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Le colpe di...

Discussione in 'Warfare Moderno' iniziata da GeorgePatton, 1 Marzo 2022.

  1. Basileus Romaion

    Basileus Romaion

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    Su questo non sono d'accordo, perché non fu così (anche se hanno fatto di tutto per farcelo dimenticare): l'intervento in Kossovo ai danni della Serbia avvenne senza l'avvallo del consiglio di sicurezza dell'ONU, fu una decisione unilaterale della NATO.

    Tutto iniziò infatti il 24 marzo 1999, quando la NATO dette via all'operazione "Allied Force", ovvero una serie continua di attacchi ad obiettivi nell'intera Repubblica federale di Jugoslavia. Le incursioni non solo attaccarono postazioni militari in Kossovo e basi militari in tutta la Jugoslavia, ma si colpirono sin da subito centri e infrastrutture logistiche e vie di comunicazione, anche e soprattutto di carattere civile (chi ricorda il treno di pendolari colpito con due missili?). I bombardamenti terminarono solo il 10 giugno, dopo la firma di un accordo tra i comandi NATO e la Jugoslavia che regolava il ritiro delle truppe iugoslave dal Kossovo (accettato dalla Jugoslavia già il 3, firmato ufficialmente solo il 9).

    Queste operazioni non erano state autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'unica decisione ONU in merito era stata la risoluzione n.1199/1998 (del 23 settembre 1998) ovvero:

    II Consiglio di sicurezza, seriamente preoccupato per i recenti intensi combattimenti nel Kosovo e per l'uso eccessivo e indiscriminato della forza da parte delle forze di sicurezza serbe e dell'esercito jugoslavo, che ha avuto come conseguenza un alto numero di vittime fra i civili e l'allontanamento di oltre 230.000 persone dalle loro case,
    1) chiede che tutti i fronti, i gruppi e i singoli individui cessino immediatamente le ostilità e mantengano la tregua nel Kosovo;
    2) chiede che le autorità della Repubblica federale jugoslava e la leadership albanese del Kosovo prendano provvedimenti per migliorare la situazione umanitaria;
    3) richiama le autorità della Repubblica federale jugoslava e la leadership albanese del Kosovo, affinché avviino immediatamente un dialogo che porti alla soluzione politica dei conflitti;
    4) richiede che la Repubblica federale jugoslava
    (a) disponga la cessazione di tutti gli interventi delle forze di sicurezza che colpiscano la popolazione civile e ne ordini il ritiro;
    (b) permetta l'effettivo e costante monitoraggio internazionale;
    (c) agevoli il rientro sicuro dei rifugiati e dei profughi nelle loro case e permetta il libero accesso alle organizzazioni umanitarie;
    5) Prende atto degli impegni del presidente della Repubblica federale jugoslava
    (a) a risolvere i problemi esistenti con mezzi politici;
    (b) a non effettuare azioni repressive contro la popolazione pacifica;
    (c) ad assicurare la piena libertà di movimento per i rappresentanti degli Stati esteri e delle istituzioni internazionali;
    (d) ad assicurare il pieno accesso alle organizzazioni umanitarie;
    (e) ad agevolare il ritorno dei rifugiati e dei profughi.
    6) Insiste affinché la leadership albanese del Kosovo condanni ogni azione terroristica.

    Tale deliberazione non autorizzava l'uso della forza contro la Jugoslavia da parte di nessuno, e faceva richieste sia al governo jugoslavo, sia ai separatisti albanesi.

    L'attacco ebbe ripercussioni anche nei rapporti con la Russia. La Russia, per quanto facesse pressioni sulla Jugoslavia per acccettare il piano "di pacificazione" proposto dalla NATO, aveva ripetutamente espresso la sua contrarietà ad imporlo con la forza. Il 24 marzo 1999, primo giorno di bombardamenti, il primo ministro russo, Evgenij Primakov, era in volo per gli USA per rinegoziare con l'FMI il debito estero russo (ex-sovietico) e per incontrare Clinton ed Al Gore per discutere di cooperazione tra i due paesi. Alla notizia del bombardamenti chiamò dall'aereo il vicepresidente americano Al Gore, implorandogli di sospendere gli attacchi aerei. Iniziò una fitta serie di telefonate e tre ore dopo, ancora in volo, Al Gore lo richiamò per dirgli senza parafrasare che gli attacchi erano inevitabili e che la Russia non aveva alcuna voce in capitolo.
    (Per la cronaca, Primakov non proseguì il viaggio, fece girare indietro il suo aereo sull'Atlantico e tornò a Mosca. Così finì l'era di cooperazione e di potenziale amicizia tra Russia e Stati Uniti che era iniziata dopo la guerra fredda. I russi non dimenticano l'episodio come testimonianza dell'unilateralismo americano e di non ascolto delle istanze altrui. Qui è come la raccontano gli americani: la CNN: http://edition.cnn.com/US/9903/23/u.s.kosovo.primakov.01/ il NewYorker https://www.newyorker.com/news/our-...vo-air-war-foreshadowed-the-crisis-in-ukraine ed il Washington Post: https://www.washingtonpost.com/wp-srv/inatl/daily/march99/russia032499.htm. Sfumature diverse ma la sostanza è la stessa)

