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AAR FRANCIA

Discussione in 'Le vostre esperienze' iniziata da alberto90, 1 Aprile 2015.

  1. alberto90

    alberto90

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    ALLONS ENFANT DE LA PATRIE

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    Parte I: 1936
    Venti di guerra sull' Europa
    Per una grande potenza industriale quale era la Francia nel 1936, il fatto di possedere come esercito una forza complessiva di sole 48 divisioni sparse oltretutto in ogni dove nelle colonie, non era certo motivo d' orgoglio.
    Non era una consolazione nemmeno sapere di avere comunque più truppe dei vicini tedeschi e più o meno le stesse dei cugini italiani. Per il capo del governo Albert Serraut anzi quella differenza minima che c'era tra le forze armate francesi e quelle italiane o tedesche, pesava come un' umiliazione.
    I francesi, vincitori della prima guerra mondiale, non erano mai riusciti a ricostruire un esercito degno della potenza ottenuta dalla loro nazione in seguito alla pace di Versailles del 1919 e ciò angustiava tanto il primo ministro quanto il capo dello stato.
    Questi, l' esperto Albert Lebrun, guardava poi con sommo timore il riarmo intrapreso dal vicino tedesco in aperta violazione delle condizioni di pace siglate nel '19 e temeva, a ragione, che quel fanatico di Hitler non avrebbe esitato un solo istante a minacciare la Francia se solo ne avesse avuta l' occasione. Era dunque necessario, vitale anzi, rispondere ai tedeschi nel medesimo modo e cioè riarmando la Francia.
    Nei primissimi giorni di gennaio del 1936 le massime autorità dello stato ( Lebrun, Serraut e i ministri del governo in carica ) si riunirono all' Eliseo per discutere le mosse da attuare e come agire per impedire ad Hitler di rendere la Germania una nazione nuovamente pericolosa per l' Europa.
    Lebrun, in qualità di capo dello forze armate, diede istruzioni al ministro dell' esercito Gamelin affinchè si iniziasse quanto prima l' arruolamento del maggior numero di divisioni possibili, tenendo conto delle risorse materiali disponibili. Poi incaricò il ministro degli esteri Flandin di contattare la sua controparte inglese, Eden, e assieme lavorare per impedire ai tedeschi di porre qualsiasi rivendicazione sulle antiche terre germaniche ora parte di stati liberi e indipendenti. Ai ministri della marina e dell' aviazione invece non chiese di far varare nuove navi ne di costruire nuovi velivoli, sapendo di poter contare sulla flotta britannica e sull' aviazione di Sua Maestà. Si limitò ad ordinare addestramenti intensivi per piloti e marinai in modo da poter usare al meglio i pochi mezzi a disposizione.
    Pochi giorni dopo il programma di arruolamenti ebbe inizio. Nel giro di 8 mesi avrebbe fornito nove divisioni, di cui tre di cavalleria.

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    Nel corso dei mesi di febbraio e marzo, lavorando con il governo inglese sulla questione tedesca, Serraut pose sul tavolo dei lavori anche la questione italiana.
    L' anno precedente il governo fascista di Roma aveva invaso senza casus belli valido l' Etiopia, incorrendo nelle sanzioni previste in questi casi, ed ora, con l' Etiopia ormai sull'orlo della sconfitta, era necessario prendere una decisione definitiva in merito. Il governo inglese premeva per confermare le sanzioni e anzi insisteva per aumentarle, arrivando anche ad ipotizzare un intervento armato in caso di nuove aggressioni illecite. La Francia invece, per voce del suo primo ministro, mirava invece a distendere i rapporti con i fascisti acconsentendo all' annessione dell' Etiopia e alla cancellazione delle sanzioni. Il fine ultimo di Serraut ( e di Lebrun, di cui Serraut era il rappresentante alla Conferenza di Londra in corso ), era quello di tenere lontani gli italiani dai tedeschi, nella speranza di impedire un' alleanza con la Germania.
    Le discussioni proseguirono anche con l' arrivo di aprile e il contrasto tra Francia e Inghilterra sembrava inconciliabile, ma quando il 13 aprile giunse la notizia che l' Etiopia aveva capitolato ed era stata annessa dal' Italia, gli inglesi decisero di trattare sulle proposte francesi, giungendo infine ad un accordo che sostanzialmente la dava vinta ai francesi. Le sanzioni contro l' Italia furono sospese e le Nazioni Unite accettarono il fatto compiuto.
    Due giorni dopo la Conferenza di Londra si concluse.
    Nei mesi successivi le preoccupazioni anglo-francesi si spostarono verso la Spagna, dove in seguito a contestatissime elezioni, le tensioni tra i socialisti vincitori e i nazionalisti sconfitti crebbero fino ad arrivare ad un vero e proprio conflitto armato.
    Quando il 18 luglio la guerra divenne effettiva e iniziarono i primi scontri tra i due eserciti, la diplomazia internazionale si mise in moto per risolvere la questione, ma fin da subito i paesi coinvolti ( Unione Sovietica, Inghilterra, Francia, Germania e Italia ) scelsero soluzioni differenti e autonome. I repubblicani socialisti spagnoli ricevettero il sostegno dei russi, mentre gli inglesi scelsero la neutralità, sperando di non coinvolgere la base di Gibilterra nel conflitto. I francesi invece imitarono i russi e decisero di inviare volontari e rifornimenti ai repubblicani.
    Accanto ai nazionalisti si schierarono solo i tedeschi mentre gli italiani seguirono l' esempio inglese e scelsero la neutralità.

    Il 30 agosto le nove divisioni il cui addestramento era iniziato in gennaio furono pronte allo spiegamento. Il 2 settembre ebbe inizio il programma di arruolamento di altre 8 divisioni, il cui termine era previsto per il 30 giugno successivo.

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    Nel corso dell' autunno i francesi continuarono a inviare volontari ai repubblicani e furono proprio i reparti francesi a spostare l' ago della bilancia in favore dei repubblicani, tanto che alla fine dell' anno questi erano già sul punto di minacciare Burgos, la capitale dei nazionalisti.
    Il 1936 si chiuse con la notizia della conquista di Ciudad Rodrigo da parte dei repubblicani e del conseguente isolamento delle truppe nazionaliste rimaste in Galizia e a Burgos con quelle in Estremadura. La città fu presa dai volontari francesi e dunque la notizia fu accolta con entusiasmo in Francia.

