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Ascesa della Russia

Autore/i: poli
Pubblicato il: 26-10-2003
Ultimo agg.: 26-10-2003

18. Il risanamento dà i suoi frutti.

Nell'anno successivo Polonia e Inghilterra fanno pace: il trattato prevede un risarcimento di 250 ducati alla Polonia, ma l'Inghilterra trova il modo di pagarne solo la metà. Nel frattempo Felipe I di Spagna viene eletto Imperatore, ma sono cose che non mi riguardano: questo o un altro, tanto ci vogliono tutti morti.

Ma in dicembre, finalmente, la mia politica di risanamento comincia ad avere successo: la colonia di Arkhangelsk è cresciuta di popolazione, e adesso posso mandarci dei funzionari. Abbiamo una provincia in più, la prima acquisita senza spargere sangue.

Il 1 marzo 1517 lo Zar trova il modo di ricompensarmi, nominandomi Duca. Per una volta, bando alla falsa modestia: me lo sono meritato davvero. Il pericolo della guerra si è allontanato, e il nostro Paese sembra sulla via del risanamento.

Alla frontiera con la Persia vedo affacciarsi eserciti mamelucchi e veneziani: dev'esserci burrasca da quelle parti, spero che si ammazzino fra loro il più a lungo possibile. Quanto a me, rassicurata la Polonia, ho deciso che il prossimo obbiettivo sarà la Francia.

Nella primavera del '18 anche i nostri possedimenti in Far Karelia possono ormai essere inquadrati come provincia a sé. E in estate, la Moldavia ci sorprende con la richiesta di combinare un matrimonio tra le rispettive famiglie regnanti: è il primo, debole segno di un riacquistato prestigio internazionale. I festeggiamenti per le nozze durano due settimane.

L'anno successivo, il nuovo Imperatore spagnolo Carlos I sollecita una risoluzione delle controversie territoriali sorte in merito ai possedimenti nel nuovo mondo. Che invidia: quelli si disputano il possesso delle miniere d'oro d'oltreoceano, e noi siamo ancora qui a sperare nel raccolto delle patate. Avrei dovuto nascere spagnolo, mi sa.

Per darci anche noi qualche aria di esploratori, mando un pugno di mercanti a stabilire un avamposto in Karagada, una vasta boscaglia a est del Sibir; pare che ci siano gli orsi, spero solo che non si mangino tutti i miei uomini.

19. Il rinnovo dei trattati.

Nel '21 i miei investimenti in politica economica cominciano a dare dei frutti: ormai i miei mercanti sono in grado di imporre condizioni di monopolio alle altre nazioni. Gli anni successivi saranno teatro di battaglie a colpi di concorrenza e libero mercato. Mi costeranno quasi quanto una guerra alla Crimea, ma almeno forse renderanno un po' di denaro.

Tra l'altro noto che l'inflazione è ormai al 6%. Comincio a finanziare studi sul miglioramento della pubblica amministrazione, e sui meccanismi economici che regolano i prezzi.

L'anno successivo è cruciale: in Febbraio il nostro trattato di alleanza scade, ed è la prima vera prova della nostra credibilità all'estero. E' da tre anni che mi preparo: se Boemia e Moldavia non rinnovano il trattato, torniamo al punto di nove anni fa. Mi reco in Moldavia, pronto al peggio: ma scopro che mi sbaglio, in fondo sono brava gente. Mi congratulo con loro per aver riparato in tempi così rapidi alle devastazioni che i Polacchi hanno fatto nell'ultima guerra; mi basta rievocare quei tempi, e già mi chiedono dove sono le carte da firmare.

In Boemia però ci vuole andare ad ogni costo Vassili III. E così al mio ritorno dalla Moldavia trovo sulla scrivania il solito bicchierino consolatorio colmo fino all'orlo, e un appunto del mio segretario: pare che lo Zar si sia ubriacato durante il banchetto dato in suo onore, e abbia vomitato senza ritegno sul manto di ermellino. Tracanno il bicchierino d'un fiato, e ordino che mi si prepari la carrozza: i bagagli non sono ancora disfatti. Devo fermarmi in Boemia per quattro mesi, ma alla fine anche loro firmano lungo la linea tratteggiata. A dicembre ci offrono di celebrare un matrimonio dinastico: basta che non sia un parente stretto dello Zar, precisano. Garantisco personalmente.

Eppure, nonostante le spese straordinarie per il rinnovo del trattato, le economie degli ultimi cinque anni mi permettono di finanziare la costruzione di una raffineria nella ex Curlandia: la inaugura personalmente lo Zar nel gennaio del '23, ed è forse il momento più felice del suo regno. Non ha mai visto tanta vodka tutta assieme. Comunque la scelta della regione è stata dettata anche dall'esigenza di mandare alla maggioranza cattolica del luogo un chiaro segnale politico. La Russia cura il benessere di tutti i suoi figli, qualunque fede scelgano di professare. Di questi tempi, mandare segnali di tolleranza religiosa è sempre più importante.

