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Gran Bretagna 1936 - Sfida al Fuhrer

Discussione in 'Le vostre esperienze' iniziata da alberto90, 5 Febbraio 2015.

  1. alberto90

    alberto90

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    SFIDA AL FUHRER

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    PARTE I: 1936
    Avvisaglie di guerra
    Nonostante la sua vastità, nel 1936 l' impero britannico disponeva di un esercito appena sufficiente a sorvegliare i domini posti alle dirette dipendenze della corona. Poteva contare su molti alleati parzialmente indipendenti sparsi ovunque nel globo ( Canada, Oman, Yemen, Australia, Nuova Zelanda ) e manteneva i collegamenti con essi tramite la poderosa flotta che, da secoli, rappresentava la potenza e la forza dell' impero.
    Molte delle divisioni che formavano l' esercito inglese erano formate da ragazzi appena arruolati posti a pattuglia delle coste e dei domini più lontani ( Singapore, Gibilterra, Hong Kong ) e quasi il resto delle altre contava tra le sue fila molti più ugandesi e sudanesi che inglesi.
    Nei primi giorni di quel gennaio 1936 il governo britannico approvò un piano per smobilitare le divisioni di presidio, impossibilitate a spostarsi e a combattere fuori dai territori loro assegnati, e dare inizio ad un massiccio programma di arruolamento.
    Il capo di stato maggiore dell' esercito, Sir A. Montgomery, fu incaricato dal re in persona di provvedere all' attuazione del programma approvato dal parlamento, lasciandogli carta bianca.
    Montgomery agì con prontezza e già il 3 gennaio, dopo aver dato ordine di sciogliere le divisioni di presidio, cominciò ad arruolare volontari e li spedì nelle caserme migliori del regno per farli addestrare e trasformarli in un esercito degno di questo nome.
    Le 5 divisioni superstiti, formate dagli uomini che facevano parte dei presidi sciolti, sarebbero diventate il fulcro della nuova armata britannica.

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    Il primo programma di arruolamento, con il quale si sarebbero armate 11 divisioni di cui 6 di fanteria, 3 di cavalleria e 3 corazzate, doveva terminare entro l' ottobre.
    Tuttavia, il 20 gennaio 1936, re Giorgio V morì all' età di 71 anni e dopo 26 anni di regno. Gli successe il figlio 42enne Edoardo VIII.

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    Due mesi più tardi, il 24 marzo, giunse a Londra la notizia della capitolazione dell' Etiopia all' Italia fascista, che al momento stesso dell' aggressione avvenuta alla fine dell' anno precedente, era incorsa in pesanti sanzioni volute dalla Società delle Nazioni. Accettando il fatto compiuto la Gran Bretagna decise, dopo tumultuose sedute del parlamento che le aveva approvate, di cancellarle, riconoscendo implicitamente la nascita dell' impero italiano.
    Il capo del governo Baldwin sperava in tal modo di farsi amico Mussolini ed evitare l' avvicinamento del dittatore italiano alla Germania, altra fonte di preoccupazioni.
    Hitler infatti, violando apertamente le condizioni di pace poste col Trattato di Versailles del 1919, aveva ripreso ad arruolare divisioni, varare navi da guerra e sfornare aerei di ogni tipo.
    I rapporti tra le due monarchie, tesi solo ad ottobre 1935, cominciarono a migliorare gradualmente già nel corso della primavera e dell' estate, anche se la possibilità di un' alleanza tra Gran Bretagna e Italia restavano pressocchè nulle, considerando le differenze abissali di cultura e di politica.

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    Se con l' Italia le relazioni erano in via di miglioramento, con la repubblica indipendente d' Irlanda queste precipitarono notevolmente il 18 maggio, in seguito alla richiesta formale di cessione dell enclave britannica dell' Irlanda del Nord, fatta dal governo irlandese e naturalmente rifiutata dal governo Baldwin.
    Per qualche settimana si sparsero voci di un' imminente attacco irlandese a Belfast e di un invasione della Scozia, voci seccamente smentite sia dagli inglesi che dagli irlandesi. Non vi sarebbe stata guerra tra le due nazioni, anche se l' ambasciatore irlandese a Londra fu richiamato a Dublino. Sarebbe tornato in Gran Bretagna solo nel 1942.
    Nel mese di giugno giunsero nell' isola le notizie provenienti dalla Spagna, attraversata da una profonda crisi interna in seguito alle elezioni vinte dai partiti di sinistra e contestate violentemente dalle opposizioni di destra.
    E quando in luglio la situazione degenerò fino allo scoppio della guerra civile, il parlamento inglese discusse la possibilità di intervenire a fianco dei repubblicani socialisti oppure di sostenere i ribelli nazionalisti. La maggioranza dei parlamentari si espresse in favore di una terza possibilità, la neutralità. Si temeva, certo, una vittoria dei nazionalisti sostenuti sin da subito dai tedeschi ( ma non dagli italiani ), ma allo stesso tempo non si voleva portare aiuto ai socialisti e ai comunisti sostenuti dai russi. L' unica cosa seria da fare era limitarsi ad assistere al conflitto e, a seconda dell' esito, trattare con le parti uscite vincenti dalla lotta.
    La Francia seguì l' esempio inglese e così l' Italia. Durante una visita a Londra del ministro degli esteri italiano, conte Galezzo Ciano, avvenuta alla fine di luglio, questi aveva dichiarato alla sua controparte inglese Antony Eden che il duce non voleva impelagarsi in una guerra civile dalla quale non era certo di uscire vincitore. O meglio, non era certo che Franco e i nazionalisti potessero vincere.

    Mentre in Spagna infuriava la lotta, in Gran Bretagna le prime 11 divisioni del nuovo esercito terminarono l' addestramento e furono quindi spiegate nelle basi assegnate loro. Subito dopo Montgomery diede inizio al programma di arruolamento per il 1937, che doveva fornire altre 11 divisioni: 2 corazzate e 9 di fanteria.

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    Il 18 novembre Montgomery inviò al primo ministro e al re un progetto in base al quale le nuove armate inglesi sarebbero state formate da 5 divisioni di fanteria a cui potevano essere aggregate i corpi corazzati formati da 2 divisioni o i corpi di cavalleria, formati da 3 divisioni.
    Il progetto fu approvato e il capo di stato maggiore potè quindi nominare il comandante delle 5 divisioni originarie, George Deverell, generale della prima armata britannica. Ai suoi ordini fu posto il generale Gort, comandante del primo corpo corazzato.
    Paul Williams fu posto a capo della seconda armata britannica appena costituita e ai suoi ordini fu messo Steph Alexander, comandante del primo corpo di cavalleria.
    In tutto, il quel 1936, furono arruolate e costituite ben 15 divisioni, di cui 10 solo di fanteria. Ogni divisione di fanteria contava 15.000 uomini, i corpi corazzati 7.500 uomini e 50 carri armati mentre i corpi di cavalleria disponevano di 7.500 uomini e altrettanti cavalli.
    Il 4 dicembre fu approvato il decreto di Montgomery che stabiliva quanto riportato sopra.
    Pochi giorni dopo il re, resosi conto che il peso della corona era eccessivo per lui, decise di abdicare in favore del fratello minore, Giorgio, all' epoca 41enne.
    L' 11 dicembre 1936 il sovrano lasciò la carica e si ritirò a vita privata mentre Giorgio VI veniva incoronato solennemente in Westminster Abbey.

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    Il nuovo sovrano, che non amava il Primo Ministro Baldwin, fece in mondo che questi si dimettesse e il suo posto fu occupato da Neville Chamberlain, già Ministro della Difesa. Il Ministero della Difesa fu quindi affidato a Sir John Simon.
    Il Ministero della Sicurezza ( quello che noi chiamiamo Ministero degli Interni ), tenuto fino a quel momento da Simon, fu affidato ad Austin Chamberlain, fratellastro del dimissionario Primo Ministro Neville.
    Montgomery fu confermato Capo di Stato Maggiore e Ministro delle Forze Armate e ai suoi ordini diretti furono posti Deverell ( fratello del generale della prima armata) , Chatfield e Boyd, rispettivamente Capo dell' Esercito, capo della Marina e capo dell' Aeronautica.
    Il 1936 si concluse con il discorso alla nazione pronunciato la sera del 31 dicembre da re, il quale avvertì esplicitamente che la Gran Bretagna non aveva intenzione di scendere a patti con Hitler, che già aveva violato tutti i patti firmati a Versailles.
    - Noi - disse il sovrano - non temiamo il riarmo tedesco ne la sua politica aggressiva. Abbiamo fermato l' imperatore germanico nel 1914 e siamo pronti a fermare il Fuhrer tedesco oggi. Tuttavia non vogliamo la guerra e faremo tutto quello che è in nostro potere per evitarla. Ma se dovesse scoppiare si sappia che non sarà stata la Gran Bretagna ad iniziarla e che vi parteciperà solo per sconfiggere coloro che l' avranno scatenata -
    Otto anni dopo in molti videro in quell' affermazione una profezia già avverata, ma in quel momento nessuno poteva immaginarsi il prezzo che avrebbero pagato l' Europa e il Mondo per renderla possibile.
     
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  2. alberto90

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    PARTE 2: 1937-38
    Il riarmo dell' Europa
    Mentre l' addestramento delle nuove divisioni britanniche proseguiva alla massima velocità possibile, la diplomazia inglese cominciò a lavorare per ampliare quanto più possibile l' alleanza che doveva costringere la Germania all' immobilità.
    Durante un incontro ufficiale tra re Giorgio VI e il re dei Belgi Leopoldo III tenutosi a Londra il 15 gennaio 1937, fu firmato un trattato di amicizia tra Gran Bretagna e Belgio. Amicizia che divenne alleanza militare due giorni dopo.

    Un tentativo simile, rivolto all' Olanda, non ebbe lo stesso felice risultato perchè la regina Guglielmina non voleva dare ai tedeschi un possibile motivo di aggressione. Nonostante tutto l' Olanda continuò a mantenere, nei confronti della Gran Bretagna, gli stessi ottimi rapporti tenuti fino a quel momento. E un messaggio privato della regina inviato al suo collega londinese affermava: Siate sicuro che non esiteremo un solo istante ad unirci a voi non appena la Germania diverrà un pericolo serio per l' Europa.
    Non la Germania, ma il Giappone cominciava a creare preoccupazione agli occidentali, in quel 1937.
    Il 10 giugno infatti, in seguito a scontri tra nazionalisti cinesi e truppe giapponesi avvenuti nei pressi del ponte Marco Polo a Pechino, l' imperatore del Giappone fece invadere la Cina dalle sue truppe stanziate in Manciuria e in Corea, scatenando quindi quella sarebbe passata alla storia come Guerra Sino-giapponese.
    Il timore a Londra era rivolto alla sicurezza della colonia di Hong Kong, prossima alle coste della Cina meridionale e pertanto facile preda di un esercito bene armato.