    L'intervento fu ufficialmente giustificato dagli USA, dalla NATO ed a ruota da tutti i paesi NATO per "motivi umanitari".

    L'ONU fu coinvolta solo dopo. Il 10 giugno 1999, alla fine dei bombardamenti, che il Consiglio di Sicurezza con la delibera n 1244/1999 autorizzò un'amministrazione provvisoria del Kossovo da parte dell'ONU (dopo il ritiro dell'esercito e della stessa amministrazione pubblica jugoslava imposto dalla NATO ci sarebbe stato un vuoto di potere), autorizzando al contempo la presenza in Kosovo di una forza di "mantenimento della pace" (=occupazione) guidata dalla NATO (nota poi come KFOR), cui partecipammo anche noi.

    Tra l'altro sotto l'egida di tale forza d'occupazione e l'amministrazione ONU il governo provvisorio del Kossovo dichiarò l'indipendenza nel febbraio 2008, cosa che non era prevista dalla risoluzione ONU e non era quindi nel mandato dell'amministrazione ONU del Kosovo.

    La Serbia protestò e fece ricorso, ottenendo che l'assemblea generale dell'ONU approvasse la sua mozione n.63/3 dell'8 ottobre 2008 la richiesta di chiedere parere alla corte internazionale di giustizia.
    (Nonostante nel pre-voto 120 paesi si fossero dichiarati a favore, alla fine fu approvata con 77 voti favorevoli, 6 contrari e 74 astenuti. I sei contrati furono USA, Albania, Nauru, Federazione Micronesia, isole Marshall e Palau, ovvero USA, Albania e qualche arcipelago del pacifico. Noi salomonicamente di astenemmo)

    Nel 2021 alla fine la corte decise infine che tale dichiarazione d'indipendenza "non era illegale".

    In breve, l'ONU fu usata come foglia di fico per coprire, sempre a posteriori, scelte altrui (USA).
     
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    Ultima modifica: 4 Maggio 2022
  2. Basileus Romaion

    Basileus Romaion

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    E' quello che fece il governo Jugoslavo contro i terroristi indipendentisti dell'UCK (terroristi perché così era classificato in occidente l'UCK, organizzazione terroristica, fino al 1998, quando gli USA decisero che erano "combattenti per la libertà", ma si era in pieno "affaire Monica Levinsky").

    Solo che alla fine la Jugoslavia fu bombardata e costretta a lasciar perdere il Kossovo.

    Però possiamo stare tranquilli perché se lo facessimo noi in Trentino non ci succederebbe nulla, così come non succede nulla alla Turchia (coi Curdi), perché siamo entrambi nella NATO. Anche un paese amico degli USA può permettersi molto, ma altri paesi (non NATO né considerati amici dagli USA) rischiano veramente grosso perché forniscono agli USA la scusa per intervenire se ritengono che ne valga la pena. (A meno di non essere sufficientemente grandi e "pesanti" come la Cina).
     