20. Anni tranquilli.

Nell'aprile del '25 anche il nostro possedimento più a nord, nella penisola di Kola, è ormai una città. L'anno dopo la mia carriera politica fa un gigantesco passo in avanti, quando convinco lo Zar a nominarmi Reggente. In pratica vuol dire che il governo del Paese ormai passa tutto per il mio ufficio.

Nel '28 riesco finalmente a catturare anche la Georgia nella rete della nostra diplomazia, dopo alcuni anni di intense trattative: un ennesimo matrimonio tra famiglie nobili corona una strategia che Glinski ed io avevamo elaborato fin dalla guerra di Persia.

Due anni dopo inauguriamo una raffineria anche a Novgorod; pur senza poter disporre di colonie nel nuovo mondo, siamo definitivamente una delle potenze economiche d'Europa.

Ormai sono completamente calato nel mio ruolo di efficiente amministratore dello Stato; gli anni scivolano via tutti uguali, senza scosse. Sono passati i tempi delle dichiarazioni di guerra, delle decisioni fulminee, dei rovesci improvvisi. Glinski non fa più mistero di volersene andare in pensione, e francamente la sua presenza è diventata quasi anacronistica nel consiglio. Nel '32 mi sorprendo a pensare che sono passati già vent'anni dalla vittoria della "grande guerra", come cominciano a chiamarla le nuove generazioni. Il trattato di alleanza è di nuovo in scadenza, ma questa volta il rinnovo è una pura formalità. Né la Boemia né la Moldavia si sognerebbero di abbandonarci, ormai. Attendo che anche la Georgia sia libera dai vincoli che attualmente la legano alla Turchia, per invitarla a unirsi a un alleato più naturale.

21. Il mio sogno di cinquant'anni fa.

Nel '33 Vassili III passa a miglior vita, e non riesco a provare nessun cordoglio. Il suo successore è Boyard, oscuro marchese di dubbie origini, e ancor più dubbie capacità di statista: sale al potere grazie alla solita congiura di palazzo finita nel sangue. Ormai ho imparato a estraniarmi da questi piccoli intrighi: il vero potere è nelle mie mani da così tanto tempo che chiunque sia l'inquilino del Cremlino, non può danneggiarmi. Nel '35 muore anche Glinski, e questa volta ne sono sinceramente addolorato: il vincitore della Crimea e della Persia ha vissuto gli ultimi vent'anni nel rispetto generale che si deve a un eroe nazionale; ma so bene che avrebbe desiderato legare il suo nome a qualche conquista più sostanziosa dell'Azerbadzjan. Forse ho sprecato il suo talento, ma è nato nell'epoca sbagliata.

Nel gennaio del '40 invito a Mosca una decina di intellettuali da tutta Europa. Sua maestà lo Zar di tutte le Russie, che a malapena riesce a siglare i documenti ufficiali che gli metto sotto il naso, non riesce a credere che abbia potuto spendere una quantità così spaventosa di denaro per una ragione del genere. Ma ecco, l'Accademia di Mosca è fondata, e in tutta Europa si contano sulle dita di una mano le istituzioni culturali di questo livello. Mosca, nuovo faro di civiltà e di cultura: se me lo avessero detto trent'anni fa, mi sarei messo a ridere.

Nella primavera del '42 la nostra alleanza scade di nuovo, e questa volta la Boemia non la rinnova. I nostri rapporti restano più che cordiali, ma due anni prima hanno scelto di passare dalla parte dei protestanti, e adesso hanno bisogno di ritagliarsi un nuovo ruolo nell'Europa che cambia. Dopo pochi mesi, come prevedevo, finiscono nell'orbita della Polonia, che da anni li stava corteggiando nella speranza di rompere l'accerchiamento che le ho costruito intorno.

A Varsavia hanno capito che la Francia è un padrone troppo pericoloso da servire, e così scelgono di ripiegare su una più realistica alleanza regionale con Boemia, Turingia e Ungheria. Basta guardare la carta geografica per capire che è un'alleanza in funzione esclusivamente anti-Russa: ma di questa unione potrebbe beneficiare solo la Polonia, in caso di guerra... e inoltre Boemia e Ungheria hanno già buoni rapporti con noi. Facile previsione: ecco un'alleanza che non durerà.

Come risposta, piazzo un colpo da maestro, accordandomi con la Georgia. Le corti di mezza Europa si rodono dall'invidia: è un'alleanza che mi consente in pratica di avere uno sbocco sul Mar Nero, dopo quello sul Baltico. Il mio sogno di cinquant'anni fa è diventato realtà.

Ambientazione:
Età Moderna
Genere:
Strategico in tempo reale
Multiplayer:
2 giocatori in TCP/IP, modalità competitiva
Data Rilascio:
2 febbraio 2001
Publisher:
Sito ufficiale:
Ultima/e Patch:
  • V 1.10
    Dovete andare agli upload del 8 ottobre lì ci sono le versioni plurilingue
Altri Files:
    Requisiti Hardware
     
    Minimi
    Consigliati
    CPU:
    200Mhz
    RAM:
    64MB
    VIDEO:
    2MB
    NOTE:
    Hard disk 180MB




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