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La guerra dei nostri nonni

Discussione in 'Media' iniziata da Andrea9, 23 Dicembre 2006.

  1. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Se a qualcuno interessa, era granatiere :)
     
  2. andy

    andy

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    granatiere ausroungarico vero perchè tu sei trrentino giusto?
    I miei erano due Kaiserjager.
     
  3. Ciresola

    Ciresola

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    Il mio bisnonno (classe 1894) ha combattuto in Francia nello Champagne ed e´sopravvisuto alla prigionia, era una staffetta che tagliava i reticoli di filo spinato prima dell´assalto :approved:
    Mio nonno invece era nel genio militare e fu autista di vari sergenti e caporali, e riusci´ a stringere la mano al DUCE :eek::eek::eek::eek::eek::eek::eek::eek::eek::approved:
     
  4. Pandrea

    Pandrea Guest

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    No, come ho scritto solo uno combattè per gli Asburgo (ma non sul fronte italiano), gli altri venivano dalla Lombardia e combatterono per l'Italia. Il granatiere, il bersagliere e l'artigliere erano per l'Italia, il bisnonno trentino non so bene cosa fosse.
     
  5. andy

    andy

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    ah ok, avevo capito male.Ma quello trentino ,che tu sappia, aveva già fatto esperienze militari?
     
  6. Giank56

    Giank56 Moderator Membro dello Staff

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    mio nonno era capitano dell'artiglieria fino alla resa poi è stato deportato in un campo di prigionia (non di stermino) ed è riuscito a scappare adescando la figlia del suo guardiano ai lavori forzati :approved: mentre l'altro mio nonno ha perso il braccio a causa di una granata (ho ancora la sua protesi), purtroppo non li ho mai conoscuiti ma vado fiero di portare i loro nomi!:piango: :piango:
    p.s. si Giancarlo è l'unione di Giovanni e Giuseppe
    p.s.s. entrambi medagliati
     
  7. Mikhail Mengsk

    Mikhail Mengsk

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    :humm:
     
  8. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Non so, devo chiedere alla nonna:humm:
     
  9. Giank56

    Giank56 Moderator Membro dello Staff

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    non lo so bene neanchio ma se si guarda sul libro del significato dei nomi il mio è un'unione di Giovanni e Giuseppe poi non so :confused: comunque sono :eek:fftopic: quindi chiudo
     
  10. Giank56

    Giank56 Moderator Membro dello Staff

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    mi sono sbagliato non era mio nonno ma il bisnonno durante la 1° GM il mio 2° nonno era nella fanteria :approved:
     
  11. Khamul

    Khamul

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    Discussione molto bella!

    Ho solo storie di mio nonno materno (il nonno Carletto :p), è morto da una quindicina di anni, e col senno di poi mi è sempre dispiaciuto non avergli mai chiesto nulla delle sue esperienze (ero troppo piccolo).
    Però mia madre e le mie zie mia hanno fatto vedere delle foto, e mi hanno raccontato delle storie (comunque da profane, per cui con i dettagli che a loro sono rimasti più impressi).
    Era in artiglieria campale.
    In Africa ha contratto la malaria, e da allora è sempre stato soggetto a febbroni terribili (non ho mai scoperto se si è fatto la Libia o l'AOI o tutte e due).
    Durante lo sbarco in sicilia era al suo pezzo sulla costa, e mia madre mi raccontava che mentre tutti scappavano e abbandonavano le postazioni lui e quelli della sua squadra continuavano a sparare, tanto che un ufficiale tedesco infine gli ha ordinato di distruggere il pezzo e ritirarsi e gli aveva promesso una medaglia al valore. Cosa che poi ovviamente non è avvenuta.
    E mi raccontano sempre che durante la ritirata in sicilia erano su un camion, lui in preda a una crisi di febbre malarica. Arrivano i caccia alleati e attaccano la colonna. Tutti saltano giù dal camion, cercano di aiutarlo ma il pastrano si impiglia in un gancio, e agli ultimi istanti scappano ai bordi della strada e lo lasciano li appeso come un salame. L'aereo mitraglia. Un suo vecchio amico "Al Carletto l'è mort, al Carletto l'è andai!" . E invece gran botta di culo era rimasto incolume, probabilmente i proiettili son passati alla sua destra e alla sua sinistra :approved: tipo scena da film.....