     
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  2. alberto90

    alberto90

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    Parte II: 1937 - 38
    La Spagna divisa, la Germania si rafforza
    Guerra civile spagnola a parte, il 1937 fu un anno di pace assoluta. Le tensioni tra tedeschi e francesi restavano, ma i primi non erano ancora pronti per muoversi mentre i secondi tramavano in segreto per stroncare subito le ambizioni hitleriane. Vi furono svariati incontri diplomatici ad altissimo livello tra Francia, Gran Bretagna, Italia, Polonia, Germania e Russia, e al termine di ogni incontro non si era risolto nulla.
    Nella Conferenza di Bruxelles, tenutasi tra il 5 e il 26 giugno del '37 tra rappresentati dei governi francese, inglese e italiano, l' unico punto su cui tutti erano d' accordo era il riarmo.
    L' Italia fascista temeva un imperialismo tedesco tanto quanto la Francia, ma era politicamente più vicina alle ambizioni tedesche di quanto non lo fossero Francia e Gran Bretagna tra di loro.
    Ma Lebrun, che incontrò più volte e in privato, sia Mussolini che Vittorio Emanuele III, aveva assicurato gli italiani che non vi sarebbero state nuove sanzioni per il caso etiope avvertendo altresì il governo fascista di non intraprendere azioni belliche in teatri diplomaticamente strategici per la Francia e la Gran Bretagna.
    Alla fine era evidente che i rapporti tra Francia e Italia erano buoni, forse addirittura migliori di quelli correnti tra Italia e Germania, e Lebrun con Serrault, volevano che tale cordialità fosse ben chiara ai rappresentanti tedeschi, per far capire loro che difficilmente avrebbero potuto agganciare l' Italia e trascinarla in un' alleanza perniciosa sia per gli italiani che per i francesi.
    E i tedeschi non presero molto bene lo scambio di cordialissimi saluti tra Vittorio Emanuele III e Lebrun alla fine della Conferenza.
    Il riarmo comunque, a dispetto dei lavori diplomatici per congelare la tensione, proseguiva spedito e nel corso dell' estate del 1937 ebbe inizio il programma di arruolamenti che si sarebbe concluso nel febbraio dell anno dopo con lo spiegamento di altre 10 divisioni, di cui 4 di cavalleria pronte entro il 1937.

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    Alla fine dell' anno quindi la Francia disponeva in armi 73 divisioni. In poco meno di 2 anni erano state armate e arruolate 25 divisioni per un totale complessivo di 250.000 uomini.
    La Germania, che pure non scialava tempo e denaro per ricostruire l' esercito, arrivava a stento a 60 divisioni e la Gran Bretagna era ancora ferma a 57, per non parlare dell' Italia.
    Al primo gennaio 1938 i tedeschi avevano la certezza assoluta che, se avessero agito contro gli interessi della Francia, non avrebbero potuto evitare la guerra e la sconfitta. Da sola infatti, la repubblica francese disponeva di almeno 15 divisioni più della Wermacht e non meno di 150.000 uomini. Anche concentrando la difesa, le armate francesi avrebbero raggiunto Colonia nel giro di una settimana e l' Elba in meno di un mese. Se poi fossero intervenuti anche gli Inglesi, come probabile, Berlino avrebbe issato bandiera bianca al massimo entro 2 mesi, calcolando anche le eventuali truppe di volontari civili e i rinforzi in addestramento.
    Nel mese di febbraio del 1938, concluso l' addestramento delle 6 divisioni di fanteria rimaste dal programma partito in luglio, cominciò subito quello per armare altre 8 divisioni. 6, quelle di fanteria, sarebbero state pronte entro settembre, mentre le 2 corazzate, fornite di potenti carri armati costruiti su modello inglese ma progettati da un tedesco emigrato a Parigi nel '33, avrebbero completato l' armamento e lo spiegamento entro il 9 dicembre.

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    Nel frattempo in Spagna la situazione per i nazionalisti si era fatta critica. Le truppe repubblicane, sostenute attivamente da Francia e Russia e notevolmente ingrossate da reparti volontari francesi, avanzavano tra i monti iberici conquistando città dopo città e strappando una ad una le basi di rifornimento al nemico.
    Alla metà di aprile i nazionalisti erano ormai isolati in due grosse sacche: una a Siviglia e l' altra a La Coruna. L' esercito di Franco era depauperato di uomini, privo di rifornimenti e assai poco sostenuto dai tedeschi, i quali, dopo le prime sconfitte, avevano praticamente abbandonato ogni forma di aiuto. Il 3 maggio il generale Emilio Mola si recò al campo base repubblicane nei pressi di Oviedo e, a nome di Franco, chiese ai repubblicani quali fossero le condizioni per l' armistizio.
    - Resa incondizionata - risposero i rappresentanti del legittimo governo di Madrid, dietro suggerimento del ministro degli esteri francese.
    Mola comunicò la cosa a Franco ed egli, dopo ore di intense consultazioni tra i suoi uomini, decise di accettare, Non aveva quasi più armi, i suoi uomini non dormivano da giorni e il cibo stava per finire.
    Il 4 maggio 1938 fu quindi firmato il Trattato di Toledo. Franco e i generali ribelli non furono ne imprigionati ne degradati, gli uomini rimasti dell' esercito nazionalista ( non più di 20-30.000 uomini secondo le stime ) vennero reintegrati nei ranghi dell' esercito spagnolo e i danni di guerra furono risarciti in parte dal governo stesso mentre la parte restante fu pagata dalla Francia e dalla Russia. Erano morti qualche decina di migliaia di civili e altrettanti militari in meno di 2 anni di conflitto, minimamente esteso e relativamente poco feroce. In altri tempi una guerra civile del genere non avrebbe provocato la morte di più di 20.000 tra civili e militari.

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    In marzo nel frattempo, dopo reiterate insistenze di Hitler, il governo di Vienna era caduto e al suo posto ne era subentrato uno di stampo spiccatamente fascista. Poche giorni dopo, sempre in seguito a feroci pressioni da Berlino, l' Austria accettò di entrare nei confini del Reich germanico, senza che la Francia e la Gran Bretagna potessero agire per impedirlo. Non vi era stato tempo e questo perchè Hitler sapeva che se avesse esitato a pretendere l' annessione, gli occidentali avrebbero fatto in modo di vanificare i suoi sforzi. Ma da quel momento in poi Lebrun, Serrault, il re e il primo ministro inglese, votarono la loro causa alla caduta dal nazismo e presero a controllare le mosse della Germania con estrema attenzione.
    Mentre tutto questo accadeva, alla fine del' 38, cadute nelle mani tedesche anche la città lituana di Memel e la regione cecoslovacca dei Sudeti, i francesi avevano ormai a disposizione 86 divisioni perfettamente addestrate e armate, ma la Germania era finalmente riuscita a portarsi avanti ( grazie alle truppe austriache naturalmente ) giungendo a 99 divisioni.
    L' 11 dicembre 1938 ebbe inizio il più massiccio programma di arruolamenti dal '36 in avanti, destinato a fornire ben 18 divisioni entro la fine di luglio del 1939.