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    L'offensiva giapponese fu comunque tenacemente ostacolata dai cinesi e questa resistenza permise alla guarnigione di Hong Kong di fortificare l' isola.
    Il 15 ottobre il secondo programma di arruolamento e addestramento fu completato e altre 11 divisioni furono schierate lungo le coste della Manica. Subito dopo ebbe inizio il terzo programma per arruolare altre 11 divisioni entro l' estate successiva.

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    Durante l' inverno tra il 1937 e il 1938 giunsero voci a Londra secondo le quali gli scopi di Hitler per il prossimo futuro erano riunire sotto al dominio del reich tutte le popolazioni tedescofone dell' Europa.
    Il Primo Ministro Chamberlain si mosse immediatamente per tentare un avvicinamento alla Gran Bretagna di tutti i paesi dove vivevano minoranze tedesche. Furono presi i contatti con l' Austria, la Cecoslovacchia, la Polonia, la Lituania e la Danimarca per offrire sostegno e alleanza, in modo da impedire ad Hitler di agire con tranquillità.
    Purtroppo il generoso tentativo fallì e nel marzo del 1938 l' Austria fu annessa al reich e la stessa sorte subirono nei mesi successivi anche la regione cecoslovacca dei Sudeti e la città lituana di Memel.
    Mentre i tedeschi davano inizio alle aggressioni diplomatiche contro i paesi vicini, i governi francese, inglese e belga decisero di collaborare per un generale riarmo in vista di ulteriori azioni prebelliche tedesche.
    In adempimento alle decisioni della Conferenza di Ostenda, a partire dall' ottobre 1937 gli inglesi diedero inizio al quarto programma di arruolamento destinato a fornire entro l' agosto del '39 ben 17 divisioni, di cui 9 coloniali destinate al teatro africano.

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    Una settimana dopo il Primo Ministro Chamberlain cercò di ottenere l' alleanza dell' Italia fascista in modo da rendere sicure le colonie africane, ma il Ministro degli Esteri italiano Ciano, dietro ordine di Mussolini, respinse l' offerta decisamente, pur incoraggiando gli inglesi a proseguire nello sforzo di miglioramento dei rapporti tre le due nazioni.
    Resosi conto che un' alleanza con l' Italia era impossibile il Capo di Stato Maggiore dell' Esercito, nonchè Ministro delle Forze Armate Montgomery, diede la precedenza all' addestramento delle 9 divisioni coloniali destinate alla protezione dell' Egitto e fece radunare sulle coste occidentali dell' India le due armate inglesi poste in loco e creò altre due armate sfruttando le divisioni del Bhutan e del Nepal. Avevano l' ordine di imbarcarsi sui trasporti della Indian Fleet e sbarcare sulle coste della Somalia britannica entro l' estate del 1939. In caso di guerra tra Italia e Gran Bretagna, grazie alle truppe indiane e a quelle coloniali sudanesi, yemenite, egiziane e omanite, sarebbe stato possibile passare immediatamente alla conquista delle colonie fasciste.
    Nel discorso alla nazione pronunciato il 31 dicembre 1938, il re Giorgio VI ammonì ancora una volta la Germania e condannò fermamente la sua politica aggressiva.
    - Non vi sarà mai più un impero germanico - concluse il sovrano - e chiunque cerchi di ricostituirlo dovrà vedersela con noi e con tutti coloro che sono con noi. La democrazia non permetterà mai alla dittatura hitleriana di infettare con i suoi bacilli di totalitarismo l' Europa. Si ricordino, i gerarchi nazisti, che nel 1914 il Kaiser ha cercato di imporre il suo dominio sul continente ed ha fallito, grazie alla resistenza di coloro che ambivano alla libertà. La sfida che Hitler sta lanciando all' Europa libera sarà la sua rovina. Se Hitler vuole la guerra l' avrà. E sappia fin' d'ora che una volta scesi in campo contro di lui noi non ci fermeremo fino a quando la sua tirannide non sarà spezzata e distrutta. Popolo tedesco, ascolta la voce della democrazia. Solleva il capo e rovescia coloro che vogliono condurti nuovamente alla rovina -
    Il messaggio del re non fu trasmesso in Germania e questo, ma lo si riconobbe solo anni dopo, segnò il destino della Germania nazista.
     
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  3. ronnybonny

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    lo sai che questo servirà solo a far cadere prima la Francia vero? :rolleyes:
     
  4. alberto90

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    Certo ... ma io infatti non intendo distruggere le mie divisioni in Francia.
     
  5. alberto90

    alberto90

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    PARTE III: 1939
    Comincia la lotta
    Nel corso dei primi otto mesi del 1939, mentre il riarmo procedeva spedito in tutta Europa e un conflitto generale sembrava ormai imminente, i governi inglese e francese si mobilitarono per tentare di evitarlo.
    I francesi sopratutto fecero sapere ad Hitler che sarebbero stati disposti a concedere alla Germania uno sconto sostanziale sul debito contratto dopo la prima guerra mondiale in cambio della fine della sua politica espansiva.
    Gli inglesi si dissociarono immediatamente dall' iniziativa francese, ma segretamente inviarono al ministro degli esteri tedesco Ribbentrop una nota con quale chiedevano al ministro di agire contro il Fuhrer ed evitare un conflitto che avrebbe portato alla rovina il reich.
    Naturalmente erano consapevoli che il tentativo era destinato a fallire, e infatti proseguirono il riarmo, ma volevano comunque fare qualcosa per impedire lo scoppio di una nuova guerra mondiale.
    Un altro tentativo di tenere l' Italia fuori dal conflitto ormai in vista, accordando al duce il permesso di invadere e occupare l' Albania, fu compiuto alla fine di marzo, quando gli italiani dichiararono guerra alla piccola nazione balcanica.

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    L' Italia si prese l' Albania ma non acconsentì a firmare un trattato di alleanza con la Gran Bretagna, anche se confermò il patto di non belligeranza firmato nel 1937.
    Alla fine di maggio, ormai consapevoli che presto sarebbe stato necessario intervenire manu militari contro l' Asse, gli inglesi radunarono le loro truppe in India e in Arabia, le imbarcarono sui trasporti e rafforzarono le difese della Somalia Britannica e del possedimento francese del Gibuti.
    Entro agosto l' Abissinia era circondata da 19 divisioni formate sopratutto da inglesi, ugandesi, yemeniti, sudanesi, egiziani e omaniti.

    Settore Abissino

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    Al confine tra Egitto e Libia invece furono schierate 16 divisioni irachene, inglesi e coloni egiziani.

    Settore Egiziano

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    Furono schierate in posizione difensiva anche le nuove divisioni che avevano terminato l' addestramento in patria, a protezione di Londra per un totale di 37 divisioni.

    Settore Europeo

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    Al 30 agosto 1939 l' impero britannico aveva a disposizione un totale di circa 865.000 uomini e 150 carri armati. Era stato concordato in precedenza che le divisioni delle nazioni alleate ( in questo caso vassalle ) dovevano essere formate da un massimo di 10.000 fanti anzichè 15.000 e quindi, solo gli alleati avevano in campo un numero di uomini pari a circa 240.000 fanti.
    A mezzanotte del 30 agosto 1939 i tedeschi invasero la Polonia, che aveva stretto un patto di alleanza con la Gran Bretagna sin dal 1937, dando inizio al secondo conflitto su larga scala in Europa in meno di 25 anni.

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    All' alba gli alleati dichiararono guerra alla Germania e già nel pomeriggio del 31 agosto bombardieri francesi colpirono fabbriche di munizioni nella regione della Saar e del Baden.
    Gli inglesi si limitarono a spedire la Home Fleet e la Channel Fleet a bombardare le coste della Germania e bloccare i porti in moda da impedire alla flotta da guerra nazista di prendere il largo.

    Nessuna iniziativa in sostegno della Polonia fu presa: era fin troppo evidente che la nazione polacca non avrebbe retto all' urto delle armate tedesche e che nessun aiuto avrebbe evitato la disfatta per loro.
    Quando Varsavia fu ormai minacciata da presso dai panzer germanici, alla fine della terza settimana di settembre, il governo polacco fu evacuato in tutta fretta a Parigi e di li a Londra.

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    - La Polonia risorgerà - esclamò il Primo Ministro in un discorso al parlamento il 10 ottobre, 24 ore dopo l' annessione tedesca - e sorgerà sulle rovine del reich germanico che ora la schiaccia -
    A partire dal 9 ottobre 1939 l' Europa sembrò quasi in pace, perchè i tedeschi non si volsero subito ad occidente come ci si aspettava e gli Alleati non agivano concretamente tentando l' avanzata oltre il Reno. I bombardamenti francesi sortivano pochi effetti e sembravano destinati solo a causare perdite tra gli aviatori.
    La Russia, per creare un blocco solido alla penetrazione germanica verso oriente, occupò le repubbliche baltiche e alla fine di novembre attaccò la Finlandia, senza per altro riuscire a sfondare il fronte se non dopo settimane di feroci combattimenti nella neve.
    Il giorno di Natale un pesante attacco aereo sulle piste dell' aeroporto di Colonia provocò la distruzione di una decina di velivoli da guerra tedeschi ma durante l' azione furono abbattuti 12 aerei francesi e uccisi 35 aviatori.
    - In questi tempi cupi - disse il re nel discorso di capodanno alla nazione - è essenziale per noi restare uniti. Per quanto questa guerra potrà farci del male in termini di perdite umane e danni materiali, sappiate che non sarà stato vano. Vinceremo, anche a costo di mobilitare contro la Germania tutte le nazioni della terra e riversare sui tedeschi tutte le bombe che produrremo. Non vi sarà più un nuovo impero tedesco in Europa, ne ora ne mai. Noi, e con noi intendo gli alleati, combatteremo fino alla morte, se necessario, per impedirlo.
    Saremmo bombardati, le nostre città colpite, navi saranno affondate e aerei abbattuti. Periranno molti uomini su ogni fronte in cui lotteremo e tante cose che ci sono care andranno perdute. Ma la vittoria alla fine ci arriderà, perchè noi lottiamo per una giusta causa e per il bene superiore. Nei secoli venturi saremo ricordati come " coloro che salvarono il mondo dalla rovina ".
    Nell' augurare a tutti gli inglesi un buon anno nuovo ed estendendo gli auguri a tutti i popoli che sono con noi e contro di noi, chiedo a ciascuno di voi di non cedere mai alla paura e allo sconforto. La vostra forza interiore sarà la forza che porterà la vittoria contro chi vuole distruggere il mondo civile che abbiamo edificato dopo il primo conflitto mondiale. Uniti vinceremo. E' una promessa -
    E gli inglesi, sebbene spaventati dalla prospettiva di un lungo e sanguinoso conflitto, ebbero la certezza che le loro pene avrebbero avuto alla fine una degna ricompensa.

