1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies. Scopri di più.

AURORA An old story

Discussione in 'Strategici - Generale' iniziata da Prostetnico, 26 Dicembre 2019.

  1. Prostetnico

    Prostetnico

    Registrato:
    22 Giugno 2009
    Messaggi:
    1.330
    Ratings:
    +343
    Non credo diventerà mai un AAR. Comunque. Complice la pausa natalizia sono riuscito a ripredere una partita mai veramente abbandonata.

    Checcasino!

    Intanto questo è quello che succede a rompere gli asteroidi al Prostetnico :sneaky:

    Octoceti 1.jpg
     
    Ultima modifica: 27 Dicembre 2019
  2. Prostetnico

    Prostetnico

    Registrato:
    22 Giugno 2009
    Messaggi:
    1.330
    Ratings:
    +343
    Aggiornamento.

    Questa è la situazione attuale, 28 Settembre 24w:

    DVO_1a.jpg

    Riassunto molto sunto delle puntate precedenti.

    Sono passati 24 anni dalla prima missione esplorativa extrasolare con equipaggio effettuata con successo. L'esplorazione sistematica dei sistemi stellari più prossimi al Sole procedeva senza grossi problemi sino a quello che passerà alla storia come l'incidente 11.20-YZ Ceti.

    A posteriori è facile distinguere chiare le premesse ai fatti che seguirono, ma in quei giorni nulla lasciava presagire tanto.
    I dubbi che li fuori fossimo inconcepibilmente soli vennero spazzati via quando nel mese di Ottobre dell'anno 20 nel sistema Lacaille 2352 venivano identificati innegabili segni di una misteriosa civiltà aliena: vennero rinvenute rovine di un'intera colonia e cosa forse ancora più sconcertante una struttura Jumpgate essenzialmente intatta che dirigeva su YZ Ceti.
    In precedenza solo su Proxima Centauri A II s'era propriamente ipotizzata la presenza di xenoartefatti, forse delle rovine di un avamposto, ma troppe cocenti delusioni s'erano già consumate in precedenza, scambiando particolari e sorprendenti formazioni geologiche per costruzioni di un qualche intelletto, tanto che presto si relegarono tra queste anche le formazioni di Proxima.

    Ora i vasti resti su Lacaille 2352-A II e quel Jumpgate attivo non lasciavano più dubbi anche ai più scettici.
    La conferma, la peggiore delle conferme, arrivò quando l'equipaggio del GV Higgs 001 decise di utilizzare il Jumpgate verso YZ Ceti: era il 29 Ottobre dell'anno 20; cinque giorni dopo, il 3 Novembre, avvenne il primo contatto: una specie aliena identificata poi come "Octoceti" si manifestava con intenzioni dapprima ambigue poi chiaramente ostili.

    Le testimonianze di quel che avvenne sono ricavate dalle trasmissioni Ipernet sia del vascello che del team diplomatico subito attivato per tentare di stabilire una qualche forma di comunicazione. Al team bastarono 23 minuti per dichiarare ostile l'atteggiamento degli Octoceti; prudenzialmente il TdV Claus Demari al comando dell'Higgs 001 aveva già fatto rotta alla massima velocità possibile per il rientro su Lacaille 2352.

    Tre unità Octoceti di classe Montcalm s’erano poste al suo inseguimento: capaci di quasi 4000 km/s lentamente ma inesorabilmente guadagnavano terreno sull’Higgs spinto a 3300 km/s verso il jumpgate e la possibile salvezza.
    I GV Higgs facevano parte della prima generazione di vascelli interstellari, 30kt di stazza, dotati di potenti scanners gravimetrici in grado di identificare i potenziali jumpoint, ma risultavano essenzialmente inermi: sei stazioni Boregard Defence System CIWS-250 Eracle garantivano una certa difesa verso oggetti cinetici come missili, torpedo o asteroidi ma, contro armi energetiche, potevano opporre solo un debole scudo passivo in Duranium, oltre una sezione virtuale ridotta e una discreta velocità di punta.

