La logistica
Prima di profondire il discorso sul modello di rifornimento vediamo che cosa è realmente la logistica in operazioni. La definizione del Manuale Logistico NATO ed.1997 riporta:
Logistica: la scienza che pianifica e realizza la movimentazione ed il mantenimento delle forze. Nel suo senso più generale, riguarda gli aspetti delle operazioni militari che si occupano di:
a. progettazione e sviluppo, acquisizione, stoccaggio, trasporto, distribuzione, mantenimento, evacuazione e cessione dei materiali;
b. trasporto del personale;
c. acquisizione o costruzione, mantenimento, funzionamento e cessione di strutture;
d. acquisizione o fornitura di servizi logistici;
e. servizi medici e sanitari.
Il supporto logistico viene suddiviso, per semplicità, in funzioni logistiche che riguardano:
- i materiali;
- i rifornimenti;
- le riparazioni ed il mantenimento;
- i servizi;
- la bonifica esplosivi;
- i movimenti ed i trasporti;
- il genio;
- la sanità;
- i contratti;
- il budged e l’amministrazione finanziaria.
Fin dalla nascita dei grandi eserciti dell’era moderna, da queste “aride definizioni” si comprende chiaramente come la logistica sia un problema decisamente rilevante e che richiede ingenti risorse materiali ed umane per il suo funzionamento.
A titolo di esempio, alla fine del 1941 l’Armata Italiana in Africa era composta da circa 147.500, dei quali oltre 50.000 impegnati in compiti di natura logistica.
Ne consegue che nella struttura organizzativa dei vari eserciti, le unità logistiche hanno un peso notevole in termini di uomini, veicoli di trasporto e materiali. Questa organizzazione viene difficilmente rappresentata nei wargame per la difficoltà connessa con la realizzazione di un modello logistico ed anche per la scarsa conoscenza sulla struttura delle unità di supporto nel corso delle varie operazioni.
Calcoli logistici
La base della logistica dei rifornimenti è data da due elementi:
- la quantità dei materiali che devono pervenire ai reparti per rifornirli, preferibilmente espressa in tonnellate;
- l’entità dei veicoli da trasporto disponibili per poter effettuare i rifornimenti.
In operazioni, come si intuisce chiaramente, vi sono varie possibilità. Possiamo avere scorte centrali per i rifornimenti in quantità insufficiente a sostenere le operazioni ovvero carenza di alcune tipologie di materiali.
Un esempio di questa situazione può essere riscontrato nella crisi di carburante che interessò le unità corazzate del Gen. Patton dopo lo sfondamento in Normandia e l’avanzata verso il confine tedesco.
In secondo luogo possiamo avere grandi quantitativi di materiali ed una ridotta disponibilità di veicoli di trasporto, onde per cui le azioni delle unità vengono necessariamente condizionate.
Durante l’offensiva inglese di O’Connor del 1940-41, una delle maggiore preoccupazioni era costituita dalla necessità di recuperare tutti i veicoli da trasporto disponibili per alimentare le unità avanzanti.
Altro elemento nei calcoli della logistica è la quantificazione dei consumi e il confronto che le disponibilità.
I consumi sono solo parzialmente prevedibili in quanto sono condizionati dalla evoluzione dei vari atti tattici, dal numero di azioni di fuoco, dalla distruzione di scorte amiche e dagli spostamenti delle proprie unità.
Per svolgere le proprie azioni le unità hanno al seguito le dotazioni organiche che assicurano la possibilità di operare senza rifornimenti per una o due giornate. I comandi di livello superiore gestiscono le loro scorte con cui devono ripianare i consumi delle unità dipendenti, mediante rifornimenti con frequenza possibilmente giornaliera. A loro volta tali comandi devono ricevere il ripianamento dei materiali destinati alle proprie unità dipendenti.
Come si comprende il meccanismo è abbastanza semplice e può essere paragonato ad una flusso d’acqua controllato che, a cascata, riempie i contenitori mano a mano che si svuotano.
Lo sforzo dei pianificatori per riuscire a prevedere i consumi delle unità impegnate in combattimento ha portato allo sviluppo di vari sistemi di calcolo che fanno in genere riferimento all’entità del personale da supportare ovvero al personale, ai veicoli, ai mezzi di combattimento ed alle artiglierie impiegati. L’approssimazione dei due sistemi di calcolo è naturalmente diversa.
Il sistema basato sull´entità del personale è abbastanza semplice e consente di calcolare il fabbisogno di una forza di X uomini, mediante la quantificazione delle esigenze di viveri, acqua, carburanti, munizioni e materiale vario per poter operare durante una giornata di combattimento. Sulla base di dati statistici mutuati dalle esperienze americane nella seconda guerra mondiale ed in Corea si stima che per ogni singolo combattente siano necessari:
Materiale | Kg/Persona |
Viveri | 3 |
Acqua potabile | 10 |
Materiali essenziali | 1.5 |
Ricambistica | 11 |
Carburanti | 25 |
Materiali del genio | 4 |
Munizioni | 15 |
Con questi valori di massima è possibile valutare in prima approssimazione l’esigenza ottimale di una forza combattente di X uomini per lo svolgimento di una operazione in un teatro di guerra.
Ad esempio, le forze italo-tedesche durante l’Operazione CRUSADER (Fig.5) nel novembre del 1941 ammontavano a 170.000 uomini e disponevano di circa 600 mezzi corazzati, 14.000 automezzi e 2000 pezzi di artiglieria.
In linea teorica le unità combattenti avrebbero dovuto disporre di circa 500 t di viveri, 1,7 milioni di litri di acqua, 1500 t di ricambi, 4.000 metri cubi di carburanti e 2500 t di munizioni per una quantità complessiva di ben 11.000 tonnellate di materiali al giorno.
In realtà, in Africa Settentrionale pervennero durante tutto il 1941 circa 550.000 tonnellate di materiali ed il dato fa comprendere chiaramente come le operazioni furono pesantemente condizionate dalla disponibilità logistica.