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Autore/i: BeatoAngelico
Pubblicato il: 28-12-2004
Ultimo agg.: 28-12-2004

Quello che rimane: commercio, diplomazia, politica interna.

Paragrafo relativamente veloce per illustrare altre tre aspetti importanti, anche se non primari, di questo enorme titolo: la sempre presente diplomazia, la nuova gestione della politica interna ed infine il commercio.La diplomazia è da sempre uno dei fiori all'occhiello degli strategici targati Paradox e, anche in un titolo come Hearts of Iron 2 decisamente più orientato alla guerra che non ai sottili giochi diplomatici, non viene affatto trascurata. Il cuore sistema diplomatico è sempre la contrapposizione tra le 3 grandi ideologie del tempo e le corrispettive grandi alleanze (Asse, Alleati e Comintern), che polarizzano lo scontro anche nella politica interna delle varie nazioni. Nonostante la contrapposizione tra comunismo, fascismo e democrazia rimanga centrale, ora è possibile anche creare alleanze più piccole e ristrette, magari limitati ad una specifica area geografica, che amplia le possibilità offerte alle nazioni minori. La azioni diplomatiche disponibili rimangono quasi le stesse, a parte il nuovo patto di non aggressione e la possibilità di scambiare i "blueprints", ovvero i progetti cartacei delle tecnologie che però non consentono la scoperta immediata della tecnologia, ma soltanto una importante accelerazione della ricerca della stessa, una scelta che elimina la possibilità, abusata in HoI, di fornire ai propri alleati tutte le proprie scoperte; è però scomparso il concetto di "Influenza Diplomatica" di HoI (che veniva fornita ogni mese in maggior quantità alle grandi potenze rispetto agli altri paesi, e che poteva venir guadagnata attraverso grandi successi come l'annessione di una nazione nemica) che regolava la possibilità di intervenire attivamente in politica estera, sostituto con il "vil denaro": le azioni diplomatiche prosciugheranno i preziosissimi fondi monetari della nazione (saranno forse tutte quelle cene tra i diplomatici?), in proporzione all'importanza dell'azione stessa.

La politica interna è una delle novità che, personalmente, attendo di più di vedere in azione nel gioco completo; nella mega schermata dedicata alla diplomazia appaiono infatti una serie di simpatici "slider" che mi ricordano i bei tempi di Europa Universalis 2: si potrà scegliere se portare il proprio Paese verso una moderna democrazia di stampo socialdemocratico o verso il più oppressivo dei regimi autoritari, se favorire il libero mercato oppure un governo centrale più forte, se essere fautori dell'appeasement o della più intransigente fermezza: la posizione di ogni slider influenzerà diversi aspetti del gioco, nella più pura tradizione Paradox, in cui modificare anche un piccolo fattore può portare a stravolgimenti dell'intera partita. Ovviamente però trasformare l'Unione Sovietica in uno stato liberale non è materia di riforme, ma al massimo di rivoluzioni: infatti non si potrà modificare la posizione degli slider liberamente, ma si potranno fare solo modifiche graduali, intervallate da un certo periodo di tempo. Esattamente come in EU2, gli slider però potranno essere modificati anche fortemente attraverso degli eventi: nei paesi democratici, per esempio, ci saranno regolarmente le elezioni, in cui il giocatore potrà scegliere il vincitore.
Non bisogna dimenticare, infine, che, come nell'originale HoI, si avrà a disposizione l'intera lista dei ministri del nostro governo, con i loro pregi e le loro mancanze, e che, se il popolo sarà scontento per la mancanza di beni di consumo o per altri motivi, la rivoluzione ed i colpi di stato saranno sempre dietro l'angolo.

Infine il nuovo (che strano eh?) sistema di commercio. Abolito (per fortuna) l'astratto e macchinoso sistema del "world market" di HoI, ora le contrattazione commerciali sono bilaterali: a destra nella schermata della diplomazia vi è un elenco di tutte le nazioni presenti sul globo, e di fianco ad ognuna di essa vi sono le icone delle risorse in eccesso prodotte dal quello Stato, ovvero le risorse che quella nazione può commerciare in cambio di altre risorse, di denaro, di rifornimenti militari, di tecnologie (o meglio dei "blueprints" di cui ho scritto poco fa) o di intere provincie. Gli accordi, come detto, sono bilaterali, gestiti in una schermata simile a quella di Victoria: si chiede ciò che si vuole dall'altra nazione e, in cambio, si offre ciò che si vuole, mentre in basso viene visualizzata la percentuale di successo del trattato. Il sistema appare molto agile e funzionale, e aggiunge nuova profondità alla politica estera.