    Così la prima bordata laser arrivò da poco meno di 31k chilometri, le altre che seguirono sempre più vicine e sempre più precise ridussero l’Higgs 001 ad un relitto a soli 180m di chilometri dal jumpgate e forse la salvezza. Non è dato a sapersi se ci siano stati sopravvissuti e come tali prigionieri. Soprattutto nessuna comunicazione da Octoceti, un silenzio assordante.

    L’incidente 11.20 YZ Ceti mise in luce le debolezze dell’attuale condotta terrestre:
    • La flotta esistente aveva essenzialmente funzioni esplorative e commerciali
    • Benché in possesso dei relativi progressi in ricerca e sviluppo nessuna tecnologia militare era stata effettivamente messa in produzione
    • Per un grossolano errore di pianificazione la Capacità di Supporto Navale del pianeta era limitato ed in forte ritardo

    Per qualche tempo si sperò che YZ Ceti rappresentasse una tragica eccezione ma tre anni più tardi, in quello che verrà ricordato come “Terribile 23”, si verificarono quattro drammatici eventi in rapida successione che provocarono estesi casi di SXC (Sindrome Xenoisterica Collettiva) con milioni di vittime sul pianeta e nelle prime nascenti colonie:

    • 12 Gennaio 23, Gliese 408: nave GE Belzoni 005 (TdV Franciska Nungstom) distrutta da unità Octoceti classi Duquesne e Bisson (Rhenyc ASM)
    • 06 Febbraio 23, GJ 2005: nave GV Higg 2 003 (CptF Ylena Bogdanov) distrutta da unità Octoceti classe sconosciuta, probabilmente Normandie (Irresistable ASM)
    • 23 Febbraio 23, Luyten 347-14: nave GE Belzoni 003 (CptC Norbert Bechinie) distrutta da unità Octoceti classe Bisson (Rhenyc ASM)
    • 19-20 Marzo 23, 82 Eridani: nave GE Belzoni 004 (CptC Vanyusha Rumyantsev) distrutta da unità Octoceti classe Normandie (Irresistable ASM), Bordelais (Ermes AMM)

    Nella mappa: l’esagono rosso evidenzia l’incidente 11.20 YZ Ceti, i quattro rombi gli eventi del Terribile 23

    Rimarchevole il comportamento del Capitano di Corvetta Vanyusha Rumyantsev di nave GE Belzoni 004 che per due giorni riuscì a resistere agli assalti Octoceti, costringedoli ad utilizzare tutte le loro risorse fornendo preziosissime informazioni sulle capacità e tecnologie del nemico (le GE Belzoni erano unità sorelle delle già descritte GV Higgs, solo che le GE invece dei potenti sensori gravimetrici erano dotate di transcanner geologici adatti a rilevare le risorse Trans-Newtoniane).

    Dati i fatti, era necessario reagire. Subito.

    Nei tre anni intercorsi da 11.20 YZ Ceti erano state velocemente progettate e costruite tre unità militari classe Axiom: poderosi (si sperava) incrociatori da battaglia da 80k tonnellate, dotati come armamento principale di 2 torri binate Rayn-Hold XRL 30-C6 e come armamento secondario/PDS 4 torri quadrinate Rayn-Hold XRL 15-C6 / T5. Completavano la dotazione un sistema di scudi attivo Stealtron Xi R375/480 Phasmid, 6 instalalzioni Boregard Defence CIWS-250 Eracle ed una corazzatura di 10 moduli in Comcarbex.

    Agli inizi del 23 le tre unità erano da poco state varate ed in piena attività addestrativa: il precipitare degli eventi costrinse a gravi decisioni. Nonostante si stimasse che gli equipaggi avessero solo dal 20 al 30 % dell’addestramento ottimale si decise di spedire il più velocemente possibile su Gliese 408 l’intera Task Force per dare battaglia.


    … tu bi continued
     
    • Like Like x 2
    Ultima modifica: 30 Dicembre 2019
  3. Sir Matthew

    Sir Matthew

    Registrato:
    27 Aprile 2012
    Messaggi:
    1.606
    Località:
    Pisa
    Ratings:
    +441
    era tanto che non si vedeva un aar di aurora, fanno sempre tanto piacere!
     