    Suonava il trombone, e alla fine della guerra gli hanno chiesto se voleva rimanere nella banda dell'esercito. Errore madornale ha rifiutato, avrebbe passato il resto della vita a fare quello che più gli piaceva e pure pagato...... Ma mi diceva mia madre che era stufo della esercito, si era fatto troppi troppi anni da soldato in guerra.
     
  12. andy

    andy

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    molto avvincente:approved:
     
  13. Panzer

    Panzer

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    Già, a volte le storie dei nostri nonni sembrano meglio di quelle che si vedono nei film...:cautious:
     
  14. TFT

    TFT

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    Avvincenti si ma anche allucinanti e terribili. Ho sentito quella del nonno di un mio amico che nel 43 è stato portato in un campo di concentramento in Francia e gli hanno fatto di tutto e di più. Poi quando sono arrivati gli ally lo hanno liberato (non ha partecipato alle marce della morte causa malattia che non ricordo) ed è tornato a casa a piedi dalla Francia,insomma un'esperienza che ti segna
     
  15. Panzer

    Panzer

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    Esperienze che li hanno certamente segnati sia nel fisico che nell'animo...
     
  16. huirttps

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    Nonno materno : partito volontario era tenente nell' artiglieria contraerea in Grecia/Albania, ricordo poco dei suoi racconti perchè ero un bambino.
    Ma quello che mi è rimasto impresso è, oltre al racconto dell' abbattimento di un aereo inglese, il rimapatrio. Non so se dall'Albania verso la Puglia o se la sua unità era stata trasferita in Sicilia e quindi nell'attraversamento dello stretto da Messina a Reggio Calabria, fatto stà che che mentre erano sulle navi i bombardieri alleati sganciavano su di loro e una bomba centrò in pieno l'imbarcazione prima di quella di mio nonno :eek:
    Infatti loro erano tutti vicino ai parapetti per buttarsi in acqua!

    Nonno paterno : Colono in Libia insieme a mia nonna (infatti mio zio è nato a Tripoli, sebbene sia italianissimo) era camionista ovviamente in A.S.I.
    Anche lui mi raccontò un episodio; trasportava prigionieri indiani lungo la via Balbia quando improvvisamente sente un rumore cupo e prolungato alle sue spalle, pensando ad un guasto inchioda e si porta verso un lato della strada. Appena apre lo sportello della cabina del camion vede passare un aereo inglese !!!
    Aveva subito un mitragliamento aereo che fortunatamente non lo aveva centrato!
    Inoltre mi parlava anche della ritirata (non so quale di preciso) dove c'erano lunghe file di soldati appiedati che pregavano per un passaggio, ma i camion erano stracolmi e non c'era posto per tutti;i cadaveri sulla strada e alcuni autisti ci passavano sopra senza problemi. Mio nonno si vantava di non essere uno di quelli.

    purtroppo non ho avuto modo di chiedere di più
     
  17. TFT

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    Non ricordo se avevo parlato dei miei e mi pare il caso di dire la mia parte:

    Nonno paterno: volontario diciottenne per la campagna di Russia, barelliere alpino nella Julia. Dopo la rotta a Kiev è tornato in Italia a piedi e quando è arrivato è rimasto in quarantena in Trentino per un po' ma in sostanza il conflitto era già finito. Non ricordo se lui o suo padre aveva tre fratelli che sono morti e per questo gli è stata dedicata una via (Via fratelli Rizzardi) a Milano.

    Il nonno materno era troppo giovane ma ricordo il bisnonno materno, classe 1901. Ufficiale volontario nella guerra d'Etiopia per la campagna partita dall'Eritrea. Mi pare sia arrivato fino a Corbetta (Etiopia). Mi pare si sia dato alla macchia durante la seconda guerra fra le campagne del veneto insieme a mia nonna piccola (classe 1933) e alla mia bisnonna. Metto un appunto su quest'ultima che era del 1904 ed è vissuta 92 anni. è stata la prima donna al mondo ad essere operata di cistifellea o al pancreas comunque qualcosa che centra con l'apparato digerente, in Italia, nel 1924 con un'operazione sperimentale per cui c'erano altissime probabilità di morte....tiè!
     
