1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies. Scopri di più.

Osservatorio Crisi Ucraina - Guerra nel Donbass

Discussione in 'Warfare Moderno' iniziata da Pandrea, 27 Gennaio 2014.

  1. GyJeX

    GyJeX

    Registrato:
    6 Dicembre 2005
    Messaggi:
    32.781
    Località:
    santu sezzidu in dommo
    Ratings:
    +10.225
    Ma hanno ancora carristi in Russia ? non sono già stati sterminati più volte dentro i 3500 carri armati distrutti e insieme al 50% dei militari impegnati ? Saranno sicuramente T62 remotizzati :cautious: Per fortuna non hanno internet in Russia, a leggere di queste perdite apocalittiche sarebbe un problema trovare gente che voglia combattere senza una pistola puntata alla schiena. Dovrebbero fare una legge apposta a Mosca, per legalizzare l'omicidio dei vigliacchi e dei disertori, tanto prima o poi qualche notizia arriverà alle orecchie di quei disperati di Liman, accerchiati dagli ucraini e costretti a vivere come topi dagli onnipresenti droni turchi.
     
  2. GeorgePatton

    GeorgePatton

    Registrato:
    26 Marzo 2006
    Messaggi:
    5.081
    Località:
    Svizzera
    Ratings:
    +702
    Va bene svuotare i depositi di roba vecchia, ma devono proprio mandare i propri carristi a morire in questo modo?
     
  3. GeorgePatton

    GeorgePatton

    Registrato:
    26 Marzo 2006
    Messaggi:
    5.081
    Località:
    Svizzera
    Ratings:
    +702
    Tutta propaganda di quei cattivoni del mainstream occidentale (però quella dei 3500 carri e del 50% dei militari impegnati non l'avevo ancora sentita :lol:). Non ce la raccontano giusta.
    In realtà la guerra, pardon, l'operazione militare speciale sta andando alla perfezione.
    La 1. fase è andata a regola d'arte. Finta su Kiev, ritirata strategica e riposizionamento delle forze ad est. Peccato perché i cittadini ucraini (soprattutto a Kiev e dintorni) erano prontissimi ad accoglierli con bandierine russe e fiori. Dev'essere che i mezzi russi si sono ritirati, pardon, riposizionati troppo in fretta, perché durante il tragitto molti soldati devono essere caduti fuori dai camion e dai vari mezzi perché incredibilmente gli ospedali bielorussi si sono riempiti di feriti, ma pazienza, son cose che capitano ritirandosi, pardon, riposizionandosi.
    A conferma che tutto è andato secondo i piani (ma probabilmente solo dovuto a questi problemucci insignificanti riscontrati nel nord), Vlado ha deciso di cambiare i vertici al comando, mandando Dvornikov, soprannominato dagli amici ceceni "il macellaio" per via della sua attività che aveva aperto a Grozny (ho saputo che tra l'altro ha aperto una succursale in Siria, rigorosamente halal).
    Così il buon Aleksandr, con la 2. fase, (con cui il Cremlino ha cambiato la narrativa da "denazificare" ad un generico "proteggere il Donbas") ha deciso di riproporre ancora una volta il giochetto della finta su Kharkhiv, seguito da un'altra ritirata strategica e quei fessacchiotti di ucraini ci sono cascati un'altra volta.
    A Mariupol invece se l'è presa molto comoda, decidendo di aprire una terza filiale. Non voleva strafare. D'altronde per prendere l'intera zona i russi ci hanno impiegato circa tre mesi, non sia mai che i soldatini di Vladimiro si stancassero troppo.
    Preso dall'eccitazione Putino ha anche avuto la grande idea di voler trasformare l'incrociatore Moskva in sottomarino ma nessuno ha avuto il coraggio di dirgli che sarebbe stata una pessima idea.
    Qualche giorno fa, dopo tre mesi di combattimenti, infine Mariupol è stata presa, con la resa dei combattenti ucraini asserragliati sotto all'Azovstal. La propaganda russa, che da mesi raccontava che la grande operazione militare speciale stava massacrando dei nazisti, non poteva non cogliere l'occasione, mostrando finalmente dei nazisti veri, con tanto di tatuaggi e simboli nazi. C'è stata un po' di confusione ad un certo punto quando alcuni membri della Wagner si sono tolti le giacche e le magliette per prendersi un meritato riposo e sono stati scambiati per quelli del Reggimento Azov ma poi tutto per fortuna è stato chiarito.
    In ogni caso, anche se poco per volta, i russki ogni giorno avanzano un pochino. D'altronde hanno alle spalle migliaia e migliaia di carri e mezzi vari, armi di prim'ordine (soprattutto i mezzi di comunicazione) ed all'avanguardia ed i soldati sono super motivati e sgomitano per potersi arruolare, tanto che per la rabbia di non essere stati arruolati hanno dato fuoco ad alcuni centri di reclutamento. Le armi che i vari paesi NATO mandano all'esercito ucraino, tutta roba che proviene dai fondi di magazzino dei vari paesi membri, non sono un problema. Si tratta di roba vecchia che non può creare alcun problema.
    E poi la NATO che stia attenta a quello che fa. La Russia sta compiendo la missione sacra di denazificare l'Ucraina intera, anche per conto degli stolti governi occidentali, che hanno chiuso gli occhi in tutti questi anni. Ah no, un momento, avevano detto che era perché non volevano che la NATO arrivasse ai confini nazionali russi. Qual'era delle due? Non mi ricordo più :wall: comunque che non si azzardino altrimenti, come ha detto Vlado ad inizio conflitto... "chi interferirà subirà conseguenze mai sperimentate"!
    Nonostante ciò che si pensa in occidente, l'economia russa non sta lentamente scivolando verso il collasso economico, non ci sono in atto strane manovre con il rublo. Tutto va a meraviglia. Anzi, l'economia russa è più forte di prima.
    La popolazione sostiene Putin in massa, lo dimostrano i sondaggi raccolti in giro per le varie città! D'altronde, ehi, chi potrebbe dire il contrario.... tutto va a meraviglia. Non si registrano problemi, l'operazione militare speciale va alla grande, sebbene la propaganda occidentale cerchi di dimostrare il contrario. Le immagini di Siversky Donets sono chiaramente un fake, montato ad arte in qualche studio di Holliwood. Anche Mihail Kodarionok è in verità un agente della CIA infiltrato e pagato dai cattivoni americani per screditare le grandi prodezze e capacità delle forze armate russe.
    Non date retta a nulla di ciò che viene raccontato in occidente. Non sto parlando del mainstream, ma di altri siti e fonti che si dicono "specializzati". Mentono, sono tutti al soldo di Washington e di Sleepy Joe.
     