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    Il divario tra tedeschi e francesi non sarebbe mai stato soverchiante e probabilmente, anche se inferiori per numero, i francesi erano meglio addestrati e più motivati dei tedeschi. In guerra, questo è noto da tempo, non è tanto il numero di uomini in campo che conta, quanto il loro addestramento e la motivazione con la quale scendono in campo.
    I francesi, senza dubbio, su questo erano vincenti.
     
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  3. alberto90

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    Parte III: 1939
    L' esordio della tragedia
    All' inizio della primavera del 1939 Hitler spazzò via quel che restava della Cecoslovacchia annettendo al Reich la Boemia e la Moravia e instaurando un governo fantoccio in Slovacchia.
    La guerra, a quel punto, era ormai inevitabile e tutti lo sapevano. La Francia cercò di accelerare l' arruolamento delle nuove divisioni e al tempo stesso intensificò i contatti diplomatici con tutte le nazioni che non vedevano di buon occhio lo strapotere tedesco, nel tentativo di spingerle nelle braccia dell' alleanza occidentale. L' unico successo fu l' alleanza formale siglata tra gli alleati occidentali e la Polonia, in vigore a partire dal 14 aprile del 1939. La Polonia sapeva di essere la nazione più minacciata dai tedeschi, ora che Austria e Cecoslovacchia avevano cessato di esistere come stati sovrani e pertanto, alleandosi con Francia e Gran Bretagna, sperava di allontanare la minaccia dai propri confini.
    Nel frattempo, a metà agosto, le 18 divisioni in addestramento terminarono l' armamento e furono quindi rispiegate sui confini orientali, pronte per ogni evenienza.
    Fu subito approntato il piano di arruolamento per il 1940 che avrebbe fornito altre 11 divisioni di cui 2 corazzate entro l' estate prossima.

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    Negli ultimi giorni di agosto, dopo gli accordi segreti siglati tra Hitler e i russi, fatti recapitare tramite servizi segreti sia a Parigi che a Londra, la tensione con la Germania arrivò al limite oltre al quale la guerra diventa inevitabile.
    Se inizialmente l' idea di una Germania spaventata dall' alleanza della Polonia con gli occidentali e quindi pronta a scendere a patti con gli odiati comunisti per evitare un conflitto di dimensioni catastrofiche era sembrata se non credibile quanto meno possibile, dopo la scoperta delle clausole segrete presenti negli accordi ( spartizione della Polonia e reciproca neutralità ) quell' ipotesi fu scartata totalmente. La Germania non aveva paura e stava per attaccare. La neutralità della Russia garantiva ad Hitler la possibilità di concentrarsi sull' occidente con tutta calma, una volta risolta la questione polacca.
    All' alba del 29 agosto, quando ormai la situazione per la Polonia, si faceva serissima, gli inglesi inviarono alcune squadriglie di bombardieri e di caccia a Varsavia, in accordo col governo polacco ma senza aver consultato l' alleato francese. Il quale, venuto a conoscenza dei fatti nel pomeriggio, inviò una nota di disappunto al governo inglese e ai polacchi confermò tuttavia la ferma volontà di aiutarli quanto più possibile, in caso di guerra.
    Alle 4 del mattino del 30 agosto 1939 le prime divisioni tedesche, varcati i confini, invasero la Polonia.

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    Nel giro di sei ore la Germania era in guerra con mezzo mondo. Francia, Gran Bretagna e tutti i loro alleati si erano infatti schierati accanto alla Polonia ed ora si preparavano alla guerra.
    Gli inglesi, già nel pomeriggio del 30 agosto, inviarono i loro bombardieri sulla Germania e sulle truppe tedesche in avanzata in Polonia, i francesi, che disponevano di pochi velivoli e pochi piloti, si limitarono a sporadiche " visite " sui cieli della Ruhr e del Palatinato, colpendo fabbriche e talvolta anche città. Le perdite furono minime ma i danni arrecati naturalmente non potevano dirsi seri.
    I primi giorni di guerra l' avanzata tedesca sembrava inarrestabile. Le divisioni polacche, sostenute dagli aerei inglesi e dai volontari giunti a conflitto già iniziato dai paesi vicini ( sopratutto Romania ), indietreggiavano ovunque possibile per evitare accerchiamenti e distruzioni immani, nella speranza di rallentare la marcia nemica magari sulla Vistola e a Varsavia.
    Alla fine di settembre, dopo un mese di guerra, i polacchi erano ormai accerchiati attorno alla loro capitale, alla cui difesa erano riusciti a far accorrere ben 30 divisioni, praticamente il 90 per cento dell' esercito prebellico. Per tutto il mese di ottobre i tedeschi strinsero la morsa attorno a Varsavia, ma la città, rifornita dall' aria con coraggio dagli inglesi, sembrava destinata ad una lunga e feroce resistenza. Inoltre i tedeschi avevano già perduto tre divisioni, contro le 5 lasciate dai polacchi, e non potevano permettersi di assediare una città per mesi con il 75 per cento del loro esercito sapendo che ad occidente le armate anglo-francesi erano superiori di numero, se unite, a tutto l' esercito germanico.
    Alcuni dei generali, stupiti dall' ostinata resistenza dei polacchi e sorpresi dal numero sempre maggiore di perdite che tale resistenza causava nelle file tedesche, proposero ad Hitler di cercare un armistizio con i polacchi, magari offrendo loro la protezione della Germania in cambio di alcune cessioni territoriali ( sopratutto il Corridoio di Danzica ). Ma Hitler, furioso, diede ordine di prendere Varsavia ad ogni costo e quanto prima.
    - Abbiamo promesso ai russi di lasciare loro la metà orientale della Polonia - disse loro la sera del 28 ottobre - ma se i polacchi non capitolano, come manterremo la promessa? -
    I generali fecero ogni sforzo per prendere Varsavia, ma i polacchi resistevano. Alla fine di novembre i tedeschi avevano ormai perduto 4 divisioni mentre i polacchi ne avevano ancora 28 a disposizione. E si vociferava che gli inglesi avessero già inviato due divisioni aerotrasportate il cui arrivo nell' aeroporto cittadino ( solidamente nelle mani polacche ) era imminente.
    Alla fine, il 12 dicembre, Hitler decise di prendere Varsavia per fame ed evitare ai suoi uomini perdite sempre maggiori, anche a causa dell' inverno ormai sopraggiunto.
    - Hanno più di venti divisioni da mantenere, senza contare i civili - sentenziò - cadranno entro un mese -

    Non aveva idea di quando le sue certezze fossero sbagliate. Se ne sarebbe accorto troppo tardi, quando ormai la situazione era precipitata per la Germania e per il nazismo.
     
