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La Battaglia delle Isole Santa Cruz

Autore/i: Taglia
Pubblicato il: 04-11-2006
Ultimo agg.: 04-11-2006

Come si evince dal racconto la battaglia fu veramente sanguinosa ed entrambi i contendenti impiegarono tutto quello che avevano da mettere in gioco. La perdita della Hornet fu per gli americani un vero colpo e pregiudicò i piani operativi americani nel Pacifico Sud Occidentale. Tuttavia l’Enterprise potè essere riparata a tempo di record e fu in grado (seppur ancora danneggiata) di partecipare all’azione navale successiva nell’area (La battaglia navale di Guadalcanal).

A livello tattico la battaglia viene considerata una vittoria giapponese, viste le perdite subite dagli americani. Tuttavia non si può non considerare il durissimo prezzo pagato per conseguire tale successo. Le portaerei danneggiate dovettero rientrare in Giappone per le riparazioni e non poterono tornare in azione fino al 1943 (La Zuhio rientrò a Truk a fine Gennaio 1943, la Shokaku si riunì alla Zuikaku addirittura a Luglio). Il prezzo maggiore tuttavia fu pagato in termini di vite umane: mentre gli americani perdettero “solo” 24 tra piloti e mitraglieri, i giapponesi subirono un salasso di 148 uomini, tra cui parecchi leader di formazione. Costoro erano tutti veterani di prima scelta, uomini che difficilmente il Giappone sarebbe stato in grado di rimpiazzare in breve tempo.

Soprattutto se si considera la visione quasi “di casta elitaria” che per lungo tempo impedì ai giapponesi di formare un congruo numero di piloti esperti nelle scuole d’addestramento (si può capire la questione leggendo “Samurai!” di Saburo Sakai). Quando se ne accorsero, era troppo tardi, e furono costretti a mandare in volo dei novizi che non avevano alcuna possibilità di scampo contro gli ormai esperti piloti statiunitensi (Un triste esempio è la Opens external link in new windowBattaglia del mare delle Filippine nel 1944, che fu soprannominata dagli americani “Great Marianas Turkey Shoot” , ovvero la “caccia al tacchino”).

Caccia Grumman F4F Wildcat

Bombardiere da picchiata Douglas SDB Dantless

Aerosilurante Grumman TBF Avenger

Caccia Mitsubishi AM6 Zero

Aerosilurante Nakajima B5N2 Kate

Bombardiere da picchiata Aichi D3A1 Val

Per comprendere la gravità della situazione, si rileva infatti che i giapponesi, dopo la battaglia delle isole Santa Cruz, furono costretti a rimandare la Zuikaku e la Hiyo (perfettamente intatte) in Giappone, proprio per la mancanza di equipaggi qualificati.

Questo tracollo fu sicuramente dovuto anche alla tipologia degli aerei utilizzati dai giapponesi: questi aerei infatti erano veloci e manovrabili, ma non possedevano corazzature per il pilota nè serbatoi auto sigillanti (a differenza degli aerei americani). In molti casi una pallottola ben mirata era sufficiente a trasformare i velivoli in una palla di fuoco. Il problema fu ancora più marcato perchè gli americani avevano posto grande cura nell’aumentare le difese contraeree di tutte le proprie navi, inserendo tra le navi di scorta appositi incrociatori contraerei (come il Opens external link in new windowCLAA San Juan, classe Opens external link in new windowAtlanta) con uno speciale armamento predisposto per danneggiare gravemente le formazioni nemiche in attacco.

L’ammiraglio Nagumo, rilevato dal comando e riassegnato in Giappone poco dopo la battaglia, commentò così la battaglia:

"Questa battaglia è una vittoria tattica, ma anche una significante perdita strategica per il Giappone. Considerando la grande superiorità del potenziale industriale nemico, noi dobbiamo vincere tutte le battaglie in modo assolutamente decisivo e netto. Quest’ultima, sfortunatamente, non è stata una vittoria decisiva."

Per maggiori informazioni consiglio di visitare i seguenti links:

Opens external link in new windowBattle of Santa Cruz (Wikipedia)
Opens external link in new windowThe Battle of Santa Cruz Islands - Combat Narrative
Opens external link in new windowUSS Enterprise (CV-6) Damage Report
Opens external link in new windowThe Battle of Santa Cruz
Opens external link in new windowOOB (Order of Battle)

 

Nota sui diritti di autore relativi a questo articolo
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L'Opens external link in new windowarticolo originale è reperibile sul blog dell'autore, Opens external link in new windowVortexmind.net.
Tutte le foto degli aerei pubblicate nell'ultima pagina di questo articolo sono tratte da Opens external link in new window © www.tgplanes.com, tranne la foto dell’SDB Dauntless che è un resize dell’originale di Opens window for sending email© Dave Zavoina.

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