  4. GeorgePatton

    GeorgePatton

    Registrato:
    26 Marzo 2006
    Messaggi:
    5.081
    Località:
    Svizzera
    Ratings:
    +702
    In treno con 200-250 T-62 è giunto a Melitopol. Ormai pare certo. Comunque i russi hanno già impiegato i T-62 sia in Cecenia che in Georgia. L’unica cosa che mi sembra un po’ stramba, al di là del vecchiume del mezzo, è che ha un equipaggio di 4 uomini. I carristi russi sono addestrati su mezzi con 3 uomini d’equipaggio.
     
  5. Iscandar

    Iscandar

    Registrato:
    23 Novembre 2012
    Messaggi:
    1.144
    Località:
    Palermo
    Ratings:
    +245
    il 4° sarà il commissario politico, il politburo non è mai morto
     
    • Like Like x 1
  6. GyJeX

    GyJeX

    Registrato:
    6 Dicembre 2005
    Messaggi:
    32.781
    Località:
    santu sezzidu in dommo
    Ratings:
    +10.225
  7. GeorgePatton

    GeorgePatton

    Registrato:
    26 Marzo 2006
    Messaggi:
    5.081
    Località:
    Svizzera
    Ratings:
    +702
    Aggiornamento RID odierno

    RID - Rivista Italiana Difesa

    Ucraina: i Russi prendono Lyman e mettono sotto tiro Slovjansk27/05/2022 | PIETRO BATACCHI

    In Ucraina continua ad infuriare la battaglia del Donbass. La notizia “di giornata” è la cattura da parte dei Russi di Lyman. Secondo alcune fonti sarebbero in corso ancora alcuni combattimenti, ma la città sarebbe ormai nella mani delle forze di Mosca. Lyman, a poco più di 20 km a nordest del grande centro di Slovjansk, è un importante snodo strategico collegato all’altro grande centro del Donbass di Severodonetsk dalla strada T0513 e dalla ferrovia. In questo modo i Russi non solo tolgono a Severodonetsk un’altra delle potenziali linee di rifornimento, ma possono mettere sotto il tiro massiccio della loro artiglieria Slovjansk. Addirittura, notizia di stamani, secondo la polzia di Slovjansk, avanguardie russe, probabilmente recon e SOF, avrebbero già raggiunto l’area di Raihorodok, una decina di chilometri a nordest di Slovjansk.

    La morsa su Slovjansk e Severdonetsk si stringe quindi ulteriormente, nonostante gli Ucraini negli ultimi 2 giorni abbiano contrattaccato verso il saliente di Popasna, in particolare nel settore Bilohorivka-Nahirne, stabilizzando un po' la strada T1302, che resta però sotto il tiro dell’artiglieria russa, ultima vera linea di rifornimento per le forze di Kiev – almeno 10.000 soldati – poste a difesa di Severdonetsk/Lysychans'k.

    Secondo alcuni account filorussi, sarebbero inoltre in corso scontri nella periferia nordorientale della stessa Severodonetsk, ma non abbiamo conferme al riguardo, come non ci sono conferme sull’ingresso dei Russi nei sobborghi orientali di Avdivka. Quest’ultima è storicamente un bastione della difesa delle forze di Kiev nell’oblast di Donetsk, da dove il capoluogo omonimo viene da anni regolarmente bersagliato dall’artiglieria ucraina.

    Per quanto riguarda le altre notizie, è ormai confermato l’utilizzo da parte dei Russi di vecchi carri T-62. La ragione risiede presumibilmente nella necessità dei Russi di fare massa sul terreno, impiegando i T-62 in postazione statica come “artillery pillbox” e per compiti di controllo del territorio nelle retrovie, liberando in questo modo i mezzi “più moderni” per compiti di prima linea ed offensivi. Sul fronte politico, invece, pare che l’Amministrazione Biden stia decidendo di fornire agli Ucraini anche lanciarazzi campali pluritubo da 227 mm cingolati MLRS e ruotati HIMARS.
     
  8. GeorgePatton

    GeorgePatton

    Registrato:
    26 Marzo 2006
    Messaggi:
    5.081
    Località:
    Svizzera
    Ratings:
    +702
    Da Difesa Online

    La Russia sta facendo un disastro? L’Ucraina sta perdendo? Facciamo il punto sulla guerra - Difesa Online

    LA RUSSIA STA FACENDO UN DISASTRO? L’UCRAINA STA PERDENDO? FACCIAMO IL PUNTO SULLA GUERRA
    [​IMG]
    (di David Rossi)
    30/05/22
    Dove eravamo rimasti? A nemmeno una settimana dal mio ultimo articolo sull’andamento della guerra, sembra che i media siano stati presi da una frenesia opposta a quella di appena sette giorni fa: allora i Russi erano un fallimento totale, ora gli Ucraini vanno a scatafascio. Il vero dramma è che riceviamo le notizie quasi sempre in ritardo di almeno 24 ore dal momento in cui le fonti iniziano a trasmetterle - documentando e fornendo evidenze - e i media stessi sono imprecisi nell’illustrare l’andamento del conflitto dal punto di vista spaziale e logistico.

    Questi due limiti del sistema massmediatico sono il vero dramma: che ci sia uno straordinario eccesso di propaganda - superiore alle altre guerre, per intenderci - nell’informazione è una balla colossale messa in giro da chi vorrebbe che circolassero solo notizie “addomesticate”. Ecco, allora, che da alcuni giorni tutti si stracciano le vesti per i “cento morti ucraini al giorno” o perché “i Russi avanzano nel Donbass”, ma addirittura si allarmano perché “il Cremlino pensa di attaccare di nuovo Kiev e sottomettere per intero l’Ucraina”.