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  4. alberto90

    alberto90

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    Parte IV: 1940
    La svolta ad occidente
    Per tutti i primi sei mesi del 1940 la guerra parve limitata alla regione polacca, con i tedeschi continuamente costretti a tamponare le falle che gli orgogliosi e coraggiosi polacchi aprivano nel muro d' assedio, costringendo i tre quarti della Wermacht in posizione difensiva attorno a Varsavia.
    Sui mari la flotta da guerra tedesca ottenne un parziale successo il 10 febbraio quando, nelle acque della Baia di Helgoland, si scontrò con la quarta flotta francese e affondò la corazzata Emile Bertin, ma perdendo a sua volta la potente Admiral Graf Spee.
    Il contrammiraglio Abriel, comandante della quarta flotta che si aspettava l' esonero o la corte marziale, fu invece ricevuto all' Eliseo un mese dopo e insignito della Medaglia al Valore.

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    Ma con l' arrivo di marzo e il ritorno della bella stagione, Hitler decise di proseguire le sue campagne nonostante la questione polacca non fosse ancora archiviata, e attaccò Danimarca e Norvegia.
    Il 10 marzo, all' alba, scattò l' attacco alla Danimarca, ma anche qui, contro ogni aspettativa, il piccolo paese non fu totalmente occupato dai nazisti i quali riuscirono solo a prendere possesso della penisola dello Yutland e dell' Isola di Jylland. Ma Copenaghen ed Odense, potentemente difese da artiglierie fornite dagli inglesi e protette dalle navi alleate, restarono nelle mani dei danesi. La Norvegia non fu nemmeno attaccata, essendo troppo ben difese le sue coste e troppo pericoloso un attacco dal cielo. Entrò in guerra e potè ammassare le sue truppe in pace in attesa del momento in cui passare all' offensiva, con l'aiuto degli alleati.
    Hitler, furioso come non mai per quelle vittorie a metà, decise che avrebbe trasformato Francia e Regno Unito in steppe deserte e solitarie e dei loro abitanti avrebbe fatto cumuli di ossa alti fino alla sommità della cupola del Reichstag.
    Ma nel frattempo i polacchi stavano dando del filo da torcere ai nazisti, che il 9 aprile si videro scacciati da Radom. Ripresa la città dieci giorni dopo, eccoli buttati fuori da Leopoli il 22 aprile e, dopo la riconquista della città, eccoli di nuovo fuori da Radom il 4 maggio.
    Il gioco sarebbe continuato con questo ritmo per tutta l' estate, logorando le forze tedesche e dando coraggio ed energia ai polacchi, rinfrancati anche dalle notizie sempre migliori provenienti dal fronte occidentale.
    Il 5 maggio infatti, come primo atto dell' attacco ad ovest, Hitler invase il Lussemburgo annettendolo in pochi giorni.
    Mentre in Polonia tedeschi e polacchi continuavano il gioco del " conquista, perdi e riconquista ", il 14 maggio in Francia prese avvio il nuovo programma di arruolamenti che entro la fine dell' anno avrebbe fornito altre 10 divisioni per un totale complessivo previsto di 122 divisioni.

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    Perduta nuovamente Radom a metà maggio, i polacchi presero entro il 4 giugno Lomza e Bielsk, seminando il panico nei generali tedeschi costretti ogni giorno ad attaccare in un settore diverso.
    Era una strategia che i polacchi andavano affinando, rischiando per altro tutto, con il solo scopo di allungare quanto più possibile la guerra ad est e permettere agli alleati occidentali di passare all' offensiva.
    Ma furono i tedeschi ad attaccare per primi ad ovest, il 13 giugno, con l' invasione del Belgio. I francesi, pronti, inviarono a difesa dei belgi quattro armate, forti di 28 divisioni.

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    Tre giorni dopo, raggiunte le posizioni prefissate dal piano, le armate francesi furono rischierate ancora più ad est, tra Anversa e Liegi, in modo da chiudere la breccia che si stava creando nel fronte difensivo belga.

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    Già il 18 giugno i franco-belgi, partendo da Anversa, attaccarono Acquisgrana con 15 divisioni ( 12 francesi e 3 belghe ), ma i tedeschi riuscirono a respingere l' attacco.
    Il 19 giugno i tedeschi presero Bastogne e il 21 avanzarono verso Arlon, minacciando di spaccare la linea difensiva alleata. I francesi, astutamente, decisero di ritirarsi verso Charleville-Meziers fingendo di essere terrorizzati dall' attacco e invitando i tedeschi ad avanzare ..... verso la trappola.
    Il 23 giugno, pensando di essere finalmente pronto per il grande colpo ad ovest, Hitler attaccò anche l' Olanda, ignaro di ciò che stava per accadere al suo vanaglorioso esercito e al suo crudele dominio.

    In Polonia intanto, perdute Bielsk e Lomza, i polacchi avevano ripreso per l' ennesima volta Lublin spingendosi poi a catturare anche Brest Litovsk. I tedeschi erano sempre più confusi e in difficoltà e quello era solo l' inizio ...
    Alle 9 del mattino del 27 giugno 1940 i tedeschi erano padroni delle Ardenne, ma non erano riusciti a sfondare come pensavano. La loro avanzata ad occidente era già terminata ....
    In quel momento i francesi, ubbidendo all' ordine dello stesso Serrault, scatenarono la prima vera controffensiva della guerra, attaccando in forze Arlon, da nord e da sud, valendosi delle artiglierie belghe e dell' aviazione inglese. Il nome in codice riservato all' attacco era " Operazione Waterloo ". Ad alcuni sembrò insensato dare il nome di una sconfitta pesante ad un' operazione del genere, ma i comandi militari erano ottimisti. Sarebbe stata la vendetta contro i discendenti dei prussiani che avevano consentito a Wellington di vincere la battaglia e sconfiggere Napoleone per sempre. Non potevano sapere fino a che punto sarebbe stata terribile la vendetta .....


    upload_2015-4-7_1-40-55.png upload_2015-4-7_1-41-13.png
    I tedeschi furono costretti a ritirarsi dopo 8 ore di feroce battaglia e 2 giorni dopo Arlon era nuovamente nelle mani belghe. Ma l' offensiva alleata era ormai iniziata e nessuno sarebbe riuscito ad arrestarla. Nemmeno i panzer.
    Il 30 giugno i franco-belgi attaccarono Bastogne scacciandone i tedeschi e rientrando in città il 2 luglio. Il Belgio era così nuovamente e interamente libero.

    upload_2015-4-7_1-44-13.png upload_2015-4-7_1-44-27.png
    Il 4 luglio i belgi entrarono per la prima volta in suolo tedesco occupando Colonia. Quando Hitler ne fu messo a conoscenza schiumò di rabbia e diede ordine di riprendere la città e di sterminare i francesi, anche a costo di ucciderli a mani nude. La sua furia non fece altro che esaltare gli alleati.
    Colonia fu effettivamente ripresa dai tedeschi il 6 luglio, ma nel frattempo il Lussemburgo era stato occupato dai francesi e il 9 luglio 40 divisioni francesi ( di cui soltanto 16 in modo attivo ) attaccarono nuovamente la città, strappandola dalle grinfie germaniche il 12. Definitivamente.

