1. Questo sito utilizza i cookies. Continuando a navigare tra queste pagine acconsenti implicitamente all'uso dei cookies. Scopri di più.

Report turno 0 il mondo nel 1099

Discussione in 'Report' iniziata da TFT, 10 Gennaio 2014.

  1. TFT

    TFT

    Registrato:
    23 Agosto 2008
    Messaggi:
    3.336
    Località:
    lombardia
    Ratings:
    +360
    è un'epoca di enorme fermento:

    Nella penisola iberica il regno di Castiglia si unisce a Leòn e insieme riescono ad infliggere una serie di sconfitte al traballante dominio degli Almoravidi, che sono sempre più vicini al collasso e alla frammentazione. Si assiste ad un revival delle nazioni cristiane nel nord, culminata con la conquista di Valencia da parte del capitano di ventura leonese Rodrigo Diaz de Vivar. L'emiro almoravide Yusuf dispone però di un potenziale residuale enormemente consistente.

    Nelle isole britanniche i normanni consolidano le loro conquiste nella parte centrale, continuando anche ad amministrare i feudi in Francia. Molte nazioni celtiche rimangono indipendenti e più o meno pacifiche mentre molte isole sono ancora dominate dall'ex potenza della regione, la Norvegia.

    Quest'ultima affronte gli stessi problemi di Svezia e Danimarca nella cristianizzazione, riuscendo però a piegare il fato maggiormente al suo volere. Viceversa in Svezia la lotta fra le varie fazioni diventa violentissima e quando vincono i cristiani si ritrovano fra le mani poco più che un cumulo di macerie.

    Ad oriente, le nazioni Rus vedono l'asesca della repubblica mercantile di Novgorod, che diventa un ente commerciale di grossa portata annichilendo i suoi vicini. La stella di Kiev comincia a spegnersi, eclissata dal nascente potere della Polonia e dai raid dei cumani, che a loro volta spingono quel che resta dell'orda dei pecceneghi sempre più ad occidente.

    La Germania rimane una zona tranquilla con grosse entità feudali sul punto di esplodere per la sete di potere dei signorotti locali. Assistiamo all'ascesa della Svevia e della Sassonia, mentre il vuoto di potere in Franconia è colmato dall'arcivescovo di Wittemberg.

    L'Italia del nord, sempre più lasciata all'autogoverno, vede la nascita delle prime compagini comunali. Economicamente eccellenti, meritocratiche e molto incentrate sulla vita cittadina, i precursori dello "stile comunale" sono Milano, Genova, Lucca e Asti.
    La repubblica di Venezia aumenta la proprie ricchezze con il commercio negli stati crociati, eclissando la stella nascente di Ancona. Similmente fortunata Pisa, che sfrutta le sue risorse finanziarie per schiacciare i deboli e divisi giudicati sardi. Amalfi, invece, dopo un terremoto devastante e una sconfitta militare, riesce a stento a mantenere l'indipendenza dalla nascente superpotenza normanna.

    La Marca di Tuscia, con Matilde di Canossa, conosce uno splendore mai visto prima, tale da eclissare il potere imperiale.

    L'Ungheria si impone come uno dei regni maggiori dell'area, pur non riuscendo ancora a schiacciare l'indipendentismo croato. Più a sud, i romani si riprendono dalla grave crisi e gettano a mare i Normanni. Con l'aiuto dei crociati recuperano il grosso dei loro possedimenti e mettono in crisi il sultanato di Ar Rum e quello selgiuchide. Dopo la presa di Antiochia, però, l'intesa con i latini viene meno e questi creano regni indipendenti nel Levante che portano sull'orlo del collasso il sultanato di Siria e costringono i Fatimidi d'Egitto a trincerarsi a sud.
    Nel Caucaso, David IV riunisce i 4 regni georgiani e rigetta il vassallaggio ai Selgiuchidi
     

Condividi questa Pagina