    Cento morti al giorno sono tremila morti al mese, meno di diecimila dall’inizio della guerra. Sono tanti o sono pochi? Sono sempre troppi, per qualunque Paese, ma in questa “strana guerra” sono messi molto peggio gli aggressori dei difensori.

    [​IMG]Anche a voler ignorare le cifre fornite da Kiev, che parlano di oltre 30.000 morti russi, e lavorando solo sui dati più realistici forniti, cioè quelli della autoproclamata Repubblica Popolare di Donetsk (RPD), parliamo di 1.912 caduti fra il 26 febbraio e il 26 maggio fra le forze della RPD, cioè poco meno di un decimo dei 20.000 combattenti filorussi stimati dal International Institute for Strategic Studies.

    Dato che le truppe regolari e i mercenari al servizio del Cremlino sono stati impegnati su un fronte di oltre 2.000 chilometri fra l’Isola dei serpenti e Kiev, possiamo calcolare che anche loro abbiano perso all’incirca il 10% degli effettivi, vale a dire almeno 20.000 truppe. Sommando 3-4 mila “filorussi” del Donbass e un numero incalcolabile di mercenari a questi, arriviamo a una stima realistica di 23-25.000 morti in meno di 100 giorni di combattimenti, vale a dire quasi 250 al giorno. Non è un caso che scene come queste siano sempre più visibili in molti cimiteri russi:

    [​IMG]

    La “grande offensiva” guidata dal generale Dvornikov da quasi un mese e mezzo ha portato a una “sensibile avanzata in Donbass”? Sì e no.

    Se intendiamo dire che osservando le mappe appaiono territori visibilmente controllati dai russi e dai loro alleati del Donbass, la risposta è affermativa: una gran parte del nodo ferroviario di Lyman, l’area attorno al villaggione di Popasna e l’Hotel Mir ("pace" in russo - foto) a est di Severodonetsk sono senza dubbio controllati da Mosca.

    [​IMG]

    Ora, proviamo a capirci di che cosa stiamo parlando: quella attualmente contesa fra Popasna, Severodonetsk e Lyman è un’area di forma grossomodo ovoidale grande meno di un decimo della provincia di Lodi o, se preferite, un cinquantesimo di quella di Firenze.

    La superficie dell’intera Ucraina è il doppio di quella italiana. Di questo stanno parlando i giornali come se fosse la battaglia del secolo... Vero è che gli Ucraini si impegnano qui quanto a Mariupol - parole dello The War Studies Institute -, tuttavia occorre avere senso della misura…

    Ricordate quando due mesi fa famosi analisti militari e geopolitici preannunciavano la “morsa russa” che avrebbe dovuto stringere Kramatorsk e Sloviansk? Ebbene, i due centri, piccoli ma importanti per la regione, si trovano ben fuori dall’occhio del ciclone. Anzi, a dirla tutta i Russi da tre settimane picchiano duro attorno a Izyum per impedire agli Ucraini di raggiungere le loro vie di rifornimento e costringerli a lasciare il centro occupato quasi due mesi fa. Intanto, qui vicino, dalle parti di Kharkiv gli Ucraini, pochi e male armati, negli ultimi venti giorni hanno recuperato una superficie poco più piccola della stessa provincia di Lodi e altrettanto dalle parti di Kherson.

    Le notizie importanti, però, arrivano proprio dal Sud dell’Ucraina: sono di fatto in atto due importanti controffensive, una presso Kherson e l’altra nell’oblast di Zaporizia, non lontano dal Donbass, dove gli Ucraini per la prima volta stanno usando gli obici forniti da USA, Francia (foto apertura) e Italia.

    Per chi non conoscesse la geografia dell’oblast di Kherson, il capoluogo è collegato al “mondo russo” da soltanto due strade percorribili dai rifornimenti: una conduce - a sud - verso la Crimea e l’altra va verso est, in direzione di Melitopol, la città dove i partigiani di Kiev colpiscono duro ogni giorno gli occupanti e i collaborazionisti.

    Ora, anche senza chiudere in una sacca Kherson, appare evidente che le forze russe in loco possono essere messe in scacco aggirando la città e - letteralmente - facendo saltare viadotti e strade verso sud, oltre alla linea ferroviaria. Senza la possibilità di ricevere rinforzi da quel lato e, molto presto, con la flotta russa del Mar Nero costretta a tenersi lontana dal tiro degli Harpoon - gentile omaggio danese - Kherson stessa appare molto ma molto difficile da tenere di fronte a una controffensiva robusta e ben congeniata. Inoltre, la contemporanea controffensiva dal lato di Zaporizia e il riprendere di quella nell’oblast di Kharkiv, potrebbero presto costringere i Russi a dividere le loro forze.

    [​IMG]

    [​IMG]Se è un fatto che la pressione delle forze russe in Ucraina è al suo culmine, è altrettanto vero che è sempre più improbabile che riescano ad aumentare molto oltre la pressione.

    Nell’ultima settimana sono apparsi alcuni “sintomi” delle crescenti difficoltà della Federazione russa:

    • Il reclutamento di riservisti di 40-60 anni,

    • Il dispiegamento - tirandoli fuori dai depositi - di ferri vecchi come i T-62 e come questi T-80BV fermi da trent’anni

    • Il tentativo di riattivare alcune dozzine di T-54 - tecnologia della Seconda guerra mondiale - per spedirli poi in Ucraina

    • iniziative di marketing per raccogliere “volontari” anche nelle ricche Mosca e San Pietroburgo,

    • le maggiori industrie meccaniche del Paese lavorano ormai solo part-time per la mancanza di componenti

    • le aziende high-tech russe coinvolte in un progetto - finanziato dal ministero della difesa - per produrre circuiti integrati made-in-Russia entro il 2023 si sono dichiarate scettiche sulla fattibilità
    Quello che è successo davvero, se vogliamo dare una lettura agli accadimenti di questa settimana, è che il Cremlino ha perso un’occasione d’oro per riportare qualche successo in Ucraina, dato che durante il mese di maggio Kiev ha schierato le truppe meno addestrate, ha messo in prima linea le forze della difesa territoriale (Teroborona) e ha letteralmente chiesto ai combattenti di non sprecare le munizioni, in attesa dei rifornimenti di armi moderne e dell’addestramento delle truppe migliori da parte degli occidentali.