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    Il 14 luglio, nel giorno della festa nazionale, i francesi attaccarono Saarbruken scacciandone i tedeschi e prendendo possesso della città dopo giorni di feroce lotta.
    Assieme all' attacco alla Saar, gli alleati attaccarono nuovamente anche Aquisgrana e conquistandola lo stesso giorno di Saarbruken. La Germania era già ferita quasi a morte, in nemmeno un mese di offensiva alleata. Hitler era furioso e allo stesso tempo terrorizzato. Di questo passo i francesi sarebbero stati sull' Elba prima della fine di agosto e a Berlino prima della metà di settembre. La prospettiva era agghiacciante. Occorreva spostare delle divisioni dalla Danimarca e dalla Polonia e frenare l' avanzata francese. Ma sguarnendo fronti ancora caldi si rischiava di peggiorare la situazione ulteriormente .... il caos si impossessò dei comandi militari tedeschi e alla fine, più delle armi, segnò il destino della Germania ...



    Continua

     

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  5. andry2806

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    un gran bell'AAR. Ma se la Germania finisce male già adesso dopo che farai? Affronterai l'arroganza giapponese in Estremo Oriente o combatterai Stalin in Europa Orientale?
     
  6. alberto90

    alberto90

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    Eh vedremo ... in oriente ho solo 2 divisioni.
     
  7. Djmitri

    Djmitri

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    Si in effetti la Germania ne sta toccando come pochi... Mazzuolate a gogo, Grande!!! :D:D:D

    PS.
    Non è mica Darkest Hour vero? :pompous:
     
  8. alberto90

    alberto90

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    Al 19 1uglio 1940 le armate francesi erano ormai saldamente appostate sulla riva sinistra del Reno e gli olandesi tenevano duro sulle sponde dello Ijsselmeer, avendo ceduto ai tedeschi solo Groninga, Leeuwarden ed Arnheim.
    In oriente i polacchi continuavano la loro feroce lotta sgranando sempre di più le già esigue forze tedesche ancora in grado di combattere e anche i danesi impedivano ogni ulteriore avanzata verso le isole.
    Lo scenario era dei più neri per i tedeschi e negli ambienti militari cominciava a maturare un pò di pessimismo. Hitler invece, mostrando un ottimismo veramente incredibile, andava affermando che entro un mese i francesi avrebbero capitolato.

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    Ma all' una del mattino del 20 luglio i francesi ripresero l' offensiva con un attacco concentrico su Dortmund, il cui scopo finale era accerchiare i tedeschi ad Essen, conquistare la strategica regione industriale della Ruhr e stabilire una forte testa di ponte ad est del Reno.
    Dortmund cade il 24 luglio, ma mentre l' attacco su Essen è in pieno svolgimento i tedeschi passano alla controffensiva e riprendono la città il 27. Essen viene occupata il 5 agosto e il giorno dopo i tedeschi ricacciano indietro i francesi che il 3 si erano ripresi Dortmund.
    Ma l' attacco tedesco non riuscì a riprendere anche a Essen, lasciando quindi ai francesi una testa di ponte più piccola ma comunque stabile oltre il Reno. La porta era aperta ....
    I tedeschi comunque proseguirono il loro attacco, riuscendo a prendere entro il 13 agosto Colonia e Eindhoven, e mettendo per la prima volta a rischio serio le linee alleate.
    Ma i francesi tapparono la falla, respinsero i tedeschi riprendendo Colonia il 16 agosto e scatenando subito un nuovo attacco contro Dortmund, riuscendo finalmente a prendere stabile possesso della città il 19. Il 21 fu ripresa anche Eindhoven e da quel momento i tedeschi non furono quasi più in grado di opporre resistenza seria.
    Il 22 agosto scattò l' attacco franco-olandese contro Arnheim e una settimana dopo erano state riconquistate anche Leeuwarden e Groninga,ristabilendo quindi il confine prebellico tra Olanda e Germania.
    Il 29 agosto i francesi cominciarono una nuova operazione, chiamata " Carlo Magno ", che secondo i piani doveva portare gli alleati sull' Elba ( storicamente il confine più ad est raggiunto dall' impero carolingio ).
    Il primo obbiettivo fu Kassel, aggredita dalle sole 8 divisioni della nona armata. La città, sguarnita, cadde senza colpo ferire ai primi di settembre.

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    Il 5 settembre, ultimo segno di vita dei tedeschi, fu la loro conquista improvvisa di Amsterdam, lasciata imprudentemente sguarnita dagli olandesi.
    La minaccia era seria, poichè i tedeschi ora avevano praticamente la strada aperta verso sud, fino a Parigi. I francesi furono costretti a rimediare al danno possibile deviando una parte delle loro armate in marcia da Arnheim su Groninga, tornata momentaneamente nelle mani naziste.


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    Nel frattempo altre truppe stavano attaccando Munster, conquistandola il 10 settembre dopo una lotta accanita.
    Il 14 settembre i francesi attaccarono i tedeschi a sud di Amsterdam e li annientarono. 5 divisioni germaniche furono completamente distrutte, infliggendo un colpo durissimo alle già provate armate di Hitler.
    Ripresa Amsterdam il 15 settembre gli alleati erano certi di poter vincere e intensificarono gli attacchi, puntando ora su Wilhelmshaven e conquistandola il 22 settembre.

    upload_2015-4-8_0-15-11.png upload_2015-4-8_0-15-30.png

    Sei giorni dopo, quando i tedeschi pensavano già di potersi riposare per qualche settimana, i francesi varcarono il fiume Weser marciando speditamente su Hannover, priva di ogni difesa. La città cadde quindi il 30 settembre, portando i francesi per la prima volta sull' Elba. L' offensiva era iniziata solo un mese prima.

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    L' ultimo atto dell' " Operazione Carlo Magno " fu la conquista di Brema, avvenuta il 4 ottobre, dopo una feroce battaglia con i difensori, respinti oltre l' Elba e schierati a protezione dell' Holstein.
    Il 5 ottobre i francesi, ormai lanciati, varcarono l' Elba in massa marciando su Lubecca e Gottinga, entrambe prive di difese. Prendendo Lubecca si isolavano tutte le divisioni tedesche in Danimarca ( 8 ) e con la cattura di Gottinga avrebbe aperto un nuovo fronte.
    Le due città caddero rispettivamente il 7 e l' 8 ottobre. Subito scattò l' offensiva a nord, per liberare la Danimarca e l' annientamento delle divisioni tedesche intrappolate là.

    upload_2015-4-8_0-26-7.png upload_2015-4-8_0-26-16.png
    L' obbiettivo iniziale erano Kiel, Amburgo e Kolding, prese tutte e tre entro la terza settimana di ottobre. A fine mese i tedeschi erano spariti dalla Danimarca e altre 8 divisioni germaniche erano state distrutte. I francesi occuparono in nome dei danesi tutti i territori che erano stati danesi sino all' inizio dell' anno garantendo loro che alla fine delle guerra li avrebbero riottenuti con altre conquiste.
    Con l' approssimarsi dell' inverno le operazioni alleate, invece di diminuire, aumentarono e si fecero sempre più imponenti.
    Il 10 novembre 20 divisioni francesi erano già in marcia su Lipsia, Wolfsburg ed Erfurt, abbandonate dai tedeschi che si erano concentrati per la difesa di Berlino e per il muro a sud, lungo il corso inferiore del Reno.