  4. Prostetnico

    Prostetnico

    Registrato:
    22 Giugno 2009
    Messaggi:
    1.330
    Ratings:
    +343
    Grazie, vediamo cosa ne esce, intanto cerco di mettermi in pari.
     
  5. Prostetnico

    Prostetnico

    Registrato:
    22 Giugno 2009
    Messaggi:
    1.330
    Ratings:
    +343
    ...La divulgazione degli avvenimenti? Impensabile tenerla segreta, comunque inutile, probabilmente controproducente. Anche perché il contatto a YZ Ceti venne trasmesso in diretta streaming su una quantità di canali Ipermesh e quando le cose volsero al peggio l’interruzione per motivi tecnici fu solamente l’atto dovuto per una situazione divenuta già critica.

    I media non ebbero nemmeno il tempo di supporre sviluppi o azzardare teorie, si decise di rendere pubblico il risultato dello scontro.

    Quindi reagire, dare quanto prima un segnale di risposta. La questione non era affatto semplice, tatticamente, strategicamente e logisticamente.

    Un'azione simultanea su più sistemi venne subito esclusa: dividere le poche forze disponibili sarebbe stato un azzardo anche in condizioni normali e qui di "normale" non c’era rimasto molto.

    Quindi un’unica squadra navale di tre unità, obiettivo? Poche consultazioni, la scelta non fu difficile:
    YZ Ceti, sistema del primo contatto, venne escluso come obiettivo per una ragione molto semplice: anche se nessuno poteva ritenersi tale, la maggior parte degli “esperti” supponeva che quello potesse essere un avamposto Octoceti e come tale probabilmente ben difeso: il tunnel jumpgate attivo e la colonia distrutta su Lacaille 9352 erano tracce che alla luce dei recenti fatti assumevano toni inquietanti.

    Degli altri quattro sistemi si scelse Gliese 408: 82 Eridani, il più lontano, venne appunto escluso per la distanza, Lyuten 374-14 benché fosse il più vicino presentava l’inconveniente d’avere uno spacejump in più rispetto a Gliese 408; la classe Axiom per esigenze progettuali non era dotata di AJC (Autonomous Jumping Capability) e pertanto i tre incrociatori dovevano essere preceduti da almeno un’unità JGC, enormi jumpgater in grado di approntare i jumpgate statici necessari agli Axiom per raggiungere Gliese 408: un jumpgate in meno significava sei mesi risparmiati, del tutto sufficienti a compensare la differenza in distanza.

    CTF (Combat Task Group) Gliese 408 avrebbe impegnato quel tempo per innalzare ancora di qualche punto percentuale il livello d’addestramento.

    JGC Atlantis 001 e JGC Atlantis 002, enormi Jump Gate Constructor, vennero designate per la realizzazione dei jumpgate sulla rotta per Gliese 408, agendo in tandem: una realizzava l’ingate e l’altra l’outgate (un jumpgate per consentire l’andata e il ritorno deve possedere un semigate per ciascun lato, l’ingate e l’outgate appunto). Per ragioni di sicurezza chiaramente l’ultimo outgate sarebbe stato realizzato solo in caso di vittoria.

    Gli eventi salienti:

    - 12 agosto 23w: iniziano i lavori dell’ultimo jumpgate, verso Gliese 408, al CTF Gliese 408 restano 6 mesi di addestramento.

    - 17 agosto 23w: vengono varate altre tre unità classe Axiom, assegnati i comandanti e gli equipaggi; tutte immediatamente inviate in addestramento; in base ai risultati di CTF Gliese 408, si deciderà la loro prima missione operativa.

    - 19 novembre 23w: JGC Atlantia 003 comunica d’aver terminato in anticipo il jumpgate, CTF Gliese 408 nel frattempo aveva sospeso l’addestramento e con buon timing si era portata su Ross 128 cominciando subito le procedure di balzo.