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  3. qbcat

    qbcat

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    Buongiorno a tutti,
    personalmente non credo all'accerchiamento della Russia, e al povero Putin che deve prendersi Georgia, Cecenia, Crimea e Ucraina perchè se no l'Europa lo invade...
    E' chiaramente una guerra ideologica, Una Russia che sul piano internazionale continua a perdere "peso", crescita economica e demografica nulla, la Cina che incombe...
    Putin aveva la possibilità di tenere sotto torchio o ancora meglio di collaborare con l'Europa, ha invece scelto la guerra (to' strano per la Russia:)). e per questo somplicemente deve morire.
    Ma questa invasione è fin dall'inizio un fallimento totale, di Intelligence ( ma si aspettavano davvero che venissero accolti dalle ucraine che si strappavano i reggiseni e lanciassero fiori?), di strategia ( attaccare su un fronte unico di millemila Km e per di più dopo avere sbandierato l'invasione mesi prima? boh) e non ultimo di preparazione/mezzi/addestramento, non hanno abbastanza uomini, sono impreparati e forse non bene addestrati per una guerra moderna.
    Detto questo, con la pancia e rimanendo sull'idealismo mi viene da dire, facciamogli il culo a Putin e spezziamogli le ossa ma ... tornando con i piedi per terra bisogna trovare il modo per fare finire questa guerra.
    Per come la penso temo che tutti i punti sopra discussi non si possano che attribuire alla persona di Putin, attorniato da yesmen che per terrore non fanno altro che assecondare quello che lui vede, i russofoni poverini che automaticamente devono essere russofili, che è ovvio che la madrepatria russa verrà bene accolta, che noi russi ce l'abbiamo più lungo di tutti e non solo, ne abbiamo anche tanti.
    E ... bè un'approccio diplomatico con una ideologia ... è davvero difficile.
    In più aggiungiamo gli USA che si trovano servito su un piatto d'argento n'occasione unica di prendere tre piccioni con una fava:
    - annullare o comunque sminuire la potenza russa
    - tornare a tenere ben forte le briglie dell'Europa, che deve rimanere così bella divisa per non diventare un problema
    - tastare per bene il polso della Cina
    - tornare ad avere un nemico comune per rinforzare il fronte interno, ( che come scriveva il caro Tom Clancy è il motivo principale per cui gli USA fanno le guerre),mai così debole come in questi ultimi anni.
    Ecco a parte l'ultimo punto in cui Biden riesce comunque a toppare alla grande bè, c'è poco da prendersela con gli americani, fanno quel che porta acqua al loro mulino, cosa che noi "europei" non facciamo mai.

    Altra ed ultima osservazione, ma crediamo davvero che se si fosse lasciato mano libera alla Russia saremmo in una situazione geopolitica migliore? poi tanto diversa?
    Tanti interrogativi e nessuna soluzione, una sola certezza, che cataclismi, virus, cambiamenti climatici, bombe atomiche non distruggeranno il pianeta Terra e la vita su di essa, la Natura saprà sempre reagire, ecco la razza umana non credo:(
     
  4. bacca

    bacca

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    Ottime analisi , ma a mio parere manca una parte fondamentale del tassello, i soldi.

    A chi conviene questa guerra ?

    Alla Russia, sicuramente
    All'OPEC ? chevvelodicoaffà?
    Alla Cina e all'India ? Stanno festeggiando
    Agli USA ? immagino la festa a suon di Champagne il primo giorno dell'invasione.
    Nei denti la prendono solo gli Ucraini sia russofoni che ucrainofoni

    Barbero ha paragonato questa guerra Russa all'aggressione Italiana all'AustriaUngheria del 1915 , le somiglianze ci sono, i casus belli sono gli stessi, ma a mio parere è tutto solo un paravento.
    Non credo che Putin sia pazzo, lo escludo , perciò questo esclude molti ragionamenti che ho letto portare avanti, non credo che Putin sia così infervorato di patriottismo da voler salvare tutti i russofono dalle persecuzioni neonaziste, e forse detto meglio non credo che chi guida la russia , tutti i gruppi di potere , siano così infervorati di patriottismo . Magari Putin lo potrebbe anche essere, o potrebbero averlo convinto che, ma non tutto il potere politico russo.
    L'unica altra motivazione , l'unica che mi resta sono i soldi.
    E' dall'inizio dell'operazione che ho la brutta impressione che questa guerra sia pilotata, accordata, è una strategia perfetta per uscire dal pantano creato dal 2008 in poi. Si 2008 .
     
  5. MrBrightside

    MrBrightside

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    A me l'invasione russa dell'Ucraina ricorda un po' l'invasione americana dell'Iraq del 2003 (per il non detto, ma palese, interesse al dominio economico del potente e la finta giustificazione del "dover" prevenire minacce future improbabili), un po' l'invasione tedesca della Polonia del 1939 (per il livello bestiale di odio razziale dimostrato, per il pretesto di "dover" salvare i volksdeutschen oltre il confine e perché un *regime* intermedio, certo non democratico, viene invaso da un regime ben peggiore), un po' la guerra d'inverno (per il sostegno al più debole, esibito soprattutto dall'Europa, tramite una generosa fornitura di discorsi, per il voler tenere il piede in tre o quattro scarpe e per la fatica dell'avanzata russa).
     
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