     
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    PARTE IV: 1940
    L' Europa nelle mani di Hitler, l' Africa resiste.
    Che il 1940 sarebbe stato l' annus orribilis per gli alleati fu chiaro sin da subito. Il 7 gennaio, al largo delle coste dell' isola di Socotra, sottomarini tedeschi di stanza nell' Oceano Indiano affondarono 4 trasporti della Squadra navale indiana, per fortuna vuoti, mentre tornavano alla loro base di Bombay dopo aver sbarcato le ultime divisioni yemenite sulle coste della Somalia britannica.

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    Era una pessima notizia perchè impediva il trasporto delle divisioni del Bhutan e del Nepal schierate sulle coste occidentali dell' India.
    Fu quindi deciso che le truppe dei due regni himalaiani sarebbero rimaste a guardia dell' India in caso di attacco giapponese o contro eventuali tentativi di sbarco tedesco.
    Meno di due mesi dopo l' affondamento dei trasporti britannici, la guerra raggiunse un nuovo stadio. I tedeschi attaccarono la Danimarca e la Norvegia che immediatamente si unirono agli alleati. I danesi, sapendo di non poter contare su aiuti sostanziali da parte degli inglesi e per evitare troppe perdite inutili, deposero le armi quasi subito, dando appena il tempo al re e al governo di imbarcarsi su una nave inglese per trovare rifugio a Londra.
    Gli inglesi, nel tentativo di impedire ai tedeschi di invadere la Norvegia e minacciare il Mare del Nord, schierarono tutte le loro flotte da guerra, cui si unirono navi francesi, norvegesi e belghe nello stretto tra Danimarca e Norvegia, impedendo ai trasporti tedeschi di uscire dal Baltico.
    Grazie a questa mossa e valendosi della incontrastata superiorità numerica, gli alleati salvarono la Norvegia dall' invasione e cominciarono a rodere le già esigue forze navali del reich.
    Il 14 marzo, 11 giorni dopo la caduta della Danimarca, i tedeschi patirono la prima sconfitta navale della guerra, perdendo in una battaglia con la flotta inglese 6 trasporti carichi di truppe dirette in Norvegia.

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    Persa ogni possibilità di invadere la Norvegia, i tedeschi decisero di volgere le loro attenzioni ad occidente, progettando l' attacco all' Olanda, al Belgio, al Lussemburgo e alla Francia.
    Il 5 aprile gli inglesi ottennero un' altro successo in mare affondando la corazzata Schleswig-Holstein nella Baia di Helgoland, facendo chiaramente intendere ad Hitler che, sul mare, i tedeschi non erano in grado di trionfare.
    Tre settimane dopo, il 30 aprile, i tedeschi persero altre due corazzate, la Schlesien e la Emden, più altri 2 trasporti e un cacciatorpediniere, sempre nella Baia di Helgoland.
    Hitler, per vendetta, attaccò l' Olanda il 3 maggio sicuro di annientare gli olandesi in poche ore come era accaduto con la Danimarca, ma gli olandesi mostrarono subito di non essere altrettanto arrendevoli e, se mandarono tutta la loro aviazione in Inghilterra per unirsi all' aeronautica alleata e spedirono la poderosa flotta da guerra nel Mare del Nord assieme alle flotte inglesi, francesi e norvegesi, passarono all' offensiva contro i tedeschi penetrando nelle pianure lungo il fiume Emden puntando verso Amburgo. Ma il tentativo, coraggioso va detto, fu stroncato nel giro di 48 ore dal contrattacco germanico che in breve respinse le divisioni olandesi verso la loro capitale.
    A questo punto gli inglesi, decisi a salvare quante più divisioni alleate possibile, inviarono il gruppo di trasporti reali nel porto di Rotterdam dove si imbarcarono alcune divisioni assieme alla regina Guglielmina e al governo. Il giorno dopo divisioni, regina e governo olandese erano in salvo in Inghilterra, mentre le poche truppe olandesi rimaste per coprire la ritirata arretrarono in Belgio. Amsterdam cadde il giorno seguente e Rotterdam cadde il 12 maggio.
    Il giorno prima era stato annesso al reich il piccolo granducato del Lussemburgo, aggredito il 4 maggio, mentre le divisioni tedesche davano inizio all' invasione del Belgio.
    I francesi, accorsi prontamente in soccorso degli alleati belgi, non riuscirono ad opporre una valida resistenza all' avanza tedesca e poco a poco furono ricacciati verso i confini francesi.
    Il 19 maggio il Belgio era ormai totalmente occupato mentre in Olanda resisteva eroicamente solo Utrecht, assediata da dieci giorni e conquistata il giorno seguente.
    Quello stesso 19 maggio i francesi, coadiuvati dal comando militare britannico, tentarono un contrattacco volto a riconquistare la città belga di Gand, ma furono respinti dopo poche ore. Due giorni dopo, le 4 divisioni olandesi ancora sul continente unite a truppe francesi, ritentarono l' attacco contro Gand. Erano in totale 14 divisioni che, respinti i tedeschi, entrarono in Gand il 23 maggio.

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    Il 24 maggio però i tedeschi entrarono a Lille e respinsero i francesi anche da Reims, mettendo a grave rischio la resistenza della linea di difesa. Il 25 maggio i francesi mossero comunque verso Mons e Bruxelles rimaste sguarnite, nella speranza di costringere i tedeschi a ritirarsi per proteggere le loro retrovie in Belgio. Solo Mons fu ripresa il 27 maggio mentre l' attacco a Bruxelles fallì per l' intervento tempestivo di truppe germaniche accorse appositamente.
    Il primo giugno i tedeschi passarono nuovamente all' offensiva attaccando in forze Gand, ripresero Mons e si prepararono per sferrare l' assalto generale. I franco-olandesi furono costretti a ritirarsi da Gand verso Calais e il 3 giugno i tedeschi erano nuovamente sul confine con la Francia.
    Mentre gli alleati sul continente combattevano per la libertà, gli inglesi erano in attesa di sviluppi sul fronte africano, dove la guerra ancora non era arrivata. Gli italiani, questa la speranza degli inglesi, forse non volevano mettere a rischio le loro truppe sapendo di essere accerchiati da molti più uomini e magari sarebbero rimasti neutrali. Ma la speranza del governo britannico risultò vana quando, all' alba del 10 giugno, il governo fascista entrò nell' Asse e, unendosi alla Germania, dichiarò guerra agli alleati.
    9 giorni dopo, nel giro di sole 24 ore, accaddero molte cose. Nel Mare del Nord gli anglo-olandesi inflissero un' altra sconfitta alla flotta germanica affondando l' incrociatore pesante Admiral Hipper e 3 cacciatorpediniere; nel Mediterraneo, a largo di Tobruk, navi italiane respinsero senza perdite il tentativo inglese di bombardare la città mentre in Abissinia 10 divisioni italiane, di stanza in Eritrea, invasero il Camerun e sconfissero gli inglesi presso Kassala. Era la prima sconfitta subita dagli inglesi, per mare e per terra dopo 10 mesi di guerra. Un brutto segnale per il futuro immediato.

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    In risposta a ciò, il comando centrale dell' esercito diede ordine alle truppe di stanza in Egitto di passare all' offensiva e invadere la Libia. L' attacco, il cui nome in codice era " Operazione Pharaon ", fu sventato dalle truppe italiane appostate sul confine, che respinsero gli inglesi alle loro posizioni di partenza dopo nemmeno 12 ore.

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    Non restava che tentare di salvare l' onore attaccando quantomeno l' Abissinia. Il 23 giugno, alle del mattino, scattò la colossale offensiva contro la Somalia italiana e l' Etiopia. L' " Operazione Sandstorm ", condotta da truppe inglesi, sudanesi, omanite e yemenite ( 19 divisioni in tutto ) ottenne subito i primi successi e le poche truppe italiane sparse lungo i confini si ritirarono quasi senza combattere mentre da nord-ovest, sud-ovest ed est le truppe alleate penetravano entro i confini delle colonie italiane.

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    Mentre in Africa gli alleati ottenevano i primi successi della guerra, la Francia crollava. I trasporti inglesi andarono su e giù per la Manica recuperando ovunque fosse possibile divisioni olandesi, belghe e francesi ormai minacciate dall' irresistibile avanzata tedesca.
    Furono così salvate, nel giro di 10 giorni, una ventina di divisioni francesi, 4 olandesi e 4 belghe mentre Parigi, Orleans, Reims, Nantes e Caen erano conquistate dai tedeschi.
    Il tentativo di salvare le divisioni rimaste fino all' ultimo lungo la Linea Maginot ( salvate dall' accerchiamento e spedite lungo il Rodano verso il Mediterraneo per essere portate in Algeria o in Egitto ) non riuscì, perchè il 29 giugno, poche ore prima che gli imbarchi potessero divenire effettivi, la Francia firmò l' armistizio e altre 25 divisioni francesi furono catturate, disarmate e rese innocue dai tedeschi.
    Il generale Patain, che era stato uno dei primi a rinunciare alla lotto contro i tedeschi, fu messo a capo di una repubblica francese sostanzialmente succube della Germania chiamata Francia di Vichy, dal nome della capitale scelta dal nuovo governo, cui passarono anche i possessi algerini e marocchini.

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    Il 2 luglio, mentre gli italiani stavano ancora marciando verso Kassala, le tre divisioni coloniali inglesi entrate il giorno prima in Gonder ( la prima città " italiana " conquistata dagli alleati ) sferrarono un attacco contro le postazioni nemiche di Adua, ottenendo il successo e marciando quindi sulla città abbandonata dagli italiani in ritirata.
    Il 5 luglio gli italiani entravano in Kassala, ma poche ore dopo le truppe inglesi della prima armata indiana e dell' armata coloniale ugandese ( 9 divisioni in tutto ) sferrarono un attacco congiunto contro la città e respinsero gli invasori dopo ore di feroce lotta.

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    Mentre gli italiani piano piano perdevano la presa sulla loro colonia etiopica e somala, in Inghilterra ebbe inizio il nuovo programma di arruolamento per il 1941 al termine del quale dovevano essere schierate in campo 4 nuove squadriglie di bombardieri e ben 13 divisioni, di cui 10 di fanteria.