    - 19 novembre 23w h02.07: il salto avvenne senza incidenti, la possibilità di un agguato all’endhop non era da escludere: si pensò anche di sacrificare come esca un JGC spedendolo, privato dell’equipaggio, attraverso il jumpgate. Si preferì invece mandare l’intera CTF: quella era tutta la forza disponibile, doveva bastare.

    Eventi del 20 novembre 23w

    - 19:02:41: la voce sensuale del sintetizzatore vocale proveniente dal complesso di sensori a lungo raggio Adrodyne LRASS MR216-R100 Prometeo annunciò: “New hostile class, identify 96.3%: Duquesne class, bearing 241, 27 degree, distance 764k km. Gli uomini erano già tutti ai posti di combattimento.

    - 19:02:46: stavolta la voce era quella del sistema passivo Ueshiba Labs TH10-140 Senskey che confermò “New hostile contact, identify 87.3%: thermal contact Duquesne ship from Octoceti, bearing 231, 25 degree, distance 745k km.

    Velocemente vennero identificati 4 vascelli classe Duquesne (qualsiasi cosa questo nome rappresentasse: s’era infatti deciso per praticità di identificare almeno temporaneamente le unità nemiche secondo una nomenclatura standard e la sorte scelse quella dell’antica marina di Francia). La formazione serrò le distanze alla massima velocità di 4k km/s. Sensori, rilevatori, scanners, decritters, tutti i device di rilevamento e intelligence elaboravano ogni segnale radio, trasmissione dati, deformazioni topologiche del campo gravitonico: si stimò che le Duquesne fossero unità da quasi 8k tonnellate, capaci di una velocità di 3.9k km/s e dotate di rilevatori attivi con un range efficace di 216M km.

    - 19:02:51 identificati non meno di una dozzina di missili “Irresistible” che agganciano Axiom 003

    - 19:02:56 entrano in azione i CIWS di Axiom 003: dotate di sei sistemi Boregard Defence AMGS-250 Eracle per la difesa di punto, le Axiom a quanto pare sarebbero state messe seriamente alla prova.

    La prima salva dei proiettori Gauss degli Eracle disabilitarono 8 missili, ma le testate multiple dei rimanenti esplosero in prossimità di Axiom 003. L’armatura in Comcarbex, un nanopolimero laminato a cellule quantoablative derivato dalla Carbomite, dello spessore di 10 layers, resitette a 16 detonazioni nucleari e a due impatti energetici del tutto analoghi ad emissioni laser: purtroppo il transito nel jumpgate aveva disabilitato lo scudo dissipativo Quantech Xi R375/480, le squadre erano ancora impegnate alla sua riattivazione e pertanto la bordata energetica invece di estinguersi per dissipazione retroattiva fu assorbita anche questa dalla corazza in Comcarbex. Più tardi si ipotizzò che questo grave malfunzionamento al sistema di scudi fu probabilmente il motivo per il quale gli Octoceti presero di mira Axiom 003. Lo shock barico delle esplosioni causò comunque la distruzione di uno degli otto colossali serbatoi di soriumetile

    - 19:03:11 seconda bordata, 16 missili abbattuti dagli Eracle e 6 detonazioni nucleari, tre attacchi energetico, non si registrarono danni ulteriori.

    - 19:03:31 terza bordata, i CIWS di Axiom 003 si comportano sempre meglio, l’equipaggio sta evidentemente affinando il poco addestramento ricevuto: sono abbattuti 25 missili dagli Eracle e altri tre da nave Axiom 002 che nel frattempo si è portata a distanza di tiro utile per la copertura di Axiom 003: acquisisce i bersagli col controllo di tiro Daltautron NanoTech FC R60-V25K Lachesi e quindi li abbatte con le torrette laser quadrinate Rayn Hold XRL 15-C6 / T5.

    Le detonazioni nucleari infatti sono soltanto 2, in compenso Axiom 003 viene fatta segno di 3 raffiche energetiche per un totale 10 impatti, ancora senza nessuno scudo dissipativo attivo.