    Foto: autore / Twitter / web
     
  9. GeorgePatton

    GeorgePatton

    Registrato:
    26 Marzo 2006
    Messaggi:
    5.081
    Località:
    Svizzera
    Ratings:
    +702
    Punti di vista a confronti (sempre di DO)

    La guerra ucraina di Difesa Online: la ricchezza delle diverse prospettive - Difesa Online

    LA GUERRA UCRAINA DI DIFESA ONLINE: LA RICCHEZZA DELLE DIVERSE PROSPETTIVE
    [​IMG]
    (di Andrea Cucco)
    24/05/22
    Quando leggo alcuni commenti agli articoli che pubblichiamo sulla iniziale "crisi" e successiva "guerra" ucraina, sono lieto (tralasciando i troll e "influencer di cittadinanza" che hanno caratterizzato l'intera legislatura...) di leggere opinioni estremamente divergenti su questo giornale: "siete al soldo della NATO...", "siete filorussi...", "finalmente qualcuno che dice la verità...", "eccone altri che fanno propaganda...", "bravi!", "vergognatevi!", "siete una speranza", "siete come tutti"...

    Ritengo un onore collaborare con esperti che hanno il pregio di non pensare in maniera univoca e soprattutto di dirlo apertamente. Ebbene sì, qui il pensiero unico non è (almeno in questo frangente) gradito!

    Osservare da diverse prospettive permette di cogliere e fondere informazioni che altrimenti sarebbero solo parziali. La realtà è complessa e non è sempre "facile".

    Lo so, quel che sto dicendo può sembrare banale, tuttavia è importante sottolinearlo, è una qualità di Difesa Online.

    Poche settimane fa un lettore ci ha scritto: Ho scoperto da poco il vostro giornale, e lo seguo con interesse. Noto però una “lieve” discrepanza tra le analisi di Gaspardo e quelle di Rossi. A chi devo dare retta? La risposta è stata: "Ad entrambi!". L'invito è di apprezzare sempre - quando onesti! - diversi punti di vista.

    Spero che con la seguente intervista saprete ascoltare, pur non condividendole e per quanto - talvolta - "arduo", differenti visioni.

    La propaganda è protagonista da mesi. Può essere l'evidenza che, volenti o nolenti, siamo in guerra?

    (Rossi) In guerra, fin dai tempi degli Antichi, la verità è la prima vittima (cit. Eschilo). Questo non significa che le parti mentano sempre: sta agli analisti di geopolitica, come quelli del team che immeritatamente dirigo qui su Difesa Online, saper cogliere le sfumature dietro alle quali si nasconde il vero nel falso o la verità nel non detto. Nel farlo, devono agire secondo scienza e coscienza. Poi, non sempre la propaganda ha la stessa funzione: è una specie di codice la cui decriptazione deve essere agevole per certi riceventi e impossibile per altri, in modo tale da ottenere effetti diversi su riceventi diversi.

    Vi faccio un paio di esempi, uno per ciascuno: Ucraina e Russia.

    Kiev ha interesse a mantenere motivato e coeso il fronte interno verso l’opinione pubblica ucraina, ma deve sempre sembrare un po’ in difficoltà per stimolare i “donatori” occidentali a non perdere l’opportunità. Inoltre, l’Ucraina è un Paese democratico e dove i media occidentali accedono facilmente: se raccontasse balle troppo grosse, potrebbe essere scoperta e rovinarsi i buoni uffici con Londra e Washington. Perciò, la sua propaganda non può nascondere avanzamenti e danni bellici fatti dagli aggressori russi.

    Viceversa, la Russia ha bisogno di dimostrare continuamente che il nemico è aggressivo, che le forze russe sono accolte da liberatori e che la popolazione ucraina è ostaggio di una minoranza. Nel far questo, i decisori russi mettono spesso così tanto zelo che sembrano quasi credere alla loro stessa propaganda: tuttavia, anche Mosca è in parte prevedibile in quanto spesso nasconda decisioni importanti dietro piccole costruzioni semantiche: ricordate quando annunciò che avrebbero “ridotto” l’offensiva a Nord di Kiev e poi lasciò tre oblast? (vedi articolo). Sul fronte interno, Mosca gioca facile ma lo fa sempre sul filo di lana: basta poco perché il re si dimostri nudo. Che dire poi della terminologia? Ai “neonazisti” inventati da Putin, Kiev ha opposto i “russisti” (o più efficacemente rushists in inglese), un misto fra russi e nazifascisti. Ma soprattutto Kiev ha saputo opporre una squadra giovane e vivace di politici e militari a quella che avrebbe dovuto essere la guerra massmediatica del Cremlino, che poi si è vista poco. Anzi, a Mosca hanno finito per indossare, in modo inatteso, un abito che li ha fatti sembrare dei vecchi burocrati, come nei primi anni Ottanta.

    Questa, da parte ucraina o russa, è, comunque, normale guerra di comunicazione: chi si scandalizza perché non dicono il vero, non sa che lo stesso avviene nella finanza, nel commercio, nella politica… Signori, è marketing e la guerra non vi si può sottrarre!

    (Gaspardo) La propaganda è un elemento imprescindibile di ogni conflitto ed è parte integrante delle strategie belliche dei contendenti; e questo da che esistono l'Umanità e la guerra in generale. Sarebbe anzi strano e scandaloso se la propaganda non ci fosse!

    Ciò che colpisce in questo caso specifico è il volume complessivo e la perdita di controllo da parte dei “piani superiori”. Già durante la Battaglia d'Inghilterra i britannici si erano resi conto che il volume complessivo di notizie false e/o sensazionalistiche non deve mai eccedere il 30%. L'Occidente ormai sta conducendo una guerra di propaganda che eccede il 70% delle notizie e per giunta ha fatto cessare qualsiasi capacità da parte del pubblico di guardare alla “visione d'insieme” con il risultato che le persone sono tentate di cercare la “Verità” tra i ranghi sempre verdi dei “teorici del complotto e della disinformazione” disdegnando invece i media “ufficiali”. Quando ad un certo punto il “castello” così creato risulterà insostenibile, raggiungeremo il cortocircuito e il tutto si ritorcerà contro di noi.