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    L' 11 novembre, caduta Erfurt, i francesi avanzarono su Schweinfurt e puntando dritti sulla Baviera, che si sapeva essere il ridotto in cui Hitler aveva intenzione di trasferirsi in caso di minaccia seria a Berlino.
    Il 13 novembre, caduta anche Lipsia, scattò l' attacco contro Rostock, la prima grande città ad est dell' Elba e distante solo 230 chilometri da Berlino.
    La città era già nelle mani alleate il 15 novembre.

    Lo stesso giorno altre truppe francesi varcarono il Meno puntando su Francoforte sul Meno, che cadde il 17 praticamente senza combattere. Nel frattempo, il 16, i francesi erano entrati vittoriosi in Magdeburgo, a soli 156 chilometri ad ovest di Berlino. Hitler era ormai sull' orlo della paranoia e i suoi generali incapaci di prendere in mano la situazione.
    I polacchi continuavano la lotta e la loro resistenza stava permettendo agli alleati di avanzare speditamente verso est, valendosi degli enormi varchi lasciati aperti nel fronte dalle truppe impegnate proprio contro la Polonia.
    Gli italiani, dopo aver saputo della travolgente avanzata dei francesi, comunicarono a Berlino ( che aveva chiesto con insistenza al governo di Roma di entrare in guerra contro i franco-inglesi ) che non erano in grado di fare nulla contro gli alleati e, in pratica, si tirarono fuori dal conflitto senza nemmeno esservi mai entrati.
    Lasciati da soli, con l' esercito ormai allo sbando e con il nemico ampiamente in casa, i tedeschi erano ora votati alla sconfitta certa. Restava solo da capire quando sarebbe avvenuta.

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    L' attacco portato dai francesi a Friburgo in Brigovia, cominciando il 18 novembre, fu comunque fermato dai difensori tedeschi nella regione, gli unici ancora in grado di bloccare la marea francese.
    Il 20 novembre, fallito l' attacco a sud, gli alleati decisero di proseguire l' avanzata a nord, per catturare Berlino e raggiungere l' Oder e i confini della Polonia prebellica.
    L' " Operazione caccia all' Aquila " cominciò con gli attacchi portati a Potsdam e Stralsund, che portò alla caduta delle due città il 22 novembre.

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    Potsdam era a soli 35 chilometri a sudovest dal Reichastag e Stralsund a 220 chilometri a nord. Berlino era ormai troppo minacciata e il 25 novembre Hitler decise di trasferirsi con il quartier generale a Monaco di Baviera, ritenuta più sicura.
    Lo stesso giorno i tedeschi riconquistavano Francoforte sul Meno. Ma la situazione era troppo compromessa ormai, perchè una singola vittoria potesse influire sull' esito finale dello scontro in atto. Era solo il canto del cigno della potenza morente.
    Il 30 novembre infatti i francesi scatenarono il primo attacco massiccio dall' inizio della guerra sull' alto corso del Reno, avanzando in Baden.
    Il primo dicembre attaccarono nuovamente Francoforte sul Meno, ma in questo settore i tedeschi erano pesantemente trincerati e i francesi, sconfitti, tornarono alle posizioni tenute prima dell' attacco.
    Due giorni dopo, il 3 dicembre, il governo fascista italiano fu destituito senza colpo ferire dai socialisti scampati al confino, sostenuti dai francesi. Il re abdicò e il 4 dicembre l' Italia si trovava improvvisamente socialdemocratica dopo 18 anni di governo fascista. Nonostante le pressioni francesi però, non entrò nel conflitto contro la Germania.

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    Il 10 dicembre i tedeschi ottennero l' ultima vittoria navale della guerra, affondando nella Baia di Helgoland 4 trasporti francesi che stavano facendo la spola tra il Kent e lo Yutland trasportando le prime divisioni inglesi.
    Non vi furono perdite, per fortuna, ma il colpo fu piuttosto duro. Le capacità di trasporto degli alleati erano minime.
    Il 22 dicembre i francesi attaccarono nuovamente Potsdam e Stralsund, cadute nelle mani tedesche il 12 dicembre, e le ripresero il giorno stesso. Berlino era nuovamente in pericolo.
    Il giorno di Natale i francesi riposarono su tutto il fronte. Ma il 26 all' alba, a sorpresa, attaccarono Berlino e la espugnarono già prima di pranzo. Alle 4 del pomeriggio le prime truppe alleate marciavano sotto la Porta di Brandeburgo mentre quel che restava del governo nazista giungeva in salvo a Monaco, divenuta nuova capitale del Reich.

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    La notizia della caduta di Berlino fu salutata con 100 colpi di cannone a salve sia a Parigi che a Londra mentre i tedeschi ne furono costernati. Hitler ci rimase quasi secco dallo choc quando gli comunicarono la cosa e, perduta ogni verve, rimase per tre giorni in silenzio e apparentemente calmo.
    Che la guerra, a questo punto, fosse persa era evidente anche a lui, ma era deciso a resistere quanto il più possibile in Boemia, in Baviera, nel Wurtemberg e in Polonia. O meglio, in quelle parti di Polonia sotto al controllo tedesco ....
    Non sarebbe stato il 1940 l' ultimo della guerra, nel nel 1941 gli alleati, almeno secondo il suo parere, avrebbero pagato caro l' affronto nei suoi confronti. Il suo delirio era senza limiti ....
     
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  9. alberto90

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    No .. è vanilla.
     
  10. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Bell'AAR, anche se non mi sono interessato a HOI II prima d'ora, l'ho letto per fiducia.
    Togliatti capo del governo, questa poi!

    Capo di Stato, pardon.
    Il capo di governo è Longo
     
    Ultima modifica: 8 Aprile 2015
  11. andry2806

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    a me lo screen del governo italiano (ah, qualcuno potrebbe spiegarmi la normalità di questa cosa intanto?) viene fuori con le scritte illeggibili.
     
  12. alberto90

    alberto90

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    Anche io le vedo male ..
     