Lo scenario di battaglia dedicata all'offensiva delle Ardenne

Le modalità di gioco, ovvero gli scenari.
Un'ultima occhiata la meritano gli scenari, ovvero le "posizioni di partenza" che tutti gli appassionati dei titoli Paradox conoscono. In HoI 2, visto il timeframe relativamente ridotto (dal 1 Gennaio 1936 al 31 Dicembre 1947) gli scenari principali sono gli stessi già visti nel predecessore: la classica "Grand Campaign" (dal 1936 in poi), "Blitzkrieg" (l'invasione tedesca alla Polonia del settembre '39), "Awaken the Giant" (l'attacco a sorpresa di Pearl Harbour e l'entrata in guerra degli USA nel dicembre '41) e "Götterdämmerung" (la sbarco in Normandia del giugno 1944).
Nessuna novità, allora? Al contrario: insieme ai classici scenari "globali" saranno infatti presenti 15 cosiddetti "Battle Scenarios" del tutto simili a quello che è stato incluso nel demo. Si tratta di scenari ridotti in tutti gli aspetti, incentrati su un'operazione militare specifica ( si va infatti dall'invasione della Polonia all'offensiva delle Ardenne, all'operazione Desert Fox in NordAfrica alla Guerra d'Inverno tra Finlandia e URSS, e molte altre ancora); questi mini scenari, concentrati totalmente sul combattimento, possono, grazie anche alla mappa di dimensioni ridotte e alla limitata estensione temporale, essere terminati in poche ore. Una vera manna per chi non se la sente di intraprendere una complessa campagna globale. Saranno perfino presenti tre scenari del tipo "What if...", in altre parole pura Storia alternativa: una guerra anticipata nel 1938 fra Germania e Cecoslovacchia, l'invasione congiunta da parte di USA e URSS del Giappone e perfino una completamente inventata "Platinean War" tra Brasile e Argentina.
Ultimo ma non ultimo, il multiplayer. Nonostante la serie rimanga decisamente orientata al singleplayer, anche la modalità multigiocatore ha i suoi miglioramenti, sintetizzabili in una parola: cooperazione. Ebbene sì, è stato introdotto il multiplayer cooperativo, che permette alla bellezza di 10 giocatori di controllare la stessa nazione, mentre il limite massimo di giocatori per una partita è stato fissato a 32: questo, unito alla presenza dei Battle Scenarios, particolarmente adatti alle partite veloci e frenetiche, dovrebbe garantire parecchio divertimento agli appassionati.

Rommel si prepara per attaccare gli inglesi nello scenario a lui dedicato

Qualche considerazione finale.
Siamo arrivati in fondo, ci avreste mai creduto? Cerchiamo di tirare le somme di quanto scritto finora; ovvero: in che direzione si è mossa la Paradox per questo atteso seguito?
L' intento degli sviluppatori svedesi sembra chiaro: rendere più accessibile il gioco ai neofiti, semplificando alcuni aspetti (come la ricerca tecnologia) e cercando di limitare il più possibile il micromanagement, grazie anche ad un'interfaccia complatamente rinnovata e più amichevole; ma dall'altro lato aumentare il tasso di realismo e di completezza, grazie a diverse scelte di design che ampliano non poco sia la difficoltà di condurre efficacemente una grande guerra, sia le differenze tra le grandi potenze e le nazioni minori, che poco possono fare se non allinearsi alla nazioni più potenti.
Quando ci si pone questo obiettivo si punta decisamente al capolavoro, perchè solo i grandi giochi riescono a farsi apprezzare su più livelli, facendo credere semplice ed immediato ciò che non lo è. Hearts of Iron 2 è, allo stesso tempo, un wargame, e moltissimi apprezzeranno la possibilità di rivivere alcune fra le più importanti operazioni della Seconda Guerra Mondiale da un punto di vista esclusivamente militare, grazie agli scenari di battaglia; uno strategico di mamma Paradox, anzi, è con tutta probabilità il punto più alto toccato dai game designer di Stoccolma, con tutta la completezza, la complessità ed il respiro globale che gli strategici Paradox hanno da sempre; un gioco che potrà attirare anche i meno esperti, grazie alla sua semplicità concettuale, alla forte limitazione del micromanagement (a mio parere uno dei tratti più distintivi dei titoli targati Paradox ), all'indubbio fascino di una simulazione globale del più grande conflitto del XX Secolo. Certo, non si tratterà di un titolo che si possa padroneggiare in poche ore, ma questo era prevedibile.
Speriamo però che la Paradox rinunci a qualche altra sua caratteristica tipica: in altre parole, che il manuale non sia un inutile opuscoletto di poche decine di pagine, ma uno strumento veramente utile non solo per le prime ore di gioco; che ci siano dei tutorial (misteriosamente scomparsi in Victoria), che non si debbano aspettare due o tre patch per rendere il gioco stabile e bilanciato, ma che si abbia un titolo pienamente funzionante da subito... Speranze vane? Sul manuale ed i tutorial sembra che le notizie siano buone, ma sul versante "bug e bilanciamento" rimangono i miei interrogativi.
L'unica cosa certa è che se il balzo in avanti di HoI 2 rispetto ad HoI sarà anche solo pari a quello che ci fu tra Europa Universalis ed il suo seguito, gli appassionati di strategici e Seconda Guerra Mondiale avranno trovato il loro gioco... Io ho già preparato i 50 euro, e penso di non essere il solo.

Ambientazione:
Seconda Guerra Mondiale
Genere:
Strategico in tempo reale
Multiplayer:
fino a 32 giocatori via LAN in modalità cooperativa/competitiva
Data Rilascio:
4 gennaio 2005
Sviluppatore:
Publisher:
Sito ufficiale:
Ultima/e Patch:
Altri Files:
    Requisiti Hardware
     
    Minimi
    Consigliati
    CPU:
    800Mhz
    RAM:
    128Mb
    VIDEO:
    Scheda video da 4Mb
    NOTE:
    Hard disk da 1.0Gb




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