Centenario prima guerra mondiale

Discussione in 'Età Contemporanea' iniziata da Pandrea, 28 Giugno 2014.

  1. Pandrea

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    Ora, 100 esatti anni fa, probabilmente stava dormendo. Oppure soffriva d'insonnia, pensando e ripensando al difficile compito che lo aspettava l'indomani. Tra poco meno di 9 ore il diciannovenne Gavrilo Princip sarebbe uscito dalla sua stanza concentrato nel compito di uccidere l'Arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria. Avrebbe sentito un esplosione in lontananza e uno sgommare d'auto. La sua vittima gli sarebbe sfrecciata davanti a tutta velocità una prima volta, rendendo impossibile ogni sparo e facendo tornare lo sconfortato Gavrilo alla locanda dove aveva dormito. All'improvviso la macchina dell'Arciduca, contro ogni previsione e buonsenso, torna sulla strada dove già aveva subito un attentato. Gavrilo coglie l'occasione. Punta la pistola. Spara. Un proiettile viaggia. Farà 16 milioni di morti.

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  2. generalkleber

    generalkleber

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    Una stranissima serie di contingenze inattese che, per le astuzie della storia, scatena risultati imprevedibili. Continuo a pormi la questione dei veri motivi che indussero il comandante della polizia segreta serba (o servizi segreti? i Serbi avevano dei Servizi segreti?), Ape, a reclutare e aiutare, peraltro in modo sommario, un improvvisato gruppo di poco credibili attentatori.
     
  3. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Francesco Ferdinando era pericoloso per l'irredentismo serbo perché voleva pienamente legittimare gli iugoslavi nell'impero come già fatto per i magiari, tramutandolo in una triplice monarchia (con l'eliminazione, fisica e culturale, degli italiani). Un gruppo di cittadini asburgici intenzionati ad ucciderlo poteva essere un modo per toglierlo di mezzo senza dirette implicazioni, poi qui entra il tragico gioco dove tutti sono convinti che sia l'altro a cedere per primo e quindi azzardano: la Serbia convinta di essere protetta dalla Russia, l'Austria convinta di esere protetta dalla Germania si sentivano abbastanza forti da costringere l'altro a cedere senza per forza una guerra.
     
  4. Mappo

    Mappo

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    Ieri sera ho visto per caso uno spezzone del film L'Attentato, per quel poco che ho visto nel film si sposa con decisione la pista che l'attentato sia stato di fatto organizzato dagli stessi austriaci che cercavano un pretesto per far fuori la Serbia, tra l'altro si accennava ad una ferrovia che i tedeschi volevano costruire e che sarebbe dovuta passare anche dalla Serbia, gli austriaci, sempre nel film, temevano che l'Arciduca avrebbe stemperato le tensioni con i serbi e quindi hanno manipolato Princip e gli altri perché facessero il lavoro sporco al posto loro. Francamente non avevo sentito mai parlare di questa pista e anche se la cosa mi lascia molto dubbioso mi chiedevo se ci sono degli appigli storici per questa tesi. Tra l'altro si afferma che lungo tutto il percorso fossero in servizio solo 32 poliziotti tutti austriaci, mentre i poliziotti bosniaci erano stati allontanati e la truppa fosse confinata in caserma, che in casa di uno degli attentatori fossero state trovate delle banconote fresche di stampa della Zecca di Vienna e altri particolari del genere.
     
  5. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Francesco Ferdinando pare fosse molto malvisto da Francesco Giuseppe, ma uccidere il proprio erede al trono solo per avere un casus belli mi pare una follia. Mai sentita questa tesi e mi pare molto inverosimile.
     
  6. Prostetnico

    Prostetnico

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    il film non faceva riferimento direttamente a Francesco Giuseppe ma all'esercito e ai servizi ("deviati")... anch'io mai sentita questa tesi, mi piacerebbe sapere se esitono riscontri a proprosito.
     
  7. generalkleber

    generalkleber

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    In nessun testo ho trovato accenni a complotti austriaci. Del resto l'Austria non era preparata per una campagna estiva e, con irritazione tedesca, iniziò di fatto le operazioni molto tardi.
    Non penso che il governo serbo si sentisse "protetto" dalla Russia. Nel periodo dal 1909 al 1913 la "protezione" russa, in fondo, era mancata ed anzi i Russi erano stati costretti ad una ritirata diplomatica che aveva fatto eprdere loro credibilità. In realtà il governo serbo a tutto pensava tranne che ad una guerra possibile dopo quelle economicamente devastanti appena concluse. L'iniziativa dell'attentato fu presa dai nazionalisti estremisti per motivi che non sono chiari: a volte sono tentato di pensare che nella mente di Ape tutto dovesse risolversi in un contributo propagandistico da giocarsi internamente: nel luglio 1914 era appena iniziata la campagna elettorale.
     
