"Déjà vu?" Queste sono le parole che mi vengono in mente dopo aver provato, cursoriamente, la demo di CMAK (Combat Mission Afrika Korps), la terza incarnazione della acclamata serie Combat Mission, della BFC.
In effetti il gioco sa di già visto per due motivi: gli eserciti che si affrontano nei due scenari presenti nella demo, sono già apparsi nel primo titolo (CMBO) anche se su un altro fronte, ed il motore del gioco è identico (salvo alcune piccole modifiche) a quello del precedente CMBB.
Quindi la demo, in buona sostanza, non presenta nulla di sostanzialmente nuovo, non ci sono eserciti o equipaggiamenti mai visti in precedenza nei titoli della stessa serie, né il gioco, in sé, presenta innovazioni sostanziali da segnare un passo in avanti nel realismo o nel motore grafico rispetto a quanto già visto.
Ciò premesso, bisogna subito considerare due fattori: la BFC è un'azienda statunitense il cui prodotto è rivolto, principalmente, ad un pubblico statunitense. Dopo il 'digiuno' sul fronte orientale, la BFC non ha potuto esimersi dal riproporre in qualche salsa lo US Army, quindi era più che ovvio che nella demo sarebbero (ri)apparsi i G.I. Per quanto riguarda il motore di gioco, la BFC stessa ha ammesso che non era loro intenzione spacciare il gioco in questione come un altro 'groundbreaking wargame'. Questo è anche mostrato dal prezzo ($35) che, unitamente alle spese di spedizione per l'Europa ($7), rendono possibile l'acquisto di CMAK a poco più di 35 Euro,almeno ai tassi attuali di cambio. Sicuramente non una cifra esagerata per un videogioco appena uscito.
Inutile negare che la grande incognita di CMAK sono proprio gli italiani. Coprendo il gioco il fronte Mediterraneo dal 1940 al 1945, è facile desumere come il ruolo degli italiani sia centrale nel gioco, più di quanto lo fossero nazionalità 'esotiche' quali i Francesi in CMBO o i Rumeni in CMBB. Ancora si sa poco su come e quanto gli italiani saranno presenti: sarà il realismo con cui sono rappresentati armi ed equipaggiamenti all'altezza delle nostre aspettative? Devo dire, in tutta sincerità, che al momento non ho elementi per pronunciarmi in un senso o nell'altro, dovrò attendere di vedere il prodotto finale. Ricordo ancora quello scenario di TOAW riproducente la campagna d'Italia nel 1943 in cui unità che si sono fatte massacrare dai tedeschi per difendere Roma sono state incluse come 'lealiste' nell'ordine di battaglia dell'Asse. La questione del riprodurre situazioni legate a vicende ancora psicologicamente vicine a noi, come la guerra di Liberazione, il ruolo delle truppe della RSI etc., sicuramente solleverà perplessità e forse anche polemiche qui in Italia, ma, prima di avanzare giudizi, ripeto che è necessario vedere la versione finale.
Passando ad una analisi più tecnica del prodotto, per quel che si vede dalla demo, si può affermare che si tratta di una versione tirata a lucido di CMBB. Questo commento non vuole essere sminuente, anche mantenendo lo stesso engine di CMBB, l'implementazione di nuove località geografiche e di nuovi teatri d'operazione non può che essere benvenuta dai fan della serie CM e di per sé basterebbe a conferire un'enorme variabilità e replayability al gioco. Certo, se non si ha interesse nelle simulazioni tattiche ambientate durante la seconda guerra mondiale, o si era rimasti freddi di fronte alle prime uscite di CM, è difficile che ci si strappi i capelli per CMAK, ma, presumbilmente, chi si è divertito con i precedenti CMBO e CMBB troverà in CMAK un interessante sequel. Ovviamente la condizione è sufficiente ma non necessaria. Per dare a Cesare quel che è di Cesare, aggiungo che quando dico che CMAK è una versione tirata a lucido di CMBB, intendo dire che è comunque qualcosa di più di CMBB con le truppe di CMBO. I suoni e gli oggetti 3D sono stati rivisti e migliorati: per fare un esempio le texture degli Sherman appaiono molto più dettagliate e realistiche di quelle di CMBO, le voci ed i suoni sono stati rifatti (ogni tanto si sente anche il ping del Garand quando espelle la clip vuota dopo aver sparato l'ottavo colpo... chi ha usato il fucile M1 sotto il militare sa di che cosa sto parlando). Ma i cambiamenti non sono solo di facciata: adesso il muoversi nella sabbia ad alta velocità o il cannoneggiare terreni aperti solleva... un polverone! Sono stati aggiunti anche carri con più cannoni (come l'M3) che il precedente engine non poteva gestire. I nuovi tipi di terreno (come i vigneti) non sono semplicemente decorativi, ma hanno un preciso impatto su movimento e copertura.