Localizzate le navi nemiche bisognerà avvicinarsi con attenzione al convoglio, scegliendo la giusta rotta per riuscire a colpire massimizzando il risultato e minimizzando il rischio. Bisognerà decidere se attaccare di notte o di giorno, se e quando immergersi in prossimità dei bersagli per non farsi localizzare dalla scorta nemica e se tentare subito un secondo lancio di siluri o se invece sfuggire e tentare un secondo attacco, magari la notte successiva. Una volta sotto l'acqua, infine, dovremo fare in modo di non essere localizzati dal nemico facendo perdere le nostre tracce nelle profondità degli abissi. Tutto ciò consapevoli che al minimo errore il nostro magnifico battello potrà trasformarsi da temibile predatore a facile preda.
L'obiettivo primario sarà quello di tornare sani e salvi nel porto di competenza, e dopo il tempo necessario a riparare i danni e a sistemare di nuovo il battello, uscire di nuovo in mare.
L'accuratezza storica sarà garantita dal costante miglioramento di alcuni dispositivi e dalla comparsa di nuove armi. Inizialmente (a puro titolo di esempio) i tedeschi dovranno infatti fare i conti con i noti problemi dei siluri difettosi, che saranno mano a mano migliorati nel corso della simulazione con l'avanzare del tempo, così come gli anglo-americani con il passare degli anni avranno a disposizione armi sempre migliori e più efficaci, fino alla comparsa dei radar, vera e propria condanna per gli eroi di Doenitz. Inoltre nei primi mesi di guerra sarà facile incontrare navi isolate e senza scorta che navigano da e verso l'Inghilterra, mentre con il passare dei mesi, così come accadde storicamente, sarà messo a punto il funzionale sistema di convogli anglo-americani protetti dalle navi antisommergibili.
Il dettaglio grafico sarà affidato a un motore 3D nuovo e molto interessante (vedere le foto allegate), che regalerà un impatto visivo particolarmente realistico, con particolari che la Ubisoft garantisce essere spettacolari.
Inoltre l'interno dei sommergibili sarà aderente alla realtà, a seconda del tipo di sommergibile scelto: ad esempio l'interno del tipo VII sarà differente dall'interno del tipo XXI.
Gli ordini all'equipaggio potranno essere impartiti sia direttamente interagendo con gli interni del sommergibile, sia, per la maggior parte, tramite tastiera.
Le differenze con il precedente capitolo della serie, SH2, sembrano essere interessanti.
Innanzitutto la campagna non consisterà più in una serie di missioni standard (che saranno ancora presenti come missioni singole), ma sarà dinamica, nel senso che, dopo essere stati assegnati a pattugliare un “quadratino” di mare, per procedere con il gioco non dovremo affondare necessariamente “quella nave” o “quel certo tonnellaggio” (come nel precedente titolo), ma potremo anche tornare alla base senza essere riusciti ad affondare alcunché. E questa è già una novità che farà tornare il sorriso agli appassionati del realismo (io per primo).
In secondo luogo l'equipaggio avrà una importanza più incisiva nel corso della campagna. Infatti, oltre a migliorare le proprie capacità, il loro morale e la loro stanchezza incideranno sull'accuratezza delle loro mansioni. Inoltre alla base potremo decidere di reclutare alcuni uomini invece che altri, mandare più uomini in alcuni settori chiave per velocizzare le operazioni (ad esempio a ricaricare i tubi lanciasiluri), e potremo anche promuovere alcuni di essi e concedere loro delle medaglie (a tutto vantaggio del loro morale). Ogni membro dell'equipaggio, infine, avrà il suo nome, la sua storia, le sue competenze ecc. E potremo essere costretti a tornare alla base non solo quando finiranno i siluri o il gasolio, ma anche se l'equipaggio sarà talmente stremato da non poter prolungare la permanenza in mezzo al mare.