    - 19:03:51 ventiquattro sono i missili distrutti da Axiom 003, 23 dai CIWS e 1 dalla torretta laser quadrinata di dritta, Axiom 002 continua a dare supporto ed abbatte altri 8 missili. Gli impatti energetici cominciano ad essere preoccupanti: 24 risultano essere di magnitudo 1 ma vengono segnalati 8 impatti di magnitudo 6 ciascuno; queste cominciano ad essere armi pesanti, ignota per ora la loro origine.

    - 19:04:06 un assalto simile al precedente si risolve con tutti i 32 missili abbattuti ed una scarica di 31 impatti energetici dei quali 8 di magnitudo 6, non si registrano ulteriori danni, anzi viene comunicato che gli scudi dissipativi ora funzionano e si stanno lentamente ricaricando.
    - 19:04:21 Axiom 003 lascia a bocca asciutta Axiom 002: tra CIWS e torrette laser quadrinate abbatte l’intera bordata di 32 missili. In compenso una gragnuola di colpi ad alta energia si abbatte sull’unità.

    Altre tre bordate simili si succedettero a distanza di circa trenta secondi ma ormai le contromisure erano state affinate e nessun missile riuscì a passare lo schermo difensivo; nel frattempo l’inseguimento aveva ridotto la distanza e la prima unità Octoceti era finalmente a tiro. Gli analisti del servizio d’intelligence e decrittazione comunicano che le unità nemiche hanno una discreta capacità ECM (50) e una corazzatura pari ad almeno 4 layer; non sono invece ancora riusciti a capire la provenienza degli impatti energetici: peraltro le navi Duquesne sembrano prive di armi ad alta energia.

    - 19:05:56 su nave Axiom 003 viene inquadrata dal controllo di tiro Daltautron NanoTech FC R240-V6000 Atropos l’unità Duquesne 001; distanza 217k km, probabilità di centro 31%: il primo colpo della poderosa torretta binata di prora Rayn Hold XRL 30-C6 va a vuoto, non così la seconda salva di Axiom 002 e neppure la terza scagliata da Axiom 001. Si stima si sia provocata almeno una perforazione dello scafo di livello 7 e se è vero che la corazzatura è di 4 layer… possiamo batterli! Il nemico non risponde, deve aver esaurito le riserve.

    - 19:06:16 il ronzio dei condensatori di ricarica è diventato un sibilo assordante, ricorda, amplificato all’ennesima potenza, quello degli antichi flash allo Xeno che in tempi ormai remoti si dice venissero utilizzati per riprendere scene notturne. Col diminuire ulteriore della distanza la precisione aumenta, i colpi a segno diventano quattro,

    - 19:06:36 altri tre colpi a segno, l’intelligence ci aggiorna che la stima sulla consistenza dell’armatura delle unità nemiche è almeno di 5 layers.

    - 19:07:35 Duquesne 001 è raggiunta da 8 colpi, la sua velocità crolla; durante la fase di ricarica viene momentaneamente perso il contatto con l’unità nemica

    - 19:07:59 la distanza ora viene chiusa rapidamente, a 61k km la probabilità di centro va dal 129 al 98%, la bordata dei tre incrociatori Axiom non lascia scampo, il relitto sventrato delle dimensioni di una fregata scade di lato sulla destra ma non è ancora tempo per esultare, ci sono almeno altre tre unità classe Duquesne da eliminare.

    - 19:08:16 Duquesne 002 viene inquadrate e centrata da quatto devastanti colpi

    L’inseguimento prosegue e altri cinque colpi cadono sulla nave avversaria, l’impronta termica della stessa scende da 614 a 461, probabilmente hanno perso propulsione. Poi sono 9 i colpi a segno, la distanza cala inesorabilmente, altre sei laserate da 30 e il relitto semi vaporizzato resta alle spalle.

    In breve stessa sorte tocca alle due unità superstiti, Duquesne 003 e 004, è solo questione di tempo.