  8. Pandrea

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    La Storia è la migliore umorista che ci sia...
     
  9. GyJeX

    GyJeX

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  10. metalupo

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    Ma! Ho come l'impressione che la guerra fosse inevitabile, sarebbe scoppiata più tardi per un qualche altro motivo.
    Considerando che l'Europa di inizio '900 era una polveriera pronta ad esplodere, sarebbe interessante leggere l'ucronia per vedere quali ipotesi propone per raffreddare la situazione.
    Perché anche se fosse andato male l'attentato le tensioni geo-politiche restavano.
     
  11. ronnybonny

    ronnybonny Moderator Membro dello Staff

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    Il casus belli "mi avete ammazzato l'erede" non è poi molto diverso da "mi avete quasi ammazzato l'erede"...
    Tutto dipende da quanto l'Austria volesse la guerra e, come dice metalupo, le tensioni c'erano lo stesso...
     
  12. generalkleber

    generalkleber

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    C'era un sacco di gente che voleva la guerra ma ce ne era anche un sacco che non la voleva. Dal 1011 al 1913 c'erano state numerose occasioni per far scalare un conflitto che erano poi state disinnescate. Agli inizi del 1914 la gran parte degli osservatori era ottimista considerando la guerra decisamente più lontana rispetto al biennio precedente. Inoltre quando venne assassinato Ferdinando, inizialmente anche a Vienna si limitarono a tirare un sospiro di sollievo per l'eliminazione di un erede assai poco amato; solo più tardi venne in mente di utilizzare l'evento come casus belli. E' dunque possibile pensare che un attentato che non avesse colpito l'erede austriaco avrebbe anche potuto finire con un accordo diplomatico o forse, anche, con un semplice nulla. In questo caso, certamente, sarebbero rimaste delle tensioni ma non è detto che sarebbero scoppiate. La finestra per la guerra era stata calcolata dai Tedeschi (General Staff) sino al 1917. data a partire dalla quel il rapporti di forze si sarebbe rovesciato a favore dell'Intesa. La Marina riteneva che il vantaggio dell'Intesa sarebbe avvenuto prima: questo significa che una guerra poteva scoppiare solo negli anni 1914-1916 e, come detto, il '14 si era aperto sotto auspici di pace. Insomma, la guerra fu una scelta e non un destino.
     
  13. metalupo

    metalupo

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    Nessuno ha mai detto che la guerra fu un destino.
    Semplicemente riteniamo che in Europa, specialmente in Germania ma non solo, ci fosse una forte tentazione di risolvere le tensioni geo-politiche con la guerra e quindi che ci fossero alte probabilità che questa scoppiasse ugualmente, sfruttando un altro evento come casus belli.
     
  14. Pandrea

    Pandrea Guest

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    In realtà la Germania aveva tutto l'interesse a mantenere l'Europa in pace, la Francia era arrivata al limite delle risorse dedicabili all'esercito e la sua economia ristagnava così come la demografia; la Germania invece aveva ancora grandissimi margini di crescita.

    Il problema poteva essere la Russia, che cresceva a ritmi paragonabili a quelli tedeschi con limiti molto più alti... se fosse riuscita a superare indenne le difficoltà interne, cosa affatto facile.

    Il 1914 era davvero l'anno peggiore per la Germania per iniziare una guerra, quando l'Intesa era più compatta e le tensioni Italia-Austria al loro massimo. Pazzesco come la Germania sia riuscita in pochi decenni a passare dal sistema di Bismarck dove tutti erano alleati con la Germania al sistema di Guglielmo II dove tutti erano alleati contro la Germania.
     