  13. Carlos V

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    Scusate, ma credo che il gioco di @alberto90 abbia qualche bug...
    I nomi dei ministri non corrispondono alle foto: se al governo italiano è andata una coalizione di comunisti e socialisti, le foto sono rimaste quelle del governo fascista del 1936. Al posto di Togliatti c'è la foto di Vittorio Emanuele III e al posto di Luigi Longo c'è quella di Mussolini.

    Comunque adesso intendi governare direttamente la Germania o preferisci istituire uno stato fantoccio?
    Se annetti la Germania riceverai un terzo della loro potenza industriale, che resta pur sempre un bonus non indifferente (considerando che i Tedeschi possiedono più di 150 PI), ma dovrai sopprimere le attività dei partigiani e tenere impegnate un certo numero di truppe per tale compito, o comunque investire la manodopera per reclutare guarnigioni + polizia.
    Se formerai uno stato fantoccio, non avrai il bonus di PI che ti spetterebbe in caso di dominio diretto, ma ti verranno forniti il surplus della loro produzione industriale e tutti gli schemi delle tecnologie già scoperte e di quelle che scopriranno in futuro. Ricorda che i fantocci sono piuttosto inerti in HoI2 e faranno ben poco oltre a produrre qualche divisione di fanteria. Non aspettarti, insomma, un concreto aiuto militare.
     
  14. alberto90

    alberto90

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    In realtà, Carlos, credo che resterai molto sorpreso da come sistemerò la Germany.
     
  15. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Come, non era solito di Longo portare un fez nero con un aquila?
     
  16. alberto90

    alberto90

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    Parte V: 1941
    Il tracollo della Germania, la fine della guerra
    Il 1941, questo era evidente per chiunque, sarebbe stato l' anno decisivo. Purtroppo lo fu per la Polonia, che dopo un anno e mezzo di accanita, feroce e valorosissima resistenza, il 7 gennaio fu infine annessa a quel che restava della Germania mentre le armate alleate erano a non più di 200 chilometri da Varsavia.
    Ma i polacchi sapevano che il dominio tedesco sulla loro patria sarebbe durato poco e non si scoraggiarono anzi, continuarono a resistere nei boschi e nelle città, sabotando le manovre tedesche e attaccando ogni giorno convogli in partenza verso la Boemia e la Baviera.

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    Nel frattempo, il 10 gennaio caddero nelle mani francesi Dresda e Cottbus, il cui attacco erano iniziato il 27 dicembre del 1940.
    Dopo la conquista delle due città i francesi attesero 15 giorni prima di sferrare nuovi attacchi, frenati dal maltempo e della carenza di rifornimenti dovuta alle rapide avanzate dell' anno trascorso.
    Ma a mezzanotte del 25 gennaio, con temperature ben al di sotto dello zero, ebbe inizio l' invasione della Baviera con l' attacco verso Norimberga, lasciata praticamente sguarnita.

    upload_2015-4-9_16-55-22.png upload_2015-4-9_16-55-37.png
    Caduta Norimberga il 28 gennaio, i francesi scatenarono il terzo attacco contro Francoforte sul Meno, lanciando contro la città e i suoi difensori ben 37 divisioni, francesi, inglesi coloniali e olandesi.
    Il primo febbraio Francoforte sul Meno fu colpita da migliaia di granate, proiettili e bombe e i suoi difensori, annidati nei palazzi, subirono perdite ingenti ancora prima dell' arrivo delle truppe alleate. La battaglia a quel punto si concluse in poche ore con un vero massacro tedesco. Alla fine la città fu presa dai francesi.

    upload_2015-4-9_17-7-3.png upload_2015-4-9_17-7-22.png
    Quattro giorni dopo l' offensiva riprese con l' attacco a Stoccarda, portato direttamente da 20 divisioni anglo-francesi e indirettamente tramite artiglieria a lunga gittata, da altre 37 divisioni.
    I tedeschi, colpiti con una forza inaudita, reagirono senza particolare foga e alla fine si ritirarono lasciando Stoccarda ai francesi.
    Mentre i francesi combattevano per Stoccarda ( lasciata dai tedeschi, ma difesa dai volontari del popolo, molto più accaniti ), a nord riprese l' offensiva. L' attacco portato a Stettino e Kustrin doveva creare una testa di ponte oltre l' Oder, fu ostacolato dai tedeschi giunti da Varsavia, i francesi riuscirono a scacciarli da Kustrin ma non da Stettino. La presa di Kustrin comunque forniva una testa di ponte sufficientemente ampia da permettere nuove operazioni.
    Il 10 febbraio, mentre si combatteva ancora per completare la conquista di Stoccarda, i francesi cominciarono l' attacca a Friburgo in Brisgovia, per tentare di distrarre forze tedesche impegnate attorno a Stoccarda.
    Ma i tedeschi riuscirono a respingere l' attacco e a tenere le posizioni, seppure con perdite ingenti. Hitler si congratulò per la loro tenace resistenza e ordinò loro di bloccare l' avanzata alleata fino a quando le nuove armate in addestramento non avrebbero scatenato la controffensiva. Ma ormai nessuno credeva più agli sproloqui del dittatore e i generali resistevano solo per evitare la prigionia nei campi francesi.
    Il 14 febbraio partì un nuovo attacco contro Stettino e questa volta i francesi riuscirono a cacciarne i tedeschi e ad occuparla, aprendo la strada verso Danzica e la Vistola.
    Una settimana dopo, caduta Stettino, i francesi scatenarono una nuova potente offensiva contro Stoccarda, ripresa in gran parte dai tedeschi, e finalmente la conquistarono il 26 febbraio.
    Il 28 presero d' assalto anche Friburgo, occupata il 1 marzo. Superate ora le forti difese sul Reno, gli alleati avevano la strada praticamente aperta per la Baviera e l' Austria. Il comando generale francese, a questo punto, si mise al lavoro per preparare ' offensiva di primavera che, secondo le intenzioni, doveva portare alla conquista dell' Austria, della Baviera e della Boemia-Moravia.
    Hitler, nuovamente preoccupato, stava ormai pensando di spostare nuovamente la capitale in una regione più sicura ( ammesso che ve ne fosse una ), perchè Monaco era già minacciata dalle avanguardie francesi giunte sull' alto corso del Danubio.
    Il due marzo i francesi dettero inizio alla grande offensiva di primavera chiamata " Operazione Fiore ", con l' attacco ad Usti, nella regione settentrionale della Boemia. Qui i tedeschi erano pochi, male armati e già fortemente provati dalle dure battaglie combattute contro i polacchi per 15 mesi. La loro resistenza quindi fu minima e i francesi presero la città senza tanti problemi.
    Il 4 marzo, 24 ore dopo il trasferimento della capitale tedesca a Vienna, i belgi entrarono in Monaco, lasciata sguarnita violando l' ordine di Hitler. Il 9 marzo altre truppe francesi entrarono a Lech, capoluogo del Tirolo, accerchiando ben 10 divisioni tedesche intrappolate a Friedrichshaven. Il 13 marzo, con una colossale manovra concentrica, i francesi distrussero le divisioni accerchiate e presero la città, completando quindi la conquista della Baviera.

