pace che in guerra, molto simile a ciò che avveniva nell'antica Roma; mentre nel secondo caso le truppe saranno reclutate in occasione di eventi bellici, ma questo non esclude che le città non siano difese. Pensiamo alle guarnigioni cittadine di EU3, che non fanno parte dell'esercito e non subiscono costi di mantenimento, ma se non ci sono truppe in giro per il regno le città godono comunque di una qualche difesa.
    Inoltre nel caso di un esercito professionale, lo potremmo immaginare dotato di servizi di assistenza, come uno staff che segue le incombenze burocratiche oppure un rudimentale sistema ospedaliero per la cura dei feriti.
     
  3. Filippo I di S.G.

    Filippo I di S.G.

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    Io avevo pensato ad un esercito permanente concentrato nelle province di confine (quelle marittime dispongono di una flotta permanente eventualmente in aggiunta), dove cioè c'è effettivamente più bisogno di soldati, mentre nell'interno normalmente ci si affida a volontari o a reclute in ferma limitata.
    Ovviamente adesso, con le difficoltà dovute alla guerra civile, si assiste ad un reclutamento in grande stile per fronteggiare la grave minaccia, quindi avremo grandi quantitativi di truppe "richiamate", ma anche reclutate di recente, in tutte le città principali quantomeno.
     
  4. Carlos V

    Carlos V

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    Questa è la mia idea di esercito:

    Il comandante supremo delle forze armate è ovviamente l'Imperatore.
    Subito al di sotto ci sono i Generali, che comandano le armate.
    Al di sotto ci sono i vari gradi degli ufficiali di truppa per le varie suddivisioni interne alle armate.

    L'esercito imperiale offre la possibilità di fare carriera, per cui anche il soldato semplice che proviene da un ambiente contadino o pastorale può raggiungere il grado di ufficiale o sottoufficiale, dopo essersi distinto per particolari meriti sul campo o semplicemente per anzianità.
    I gradi più alti, invece sono un'esclusiva dell'aristocrazia e per accedervi è richiesta l'appartenza ad una casata nobiliare; non è da escludere che i rampolli delle famiglie aristocratiche comincino la loro carriera militare con un grado già piuttosto elevato, a prescindere dalla loro effettiva abilità in guerra.
    Molti sono attirati dalla prospettiva di fare carriera nell'esercito perché rappresenta prima di tutto un lavoro sicuro e stipendiato ed in secondo luogo promette premi e gratificazioni con l'avanzamento di carriera (e quindi un aumento di stipendio), i bottini di guerra e la concessione di un appezzamento di terreno insieme ad una somma di denaro consistente come liquidazione e come premio di aver dedicato quasi tutta la propria vita all'esercito, ponendo che la leva duri dai 18 ai 35 anni.

    L'unità tattica minima è la centuria, composta da 100 uomini e comandata da un Caporale.
    Poi c'è la compagnia, composta da 500 uomini e comandata da un Sergente
    Al di sopra c'è il battaglione, composto da 1.000 uomini e comandato da un Tenente.
    C'è poi la legione, composta da 5.000 uomin ie guidata da un Capitano.
    L'unica tattica più ampia è la divisione, composta da 10.000 uomini e comndata da un Maresciallo.

    I Generali comandano le armate, che variano da un minimo di 20.000 uomini (due divisioni) fino ad un massimo di 60.000 uomini, ma ovviamente questo limite si può tranquillamente superare. L'Imperatore può mettersi alla guida di un'armata come un qualsiasi generale, oppure dare direttive dal proprio palazzo senza intervenire sui campi di battaglia.
     
  5. Filippo I di S.G.

    Filippo I di S.G.

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    Io avrei fatto delle differenze anche numeriche tra le unità di leva (per le quali può andare bene uno schema come quello tuo, che permette di arrivare in fretta a numeri molto importanti) e le unità regolari, che possono variare da regione a regione. Tenendo conto, ad esempio, che lo Xelenan, con circa 70.000 abitanti, schiererà approssimativamente sui 3.000 cavalieri e 12.000 fanti fissi, con l'aggiunta di un massimo di 15.000 leve (comunque di livello molto superiore alla media).
    Una provincia come quella di Kusska invece, che abbiamo stimato sui 3 milioni di abitanti, potrà tranquillamente schierare almeno 200.000 uomini in qualità di reclute giovani, ovvero una 20ina delle tue divisioni, che possono essere mandate al fronte. Si tratta però, in questo caso, di gente che prende per la prima volta in mano un'arma...