    La propaganda esiste eccome anche dal lato russo, ma è più rozza e in gran parte rivolta verso il pubblico domestico il quale però, assai più diffidente verso il potere rispetto a quanto lo siamo noi, segue invece le notizie che, immancabilmente, filtrano dal fronte (specialmente attraverso Telegram) e che al contrario di quello che si potrebbe credere, e in modo indipendente dalla leadership del Cremlino, rafforzano il senso di solidarietà tra i soldati e i cittadini uniti in quella che essi ritengono una missione storica per salvare la Russia da un incombente pericolo mortale.

    Il fallimento da parte dell'Occidente di capire questa verità dei fatti così come la vergognosa ondata di russofobia, rispetto alla quale l'islamofobia è diventa un sinonimo di filantropia, ci costerà caro.

    Il 9 maggio (“Giorno della Vittoria”) cosa è accaduto in Russia?

    (Rossi) Be', il cielo era un po’ nuvoloso e c’era una leggera brezza: per questo, la pattuglia acrobatica russa, quella che si era allenata per giorni a disegnare iconiche zeta nel cielo, e l’aereo “del giorno del giudizio”, il bunker antiatomico volante di Putin, non sono usciti prudentemente… O avevano paura dei nuvoloni o che qualche pilota coraggioso ne approfittasse per una manifestazione di dissenso: tertium non datur!

    Oltre agli aerei, non si sono visti molti “alti papaveri” del regime, a partire dal famoso generale Valery Gerasimov, che dal 27 febbraio non ha più mostrato la sua faccia in pubblico. Non sto qui a domandarmi se sia rimasto ferito nell’attacco degli Ucraini al comando russo a Izyum, che secondo le mie fonti avrebbe fatto più di duecento vittime, molte con nomi importanti (vedi articolo). Dopo tutto, da un mese non si vede neppure la faccia di Dvornikov, che è (o dovrebbe essere) il comandante delle operazioni in Ucraina… Gerasimov, però, è un caso più interessante, perché dei tre uomini con la “valigetta nucleare” della Federazione russa, cioè i decisori su un attacco nucleare, era l’unico assente: bada caso, la sua ultima apparizione in pubblico è coincisa con la minaccia di escalation nucleare fatta da Putin davanti ai due allibiti collaboratori, lui e il ministro Shoigu.

    (Gaspardo) In realtà non è accaduto nulla di particolare a livello del “Potere”. Abbiamo visto all'opera la classica iconografia del “Potere Russo” con il discorso del leader, i mezzi militari, le fanfare e i soldati in marcia, ma nulla di realmente inaspettato o eccezionale. Dal mio punto di vista oserei quasi definirlo “noioso”.

    Ciò che è invece interessante notare è che non ci siano state proteste di alcun tipo da un capo all'altro “dell'Impero”. Nonostante gli eventi di massa che si sono tenuti in tutte le grandi città della Russia, e che avrebbero costituito il palcoscenico semplicemente perfetto per azioni dimostrative dal forte impatto mediatico, niente in tal senso è avvenuto, quando invece agli inizi della guerra le piazze come il web ribollivano del malcontento popolare nei confronti “delle azioni di un singolo uomo”. La repressione in questo caso c'entra assai poco. Gli eventi degli ultimi tre mesi e la scomposta reazione, quando non la vera e propria ostilità, dell'Occidente mascherata da opportuna quanto improbabile “ucrainofilia”, hanno costituito per i russi un brusco risveglio dopo 30 anni nel corso dei quali, nel bene e nel male, avevano comunque guardato all'Occidente con speranza ed ammirazione, e lo slogan “Tutto ciò che il Potere ci ha raccontato su noi stessi era una menzogna, ma tutto ciò che ci ha raccontato su di voi era la verità!” è ormai diventato parte della coscienza collettiva dei russi, e il paese si è orientato verso un lungo e doloroso, ma necessario, cammino di guerra.

    Ed in Ucraina?

    (Rossi) È stata una giornata come le altre: di guerra. Kiev non festeggia da anni la vittoria sui nazisti il giorno 9 maggio: a dire il vero, erano solo i sovietici a farlo in quanto, secondo loro, la resa della Germania arrivò dopo la mezzanotte, ora di Mosca.

    Relativamente al 9 maggio, sappiamo che in serata la forza aerea russa ha colpito con tre missili supersonici Kinzhal un centro commerciale e due hotel: una “prova di forza” contro obiettivi civili - inutili dal punto di vista militare - al costo di 2-3 milioni di dollari. Nelle stesse ore alcuni funzionari ucraini hanno annunciato, senza nascondere la preoccupazione, che le forze russe avevano ultimato la costruzione di un ponte di barche sul fiume Sivirsky Donets: esisteva, secondo Kiev, la possibilità che detto ponte avrebbe consentito alla Russia di minacciare le difese ucraine e le rotte di rifornimento nella regione di Luhansk. Poi, la storia è andata diversamente: nei giorni successivi questo e altri ponti sono diventati bersagli delle forze ucraine con una perdita di truppe russe che qualcuno stima, senza esagerare secondo me, in un migliaio di effettivi.

    (Gaspardo) In Ucraina è stata un'altra drammatica giornata di guerra con i soldati impegnati al fronte e contemporaneamente legati con un filo invisibile ai loro parenti e amici che li aspettano da qualche parte in giro per il paese quando non in giro per l'Europa. L'unica nota diversa rispetto a questa mesta e drammatica realtà è stata lo show mediatico del presidente Zelensky ripreso sullo sfondo della monumentale via Khreshchatyk, per l'occasione deserta, a fargli da palcoscenico. Allo stesso modo in cui ho trovato il discorso di Putin “noioso” ritengo che quello di Zelensky sia semplicemente “ridicolo” e ciò ha ulteriormente rafforzato in me la convinzione che i “commedianti” non dovrebbero mai guidare i paesi, specialmente quelli di una certa importanza.