  18. cecco

    cecco

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    mi unisco anche io ai complimenti per la discussione:
    mio nonno materno era in Russia con la Divisione Cosseria, uno dei tanti congelati che in Russia hanno lasciato le dita dei piedi, episodi in particolari non me ne ha mai raccontati, si è sempre limitato a dire che non avevano niente di niente (niente radio, equipaggiamenti, fame cronica) e quel poco che avevano lo davano ai bambini russi che avevano ancora meno, l'unico fatto specifico che mi raccontò era l'impressionante rombo che facevano le artiglierie tedesche. (fortunatamente mio nonno è ancora vivo e lucido, ma io purtroppo ho una certa "renitenza" a chiedere di raccontarmi episodi della sua guerra)
    nonno paterno è scomparso che avevo 12 anni, mi pare di ricordare che fosse autiere in AOI, conservo ancora a casa una foto che scattò in un mercato
     
  19. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Qualcuno ha ancora parenti in vita con ricordi bellici delle due guerre?

    Chi aveva 15 anni nel 1945 ora ne avrebbe 84, un'età rispettabile e superiore alle aspettative di vita medie... quanti reduci ci sono ancora in giro per il mondo? Anche solo per ricordare i bombardamenti si dovrebbe essere ben oltre i 70.
     
  20. Mappo

    Mappo

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    Mio nonno paterno, che è morto da una ventina di anni, era caporal maggiore nell'artiglieria da campagna nella Grande Guerra. Fu ferito per due volte in combattimento, la prima volta venne decorato con la croce di guerra e la seconda con la medaglia di bronzo. Conservo ancora alcune foto di lui al fronte e il brevetto della medaglia di bronzo.
    Mia madre, del '38, pur essendo svizzera abitava in Italia in una zona vicino al confine, dalle parti della Repubblica partigiana dell'Ossola, una zona di combattimenti asprissimi praticamente fino all'ultimo giorno. Pur essendo una bambina ha vissuto esperienze che chi è nato dopo la guerra non se le immagina neppure. Per dirne una, una volta mentre andava a scuola nell'inverno 44/45 fu fatta segno da dei colpi di fucile da una postazione tedesca, ebbe la prontezza di riflessi di gettarsi in un fosso, mia nonna avvertita della cosa riusciva a ragggiungerla ed entrambe restavano nella neve finché con estrema cautela strisciando non si portarono fuori dalla zona di tiro. In un'altra occasione mia nonna trovo un giovanissimo milite della RSI che le stava rubando un'oca nel cortile, senza pensarci due volte prese un bastone e cominciò a colpirlo, quello le puntò un mitra contro e le urlò che se non la smetteva le avrebbe sparato, intanto alcuni operai di mio nonno richiamati dalle urla osservavano la scena, mia nonna li invitava ad aiutarla, ma loro visto il mitra se ne guardavano bene, alla fine dopo l'ennesima bastonata il milite lascià l'oca e fuggì via, solo allora mia nonna realizzò il pericolo corso, poco dopo arrivò trafelato mio nonno che la riempì di improperi per la sua pazzia. I miei nonni abitavano in una casa fuori dal paese vicino alla fabbrica di mio nonno, un giorno dei partigiani chiesero di essere temporaneamente ospitati nella soffitta, disgrazia volle che la mattina del giorno dopo alcuni tedeschi requisirono il pianterreno per abitarci, così i miei nonni si trovarono al primo piano con i partigiani in soffitta e i tedeschi al pianterreno. Ogni volta che un tedesco rivolgeva la parola a mia madre lei scoppiava a piangere per la paura. Quella stessa notte i partigiani uno alla volta lasciarono la soffitta e grazie al cielo i tedeschi avevano il sonno molto pesante. Un giorno i tedeschi grazie ad una soffiata uccisero in un'imboscata una ventina di partigiani, si disse che la spia fosse la sarta dei miei nonni, i partigiani la presero una notte e dopo averla torturata la uccisero, questa sarta stava facendo un golfino per mia madre, non lo finì mai e rimase così incompleto a casa dei miei e ce ne sarebbero ancora altre da raccontare.
     
    Ultima modifica: 21 Agosto 2014

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