    Per avere un esempio di via di mezzo: il Meklestorm (circa 500.000 abitanti), di grande tradizione nobiliare e militare, schiererà circa 50.000 unità "regolari", ovvero specialistiche, più un massimo di altri 100-120mila uomini in armi. Il che, unito al pressoché equivalente Swarthetrun (mettiamo che abbia sui 70-80mila regolari e 50-60mila coscritti), ci consentirebbe di arrivare ad un esercito ribelle di approssimativamente 300.000 unità, ci cui circa 120.000 specialistiche.
    Per contro l'Impero (che alla situazione attuale ha già subito due gravi rovesci militari) dispone dei regolari del Ranzikar e di un certo numero di milizie locali, più i primi gruppi di soldati di leva. Potremmo ipotizzare circa 400.000 uomini al fronte, di cui però solo un 40-50mila specialistici (o anche meno). Di qui l'avanzata incontenibile dei ribelli. C'è da tener conto che l'esercito regolare del Norrinwund (fedele all'impero) è già impegnato in un altro conflitto.
     
  6. metalupo

    metalupo

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    Manterrei la distinzione tra le truppe di leva e quelle regolari solo a livello addestrativo.
    In linea di massima l'esercito è composto da truppe regolari a carattere volontario, organizzato in guarnigioni sparse per il territorio con maggiore concentrazione lungo i confini.
    Considerate anche che per ridurre i rischi di rivolta i soldati non servono mai nella provincia d'origine.
    In caso di importanti minacce si radunano truppe, assottigliando le varie guarnigioni per formare un corpo di spedizione, e le si inviano a dare man forte alle guarnigioni della provincia interessata dalla minaccia.
    In caso di emergenza si procede ad una chiamata di leva straordinaria, le truppe di leva prima di essere utilizzate però debbono essere addestrate per un certo periodo di tempo.
    Direi che l'Impero ora s trova in quest'ultima situazione.
    I Rivoltosi hanno soppraffatto prima le truppe di stanza nelle regioni interessate alla rivolta e limitrofe ad esse, poi il corpo di spedizione di truppe regolari inviatogli contro.
    Ora l'Imperatore ha fatto una chiamata alla leva straordinaria e sta addestrando le truppe di leva in parte per sostituire i regolari che dovranno raggiungerlo ed il resto epr unirsi a loro come massa d'urto.

    Per quanto riguarda l'organizzazione delle truppe apporterei una modifica a quella proposta da Carlo .

    Squadra, composta da 20 uomini, comandata da un Caporale.
    Plotone, composto da 100 uomini (5 Squadre), comandato da un Sergente.
    Compagnia, composta da 500 uomini (5 Plotoni), comandata da un Tenente.
    Reggimento, composto da 2500 uomini, (5 compagnie), comandato da un Capitano.
    Divisione, composto da 12500 uomini (5 Reggimenti), comandata da un Maresciallo.
    Armata , composizione variabile (? Divisioni), comandata da un Generale.

    Fino a livello di Compagnia si tende a formare unità mono specializzazione, tutti arceri, tutti cavallieri, Tutti fanti pesanti ecc.
    I Battaglione è l'unità di base fornita all'impero dalle varie Province, è, generalmente, a composizione mista, ossia le Compagnie non sono tutte della stessa specializzazione, la sua composizione varia a seconda della provincia di provenienza.
    Dal Reggimento in poi la composizione mista e multi provinciale.
     
  7. Arminio90

    Arminio90

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    Vedendo la popolazione delle 2 province ribelli, non ti sembra che abbiano troppi uomini? Su una popolazione di 500.000, 150.000 soldati sono quasi una persona su 5, considerando che dobbiamo escludere metà popolazione femminile, e i bambini e gli anziani, su 500.000 abitanti gli arruolabili sono massimo 200.000, quindi vuol dire che i ribelli hanno mandato il 75% della popolazione attiva al fronte? E chi lavora e coltiva?
     
  8. Filippo I di S.G.

    Filippo I di S.G.

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    @Arminio
    Infatti ho ragionato prendendo i valori massimi a cui si potrebbe arrivare. Probabilmente possiamo ragionare anche solo con i circa 120.000 regolari ipotizzati.

    @Metalupo
    Per quanto riguarda la composizione mista dei vari reparti, questo va ad incidere anche sulla prima parte della storia (ci sono ovviamente dei reparti militari nello Xelenan, che è provincia di confine, e ci sono dei personaggi secondari -i fratelli della principessa- che sono al fronte), quindi darei la priorità alla discussione di questo aspetto.

    Personalmente però sarei per dei reparti non misti. Questo perché in effetti un ragionamento di questo tipo renderebbe appunto molto improbabile il successo della ribellione, soprattutto nel Meklestorm (se buona parte dell'esercito locale non è del posto, perché mai dovrebbe supportare i nobili locali a discapito della propria gente?). Diverso sarebbe il discorso per lo Swarthetrun, dove abbiamo la presenza di un leader molto carismatico. Ma comunque ce lo vedo meglio con truppe tutte locali.
     
  9. metalupo

    metalupo

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    Possiamo levare la composizione multiprovinciale a livello di Reggimento e Divisione tenendola solo a livello di Armata, questo tipo di unità direi che è utilizzato solo in caso di campagne militari.

