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Ascesa della Russia

Autore/i: poli
Pubblicato il: 26-10-2003
Ultimo agg.: 26-10-2003

8. Il peggio deve ancora arrivare.

Il 1 settembre lo Zar decide di fare ammenda, e mi promuove Conte, sul campo. In pratica dovrebbe significare che ho qualche diritto in più sulle terre che già possiedo. Non potrei essere meno interessato: sono ancora in Sibir a cercare il modo di concludere al più presto questo pasticcio, la cerimonia a Mosca dovrà aspettare.

Ma l'11 gennaio 1505 Ivan III muore. Forse avrei dovuto staccarmi dal Sibir, e andare a riappacificarmi con lui, dopo tutto. Troppo tardi: sono lontano da Mosca, e uno dei comandanti della guerra nel Baltico riesce ad approfittarne per prendere il potere, con il nome di Vassili III. La mia fama è troppo alta perché possa pensare di destituirmi dal comando, ma il problema è un altro: Ivan III non mi era simpatico, ma almeno era in gamba; Vassili III è un incompetente. Proprio quello che ci voleva.

Il pasticcio in Sibir, intanto, non si conclude tanto presto: comincio a rimpiangere di aver voluto portare le cose fino in fondo. Mi tocca passare un altro inverno di guerra, ormai sono due anni e mezzo che questa storia va avanti.

E il 15 febbraio 1506, mentre la guerra al sud ancora non accenna ad esaurirsi, la Polonia fa la sua mossa, e mi dichiara guerra.

Pochi giorni dopo, la Crimea mi dichiara guerra.

Il 1 aprile, la Svezia mi dichiara guerra.

9. Guerra su quattro fronti.

E' un incubo. Mi precipito a Mosca, dove trovo le facce pallide dei ministri e del nuovo Zar ad aspettarmi nell'aula del consiglio: i miei anni passati al sud mi hanno donato un po' di abbronzatura, ma non basta a mascherare il mio panico. Sto seriamente pensando a una resa senza condizioni. Ma nessuno pensa più a criticare le mie istruzioni, per il momento: almeno questo è un vantaggio.

Dunque: la minaccia più grave è la Polonia al centro; seguono la Svezia, la Crimea e il Sibir. Dobbiamo arruolare un'armata a Mosca, e altre due lungo il confine, al più presto, finché non si vede ancora segno di attività da parte loro. La Svezia è un enigma, non conosco le sue potenzialità: dovrebbe essere in condizione di vassallaggio con la mia alleata Danimarca, ma a quanto pare ciò non li trattiene dall'attaccarmi. Tiriamo su un esercito anche nel Baltico, e stiamo ad aspettare: non potremmo comunque difendere tutta la linea di confine.

Naturalmente questi sforzi al centro e al nord non ci lasciano soldi per tamponare le falle al sud. La Crimea sarà libera di avanzare, almeno in un primo tempo: è la strategia che ho usato a suo tempo con il Sibir, i risultati non sono stati granché, ma non ho una carta migliore da giocare. Quanto al Sibir, il mio esercito laggiù è ridotto all'osso dopo l'inverno, e non ho un soldo per rinforzarlo; ma il nemico non offre più resistenza. Potrei costringerli alla pace, e reimpiegare gli uomini al sud, ma non servirebbe comunque contro la Crimea. Pertanto andranno avanti così, senza ricevere rinforzi: ci vorrà un altro anno, ma non abbiamo fretta, almeno lì.

L'estate 1506 procede nel caos: dei nostri alleati, l'Ungheria ha pensato di defilarsi al momento opportuno, come se le cose non potessero andar peggio. Del resto, non posso biasimarli. In Sibir la situazione non cambia; la Crimea ci invade, ma ancora nessun segno di Polonia e Svezia.

Che cosa aspettano a darci il colpo di grazia?

Eppure, man mano che l'estate cede il passo all'autunno, alcuni misteri cominciano a chiarirsi. Almeno parte dell'ondata di odio nei nostri confronti è solo una scusa per regolare questioni di politica locale: la Svezia vuole liberarsi dal vassallaggio, e non si sono fatti vedere dalle mie parti perché sono troppo impegnati a cacciare dalla loro penisola dagli odiati Danesi. La Polonia, dal canto suo, al momento preferisce sfogarsi con la Boemia e con la povera Moldavia, che ha una sola provincia e sembra un boccone facile. Non mi sento molto sollevato: se i nostri alleati soccombono è comunque una tragedia per noi, nel lungo periodo.

Nell'immediato, tuttavia, ne posso approfittare: finché i nostri amici tengono duro, la nostra situazione non precipiterà. E' un calcolo cinico, ma sono un po' a corto di strategie geniali.

