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AAR REGNO UNITO 1936

Discussione in 'Le vostre esperienze' iniziata da alberto90, 3 Gennaio 2016.

  1. alberto90

    alberto90

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    ALLEATI vs ASSE
    DUELLO TRA GIGANTI

    1936: Il lento risveglio dell' impero

    A Londra i giornali continuavano a riportare notizie preoccupanti nelle pagine dedicate alla politica estera. La Germania era in pieno riarmo, sfidando apertamente i divieti imposti alla nazione con la pace di Versailles e il governo britannico sembrava incapace di porre un freno diplomatico alla sfrontatezza di Hitler. Il re continuava a chiedere al suo primo ministro di assumere una posizione netta riguardo al riarmo tedesco e il governo rispondeva che oltre ad inviare a Berlino note di biasimo, nessun atto ostile sarebbe stato possibile, per il momento.
    Ma la carta stampata non accennava a frenare la sua offensiva verbale contro il riamo germanico e l' apparente apatia di quello inglese e ogni giorno si invocava azioni decise, anche diplomatiche, in collaborazione con la Francia e gli alleati nel Medio Oriente.
    Eppure il governo non era inoperoso, in quel gennaio 1936, a dispetto di quanto poteva sembrare. Il capo del governo aveva dato disposizioni al suo ministro delle forze armate affinché riordinasse lo schieramento dell' esercito imperiale sparso tra tutte le colonie e desse inizio, seppure con prudenza, al riarmo.
    Furono sciolti i quartier generali inutili e quelli secondari, spostate divisioni, assegnate guarnigioni e armate ai vari teatri operativi e scelti i generali alla guida di questi ultimi. In tutto fu un lavoro intenso ma breve, entro febbraio il ministero della guerra era in grado di fornire al re i dettagli e lo schieramento delle sue forze armate in tutto il globo.
    Furono organizzati 7 teatri operativi:

    • Home HQ, base a Londra
    • Alexandria HQ, base ad Alessandria
    • African Colony HQ, base ad Dar es Salam
    • Bombay HQ, base a Bombay
    • Singapore HQ, base a Singapore
    • Port Harcourt HQ, base a Port Harcourt
    • Caraibian HQ, base ad Antigua
    Al primo vennero assegnate sei armate ( Sud-est, Sud, Est, Nord, Scozzese, Ovest, più la guarnigione di Gibilterra, 80.000 uomini ) e sei squadre navali ( Home Fleet, Channel Fleet, Transport Squadron, First e Second Destroyer Squadron e First Submarin Squadron ).
    Al secondo furono affidate invece l' armata del Medio-Oriente ( diventata poi armata d' Egitto ) e la guarnigione di Malta per un totale di 20.000 uomini, più la Mediterranean Fleet e il secondo squadrone sommergibili.
    Al terzo furono assegnate due divisioni, di cui una di milizia, ( 9.000 uomini ) col compito di sorvegliare e pattugliare le regioni a sud del Lago Tanganica.
    Il quarto invece fu posto al comando di quattro armate ( Birmana, Pakistana, Indiana e quella di Ceylon, 112.000 uomini ), della East-Indians Fleet e del Second Transport Squadron.
    Al quinto furono affidate le guarnigioni di Singapore e di Hong Kong ( 15.000 uomini ), il China Squadron e il Third Submarine Squadron.
    Al sesto venne assegnato l' African Squadron e al settimo l' American and West-Indians Squadron.


    Inoltre, in previsione di un intenso programma di arruolamenti da iniziarsi quanto prima, il ministero della guerra diede ordine di indirizzare tutte le nuove divisioni verso l' Egitto e il Sudan, in modo da poter contrastare eventuali attacchi da parte dell' Italia fascista, ancora non legata alla Germania da trattati ufficiali, ma tutto lasciava intendere che presto o tardi le due dittature si sarebbero alleate.
    E intanto, mentre gli inglesi davano inizio all' arruolamento, gli italiani concludevano vittoriosamente la campagna d' Etiopia, annettendo il paese il 20 marzo 1936, dopo meno di sei mesi di guerra. Il governo britannico aveva fatto di tutto per impedire a Mussolini di invadere l' Etiopia, ma ogni sforzo era stato vano ed ora il fronte abissino si era esteso notevolmente e una eventuale guerra contro l' Italia avrebbe previsto un maggior impegno di truppe e di tempo, e il risultato non poteva essere così certo, come invece sarebbe stato se l' Etiopia non fosse divenuta italiana.


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    Un' ulteriore brutta notizia per l' impero giunse nel pieno dell' estate quando, il 24 luglio, re Giorgio V morì e gli successe il figlio Edoardo VIII.

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  2. alberto90

    alberto90

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    E' un bel gioco, per carità .... ma non riesco a capire come possano 999 uomini riuscire a batterne 120.000 in una battaglia. Realismo 0.
    Ho invaso la Libia ma sono stato bloccato da una divisione tedesca di 8.000 uomini e da 4 QG italiani ( 4.000 uomini in tutto ). E niente .. io con 120.000 uomini non riesco a sfondare. Se poi ci mettiamo pure la mancanza di rifornimenti, le regioni non transitabili e tutto il resto, ritengo che prima di fare un AAR è meglio che mi esercito ancora. Scusate se vi ho illuso ... tornerò presto.
     
  3. ronnybonny

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    Dipende molto dalla situazione in cui attacchi. Controlla la composizione delle armate (con attenzione particolare a softness e hard attack se sei contro i carri), i rifornimenti, il terreno, le fortificazioni e il supporto aereo.
    Stai attento agli stack limits e alla combat width: non paga ammassare 500.000 truppe in un'unica provincia e attaccate a testa bassa dritto per dritto.
    P.S. Comunque non bisogna per forza vincere negli AAR, avrai perso una battaglia ma non la guerra.
     
  4. alberto90

    alberto90

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    Lo so che non bisogna per forza vincere, ma perdere un' armata per colpa di un solo QG .. dai, ti girano o no gli zebedei? e in ogni caso ho perso metà dei salvataggi ... uff. Con l' Italia sarà più semplice mi sa.
     
  5. ronnybonny

    ronnybonny Moderator Membro dello Staff

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    Dubito fortemente [emoji23]
     
  6. alberto90

    alberto90

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    Basta che non entro nell' Asse. Faccio la mia guerra personale nei Balcani e poi decido ... se vedo gli inglesi e gli alleati alle corde mi unisco ai crucchi e partecipo alla spartizione, se invece è in contrario do una mano agli alleati ( anche senza esserlo ) e attacco i crucchi da sud. Con gli altri giochi ho sempre fatto meglio con l' Italia che con gli alleati.
     

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