  15. generalkleber

    generalkleber

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    A freddo, calcolando cioé razionalmente come se giocassimo ad Empire in Arms la penserei allo stesso modo. Tuttavia la crescita economica della Germania comportava, come sviluppo logico, il passaggio ad una politica di potenza. Questo, naturalmente, non significa guerra: il presidente dell'unione degli industriali, quando dopo il 1911 venne avvertito della possibilità di guerra contro la GRan Bretagna disse che non ce ne era bisogno perché entro pochi anni la Germania avrebbe potuto comperarsi la Gran Bretagna. Però è inevitabile che la crescita economica comportasse, a quell'epoca, la necessità di un riconoscimento come potenza e questo non poteva che influenzare l'equilibrio bismarckiano. Un equilibrio fatto saltare nel peggiore dei modi ma che comunque non poteva reggere a lungo. Sfortunatamente per i Tedeschi (e per tutti!) la dirigenza tedesca era decisamente dilettesca e ragionava in termini tardo ottocenteschi, andandosi a cercare la guerra nel peggiore dei modi. La guerra fu decisa da una ristretta elite e fu decisa, sono daccordo, nel momento peggiore. Su questo sono daccordo con te.
    Però un conto è ammettere i limiti della dirigenza e un'altro negare ogni coerenza alla linea politica complessiva. Semmai questa coerenza fu sempre male interpretata.
    Una notazione sulla Russia: all'epoca giustamente valevano le valutazioni che riporti tu ma noi oggi sappiamo che la Russia stava implodendo e che non avrebbe retto al minimo confronto bellico. Sotto questo aspetto, pur sbagliando, i TEdeschi...ci azzeccarono! :)
     
  16. Pandrea

    Pandrea Guest

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    In fondo però la Russia ha retto QUASI quanto le altre potenze. E' implosa nel febbraio 1917, un anno e mezzo dopo la Germania stava per subire quasi la stessa sorte e l'Austria-Ungheria non esisteva più. Nello stesso anno del collasso russo la Francia ha subito ammutinamenti enormi e l'intera Intesa è stata salvata dai viveri e dai rifornimenti americani. Insomma la Russia non era poi messa molto peggio delle altre potenze, anche se quel "non molto" le è stato fatale.

    Quello che non capisco è il perché della subalternità di Berlino alle politiche di Vienna, quando doveva essere il contrario! Come con Bismarck la Germania poteva benissimo continuare a fare da arbitro nelle questioni balcaniche tra Russia e Austria, consapevole che Vienna non avrebbe mai fatto nulla senza l'appoggio tedesco e San Pietroburgo non avrebbe rinunciato all'amicizia tedesca per la Bulgaria. Invece la Germania manda all'aria unilateralmente i trattati con la Russia (all'epoca pure nemica dell'Inghilterra per questioni asiatiche) spingendola tra le braccia francesi. Contemporaneamente alza la tensione con l'Inghilterra per questioni irrisorie come il Marocco e sfidandola sul mare, spingendola all'innaturale alleanza con la Francia e con la Russia (con la Francia aveva rischiato la guerra a Fashoda ancora nel 1898). Cioè la Germania, che nulla aveva da chiedere in Europa e nel mondo e stava diventando la seconda potenza economica mondiale dopo gli irraggiungibili Stati Uniti, invece di fare da arbitro nelle mille tensioni europee decide di sopprimerle fornendo a tutti un nemico comune: lei stessa. Giù il cappello signori.
     
  17. metalupo

    metalupo

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    Non mi pare che Berlino si sia fatto trascinare da Vienna in un conflitto che avrebbe sicuramente provocato l'intervento Russo e quindi molto probabilmente Francese e Britannico.
    Vienna ha fatto ciò che ha fatto perché aveva la certezza che Berlino gli coprisse le spalle, altrimenti non si sarebbe neppure sognata di dichiarare guerra alla Serbia consapevole che da sola non avrebbe potuto reggere la reazione Russa.
    La Germania, od almeno la sua classe dirigente, voleva la guerra probabilmente perché riteneva di poterla vincere e fosse il solo modo per essere riconosciuta potenza dominate in Europa, titolo che in quel momento, non sto a sindacare se a torto od a ragione, spettava ancora al Regno Unito.
     
  18. generalkleber

    generalkleber

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    Un anno di quel conflitto non è "quasi". Del resto le contraddizioni russe erano tali che nulla avrebbe potuto evitare il caos. A febbraio l'impero è saltato. La scelta, forse inevitabile ma fallimentare, di continuare la guerra ha come effetto di rivelare quel che alla fine del '16 era evidente persino ai vertici della Duma: l'Impero stava andando a pezzi. Non dobbiamo pensare alla rivoluzione comunista ma al caos amministrativo, alle regioni che sfuggivano, alle tasse che non arrivavano, alle lotte che scoppiavano nelle varie periferie tra diversi gruppi etnici, alle prime forme di appropriazione delle terre. Il sistema era saltato già alla fine del '16.