    A chi è utile che tutti gli occhi rimangano fissi sull'Ucraina?

    (Rossi) Diciamo che il quesito, così posto, è ambiguo. Se la domanda è intesa come: la guerra in Ucraina serve a distrarre l’opinione pubblica da qualcosa di più grosso? La risposta è possibile in tre parole: non diciamo scemenze! Questa guerra è una catastrofe globale e non serve certo a nascondere qualcos’altro! Viceversa, credo che la domanda debba essere letta nel senso: la costante attenzione dei media sulla guerra, il fatto che in tre mesi non sia mai stata derubricata a “guerra dimenticata”, giova di più alla Russia o all’Ucraina? Credo che difficilmente possa essere “trascurata” una guerra che coinvolge direttamente la Russia e indirettamente Stati Uniti e Regno Unito e che si combatte a un’ora di volo da Berlino.

    A Mosca converrebbe che l’attenzione calasse perché così potrebbe fare la guerra come fa da secoli senza la scocciatura della pressione internazionale: l’attenzione dei media disturba chi abitualmente combatte colpendo i civili, deportando intere popolazioni e, per così dire, facendo uso di armi non proprio convenzionali.

    A Kiev un calo dell’attenzione non conviene più di tanto adesso: ai suoi “sponsor” anglosassoni, in particolare, la guerra dà dividendi politici e geostrategici che si riscuotono meglio alla luce del sole. Se gli Ucraini si impantanassero e non riuscissero a metter in piedi una controffensiva in estate, allora il discorso cambierebbe: la guerra solo in quel caso servirebbe unicamente a logorare Mosca nel medio-lungo periodo e scivolerebbe in quinta o sesta pagina sui giornali. È buffo che oggi come oggi qualche commentatore, in mala fede, ripeta che la guerra serve a tenere occupata e logorare la Russia: no, per come si sono messe le cose e per la pessima prova fatta dai russi, la guerra serve proprio a devastarne le forze subito. Chi dice il contrario mente, semplicemente…

    (Gaspardo) In realtà a nessuno. Se la guerra fosse durata poche settimane ci sarebbero stati due paesi (Stati Uniti e Cina) che avrebbero potuto ottenere delle rendite di posizione non indifferenti, ma adesso tutto è cambiato. Appare chiaro che la guerra durerà mesi e i suoi effetti si stanno fondendo con quelli della recessione globale causata dalla pandemia del COVID-19 (che molto probabilmente in autunno rialzerà prepotentemente la testa) e dall'innalzamento più o meno pronunciato dovunque dei tassi d'interesse.

    L'effetto sulla Cina sarà pesante, ed è stato pronosticato dalla stessa leadership politica che l'economia del “Dragone” quest'anno crescerà di un misero +4% secondo gli scenari più “rosei” (il che per la Cina equivale ad una profonda recessione). Allo stesso tempo gli Stati Uniti hanno commesso un clamoroso errore quando hanno preso la decisione di sequestrare le riserve valutarie di proprietà legale (e sottolineo trenta volte le parole “di proprietà legale”) della Russia. Così facendo hanno segnalato al mondo la loro volontà unilaterale di usare la valuta come un'arma geopolitica, ma questo avrà come effetto (nei prossimi 5-10 anni) di spingere gli altri paesi ad accelerare il processo di de-dollarizzazione e tale processo finirà per rendere la piramide del debito sulla quale si regge l'economia e financo la potenza stessa degli Stati Uniti semplicemente insostenibile.

    Da ultimo, la solidarietà tra i cosiddetti “paesi occidentali” sta iniziando a scricchiolare da quando sta diventando di giorno in giorno più evidente che ci stiamo avviando verso una prospettiva di economia di guerra e che il prossimo inverno dovremo, figurativamente, “scaldare le nostre case con la legna”. Economicamente e strategicamente parlando, nessuno ci guadagnerà veramente da questi eventi.

    La Terza Guerra Mondiale è all'orizzonte? E in caso, temporalmente quanto lontana?

    (Rossi) Questa è, come sostengo da tre mesi, una ripetizione della “strana guerra” combattuta in Polonia, Finlandia, Baltici, Norvegia e Danimarca fra il settembre 1939 e il maggio 1940. Allora come oggi, due grandi potenze (Francia e Impero britannico nel 1939, Stati Uniti e Regno Unito nel 2022) offrono aiuto a un Paese con cui non hanno un accordo formalmente ratificato, ma con cui avevano contratto un impegno al mantenimento della sua sovranità e indipendenza. Allora, la vittima dell’aggressione si chiamava Polonia, oggi Ucraina. L’applicazione di pesanti sanzioni fa il pari con formali dichiarazioni di guerra che oggi non si fanno più nemmeno…

    Non vi fate distrarre da quello che sapete dopo la scoperta di Auschwitz: nel 1939 la Germania non faceva paura in quanto sterminatrice e razzista. Il problema, allora come oggi, sono il revisionismo delle frontiere e la volontà di potenza: checché ci dicano i portavoce prezzolati di Putin, lo “spazio vitale” richiesto dai Tedeschi allora equivale al “mondo russo” che il Cremlino vuol costruire oggi. In definitiva, l’idea che i Polacchi dovessero essere “per natura” sudditi del Reich equivale a dire che gli Ucraini devono “per la storia” stare insieme ai Russi.

    La differenza, negli ultimi mesi, l’ha fatta l’Europa: allora, la Polonia si trovò stritolata fra le forze congiunte di Hitler e Stalin, che poi avrebbero persino sfilato come vecchi amici a Brest, mentre oggi i Paesi europei stanno armando efficacemente l’Ucraina. Perché la “strana guerra” diventi un conflitto di dimensioni planetarie è necessario che la Russia attui un’escalation, a mio modo di vedere suicida, e attacchi la NATO o i Paesi dell’area finno-scandinava che hanno chiesto di aderire all’Alleanza atlantica. Oppure che usi le armi nucleari in Ucraina, come affermato dal generale Hodges durante la mia intervista (vedi link).

