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Ascesa della Russia

Autore/i: poli
Pubblicato il: 26-10-2003
Ultimo agg.: 26-10-2003

4. L'ultimo ruggito del vecchio leone.

Questa volta non lascio il vecchio soldato a godersi le sue parate di vittoria a lungo: lo convoco nel mio ufficio una settimana dopo la caduta di Samara, e gli comunico senza mezzi termini che la prossima primavera si ricomincia. Lo rispedisco al campo senza neanche offrirgli da bere. Il fatto è che di colpo ho una fretta dannata: finché la Polonia è occupata a far passeggiare i suoi eserciti per mezza Europa al guinzaglio della Francia, abbiamo il tempo per le nostre guerricciole private senza interferenze. Ma siamo come i topi che non sanno quando tornerà a casa il gatto.

La dichiarazione di guerra all'Astrakan viene consegnata il 1 luglio '99, con quattro mesi di ritardo sulla tabella di marcia: ma ne valeva la pena, perché 30 cannoni nuovi fiammanti fanno mostra di sé nelle nostre colonne in marcia. Spero solo che il vecchio ubriacone abbia seguito il corso di aggiornamento, e adesso sappia usarli.

Ma per una volta devo ricredermi: Striga-Oboleski assale come un fulmine una città dopo l'altra, disperdendo gli eserciti nemici come il vento la sabbia. E' un genio e un temerario, non l'ho mai visto così deciso.

Il 17 marzo 1500 capisco di colpo il motivo della fretta del generale: Striga-Oboleski muore nella sua tenda da campo, in mezzo ai suoi uomini come è sempre vissuto. Stava male da tempo, e sapeva che la fine si stava avvicinando: per questo voleva concludere la campagna così in fretta. Nessuno di noi, in questi mesi, si è mai accorto della sua malattia: il vecchio soldato voleva morire in piedi.

La notizia della sua morte mi lascia senza parole: l'ho trattato male più di una volta, in passato, ma ho sempre saputo che era il più grande generale della nostra storia recente. E, infine, nutrivo rispetto per lui. La conquista dell'Astrakan è solo più questione di qualche mese: il 23 ottobre lo Zar firma il trattato di pace, senza esultanza. Striga-Oboleski non può assistere alla trionfale conclusione del suo capolavoro militare. L'ultima medaglia per il vecchio leone verrà conservata per sempre nel suo mausoleo.

5. La decisione sbagliata.

"Otto anni fa la Russia era poco più che un'ipotesi sulla carta geografica. Oggi è una realtà. Abbiamo unificato 21 province e 3 colonie di fede ortodossa (applausi). Nell'ultimo anno abbiamo incassato 437 ducati, mantenendo l'inflazione al 2%. Il buon andamento dell'economia e il basso costo del reclutamento ci hanno permesso di sostenere otto anni di guerra senza risentirne troppo. Intorno a noi, l'Europa è in fiamme: mentre parliamo, sei grandi guerre sono in corso. La Spagna combatte la Turchia, ma è la Francia con i suoi alleati a sostenere lo sforzo maggiore, essendo coinvolta in ben tre di queste guerre, su separati fronti: una contro l'Inghilterra e alleati, una contro il Portogallo e alleati, e una contro il Regno di Napoli. Come sapete, la Polonia è alleata della Francia, e onorare i patti le deve costare molto, al momento (risatine sommesse): quindi, non corriamo seri pericoli nell'immediato (applausi). Eppure, oggi noi siamo una delle potenze europee, signori. Non illudetevi, d'ora in poi ogni nostro atto avrà ripercussioni in tutto il continente (alcuni mormorii di dissenso). Rifletteteci bene, prima di prendere una decisione!"

Ovviamente hanno finito per prendere la decisione sbagliata. Me lo sentivo, ma non posso farci niente: il mio potere politico è drammaticamente in declino. Scomparso Striga-Oboleski, ogni nobilotto che spunta fuori dalla steppa si atteggia a signore della guerra, e vuole dire la sua in consiglio. Quanto allo Zar, Ivan III ha cavalcato questa storia delle tre annessioni, e adesso tutti gli attribuiscono il merito: nessuno mette più in discussione la sua autorità, e così io gli sono sempre meno necessario.
L'argomento del giorno in consiglio è: e adesso, che cosa ci prendiamo? Stupidi incauti. Tutti ricordano le mie parole di otto anni fa (anche se ciascuno sostiene di averle pronunciate lui): un porto nel Baltico, oppure nel Mar Nero. Sarebbe ora di passare alla 'fase due': ma in che direzione espanderci? Abbiamo tre possibilità. A est c'è il Sibir: una nazione di cui sappiamo poco, tranne che è la porta della sterminata steppa asiatica, al di là della quale ricchezze oltre ogni immaginazione potrebbero attenderci. Ma il Sibir non ha porti, e quindi non stimola più di tanto il narcisismo dei giovanotti intorno al tavolo. A sud, la Crimea: grande, e più forte dei nemici che abbiamo battuto finora. Se lo annettiamo, avremo qualche porto nel Mar Nero. A nord c'è l'Ordine Teutonico: non sembra possibile annetterlo, perché una parte del suo territorio è divisa dalla Curlandia (a meno di non dichiarare guerra anche a lei). Comunque, possiamo conquistare almeno tre province, che ci darebbero l'accesso al Mar Baltico.

Il mio voto va al Sibir: a dire il vero, preferirei votare per dieci anni di pace e di buone relazioni diplomatiche, ma capisco che non è giornata per certe proposte. Il Sibir dovrebbe essere la scelta più sicura; in alternativa, direi la Crimea. E invece, ecco fatta la frittata: la maggioranza vota per il nord, e lo Zar approva. Cerco di far notare che abbiamo stipulato un matrimonio reale con l'Ordine Teutonico, e non possiamo dichiaragli guerra alla leggera. Macché, niente da fare. Lascio l'aula del consiglio sbattendo la porta. Ve la siete cercata, non ditemi che non vi avevo avvertito.

Ambientazione:
Età Moderna
Genere:
Strategico in tempo reale
Multiplayer:
2 giocatori in TCP/IP, modalità competitiva
Data Rilascio:
2 febbraio 2001
Publisher:
Sito ufficiale:
Ultima/e Patch:
  • V 1.10
    Dovete andare agli upload del 8 ottobre lì ci sono le versioni plurilingue
Altri Files:
    Requisiti Hardware
     
    Minimi
    Consigliati
    CPU:
    200Mhz
    RAM:
    64MB
    VIDEO:
    2MB
    NOTE:
    Hard disk 180MB




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