    Il secondo punto è connesso con la percezione della situazione come era vista a Berlino. Consideriamo il punto di vista dei vertici militari e di alcuni politici: la guerra è inevitabile. Si tratta di capire contro chi, Inghilterra (Tirpiz) o Russia (Moltke) ma che ci sia è non solo inevitabile ma auspicabile. Le due crisi marocchine hanno dimostrato che la Germania può essere isolata, una situazione inaccettabile. L'Italia ha chiaramente rivelato che non parteciperà mai ad una guerra contro la Gran Bretagna e che un impegno contro la FRancia è comunque subordinato ad una serie di condizioni. Insomma, poiché può fare da sè, per tirarla dentro occorrono una serie di condizioni che sono non solo difficilmente prevedibili ma anche, nella misura in cui lo sono, improbabili: non è una potenza su cui contare. Diverso il caso austriaco. Non è una potenza su cui si può contare ma è una potenza che, a differenza dell'Italia, ha bisogno della Germania. L'Austria ha motivi propri per una guerra contro alcuni degli stessi avversari della Germania. Se l'Impero si dissolvesse la GErmania non avrebbe nessuo su cui contare. Questo significa che la sopravvivenza dell'Impero è una condizione essenziale della politica tedesca. L'Austria ha, poi, la possibilità di un casus belli accettabile dall'opinione pubblica tedesca: i Balcani sono quelli che sono e da là c'è semrpe da aspettarsi un innesco (dal 1909 al 1913 sono I Balcani il fulcro delle crisi). Di qui l'assegno in bianco che è ben antecedente al luglio del '14.
    La differenza con Bismarck era che quest'ultimo _non_ voleva una guerra europea e poteva permettersi di fare da arbitro. Anche lui, del resto, con spazi di manovra sempre più ristretti poiché il suo sistema cominciava a saltare già nella seconda metà degli anni '80. In Russia tutti ritenevano che l'antagonismo russo-tedesco fosse nella logica delle cose e la linea filotedesca, (Giers) era tale solo perché riteneva, correttamente, che la Russia non potesse permettersi un'ostilità aperta.
     
  19. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Quindi l'isolamento della Germania secondo te era un'azione mirata anglo-franco-russa per contenere la potenza tedesca a cui la Germania rispose goffamente anziché una reazione alla politica aggressiva tedesca?
     
  20. generalkleber

    generalkleber

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    Dobbiamo immaginarci come percepivano la realtà le reciproche dirigenze. In effetti la Germania non appariva affatto isolata ed anzi, _tutti_ la temevano e si sentivano da questa minacciati. In fondo era stata l'unica, in varie occasioni, a fare per prima la voce grossa. Una delle debolezze del sistema che, erede di Bismarck, reggeva l'Europa, era che nessuno riusciva a capire bene cosa volesse la GErmania, quali fossero le sue mire e i suoi interessi. In realtà la GRen Bretagna, che dopo esser stata corteggiata per anni aveva addirittura chiesto una formale alleanza con la Germania (rifiutata dai Tedeschi perché temevano di esser poi vincolati in questioni coloniali che non li interessavano), non aveva motivo di ostilità con la GErmania e aveva non solo ammesso che potesse esser giusto che la GErmania acquisisse colonie ma anche offerto la garanzia navale necessaria al commercio tedesco. Quanto alla FRancia da tempo aveva rinunciato, se non nella retorica, all'Alsazia e alla Lorena. Del resto la GErmania (prima del '14: le richieste posteriori hanno solo un valore giustificatorio) non aveva ambizioni di conquiste in Europa.
    Ma, tutti in Germania, si sentono accerchiati.Tutti vivono una situazione di deprivazione nonostante la situazione economica. Tutti si sentono ricattabili in termini politici, morali, economici. E tutti reagiscono a questa situazione con domande di mutamenti. Compreso il Partito socialista. E' facile immaginare, poi, che le varie crisi interne siano orientate retoricamente all'esterno (un po' come oggi le cose vanno male per colpa della Merkel...) e le opinioni pubbliche influenti chiedevano azione. La Germania ha problemi di liquidità, ha pochi capitali e questo influenza la crescita interna.
    Tutti si sentono accerchiati ma le soluzioni sono diverse. C'è chi vuole comperarsi la GRan Bretagna, chi vuole le colonie (in fondo ancora nel 1935 c'era chi sperava di coltivare grano in Africa!), chi vuole compensazioni psicologiche e...chi vuole una guerra. Contro la Russia (e quindi contro la FRancia ma senza la GRan Bretagna), contro la GRan Bretagna, contro ...tutti!
    I Tedeschi si sentono accerchiati e vedono come possibilità per superare l'accerchiamento solo una guerra. MI riferisco alle elite politiche e militari naturalmente. Poi non hanno idea su con chi farla questa guerra. Di qui una serie di comportamenti al limite della schizofrenia nella seconda metà di luglio...
     
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