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    Il 10 luglio gli italiani dettero inizio all' " Operazione Nilo ", l' invasione dell' Egitto. In capo a 5 giorni erano già padroni della città di Rabia e dell' Oasi di Siwa, mentre gli iracheni cui era stata affidata quella zona del fronte si ritirarono verso nord-est.
    Il 15 luglio gli inglesi furono costretti a ritirarsi anche da Sollum, incalzati da una pesante offensiva italiana.
    Il 4 agosto, dopo aver conquistato Adua e Massaua, le truppe alleate iniziarono un attacco congiunto contro le forze italiane arroccate ad Asmara, che furono sconfitte e costrette a ritrarsi.

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    Ma se sul fronte etiope le cose si stavano mettendo bene per gli alleati, su quello egiziano le brutte notizie non si fecero attendere. Il 10 agosto gli italiani, con un'audace e temeraria manovra accerchiante, sbarcarono presso Alessandria tre divisioni che in breve presero la città quasi sguarnita e tutto il tratto di costa compreso tra El Alamein e Tanta. In pratica l' intera foce del Nilo.
    16 divisioni inglesi e irachene rischiavano di essere accerchiate e distrutte.

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    Senza che gli inglesi potessero fare qualcosa, gli italiani cominciarono a risalire il corso del Nilo conquistando il Cairo, Fayum e altri centri lungo il fiume, con l' obbiettivo dichiarato di isolare le truppe in Egitto da quelle operanti in Abissinia.
    Gli iracheni posti a difesa degli accessi alla depressione di Qattara riuscirono a respingere gli attacchi italiani e a tenere aperto un sottile e fragile corridoio.
    Mentre in Egitto la situazione volgeva al drammatico, a sud gli alleati completarono la conquista della Somalia italiana e delle are confinali dell' Etiopia ( gli obbiettivi dell' Operazione Sandstorm ) e, nel pomeriggio del 22 agosto scatenarono l' " Operazione Nutcracker " con la quale si proponevano di respingere gli italiani verso Addis Abeba e li sterminarli, schiacciandoli come una noce ( ecco perchè Operazione Nutcracker, cioè Schiaccianoci ).

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    Il successo fu pieno. Tutte le divisioni italiane, sconfitte ad Assab e nel Gibuti, trovarono la via di fuga sbarrata dalle divisioni yemenite e finirono con l' arrendersi in massa proprio presso Assab. Era il 25 agosto 1940.
    Ovunque, in tutto il teatro d' operazione, gli alleati avanzavano e respingevano indietro i pochi difensori rimasti, fino a rinchiuderli entro le difese di Addis Abeba.
    A questo punto, ormai sostanzialmente vincitori sul fronte abissino, gli inglesi cominciarono a spostare le divisioni moventi dall' Eritrea verso nord, con l' ordine di bloccare l' avanzata italiana dall' Egitto, giunta ormai presso Assuan.
    Nove divisioni partirono quindi verso Idfu il 15 settembre.
    Nove giorni dopo, in Egitto, gli italiani scatenarono l' " Operazione Abukir ", volta ad annientare le 16 divisioni alleate ormai intrappolate tra Sollum ( momentaneamente riconquistata dagli inglesi alla fine di agosto ) e ed El Alamein, riconquistata solo da poche giorni. Gli alleati si ritirarono combattendo proprio verso El Alamein evitando la totale distruzione, per ora.

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    Poi, quando ormai sembrava tutto perduto per loro, gli italiani si ritirarono senza una ragione apparente e liberarono l' Egitto da una minaccia divenuta ormai serissima. Gli inglesi poterono quindi passare al contrattacco ai primi di ottobre e riconquistare Fuka, Alessandria e Tanta, marciando poi vero Marsa Matruh e Porto Said, ancora in mano inglese anche se accerchiata.

    Nel frattempo in Spagna la situazione si era decisamente messa male per gli alleati. In luglio i nazionalisti, ormai quasi sconfitti dai repubblicani e isolati in Galizia, chiesero l' aiuto della Germania che, naturalmente, accettò dichiarando guerra al governo di Madrid spingendolo tra le braccia dell' Inghilterra.
    Per tutta l' estate le forze spagnole, dopo aver definitivamente sconfitto nella battaglia di Torres Vedras i nazionalisti e aver posto termine alla guerra civile dopo 4 anni, tentarono di respingere l' invasione tedesca, ormai giunta a Siguenza e Castellon. I tedeschi erano padroni dei Paesi Baschi e di gran parte dell' Aragona e minacciavano da presso Madrid.
    Le divisioni spagnole lottarono con infinito valore riuscendo anche a riprendere il controllo momentaneo di Siguenza, ma alla fine, in novembre, i tedeschi scatenarono una poderosa controffensiva ricacciando gli spagnoli verso i confini col Portogallo e dilagando nella penisola iberica.
    Il 10 novembre l' Abissinia era ormai totalmente nelle mani inglesi. Ora tutte le divisioni che avevano partecipato alla sua conquista volsero i piedi verso nord e l' Egitto, ancora in gran parte occupato dagli italiani.

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    Dovevano fare presto però perchè le divisioni alleate in Egitto erano cadute nella trappola tesa dagli italiani che, fingendo di ritirarsi, avevano spinto gli inglesi all' attacco. Sconfitti davanti a Sollum in ottobre questi avevano perso più di metà delle loro divisioni coloniali e gli italiani avevano ripreso tutti i territori caduti in mano inglese nelle settimane precedenti giungendo nuovamente alle porte di El Alamein. Le 4 divisioni alleate rimaste, di cui solo 2 inglesi, rischiavano di essere accerchiate ai confini nord della depressione di Qattara.
    Ma intanto le nove divisioni che a settembre avevano iniziato la marcia dall' Eritrea, erano giunte in Egitto da sud, riconquistato Idfu ed Asyut e ora marciavano speditamente per riprendere il controllo di Luxor e Fayum.

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    Il primo dicembre gli spagnoli decisero di rinunciare alla lotta armata e chiesero aiuto agli inglesi affinchè portassero in salvo le loro truppe in Inghilterra o in Egitto.
    Gli inglesi si mossero ma non fecero abbastanza in fretta perchè alla fine molte divisioni spagnole disertarono o furono catturate, ancora prima di poter raggiungere i porti della Galizia dove gli inglesi avrebbero dovuto portarle in salvo.
    Solo 6 riuscirono a raggiungere Gibilterra, in attesa dell' inevitabile attacco tedesco.
    Quel capodanno il re non fece alcun discorso. Non avrebbe avuto senso parlare di vittoria in un momento in cui l' Egitto sembrava ormai perduto e la Spagna destinata alla distruzione.
    Non restava che sperare in un 1941 migliore.
     
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    PARTE V: 1941
    La fine della Spagna, la conquista della Libia
    Il 1941 ebbe inizio sotto i peggiori auspici possibili. Nel corso delle battaglie invernali in Egitto le divisioni alleate erano state distrutte una ad una dagli attacchi mirati delle artiglierie e dall' aviazione italiane e al 10 gennaio 1941 ne restavano solo 2, delle 16 iniziali.
    Il generale Allanbrooke, comandante dell' armata di Palestina, riuscì ad evitare la distruzione totale delle sue forze tenendosi sempre fuori dai combattimenti con i nemici e nascondendo le truppe ovunque il terreno lo permettesse.
    Il 12 gennaio gli italiani scatenarono un nuovo attacco alla sacca Marsa Matruh, chiusa solo pochi giorni prima dopo la distruzione delle 8 divisioni irachene. L' armata di Palestina resistette senza subire gravi perdite e anzi, marciò decisa su Sollum, senza però riuscire a riconquistarla, fermata dal contrattacco italiano. Contrattacco che riprese anche Marsa Matruh e imprigionò gli inglesi entro un piccolo recinto fortificato a Sidi Barrani. Entro la metà di febbraio la distruzione degli inglesi sembrava ormai questione di ore.

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    Ma la salvezza dell' Egitto e delle poche truppe che ancora resistevano giunse dal Nilo, nella forma divisioni provenienti dall' Abissinia.
    Il 17 febbraio, con gli italiani ormai alle porte di El Alamein, gli inglesi decisero di cominciare una controffensiva mirata a liberare le aree dell' Egitto ancora occupate, in attesa dell' arrivo delle restanti divisioni ancora in marcia dal Sudan.
    L' " Operazione Pharaon II " segnò il punto di svolta nella guerra in Africa.

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    14 divisioni ugandesi, inglesi, sudanesi e indiane scacciarono gli italiani da Gerawla e Fuka, mentre le truppe dell' armata di Palestina riprendevano Marsa Matruh. Il 27 febbraio avvenne il fatidico incontro tra le due divisioni palestinesi e i rinforzi giunti da oriente: la sacca fu definitivamente aperta e l' assedio rotto.
    Ma l' attacco inglese continuò: il 2 marzo le divisioni alleate erano ormai salite a 24 e avanzarono nell' oasi di Siwa, presero Nibeiwa e riconquistarono per l' ennesima volta Sidi Barrani.

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    La notizia dei successi in Egitto non riuscì comunque a compensare la perdita della roca di Gibilterra avvenuta il 19 gennaio e la cui notizia in Gran Bretagna fu diffusa solo a metà marzo. Nonostante lo scoramento, la popolazione si mostrò decisa a continuare la lotta contro la tirannia.
    Intanto in Egitto l' avanzata alleata proseguiva, lenta ma inesorabile, tra le sabbie roventi del deserto occidentale egiziano: il 13 marzo gli italiani evacuarono Rabia dopo essere stati sconfitti da un attacco congiunto portato da 14 divisioni alleate, che una settimana dopo ripresero anche Sollum. Il 25 marzo fu ripresa anche l' oasi di Siwa e a questo punto l' intero Egitto era tornato in mano alleata, dopo poco più di un mese.
    Era il momento di ricacciare gli italiani dalla Libia e minacciare da presso l' Italia.
    24 ore dopo la fine dell' " Operazione Pharaon II " gli inglesi scatenarono a sorpresa la loro nuova offensiva chiamata in codice " Operazione Rattlesnake ".
    Lo sfondamento del fronte fu rapido e totale, gli italiani, surclassati per numero e abilità, si ritirarono dalla Cirenaica verso Tripoli lasciando agli inglesi strada aperta verso il Golfo della Sirte.

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    La marcia alleata proseguì rapida come mai era stata e in capo a 2 mesi Bengasi era già nelle mani inglesi mentre 4 divisioni italiane erano accerchiate tra Derna e Barca.