    L’idea che la Repubblica popolare cinese si attacchi al carro russo e ne approfitti per prendere Taiwan è pura fantasia: Pechino ha interesse a fare un lauto pasto sulle scarne spoglie della Russia, invece che farsi dettare i tempi della guerra prossimo-ventura con l’occidente dai Russi.

    (Gaspardo) Qui bisogna capire che cosa si intende con il termine “Terza Guerra Mondiale”. Se per “Terza Guerra Mondiale” si intende, come lo voglio interpretare io, un periodo prolungato di disordine globale costellato da una miriade di conflitti armati che sta ridisegnando gli equilibri di forza sia geopolitici che economici tra le piccole e grandi potenze e che sfocerà nella creazione di un nuovo ordine mondiale centrato su protagonisti anche diversi da quelli che hanno dominato sino ad ora, be', direi che tale processo è iniziato già dopo la “Grande Crisi Finanziaria dei Mutui Subprime” del 2007-2008 diventando un vero e proprio tsunami già con le cosiddette “Primavere Arabe” ed ancora di più con la Guerra Civile Siriana, che è stata descritta da vari analisti come una sorta di “proto guerra mondiale”. Tale processo è destinato a continuare secondo i miei calcoli almeno sino al 2040, se non oltre. Quindi mettiamoci l'anima in pace e cerchiamo di passare tutti insieme come una comunità nazionale che si rispetti attraverso questo complicato ma inevitabile sommovimento storico.

    È più efficace la deterrenza di un paese debole ma all'interno della NATO o quella di una nazione forte e determinata (Taiwan, Israele...) al di fuori?

    (Rossi) È sempre meglio avere amici molto forti, determinati a proteggerti e con interessi contrari a quelli del tuo nemico. Ed è importante far sapere ai tuoi “amici” che anche tu sei serio e determinato. Le alleanze prive di un meccanismo automatico di garanzia, piene di membri con interessi spesso opposti e con la necessità dell’unanimità per attivare una risposta militare servono il giusto… La NATO vive questi mesi di rinnovato prestigio in quanto Londra e Washington si sono poste come guide del Mondo Libero in opposizione alle Autocrazie: è un po’ come l’Unione europea, che va al traino della determinazione (o mancanza di interesse) di Parigi e Berlino.

    Questo insegna una lezione importante anche all’Italia: il mantenere (e sviluppare) un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti sarà elemento imprescindibile per la nostra sicurezza e ci darà un peso politico nel processo decisionale europeo che attualmente non abbiamo. L’atlantismo vecchia maniera - quello dell’Italia succube e debole - è morto, ma il suo opposto, cioè il calarci da battitori liberi in un mondo multipolare - senza volontà di combattere -, è stato abortito prima di nascere: il destino dell’Italia, se vuole essere davvero sovrana, è trattare l’Atlantico e il Mediterraneo come due laghi… italo-americani!

    (Gaspardo) È un discorso molto complicato e credo che non esista una risposta. Probabilmente gli esempi migliori che abbiamo a disposizione a livello globale sono due, si trovano entrambi nel continente europeo e si chiamano Città del Vaticano e Confederazione Elvetica.

    Il Vaticano ha le forze armate più piccole del mondo ma la sua diplomazia è una delle più potenti ed articolate, inoltre grazie alla presenza globale della Chiesa Cattolica, riesce a proiettare la sua influenza sulla vita di quasi il 20% della popolazione mondiale.

    La Svizzera è un paese neutrale ed occupa una posizione piccola ma di importanza critica nell'economia e nello scacchiere internazionale, ma nonostante questo, per tutta la sua Storia contemporanea ha mantenuto delle Forze Armate che sono tra le meglio equipaggiate, addestrate ed organizzate d'Europa e che sarebbero in grado di dare del filo da torcere ad avversari assai più grandi.

    È vero che al mondo ci sono Stati forti e determinati sia piccoli (Israele, Taiwan, Corea del Nord, ecc...) sia grandi (Russia, Cina, India, Pakistan, Iran) che non fanno parte di sistemi reali di alleanze, ma a ben vedere la condizione di sicurezza internazionale nella quale versano è a dir poco precaria.

    La NATO ha garantito ai suoi membri per un lungo periodo di tempo la pace comune, però la guerra d'aggressione che essa ha scatenato contro la Serbia nel 1999 ha provocato a mio avviso la sua bancarotta morale mentre lo scellerato tentativo di espandersi a est la sta trasformando da alleanza di difesa comune in uno strumento di aggressione nei confronti di una civiltà, quella russa, che altro non vuole che le venga giustamente riconosciuto il diritto di avere il suo posto e la sua sfera d'influenza nella sua parte del mondo; diritto che le è oggettivamente inalienabile.

    Quando finirà la guerra in Ucraina?

    (Rossi) La guerra in atto è stata preparata dal regime che governa la Federazione russa dal 2000 e non cesserà, nella sua forma più violenta, finché non verrà rimosso il tumore principale che sta distruggendo, con mezzi diversi, l’Ucraina e la Russia insieme, cioè il revisionismo (dei confini) e lo sciovinismo post-imperiale russo incarnati dal presidente Putin: tutti gli altri personaggi apicali sono solo metastasi, cioè localizzazioni secondarie di questo cancro. Se venisse eradicata l’escrescenza maligna del Cremlino, entrerebbe in crisi l’equilibrio che si è instaurato fra questi carcinomi secondari: in quel caso, si creerebbe una ricerca spasmodica e violenta di nuovi equilibri che costerebbe alla Russia da un minimo di due a un massimo di dieci anni di instabilità interne, ma non necessariamente la trasformerebbe in un Paese democratico e tollerante. Purtroppo, la Russia di oggi come la Germania degli anni Trenta e Quaranta, non ha in sé le condizioni per una svolta liberaldemocratica: anzi, potremmo dire che alla Russia mancano persino molti degli anticorpi, originanti da una tradizione di libero pensiero religioso, scientifico e culturale, che invece la Germania aveva allora e che riemersero nel 1945 e ancora più nel 1989.