    Resta il fatto che le varie province dovrebbero aver già inviato parte delle loro unità regolari, tra cui i fratelli di Aeria, per la formazione dell'Armata che ha subito la 2° sconfitta contro i ribelli.
    La 1° sconfitta è stata subita da un'Armata formata dalle truppe di stanza nelle province attualmente occupate dai ribelli, ossia le prime truppe regolari fedeli all'Imperatore che hanno incontrato i ribelli.
    Ora le province debbono inviare tutte le rimanenti truppe regolari, sotituendole con le leve addestrate in fretta e furia, ed alcune anche un'aliquota di tali leve.
    Lo Xelenan si trova appunto in questa situazione, che è poi quella di tutte le province non ancora in mano ai ribelli.
    Non ha più truppe regolari di stanza nella provincia, sono già partite da almeno 1 mese.
    Le guarnigiono sono composte da leve addestrate in fretta e furia, di cui una parte, quella meglio addestrata, è pure in procinto di partire per il fronte.


    C'è da chiedersi che succede nelle province in mano ai ribelli.
    In quelle in cui ha avuto origine la ribelione direi che è già stata chiamata la leva, gran parte usata per presidiare le province occupate.
    In quelle occupate si ta tentando di organizzare ed addestrare dei reparti, per lo più composti da volontari appartenenti a "fanatici" della vecchia religione di stato.
    Religione che ha mal digerito l'ascesa del Sole Invincibile ed ambisce a tornare al potere.
     
  10. Carlos V

    Carlos V

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    Altri spunti qua e là che mi sono venuti in mente:

    Alla leva è chiamato, previa pubblicazione di un bando, un numero di maschi proporzionati al numero dei membri della famiglia. Per cui se in una famiglia ci sono padre, madre e 5 figli di cui 3 maschi e 2 femmine al fronte andranno due figli maschi, in modo da lasciare al padre almeno un figlio per aiutarlo nel lavoro nei campi e nelle incombenze quotidiane. Anche se la situazione bellica è grave, sarebbe da sconsiderati lasciare le città e i villaggi senza forza lavoro, anche se le donne in quel caso dovrebbero coprire almeno in parte ruoli che prima spettavano agli uomini (semina, irrigazione, mietitura, pascolo, ecc...).

    Il tempo di addestramento è lo stretto necessario per imparare ad usare un'arma, marciare in fila e seguire ordini semplici. Al cittadino medio sono richieste fondamentalmente poche cose, perché l'addestramento avanzato riguarda i soldati professionisti. Il problema è l'armamento: lo fornisce lo stato o il suddito deve provvedere da sé per le spese?
    Per l'Impero può essere un impegno economico grave quello di fornire a tutte le reclute spade, lance, scudi e armature complete, per cui bisogna immaginare che gran parte delle leve abbiano un armamento relativamente semplice: armatura in cuoio o una cotta di maglia, spada o lancia a seconda del ruolo in battaglia ed uno scudo di legno. Se le spese per le armi sono a carico del cittadino necessariamente non sarà un equipaggiamento di grande qualità, pur con le dovute distinzioni di censo. Verosimilmente un figlio di un mercante, di un artigiano avrà armi migliori rispetto a quelle di un contadino o di un pastore.

    Ai soldati in guerra spetta uno stipendio fisso, una liquidazione alla fine del conflitto oppure ognuno raccoglie quello che può dai saccheggi? Se c'è uno stipendio questo non dovrà essere molto alto, perché potrebbe pesare di fatto sulle casse dello stato; se c'è una liquidazione questa verrà versata alla fine della guerra e potrebbe consistere in una grossa somma di denaro o in un lotto di terreno, oppure in entrambe le cose; infine, nell'ultima ipotesi, saranno i soldati a procurarsi ciò che gli serve con i saccheggi, ma trattandosi di una guerra civile il fenomeno potrebbe anche essere limitato se non vietato dalle autorità, perché sarebbe come arrecare danno ai propri connazionali, anche se di una fazione opposta.
     
  11. metalupo

    metalupo

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    Do il mio punto di vista : (Salvo eccezioni espilicitamente dichiarate il discorso vale solo per le truppe di leva)

    Leva : D'accordo con il proporzionale alla famiglia, con la possibilità di delegare un non famigliare, ossia per chi può permetterselo pagare qualcuno perchè prenda le armi al suo posto.

    Stipendio : Piccola liquidazione a fine servizio con premi in caso di azioni eroiche e/o rimborsi in caso di menomazioni, sempre e solo in denaro.

    Armamento : A carico dell'erario, armamento tipico della zona di reclutamento, con trattenuta del costo dalla liquidazione se perso o danneggiato. Per chi può permetterselo è concesso attrezzarsi a proprie spese.
    (Esempio : Le reclute di una zona boschiva dedita alla lavorazione del legno ed alla caccia saranno tendenzialmente attrezzate con corpetti di cuoio, asce ed archi.)

    Addestramento : Il mimimo indispensabile.

    Logistica : A cura del demanio con carovane di rifornimenti e/o requisizioni, con la tendenza ad evitare il saccheggio.
    (La modalità logistica vale anche per le truppe regolari.)
     

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