    - 21:22:56 viene distrutta l’unità identificata come Duquesne 003

    - 21:23:41 viene distrutta l’unità Dunescque 004

    Una grande soddisfazione pervade sia la task force impegnata nel combattimento sia il comando solare di difesa. La specie umana tira un sospiro di sollievo.

    In attesa che le unità di supporto logistico e riparazione raggiungano su Gliese 408 la task force per i rifornimenti e le manutenzioni del caso si decide di fare una ricognizione del sistema interno: infatti dopo attenta analisi delle traiettorie di fuga seguite delle unità Octoceti sembrava che queste volessero chiaramente raggiungere o Gliese 408-A VI o forse Gliese 408-A II, due dei pianeti maggiori.

    Eventi del 25 novembe 23w

    - 03:03:26, a 254M km proprio sulla traiettoria dell’orbita di Gliese 408-A VI viene rilevato un nuovo contatto! Octoceti, unità classe definita “Bissom”, tutti ai posti di combattimento!

    Ma l’unità ostile si eclissa, solo 17 ore dopo viene dato un secondo allarme: missili, tanti missili.

    - 20:35:21 Sono 20 i missili intercettati a 10k chilometri dai sistemi CIWS, mentre le torri xlaser quadrinate di Axiom 003 ne abbattono 2, 16 quelli di Axiom 002, altri 6 da Axiom 001, il resto della prima terribile salva passa e si concentra ancora su Axiom 003. Sono 41 le detonazioni nucleari in prossimità dell’unità, 20 gli impatti energetici leggeri e 24 gli impatti energetici pesanti. Axiom 003 accusa il colpo: vengono distrutti altri 3 serbatoi di carburante principali, lo scudo in ricarica si oppone per 5 volte poi viene ridotto al silenzio, il guscio corazzato viene intaccato in tre punti.

    Questa prima bordata era composta dai già noti missili Irresitible e da nuovi ordigni denominati TCS 3.

    - 22:41:39 la seconda bordata che colpisce Axiom 003 è devastante, nonostante l’ottima prova nell’autodifesa si contano 31 impatti energetici leggeri, 24 impatti pesanti e 38 detonazioni nucleari… Tutti a bordo delle 2 gemelle pensano che Axiom 003 sia stato vaporizzato, invece è ancora la, ha incassato malamente ma risponde: la corazzatura è stata perforata, risultano distrutti o gravemente danneggiati due ponti manutenzione, un ponte equipaggio, un sistema CIWS Eracle, altri tre serbatoi principali ed entrambe le torri binate: praticamente senza propellente e senza l’armamento principale, ad Axiom 003 viene ordinato di sganciarsi, fare rotta verso il punto di jumpgate e nell’attesa dell’esito della battaglia cercare di riparare i danni subiti.

    La cosa preoccupante di questa seconda ondata di attacchi era la loro non chiara origine: la nuova classe di unità, identificata come Bissom, si era eclissata ai sensori quasi subito, doveva perciò essere di dimensioni ridotte rispetto alle unità precedenti e probabilmente molto più veloce, qualcosa di molto simile a delle corvette o dei pattugliatori, infatti…

    - 22:49:56 vengono rilevati 6 nuovi contatti classe Bissom, il servizio informazioni valuta una sezione d’urto pari a 1.2 pbr, quindi effettivamente molto piccola. L’atteggiamento del nemico è però difficilmente valutabile: si ritira a gran velocità, arrivate in prossimità di Gliese 408-A VI le sue unità rallentano, sembrano indecise sul da farsi, se sono rimaste senza munizioni non hanno tempo per ricaricare dato che ormai risultano a tiro.

    - 23:19:11 Axion 002 e Axiom 001 aprono il fuoco, in poco più di un minuto una dopo l’altra le sei piccole Bisson si trasformano in altrettanti rottami orbitanti.

    Gliese408_end.png
    Il sistema Gliese 408 dopo la battaglia: in arancione i relitti delle unità distrutte, in alto al centro i resti di nave Belzoni.
     
    • Like Like x 2
    Ultima modifica: 20 Gennaio 2020

Condividi questa Pagina