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    18 divisioni alleate ebbero gioco facile nell' annientare gli sventurati italiani assediati e riprendere la marcia sulla Tripolitania, ormai quasi sguarnita.
    Il 26 maggio riprese l' offensiva in Libia e il 12 luglio Tripoli era già sotto attacco inglese dopo la caduta di Agedabia e Sirte nel mese di giugno. La città cadde il 5 agosto, dopo una feroce resistenza italiana. I pochi difensori rimasti riuscirono a scampare alla distruzione e a tornare in Sicilia.
    Il 17 agosto la Libia era in mano inglese. L' offensiva aveva avuto pieno successo e le perdite erano state minime: circa 10.000 italiani e meno di 2.000 inglesi e alleati.
    Un' altra buona notizia per gli alleati fu la riconquista del domini spagnoli in Africa occupati dai tedeschi dopo la conquista della Spagna all' inizio dell' anno.
    Le due operazioni, " Fureur " e " Dauphin " condotte dai francesi, portarono alla riconquista, iniziata in luglio e completata ai primi di settembre, della Costa d' Oro e delle Canarie. Ai tedeschi non restavano quindi che le terre spagnole in Marocco ma erano sufficienti per controllare lo Stretto di Gibilterra e intrappolare quindi la flotta inglese del Mediterraneo.
    In settembre ebbe inizio il nuovo programma di arruolamenti per il 1942 con il quale dovevano essere addestrate altre 10 divisioni di cui 6 corazzate, oltre a due nuove squadriglie di bombardieri.

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    Il 9 settembre anche i tedeschi ebbero modo di festeggiare una buona notizia quando affondarono 3 cacciatorpediniere e una corazzata spagnole, che poco prima della conquista della Spagna gli inglesi avevano recuperato e salvato inalberando la loro bandiera.
    Era una sconfitta navale brutta, ma non mortale per gli alleati che potevano comunque disporre di una superiorità numerica enorme in fatto di navi sulle forze dell' Asse.

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    Due mesi più tardi, il 7 novembre, gli inglesi diedero inizio ad un offensiva aerea sulla Normandia della durata di un mese, coinvolgendo bombardieri francesi, inglesi, canadesi, sudafricani, australiani e neozelandesi, belgi e olandesi. L' offensiva, chiamata in codice " Operazione Hailstorm ", puntava a colpire pesantemente le truppe tedesche appostate sulle coste normanne, gli aeroporti della regione, i porti, le fabbriche e le difese costiere.


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    Quel capodanno il re tornò a parlare al popolo.
    - L' anno che sta terminando è stato il peggiore per i nostri nemici dall' inizio della guerra, nonostante la caduta della Spagna nelle loro grinfie. Gli italiani, che avevano minacciato di conquistare l' Egitto, hanno perso tutte le loro colonie in Africa, i tedeschi hanno perduto la morsa sui territori sahariani e sulle Canarie e ora cominciano a provare il peso dei nostri attacchi aerei in Normandia. L' anno venturo sarà per loro ancora peggiore. Rovesceremo su di loro tutte le nostre bombe, devasteremo le loro città e colpiremo le loro truppe fino a quando si arrenderanno senza condizioni. Sappiano che noi non ci fermeremo e che lotteremo fino all' ultimo uomo per liberare l' Europa dalle loro grinfie. Vi faccio un promessa: questa guerra non sarà la nostra fine, ma la fine di coloro che l' hanno scatenata. Non so dirvi quanto tempo ci vorrà, ma vinceremo -
    La riconquista dell' Europa era ancora lontana e il suo costo sarebbe stato alto, ma i tedeschi, subendo i primi bombardamenti inglesi, cominciarono a perdere fiducia nella loro superiorità aerea.
    Nessuno degli aerei attaccanti fu abbattuto mentre furono distrutti 12 caccia tedeschi nell' aeroporto di Cherbourg il 1 dicembre. Era un brutto segnale per la Wermacht.
     
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    PARTE VI: 1942
    Tutti contro tutti: la guerra totale
    I primi mesi del 1942, nonostante il clima di guerra imperante dalla Polonia allo Stretto di Gibilterra, non vi furono azioni belliche degne di nota, a parte qualche incursione della Wermacht sull' Inghilterra sudorientale e alle pronte risposte dei bombardieri della RAF e delle forze alleate sulla Francia settentrionale.
    Al termine dell' ultima incursione tedesca sul porto di Dover, che aveva causato una decina di vittime e molti feriti, il comando della RAF decise di mettere alla prova per la prima volta le squadriglie di caccia giunte in Inghilterra da ogni paese alleato creando una barriera sul Mare del Nord e in tal modo bloccare le incursione tedesche.
    Al termine della prima settimana di aprile 16 squadriglie di caccia presero il volo dalle basi del Kent per cominciare la missione di copertura della durata di un mese denominata " Operazione Iron Wall ". Aerei sudafricani, inglesi e francesi si alternarono ogni giorno e la loro missione fu un parziale successo, perchè riuscirono a bloccare svariati gruppi di bombardieri sventando molti attacchi aerei nemici, ma consumarono una quantità enorme di carburante e terminata la missione occorsero parecchi mesi prima di poter rimettere in volo i caccia.
    L' ultimo giorno di aprile gli italiani, dopo aver attaccato per una settimana Malta dal cielo senza trovare opposizione da parte dell' aviazione britannica ( le squadriglie di caccia in Cirenaica erano bloccate per momentanea carenza di carburante ) e dopo aver distrutto la divisione di presidio rimasta tranquilla per 6 anni, sbarcarono una divisione nell' isola ormai sguarnita e la occuparono.


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    Era una notizia pessima, che dimostrava quanto in realtà gli italiani potessero essere ancora pericolosi, nonostante la sconfitta in Libia. Molte divisioni erano riuscite a mettersi in salvo in Sicilia e questo complicava non poco le cose.
    Il Primo Ministro in persona, in visita alle truppe vittoriose in Libia il 5 maggio, ordinò di attuare quanto prima le contromosse necessarie, bombardando Malta con le forze aeree disponibili a Tripoli in attesa di far arrivare in loco altre squadriglie di bombardieri dal Sussex.
    Il 25 maggio, tre settimane dopo, 4 squadriglie di bombardieri partiti da Tripoli, attaccarono il porto di Malta, la base aerea e alcune delle difese costiere causando danni abbastanza seri tanto da costringere i caccia e i bombardieri italiani e tedeschi a ritirarsi alla basi di Palermo e Agrigento.
    Era solo il primo di una serie di raid progettati in vista della riconquista dell' arcipelago maltese, ma tre giorni dopo e una settimana prima del raid successivo, la situazione mondiale era già cambiata in modo inaspettato e imprevedibile.
    La russa comunista aggredì il Giappone e pochi giorni dopo gli USA dichiararono guerra alla Russia. A complicare notevolmente il già confuso scenario ci si mise anche la Germania che, illudendosi di avere la superiorità terrestre a causa del conflitto russo-giapponese, invase l' URSS e, il 28 maggio dichiarò guerra agli USA.
    Gli Stati Uniti entrarono quindi nel conflitto accanto agli inglesi, ma coinvolgendo gli inglesi e gli altri alleati nella guerra contro la Russia.
    Il 2 giugno le prime squadriglie di bombardieri e caccia americani giunsero nella base di Dover e di li i caccia furono spediti a Tripoli, per contribuire alle missioni contro Malta.
    Dieci giorni dopo il Ministro degli Esteri inglese, Antony Eden, si recò in viaggio a Mosca e incontrò il suo collega Molotov. Le due nazioni erano in guerra ma i due ministri si accordarono per combattere il nemico comune ( la Germania ) e di combattersi solo a Germania sconfitta. In questo modo gli inglesi poterono concentrarsi senza troppe preoccupazioni per riconquistare l' Europa occidentale.
    Il 10 giugno gli inglesi scatenarono con 17 squadriglie inglesi, canadesi, francesi e olandesi il secondo raid di bombardamenti sulla Normandia e la Bretagna decisi a distruggere tutte le fabbriche, le stazioni radar e le postazioni difensive nelle regioni, colpendo anche le divisioni tedesche di guardia sulle coste.

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    A fine giugno cominciò il nuovo programma di arruolamenti volto ad addestrare 10 divisioni di fanteria, 2 squadriglie di bombardieri, 3 di caccia e 10 mezzi di trasporto, indispensabili per traghettare le truppe sul continente una volta iniziata l' invasione.

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    Il 14 luglio gli americano conobbero la prima sconfitta in mare ad opera di sottomarini italiani che, a largo delle coste del Gambia, silurarono un cacciatorpediniere statunitense che affondò portandosi dietro tutti i suoi 350 membri dell' equipaggio.
    Due settimane prima i norvegesi, ormai forti di 10 divisioni, erano riusciti a respingere l'invasione della Finlandia, alleata della Germania e in guerra con i russi.
    Russi che al primo luglio erano riusciti a contenere quasi ovunque l' offensiva tedesca e anche a passare al contrattacco in alcune zone nei giorni precedenti.

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    24 giugno 1942 1 luglio 1942
    Nel corso del mese di luglio i tedeschi subirono la perdita di altri due cacciatorpediniere nel Mare del Nord e per il resto dell' estate l' unico fronte su cui si combatteva era quello orientale. Russi e tedeschi avanzavano e indietreggiavano a turno, bilanciando offensive e controffensive, ritirate e avanzate. La Polonia, o per lo meno, quella che era stata la Polonia fino al 1939, era lo scenario dello lotta mortale tra i due giganti. Ma nessuno dei due sembrava in grado di sopraffare l' altro, almeno per ora.

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    1 settembre 1942 4 ottobre 1942
    A metà settembre anche sul fronte africano si ebbero degli scontri tra una divisione italiana sbarcata di sorpresa nei pressi di El Ariun ( ex territori spagnoli della Costa d' Oro ), ricacciata e annientata dalla reazione portata dai francesi che ripresero la città il 24 settembre.
    Null' altro fino alla fine dell' anno.
    Mentre tedeschi e russi si dissanguavano nelle foreste della Polonia senza riuscire a sfondare il fronte avversario su larga scala, gli alleati scatenarono un nuovo massiccio attacco aereo su Malta e il 26 novembre, appena terminato il raid, 3 divisioni inglesi sbarcarono a nord della Valletta, ma gli italiani riuscirono a respingerli e il primo assalto fallì miseramente con perdite ingenti.
    Il primo dicembre fu quindi lanciata una poderosa offensiva aerea sull' arcipelago della durata di una settimana. In quei giorni almeno 1000 bombe devastarono la splendida Malta, distrussero le caserme italiane, danneggiarono l' aeroporto e il porto e provocarono perdite pesantissime nella guarnigione italiana.
    Il giorno di Natale fu tentato un nuovo sbarco anfibio, ma nonostante la superiorità numerica degli attaccanti, gli italiani ebbero ancora una volta gioco facile nel respingere l' assalto e mantenere le posizioni.
    Il re decise di non parlare quel capodanno. Troppe parole erano state sprecate negli anni passati ed era giunta l' ora di far parlare le armi. Negli ambienti militari giravano voci di grandi offensive per il 1943, grandi attacchi, grandi manovre. Qualcuno si spinse ad affermare che sarebbe stato l' anno decisivo per la vittoria.
    Non fu creduto, quel qualcuno, me bastarono 13 soli mesi per far cambiare idea alla maggioranza degli esperti.
     