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    Il 20 marzo i francesi avanzarono su Salisburgo, il 23 attaccarono Strakonice e Linz e il 25 presero Innsbruck. Negli ultimi giorni di marzo caddero anche Graz, Klangefurt e Vienna, conquistata il 1 aprile.
    Hitler trasferì la capitale a Praga, ma ormai ogni città non era più sicura e gli alleati sapevano che presto non vi sarebbe stato più alcun posto in cui trasferire la capitale di un Reich morente.
    Il 3 aprile gli alleati scatenarono l' attacco generale, tra il Danubio e l' Oder spostando 40 divisioni.

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    Il 17 aprile Praga era già accerchiata e il 18 cominciò l' invasione della Slovacchia, l' unico alleato della Germania. Bratislava cadde il 20 e dieci giorni dopo erano cadute anche Banska Bystrica e Zilina. Il giorno stesso cominciò l' attacco ad Ostrava.
    Il primo maggio gli alleati scatenarono un nuovo attacco a Kustrin, ripresa dai tedeschi mentre i francesi accerchiavano Praga e mentre infuriava l' attacco alla città, i francesi attaccarono anche Oppeln e Cracovia, decisi a varcare in massa l' Oder e raggiungere la Vistola.
    Il 5 maggio, cadute tutte e tre le città, gli alleati scatenarono un nuovo attacco contro Stettino che cadde finalmente il 10. Tre giorni dopo, cadute anche Poznan e Czestochowa, partì un nuovo poderoso assalto su tutto il fronte, dal mare fino ai Tatra. Nel giro di 9 giorni la linea della Vistola fu raggiunta e superata, con la conquista di Varsavia avvenuta il 24 maggio.
    Il primo giugno ai tedeschi restavano solo le estreme regioni sud-orientali della Polonia, Memel, Praga, Stettino ( riconquistata dai tedeschi il 23 maggio ) e l' isola di Bornholm.
    Memel cadde il 3 giugno, Stettino il 9 e Praga il 13, dopo un assalto casa per casa. Il 14 giugno Hitler, nascosto in un bunker fuori città, fu assassinato da uno dei suoi generali. Il 15 giugno, con la resa senza condizioni della Germania, i francesi presero ufficialmente possesso dell' intero territorio tedesco, dai confini con l' URSS al Reno e dalle Alpi al Baltico.
    Era la fine della guerra.

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    Il 10 luglio, tre settimane più tardi, i comandi militari degli alleati ( inglesi, francesi, belgi, olandesi, danesi, polacchi e norvegesi ), si trovarono a Berlino e li, dopo un lungo colloquio informale, fu deciso di restituire la libertà e l' indipendenza a tutti i paesi annessi dalla Germania e di accordare ad ogni paese coinvolto alcune conquiste territoriali per risarcimento dei danni patiti a causa dei tedeschi.
    Il primo agosto la Polonia, che entrava in possesso della Slesia, della Posnania, della Pomerania orientale e della Prussia Orientale con Memel, tornava ad essere un paese libero, formalmente indipendente ma politicamente legato alla Francia.
    Il 5 agosto fu resa nuovamente libera anche l' Austria, a cui fu annessa la Baviera, il 6 toccò alla Cecoslovacchia, cui fu annessa anche la Sassonia. Il 9 agosto la Danimarca entrava in possesso delle città di Rostok, Lubecca, Amburgo e Kiel. Il 10 il Lussemburgo tornava libero, il Belgio acquistava Aquisgrana e Colonia e l' Olanda si annetteva Essen, Dortmund, Munster, mentre fu confermata l' annessione di Wilhelmshaven già decretata a metà luglio.
    Infine, il 15 agosto, la Gran Bretagna entrava in possesso di Brema e di Hannover.

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    Nel mese di ottobre gli alleati si trovarono nuovamente in colloquio, questa volta a Parigi, e decretarono una seconda spartizione dei territori ex tedeschi rimasti.
    Alla Polonia furono consegnate Stralsund, Berlino e Potsdam, la Cecoslovacchia si prese la Lusazia con Cottbus e l' Assia orientale ( Erfurt e Schweinfurt ) , la Gran Bretagna occupava Gottinga, l' Olanda riceveva Kassel e la Danimarca si annetteva Wolfsburg e Magdeburgo.
    La Francia teneva per se solo la Saar e il Baden-Wurtemberg. La Norvegia declinò l' invito a partecipare alla spartizione della Germania in quanto i tedeschi non avevano invaso il paese e dunque i norvegesi non avevano pagato le conseguenze di un' occupazione.

    upload_2015-4-9_18-41-18.png

    La geografia dell' Europa centrale fu radicalmente modificata e una grande potenza sparì dalla faccia della Terra. I tedeschi non ebbero più patria e alla fine accettarono di prendere la cittadinanza del paese entro i cui confini si trovavano al momento della seconda spartizione.
    Il popolo germanico cessò di esistere e con esso un pericolo per l' Europa.

    Le truppe francesi, quelle non impegnate nella protezione dei nuovi paesi, tornarono a Parigi alla fine dell' anno e furono accolte con un trionfo degno di quello tributato agli antichi imperatori romani.
    Le fanfare della vittoria suonarono in ogni città della Francia e Lebrun, candidatosi nuovamente alle presidenziali del '42, ottenne un vero trionfo e fu rieletto. Serrault invece si dimise, nonostante la sua politica vincente, e si ritirò a vita privata.

    In oriente, la guerra scoppiata in novembre tra Giappone e potenze alleate, si risolse entro il 1943. Gli americani, uniti a truppe inglesi, olandesi, filippine, cinesi e russe, annientarono in breve tempo le 80 divisioni giapponesi costringendo l' Impero del Sol Levante alla resa. Tutte le conquiste fatte dai giapponesi dal '37 furono restituite ai paesi invasi.
    A partire dal primo gennaio 1944 il mondo era nuovamente e totalmente in pace.
     
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  17. Daniel Morrison

    Daniel Morrison

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    Non è un po' esagerato far addirittura sparire del tutto la nazione tedesca? :D
     
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  18. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Una cosetta da poco.
     
  19. alberto90

    alberto90

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    Se lo avessero fatto alla fine della prima guerra mondiale ci saremmo evitati la seconda.
     
  20. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Tu dici? non ne sarei così sicuro.
    Comunque sarebbe cambiato di molto un mondo senza Germania e la 2 guerra mondiale...
    Inoltre andava contro il principio di autodeterminazione dei popoli.
    Ah, no, aspetta...
     

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