10. Due a zero per i buoni.

Verso la fine dell'inverno soffoco le ultime resistenze in Sibir, e il 3 febbraio 1507 lo Zar firma il primo trattato di pace del suo regno. Questo risolve un problema. Adesso restano soltanto la Svezia, la Polonia e la Crimea da liquidare: robetta, insomma.

Nella primavera, la situazione più preoccupante diventa quella polacca: dalle mie parti non si sono ancora fatti vedere, ma la povera Boemia è ormai allo stremo, con i Polacchi in casa, e senza più nemmeno un vigile urbano da opporre. Le lettere che mi arrivano da quelle parti sono ormai disperate richieste d'aiuto. Sto per decidere di invadere la Polonia con le mie armate di centro, per alleggerire la pressione sulla Boemia, quando un piccolo colpo di fortuna mi permette una soluzione più elegante.

La Francia sceglie il momento più opportuno per dichiarare guerra all'Inghilterra e alla sua mezza dozzina di satelliti: a Varsavia si mangiano le mani, ma devono unirsi all'ennesima follia dei Francesi. Lascio trascorrere una settimana, e convoco l'ambasciatore polacco. Lo informo cordialmente che la guerra in Sibir è finita, che in Crimea è solo più questione di tempo, che ho guarda caso tre armate ferme sul confine da parecchi mesi, e non saprei proprio come utilizzarle... poverino, adesso mi sembra palliduccio, gli offro una vodka, gli chiedo come procedono i preparativi per la grande spedizione punitiva contro l'Inghilterra, gli faccio i miei migliori auguri... Insomma, due giorni dopo il trattato di pace è bell'e firmato. I Polacchi si impegnano a ripristinare lo status quo, e così la Boemia è salva. E' il 24 maggio 1507: due a zero per i buoni.

11. Il turno della Crimea.

Lasciando Svedesi e Danesi alle loro faccende ancora per un po', a questo punto posso concentrarmi sulla Crimea. Quando mi trasferisco al fronte per seguire l'andamento della guerra più da vicino, resto piacevolmente sorpreso. Il nemico ci ha preso due province, ma la sua avanzata si è ormai esaurita, grazie all'intervento provvidenziale di un fortissimo corpo di spedizione boemo: sono dei veri diavoli, non solo ci hanno aiutato a ricacciarli indietro, ma si sono ritagliati pure il tempo per espugnare l'Azov. Poveri Boemi, mentre in patria i Polacchi stavano per schiacciarli, loro hanno messo su un esercito per venire in soccorso a me: quando dico loro che ho arrangiato una pace con la Polonia apposta per salvarli, mi ringraziano con le lacrime agli occhi. Ma sono io a essere in debito.

Le sorti della guerra sono più che mai aperte, e decido che è giusto ora di dare uno scossone all'ambiente. Ordino alle mie armate di centro, adesso libere da incombenze, di spostarsi sul fronte sud, e per buona misura procedo con nuovi arruolamenti. Senza preoccuparmi di liberare le mie province, ordino un'invasione in grande stile, puntando dritto sulla capitale nemica.

Le operazioni in Crimea mi prendono tutto il resto dell'anno. Quando arriva l'inverno, però, all'improvviso la situazione precipita al nord. I Danesi proprio non ce la fanno a contenere la Svezia, e devono cedere di schianto Skane. Se i miei alleati firmano la pace adesso, potrebbero non riaversi mai più dal colpo. Senza contare che la Svezia sarebbe libera di rivolgere le sue attenzioni a me. Dico ai Danesi di tener duro, e do la sveglia alla mia armata sul posto, di stanza a Ingermanland. E' il loro turno: ho bisogno di un'incursione in grande stile, voglio una o due province come merce di scambio per costringere la Svezia a restituire il maltolto ai Danesi.

Nonostante il periodo invernale, la campagna sembra procedere spedita. Gli Svedesi sono colti di sorpresa, evidentemente sono a corto di soldi anche loro. Senza incontrare in pratica nessuna resistenza, il mio esercito si accomoda sotto le mura di quattro città scelte un po' a caso, e comincia a bussare con una certa insistenza.

Ambientazione:
Età Moderna
Genere:
Strategico in tempo reale
Multiplayer:
2 giocatori in TCP/IP, modalità competitiva
Data Rilascio:
2 febbraio 2001
Publisher:
Sito ufficiale:
Ultima/e Patch:
  • V 1.10
    Dovete andare agli upload del 8 ottobre lì ci sono le versioni plurilingue
Altri Files:
    Requisiti Hardware
     
    Minimi
    Consigliati
    CPU:
    200Mhz
    RAM:
    64MB
    VIDEO:
    2MB
    NOTE:
    Hard disk 180MB




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