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    PARTE VII: 1943
    Il punto di svolta ad occidente
    Il 1943 bellico iniziò molto presto. Alla fine della prima settimana di gennaio truppe francesi sbarcarono a Fuerteventura scacciandone il contingente italiano che era riuscito a impossessarsi nuovamente dell' isola, mentre nel Mediterraneo centrale gli inglesi ripresero i raid su Malta per fiaccare al massimo le forze della guarnigione italiana ancora saldamente padrona della capitale.
    Il 12 gennaio fu tentato un nuovo sbarco nell' isola ma, mentre le isole di Gozo e Comino vennero occupate dalle truppe di Sua Maestà Britannica, l' isola principale e la capitale rimasero in mano nemica.
    Il 14 gennaio però, sbarcando a sorpresa sulle coste occidentali di Malta, le truppe inglesi padrone di Gozo e Comino riuscirono finalmente a scacciare i resti della guarnigione italiana dallla Valletta e alle 10.00 del mattino la Union Jack sventolava di nuovo sui bastioni cittadini.

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    Due giorni dopo, mentre a Londra 50 cannoni sparavano a salve per celebrare la riconquista dell' isola, le truppe inglesi e alleate ( omanite, nepalesi e gli uomini della II armata indiana, 7 divisioni totali ) iniziarono l' " Operazione Prelude ", l' invasione della Sicilia.
    Entro la mezzanotte del 16 gennaio i primi fanti alleati erano sbarcati sulla spiaggia compresa tra Marina di Acate e Scoglitti, senza trovare resistenza. Nelle ore successive la testa di ponte si allargò verso l' intero e lungo la costa con la conquista di Acate, Vittoria, Gela e Marina di Ragusa.
    Gli italiani si ritirarono verso l' interno, decisi a bloccare l' avanzata alleata verso nord valendosi del terreno aspro e più favorevole alla difesa, ma così facendo permisero agli alleati di far giungere altri rinforzi via mare nel giro di tre giorni.

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    Il piano difensivo italiano fu un successo pieno. Nonostante nuovi sbarchi in altri tratti di coste nelle settimane successive ( il 29 gennaio fu conquistata Pozzallo, il 3 febbraio cadde Portopalo di Capo Passero, il 10 febbraio fu il turno di Marina di Modica, Pachino, Ispica, Rosolini e Modica, il 20 gli inglesi entrarono in Avola e Noto e il 1 marzo caddero Palazzolo Acreide, Ragusa, e Augusta. Catania fu conquistata solo il 2 aprile e due giorni dopo si arresero le guarnigioni del' interno. Metà Sicilia era quindi nelle mani alleate, dopo quasi 3 mesi di lotta chilometro per chilometro.

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    Il giorno seguente gli alleati lanciarono una poderosa offensiva aerea su Palermo, Trapani, Cefalù, Messina e Agrigento, bombardate da 19 squadriglie di bombardieri sudafricani, inglesi, australiani, neozelandesi e americani. Furono colpiti porti, aeroporti, basi di contraerea, difese costiere, campi di addestramento, fabbriche e nodi ferroviari cruciali, in previsione dell' offensiva di terra.
    L' attacco sull' intero fronte partì il 5 aprile coinvolgendo 16 divisioni sudafricane, nepalesi, irachene, yemenite, inglesi e indiane, che si aprirono la strada spazzando via due divisioni italiane a mezzo organico in poche ore.
    6 giorni dopo, con la conquista di Palermo, Agrigento, Trapani, Messina e altri centri minori, gli alleati completarono la conquista della Sicilia. L' " Operazione Prelude " era conclusa, con pieno successo e al prezzo di meno di 3.000 uomini da parte degli alleati. Gli italiani ne avevano lasciati sul campo più del doppio.

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    Nel corso delle settimane successive gli alleati continuarono a spostare truppe nella Sicilia occupata, in previsione dell' invasione della Penisola, in programma per l' estate,
    Il primo maggio, sempre in previsione dell' offensiva estiva, gli alleati diedero inizio ad un mese di raid aerei su tutto il sud Italia, colpendo Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Taranto, Foggia, Potenza e Lecce e le loro industrie, le difese terrestri, le caserme, gli aeroporti e i porti.
    Il 9 maggio due divisioni omanite sbarcarono a Cagliari, dando inizio all' " Operazione Jumping Frog ", la conquista della Sardegna. La guarnigione di Cagliari si arrese dopo 30 minuti di lotta e nel giro do 3 giorni l' isola era completamente occupata al prezzo di 550 omaniti.

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    Mentre i primi baluardi dell' Asse cadevano nelle mani alleate, aprendo il secondo fronte, in Inghilterra prese il via il nuovo programma di arruolamenti per il 1943-44 al termine del quale sarebbero stati messi a disposizione dell' offensiva a nord altre 9 divisioni di cui 6 di cavalleria e 7 squadriglie, 3 delle quali composte da caccia.

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    Il 23 maggio le divisioni dell' Oman padrone della Sardegna si imbarcarono da Cagliari e furono sbarcate presso Melilla, occupata dai tedeschi. La città, ex dominio spagnolo, cadde senza colpo ferire il giorno stesso. Era iniziata l' " Operazione Hercules ", la liberazione delle coste meridionali dello Stretto di Gibilterra, fondamentali come base di partenza per la futura invasione della Spagna occupata dai tedeschi.
    Contemporaneamente, sempre in previsione di tale evento, il 4 luglio le divisioni dell' armata di Palestina sbarcarono con successo nell' Isola di Maiorca nel corso dell' " Operazione Trident ". Quindici giorni dopo l' arcipelago era stato conquistato, praticamente senza perdite. Il 22 luglio gli omaniti entrarono in Ceuta, completando la conquista del Marocco Spagnolo.

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    Nel corso del mese di agosto gli alleati accelerarono i preparativi per l' invasione della penisola italiana, rimandata in autunno per mancanza di mezzi navali da sbarco.
    Sul fronte orientale tedeschi e russi continuavano a contendersi ogni metro di suolo senza riuscire ad aprire brecce nello schieramento avversario, anche se i tedeschi erano riusciti ad impossessarsi del porto di Ismail e delle città di Leopoli, Brest-Litovsk e Pinsk.
    Il nove novembre gli alleati diedero inizio all' " Operazione Breach ", l' invasione della penisola italiana, con uno sbarco a sud di Melito di Porto Salvo e uno a nord di Villa San Giovanni. Dovettero vedersela con una poderosa difesa eretta dagli italiani nelle settimane precedenti e scacciare dalle spiagge gli uomini dell XVI divisione corazzata tedesca.
    Nonostante l' intenso fuoco di sbarramento opposto dai difensori, gli alleati riuscirono a respingerli verso l' interno occupando Reggio Calabria già il giorno seguente.

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    Il 13 novembre, mentre gli alleati consolidavano la testa di ponte di Calabria raggiungendo la vetta dell' Aspromonte, altre truppe sbarcarono in Albania nel tentativo di sottrarre all' Italia tutte le sue conquiste. L' operazione, nome in codice " Deception ", fu un successo rapido e indolore. Gli italiani avevano già abbandonato il paese per rafforzare le difese in patria e gli inglesi ebbero buon gioco delle piccole guarnigioni lasciate a presidiare le città principali.

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    Una settimana dopo il primo sbarco l' Albania era già presidiata da 9 divisioni alleate, pronte per sbarcare in Abruzzo, alle spalle della principale linea difensiva italiana.
    Ma l' atto decisivo del dramma in corso, cominciato in gennaio, cominciò ufficialmente all' alba del 29 novembre quando 10 divisioni inglesi, la prima e la seconda british army, sbarcarono sulle coste olandesi, a nord di Amsterdam.
    Era cominciata l' " Operazione Liberty Bell ", l' invasione dell' Europa occupata.
    L' attacco ad Amsterdam in realtà era solo un diversivo, che doveva far spostare il maggior numero di divisioni tedesche nella zona liberando quindi le coste scelte per lo sbarco vero e proprio, non mole miglia più a sud. Quelle del passo di Calais.
    Al tramonto del 2 dicembre le divisioni furono imbarcate nuovamente mentre 8 divisioni francesi toccarono terra all' alba, nei pressi di Gravelines. Poche ore dopo altre truppe alleate sbarcarono più ad occidente, tra Sangatte e Ambleteuse.
    A sera Calais era già stata presa.

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    Il 5 dicembre erano ormai sbarcate 28 divisioni alleate e il comando superiore diede l' ordine di allargare la testa di ponte per consentire nuovi sbarchi.
    Alle 2 del mattino del 6 dicembre, con un colossale fuoco di sbarramento, cominciò l' avanzata verso l' interno, in ogni direzione, trovando solo sporadica resistenza in direzione di Dieppe e Amiens, le due città furono comunque prese il 10 dicembre, Dunkerque cadde l' 11 mentre Lille, difesa aspramente da 8 divisioni tedesche, slovacche e ungheresi, resistette all' attacco.

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    Il dicembre 23 divisioni alleate reiterarono l' attacco alla città senza però riuscire a prenderla.

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    Il 21 dicembre, con lo sbarco in Normandia di 6 divisioni franco-olandesi, cominciò la seconda fase dell operazione.

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    Il giorno di Natale i tedeschi ripreso Dunkerque, mentre gli alleati conquistarono Le Havre riunendosi con gli olandesi e preparando il terreno per gli sbarchi da effettuarsi nei primi giorni dell' anno nuovo.
    Il 28 dicembre l' offensiva alleata si scatenò su tutto il fronte normanno con una potenza di fuoco spaventosa. Gli olandesi e i francesi avanzarono trovando scarsissima resistenza verso Cherbourg, Avranche e Argentan, il giorno dopo tutti gli altri cominciarono la marcia per conquistare Lille, riprendere Dunkerque, avanzare su Gand e Parigi.