    Perciò, la guerra non finirà anche se gli Ucraini, come io credo, nel corso dell’estate riusciranno a lanciare una massiccia controffensiva -di successo- negli oblast di Kherson, Zaporizia, Donetsk e Luhansk. Semplicemente, proseguirà in altre forme, come una serie infinita di provocazioni, aggressioni e penetrazioni ai danni dell’Ucraina, ma non solo. La guerra non finirà anche se i Russi avranno sempre meno risorse materiali e umane: basti dire che stanno tirando fuori “dalla naftalina” i veicoli e le armi di cui i Sovietici avevano cessato la produzione negli anni Sessanta e Settanta, lasciandone in eredità alla Russia magazzini strapieni.

    La guerra, va detto, si combatteva già da venti anni, ma non solo sui campi di battaglia: se le aggressioni alla Georgia, alla Crimea e al Donbass erano state chiare e illegittime forme di aggressione militare, se internamente il Cremlino aveva annientato con la violenza movimenti separatisti / autonomisti e opposizioni, Putin aveva lanciato anche varie offensive attraverso la stampa di regime, la cultura, i libri di testo nelle scuole, la gestione del sistema elettorale ecc., che per quasi un decennio non abbiamo voluto vedere. E pensare che c’è ancora oggi chi crede che esista la “russofobia”, un’altra delle invenzioni del Cremlino!

    (Gaspardo) All'inizio dell'invasione in grande stile della Russia ai danni dell'Ucraina (24 di febbraio 2022) anticipai, basandomi sull'esperienza pregressa di altre guerre convenzionali tra paesi avvenute nei trent'anni intercorsi tra il 1991 ed il 2021, che tale conflitto non avrebbe potuto durare più di 100 giorni. Purtroppo devo ammettere che tale iniziale previsione si è rivelata ottimistica ed è ormai accettato il fatto che questa guerra convenzionale su larga scala durerà ad oltranza (forse fino alla fine dell'anno) e verrà decisa sul campo di battaglia con una chiara vittoria di uno dei due contendenti che, considerando tutta una serie di elementi e nonostante i rovesci ai quali abbiamo assistito, a mio avviso sarà in ogni caso la Russia.

    L'Ucraina ha avuto una importantissima chance di ottenere la sua unica “vittoria” possibile ai primi di aprile quando la combinazione della resistenza iniziale e della ingestibilità delle linee logistiche aveva snervato la capacità offensiva russa obbligando il Cremlino ad ordinare la ritirata dalla zona di Kiev, dal nord-est e da gran parte dell'est del paese. In quel momento se Zelensky fosse stato veramente un genio della politica come Talleyrand, Metternich, Bismarck o Mannerheim, avrebbe sfruttato l'irripetibile occasione storica di ingaggiare la Russia dal punto di vista diplomatico al fine di strappare una “pace separata” che avrebbe potuto salvare “capre e cavoli” ma ciò a cui abbiamo assistito è assai diverso. Spinti dal loro delirio di onnipotenza, tanto i governi occidentali quanto Zelensky e gli uomini che gli stanno intorno ritengono veramente di riuscire a raggiungere l'obiettivo di umiliare la Russia dimenticandosi che nella Storia tutti coloro che sono stati accecati da una tale “ὕβϱις” (parola greca antica traducibile con “superbia”, “tracotanza”) hanno fatto una bruttissima fine. Loro pensano di utilizzare gli ucraini come baionette viventi per scardinare il “sistema-Russia” ed imporre un cambio di regime a Mosca senza capire che in questo momento il paese si è nuovamente unito sotto la bandiera del patriottismo; quello che invece otterranno sarà la distruzione dell'Ucraina.
     
    • Like Like x 1
  10. Sven_ilVecchio

    Sven_ilVecchio

    Registrato:
    11 Gennaio 2012
    Messaggi:
    274
    Località:
    Tremestieri Etneo
    Ratings:
    +44
    Da un' intercettazione di un soldato Russo con la sua fidanzata o sorella di alcuni giorni fa:

    (R)=Uomo russo (W)=Donna



    (W): La tua connessione è davvero pessima.



    (R): È perché tutte le torri sono fottute!!!



    (W): Cosa è successo?!



    (R): Tutte le torri sono state fottute, c'è stata una lotta con gli hohol, fondamentalmente... tutte le torri sono state fottute, le telecamere sono state fottute, quindi non è stato possibile individuare colonne.



    (W): cazzo di inferno. Sei vivo? Non ferito?



    (R): Eh... commozione cerebrale... tornerò presto in Russia. Non lo so. Ti dirò più tardi cosa sta succedendo... è davvero fottuto, l'orecchio sinistro ha smesso di sentire, è completamente fottuto. Nella nostra azienda… sono rimaste 10 persone.



    (W): cazzo, cazzo, cazzo.



    (R): Sì. C'erano 107 persone, 10 rimangono. Da loro 4 sono partiti, 6 di noi sono rimasti. Dal 1° plotone sono rimasto solo. Nel 1° plotone abbiamo avuto 22 persone, io sono l'unico rimasto. Presto ci sarà un anticipo, ci andrò comunque, quindi...



    (W): Dove sei però?!



    (R): città di Izyum. Città di Izyum.



    (W): Avanti, fratello, non morire troppo presto.



    (R): Troppo presto di cosa?!



    (W): Troppo presto prima di tornare in città.



    (R): È improbabile. Non abbiamo più nessuno. Quindi non è garantito che torneremo. Ti amo moltissimo. Dì ciao a tutti.



    (W): Me lo dirai quando tornerai.



    (R): È improbabile che torni.



    (W): Se non torni, Dimka, sei nei guai.



    (R): Capisci… c'è stata un'offensiva qui due giorni fa, 752 stavano attaccando gli ukrops e 25 persone sono morte. 25. 25 fottuti ragazzi sono morti. Semplicemente, 25 sono morti, tutti “200” *morti*. È un massacro completo. Totale a*s. Quello che ti stanno dicendo in TV, non crederci, no. È un culo completo qui. Un fottuto carico di morti, un fottuto carico di carri armati incasinati, è un cazzo di merda. Te lo dico sul serio.
     

Condividi questa Pagina