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    Nella mattinata del 30 dicembre i francesi arruolatisi volontari nell' esercito britannico riuniti nella III brigata della divisione corazzata inglese entrarono in una Parigi innevata ed esultante, per la prima volta dopo quasi 4 anni.
    Poche ore dopo anche Dunkerque fu ripresa ai tedeschi.
    Era ormai chiaro che l' invasione non poteva più essere respinta, anche perchè sul fronte orientale i tedeschi erano finalmente riusciti a sfondare le difese sovietiche, senza però riuscire a conquistare alcuna grande città. I russi bloccarono l' offensiva e costrinsero i tedeschi a inviare altri rinforzi per evitare un contrattacco sovietico in pieno inverno. Le coste della Normandia e la Francia occupata rimasero quindi quasi sguarnite e gli alleati stavano preparandosi a sbarcare altre divisioni per aumentare la forza della spinta.
    L' avanzata in Calabria era stata bloccata dagli italo-tedeschi poco a nord di Cosenza, ma con il fronte normanno ormai ampiamente sfondato e la minaccia concreta verso il Reno e la Spagna impedirono alle forze dell' Asse di mandare altre truppe nel sud Italia per respingere l' invasione.
    - Nelle settimane scorse - disse il re nel suo discorso di capodanno alla nazione - le forze che si oppongono ad Hitler e al suo fantoccio Mussolini hanno violato le difese nemiche per la prima volta dopo quasi quattro anni. Parigi è già stata liberata e presto lo sarà l' intera Francia. Avevo promesso che sarebbe arrivato un giorno in cui avremmo respinto i tedeschi dall' Europa e liberato i popoli che per lungo tempo sono stati oppressi e spogliati di ogni dignità dai dominatori germanici. Ebbene, questo giorno è giunto. Il cammino verso la vittoria è ancora lungo e irto di ostacoli. Ma nulla potrà impedirci di ottenere il successo e riscattare le sconfitte cocenti che abbiamo subito nel 1940 ad opera dei panzer di Hitler.
    Dobbiamo compiere ancora l' ultimo sforzo, quello decisivo, che ci condurrà alla vittoria e alla pace -
    Ovunque, nei territori occupati dai tedeschi, la notizia dello sbarco alleato in Francia e della liberazione di Parigi suscitò ondate di entusiasmo e giubilo che nemmeno le forze speciali naziste riuscirono a soffocare. Nella stessa Berlino vi fu un corteo di pacifisti e antinazisti. Molti furono arrestati e giustiziati, ma ormai tutti, Hitler compreso, avevano capito che la fine era prossima.
     
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  10. alberto90

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    PARTE VIII: 1944
    La Germania alle corde
    Il 1944 iniziò con la conquista alleata di Cherbourg, Avranches, Orleans e Le Mans avvenuta il 3 gennaio. Tre settimane dopo, lo sbarco di nuove divisioni franco-belghe portò alla conquista dell Bretagna e il 27 gennaio 35 divisioni schierate tra la Bretagna e l' Ile de France, diedero inizio all' attacco per raggiungere il corso inferiore della Senna, tra Orleans e l' oceano.

    upload_2015-2-10_23-50-22.png upload_2015-2-10_23-51-18.png
    Mentre a nord l'offensiva proseguiva incontrastata, gli alleati terminavano i preparativi per l' " Operazione Bullfighter ", la liberazione della Spagna. Il piano d' attacco prevedeva un' attacco da nord e due sbarchi anfibi dalle Baleari e dal Marocco Spagnolo.
    Ma dopo aver constatato che le difese costiere installate dai tedeschi erano troppo imponenti e che i bombardamenti aerei e navali non avrebbero potuto neutralizzarle, ci si accordò per un solo attacco da nord, che avrebbe anche consentito di isolare le truppe tedesche nella zona di Bordeaux valendosi dell' avanzata da nord delle forze alleate.
    Il 12 febbraio, con uno sbarco anfibio presso Capbreton effettuato da 8 divisioni inglesi, la Spagna e i tedeschi lasciatevi di guarnigione, furono isolate dal resto del terzo reich. 5 giorni dopo erano sbarcate anche 12 divisioni americane che quello stesso 17 febbraio attaccarono Bordeaux riuscendo a scacciarne i difensori tedeschi.

    upload_2015-2-11_0-7-19.png upload_2015-2-11_0-7-47.png
    Il giorno seguente 6 divisioni corazzate inglesi attraversarono l' ex confine spagnoli, attaccarono la guarnigione di Bilbao riuscendo a cacciarne i tedeschi.
    Mentre l' invasione della Spagna conosceva le sue prime fasi, lungo il fronte della Senna gli alleati erano in attesa di rimettersi in marcia con l' obbiettivo di occupare Tours e Bourges e raggiungere il confine con la Francia di Vichy, isolando le divisioni tedesche a La Rochelle e in Vandea.
    L' attacco scattò all' alba del 25 febbraio.

    upload_2015-2-11_0-15-34.png upload_2015-2-11_0-15-53.png
    Entro il 10 marzo gli alleati erano padroni della Turenna, del Berry, della Vandea e di La Rochelle, collegando quindi le teste di ponte nella Francia meridionale con la Normandia e la Bretagna.
    Le divisioni rimaste indietro furono spostate verso oriente per rinforzare il nuovo fronte e preparare l' offensiva di primavera.

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    Il 13 marzo iniziò l' " Operazione Spring Awakening " con lo sfondamento del fronte compreso tra Parigi e Dunkerque portato da 58 divisioni alleate ( francesi e inglesi ). Gli obiettivi erano Gand, Mons, Valencienne e Compiegne.
    Dieci giorni dopo, mentre gli alleati si avvicinavano alle loro mete, a sud riprese l' offensiva in Spagna, dopo l' occupazione di Bilbao. 4 divisioni corazzate inglesi e 12 divisioni americane avanzarono su Saragozza e Huesca, senza trovare difese o resistenze. I tedeschi si erano probabilmente ritirati verso Madrid e il sud della penisola iberica, temendo attacchi alle spalle.

    upload_2015-2-11_0-29-45.png upload_2015-2-11_0-30-8.png
    Nelle prime ore del 25 marzo 9 divisioni alleate ( 7 indiane e 2 yemenite ) tentarono lo sbarco nella zona di Valencia, quella che originariamente doveva essere l' " Operazione Flying Seagull ". Ma le difese tedesche e la tenace resistenza dei tiratori scelti e degli artiglieri appostati lungo le spiagge, respinsero l' assalto costringendo gli attaccanti a tornare a Palma di Maiorca.
    Il 30 marzo il fronte degli alleati si allargò ulteriormente: dopo settimane di trattative diplomatiche segretissime e la firma di di un trattato, segreto anch'esso, il presidente della Francia di Vichy accettò di entrare in guerra contro l' Asse, con la promessa da parte degli alleati di lasciare carta bianca alle truppe di Vichy che immediatamente iniziarono la marcia verso l' Italia del nord. Due divisioni, schierate a nord lungo il confine con la Germania, decisero di marciare, congiuntamente agli inglesi e ai loro alleati, verso il Reno e puntare alla Baviera.

    Il 2 aprile, dopo essere state bloccate per una settimana dai sopraggiunti rinforzi tedeschi, le divisioni schierate tra Parigi e il mare ripresero l' offensiva verso i loro obiettivi respingendo i tedeschi verso oriente. Questa volta attaccarono anche le truppe schierate a sud di Parigi, puntando su Digione e Troyes.


    upload_2015-2-11_0-42-32.png upload_2015-2-11_0-43-8.png
    Intanto, il 5 aprile due divisioni dell' Oman riuscirono a conquistare di sorpresa Tarragona, tagliando i collegamenti tedeschi tra Barcellona e il sud della Spagna e con Madrid.
    Più ad ovest 10 divisioni anglo-americane attaccarono Siguenza, col chiaro intento di minacciare Madrid e di costringere i tedeschi a ritirarsi ancora più a sud per poi annientarli una volta stretti tra il mare e i monti della Sierra Morena.
    Il nove aprile, caduta Siguenza, altre 9 divisioni alleate attaccarono Burgos e Oviedo, puntando ad intrappolare alcune divisioni germaniche in Galizia valendosi anche della neutralità amichevole del Portogallo.

    upload_2015-2-11_0-50-14.png upload_2015-2-11_0-50-30.png
    Il 13 aprile, caduta anche Huesca, gli alleati attaccarono finalmente Barcellona, isolata anche dal Mare oltrechè da terra.
    Sei giorni dopo, in seguito alla conquista di Gand, Mons ( restituite subito alla sovranità belga ), Valenciennes, Compiegne, Troyes e Digione ( occupata dalle truppe di Vichy ), gli alleati ripresero l' offensiva verso il Reno puntando a Namur, Reims, Chaumont e Mulhouse. 69 divisioni, appartenenti a 6 nazioni diverse, spazzarono letteralmente via le divisioni germaniche schierate lungo il fronte costringendo i superstiti a ritirarsi verso la Mosa e il Reno.
    L' offensiva, nome in codice " Operazione Water Hammer ", fu coronata dal successo.

    upload_2015-2-11_0-58-52.png upload_2015-2-11_0-59-28.png
    In Italia meridionale intanto gli italiani erano riusciti a riprendere Cosenza, Lamezia Terme, Catanzaro, e Vibo Valentia agli alleati, che ora dovevano respingere un nuovo assalto nemico e tentare la riconquista delle città perdute, in modo da impedire agli italiani di portarsi verso la pianura Padana ormai invasa dalle truppe di Vichy scese dalle Alpi.
    Il 29 aprile, lo stesso giorno in cui riprendeva l' offensiva in Calabria, 16 divisioni anglo-francesi sostenute da altre 25 divisioni inglesi, davano l' assalto a Bruxelles, espugnandola dopo ore di lotta accanita.
    Il 2 maggio, 17 divisioni inglesi sferrarono l' attacco a Metz, aiutate da altre 12 divisioni miste francesi, canadesi e inglesi. Poco a poco la presa tedesca sulla Francia stava perdendo forza e presto il paese sarebbe stato liberato totalmente.
    Dopo la caduta di Metz, avvenuta l' 8 maggio, due giorni dopo iniziò l' attacco di 24 divisioni francesi, canadesi e olandesi contro Arlon. I tedeschi riuscirono a rallentare la marcia degli alleati ma non ad arrestarla, alla fine furono costretti a ritirarsi su Bastogne e rifugiarsi nei boschi delle Ardenne.

    upload_2015-2-11_1-8-48.png upload_2015-2-11_1-9-9.png
    Il 14 maggio, alle ore 20.00, le truppe alleate denominate - Fronte dell' Italia Meridionale - conquistarono Scalea, Castrovillari e Trebisacce ( le altre località perse in precedenza erano state riprese in aprile ), completando la liberazione della Calabria. Fu tentata l' avanzata in Basilicata, ma la carenza di carburante per i mezzi corazzati il rischio di manovre a tenaglia della truppe italo-tedesche appostate a Metaponto e Maratea, convinsero i comandanti alleati ad attendere l' arrivo delle altre divisioni ancora in Sicilia prima di tentare lo sfondamento a nord.
    Il 16 maggio 6 divisioni francesi sbarcarono nei pressi di Murcia occupando parecchie miglia di spiagge quasi indifese. Ma inoltratesi nell' interno furono gradatamente respinte indietro dai sopraggiunti tedeschi e costrette a reimbarcarsi e tornare a Maiorca. Ogni tentativo di sbarcare da quella parte sembrava destinato a fallire. Non restava che piegare i tedeschi respingendoli da nord e lasciando perdere ogni piano di sbarco anfibio.
    Se in Spagna la marcia degli alleati procedeva a rilento e con grande fatica, sul fronte renano questa continuava spedita e con perdite minime.
    Il 18 maggio Anversa fu aggredita dal fuoco diretto di 18 divisioni anglo-francesi e indiretto di altre 40 divisioni inglesi: nel giro di poche ore la guarnigione si ritirò per evitare l' annientamento ormai inevitabile.
    A fine mese finalmente si rimise in marcia ( si fa per dire ) anche il Fronte dell' Italia Meridionale, quando 20 divisioni del Commonwealt ( omanite, sudafricane, yemenite, indiane, nepalesi, sudanesi, ugandesi e inglesi ) avanzarono su Taranto e Potenza. Entrambe le città resistettero al furibondo attacco alleato e dopo alcuni giorni le loro guarnigioni riuscirono a respingere gli attaccanti alle posizioni di partenza. L' offensiva in Italia del sud si arrestò li e non fu più possibile spingerla oltre.

    upload_2015-2-11_1-24-35.png upload_2015-2-11_1-24-52.png
    Il 29 maggio, caduta Anversa, gli alleati attaccarono Rotterdam e Liegi ( rispettivamente con 25 e 15 divisioni inglesi ) varcando la Mosa e scacciando i tedeschi dagli ultimi lembi di Belgio ancora nelle loro mani e iniziando la liberazione dell' Olanda.
    Il 27 maggio le truppe di Vichy, liberando Mulhouse, avevano raggiunto per prime il Reno. E di li si preparavano alla grande offensiva finale verso la Baviera. Poco a nord gli alleati penetrarono nel Lussemburgo con 13 divisoni e attaccarono Strasburgo con 12, decisi a cacciare i tedeschi dalla Francia. Era il 1 giugno 1944.

    upload_2015-2-11_1-30-13.png upload_2015-2-11_1-30-38.png
    Il Spagna, il 4 giugno dopo la conquista di Barcellona, Oviedo e Burgos, gli alleati attaccarono Valencia e Guadalajara con un totale di 19 divisioni, decisi a minacciare sempre di più Madrid e la sua guarnigione.
    Il 7 giugno gli alleati attaccarono Bastogne respingendo i tedeschi sempre più ad est mentre a sud le altre truppe ( 33 divisioni inglesi, americane, francesi e di Vichy ) superato il Reno, attaccarono Friburgo in Brisgovia e Saarbruken, dando inizio all' invasione della Germania.
    Il 10 giugno le truppe di Vichy erano ormai padrone di Torino, Genova, Milano, La Spezia e Trento e ora avanzavano su Venezia e Trieste, per tagliare i collegamenti tra Italia e Germania e bloccare la eventuale ritirata dei tedeschi scesi in soccorso degli italiani bloccati nel sud.

    upload_2015-2-11_1-38-55.png upload_2015-2-11_1-39-15.png
    Il 13 giugno, alle ore 4 antemeridiane, 59 divisioni alleate ( inglesi, canadesi, americane, francesi e di Vichy ) scatenarono l' " Operazione Apocalypse ", l' offensiva finale per l' annientamento della Germania, con gli attacchi su Friedrichshafen, Stoccarda, Francoforte sul Meno, Kassel e Colonia.
    I tedeschi, ormai piegati dalle perdite enormi e colpiti dalla ferocia dell' offensiva si ritirarono quasi senza combattere, nonostante gli ordini severissimi impartiti da Hitler.
    5 giorni dopo, sempre secondo il piano di Apocalypse, gli inglesi scatenarono il secondo attacco a Rotterdam ( il primo era fallito ) e attaccarono Aquisgrana, per un totale di ben 40 divisioni ( 25 contro Rotterdam e 15 contro Aquisgrana ).

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    Il 21 giugno ripresero gli attacchi anche in Spagna, dove gli alleati, conquistate Valencia, Guadalajara e Villadolid, attaccarono Salamanca e la stessa Madrid, nella speranza di fiaccare il morale dei tedeschi e poter quindi marciare rapidamente su Gibiliterra, il verso scopo dell' operazione in corso. L' attacco a Salamanca ebbe successo, quello a Madrid no e fu deciso di attendere qualche giorno per dare il tempo ad altre divisioni di arrivare in rinforzo.
    Sul fronte renano intanto erano cadute Aquisgrana ed Eindhoven, la prima città olandese ripresta ai tedeschi, mentre l' attacco a Kassel era fallito.
    Ora, 30 giugno, 10 divisioni inglesi marciavano su Arnhem e Utrecht, per isolare le divisioni tedesche restanti in Olanda. Il 2 luglio caddero Rotterdam, Arnhem e Utrecht.
    Al tre di luglio era ormai chiaro che la Germania stava vivendo le ultime settimane di lotta, attaccata massicciamente da est ( dove i russi erano riusciti nel corso della primavera a ricacciare indietro le armate germaniche spintesi fin quasi a Smolensk e Kiev giungendo alla fine di giugno a conquistare gran parte della Polonia anteguerra e spingersi sino in Slesia ) e da ovest, dove gli alleati erano ormai attestati saldamente sull' alto corso del Danubio, lungo il Meno e il Reno.
    La minaccia era viva anche da sud dove le truppe di Vichy avano ormai preso tutta la pianura Padane e le Alpi e potevano irrompere in Austria e congiungersi con le truppe schierate ai confini con la Baviera.

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    Quello stesso pomeriggio del 3 luglio gli inglesi attaccarono con 25 divisioni Amsterdam mentre altre 8 miste anglo-francesi, avanzavano su Dortmund, per accerchiare la regione della Ruhr e la città di Essen.
    Il giorno dopo fu tentato un nuovo attacco su Madrid, portato da 4 divisioni inglesi sostenute da altre 6 americane. I tedeschi si ritirarono combattendo rallentando molto l' avanzata inglese sulla ex capitale spagnola.
    L' otto luglio, caduta Dortmund, gli inglesi sferrarono l' attacco alla Ruhr con 10 divisioni, spazzando via ogni resistenza e annientando 3 divisioni tedesche.
    Il nove luglio fu attaccata Leeuwarden e il 10 una divisione tedesca paracadutata ad Eindhoven fu rapidamente sopraffatta e annientata dagli inglesi.
    Il 17 luglio riprese l' attività anche in Spagna con gli attacchi portati da 20 divisioni anglo-francesi a Murcia e Albacete. Lo stesso giorno veniva ripresa anche Groninga, l' ultima città dell' Olanda ad essere riconquistata dagli alleati dopo 4 anni.
    Tre giorni dopo scattò l' attacco a Wilhelmshafen, Munster e Kassel, da parte di 53 divisioni alleate. Nonostante la resistenza opposta dai tedeschi la marcia dei liberatori proseguiva a spron battuto, tanto da costringere Hitler a spostare alcune divisioni dal fronte orientale a quello occidentale. Non sarebbe comunque servito.
    Il 21 luglio cadde finalmente Madrid e gli alleati scatenarono l' attacco verso l' Estremadura puntando a Badajoz, mentre altre truppe convergevano verso Albacete, ancora in mano tedesca.
    Tre giorni dopo, prese Wilhelmshafen ( occupata dagli olandesi ), Munster e Kassel ( occupate dai francesi ), gli alleati sferrarono un altro colpo micidiale lungo tutto il fronte da Meno al mare, puntando alla conquista di Brema, Hannover, Gottinga, Erfurt e Schweinfurt. L' obbiettivo implicito era raggiungere per prima l' Elba e cercare di prendere Berlino prima dei sopraggiungenti russi.

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    Il primo agosto, ormai padroni di Brema ed Hannover, gli anglo-franco-olandesi decisero di marciare speditamente su Lubecca, Amburgo e Kiel in modo da bloccare definitivamente l' avanzata galoppante dei russi che già erano sull' Elba e padroni di Potsdam e Cottbus e che accerchiavano Berlino.
    L' " Operazione Barrier " fu coronata dal successo e già alla fine della prima settimana di agosto tutte e tre le città erano in mano agli occidentali.
    Nella serata del 2 agosto riprese l' avanzata a sud, con gli alleati intenzionati a prendere Norimberga e Dresda e in tal modo fissare il confine tra occidente e oriente sull 'Elba.
    L' 11 agosto scattarono gli attacchi a Monaco, Regensburg e Lech, in modo da arrivare ai confini con l' ex Repubblica Ceca ( che sarebbe stata lasciata ai russi ) e invadere l' Austria prima dei russi, ormai prossimi al Lago Balaton.
    Il 7 agosto nel frattempo erano state attaccate Almeria e Jaen mentre Badajoz era accerchiata e prossima alla caduta, il 9 agosto si era verificata la prima battaglia tra occidentali e russi, arrivati per primi a Lipsia e ricacciati da un deciso attacco inglese. Era una vittoria cruciale per il destino futuro della guerra ormai agli sgoccioli.

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    L' 11 agosto gli inglesi attaccarono Rostock, nella speranza di giungere in città prima dei russi e ottenere per l' occidente anche la Pomerania.
    Lo stesso giorno fu attaccata anche Magdeburgo, già in mano ai russi e unico baluardo rosso oltre l' Elba. L' attacco fu sospeso in serata quando vi fu un accordo tra le parti ( nonostante il conflitto in atto, inglesi e russi avevano ancora il modo di trattare e accordarsi ) secondo il quale una volta sconfitta la Germania i russi avrebbero restituito Magdeburgo agli occidentali in cambio del consenso ad occupare la Cecoslovacchia, la Romania, l' Ungheria e la Bulgaria.
    Il giorno di ferragosto i francesi dell' Armata di Tunisia, sbarcando presso Cadice da navi di Vichy, tentarono di accelerare la caduta dei tedeschi in Spagna occupando l' Estremadura e riprendo Gibilterra. Ma il loro attacco fallì ancora una volta e fu quindi deciso di sferrare entro poche giorni l' attacco decisivo da nord che effettivamente fu lanciato due giorni dopo. Gli obbiettivi erano ancora Badajoz, strenuamente difesa da 2 divisioni tedesche e la cattura di Jaen e Almeria, ancora nelle mani germaniche.
    Ma non vi fu il tempo di portare a termine l' attacco. Il 23 agosto, alle ore 22, i tedeschi firmarono l' armistizio con gli alleati e con i russi, valido a partire dalla mezzanotte. Due ore dopo la guerra contro la Germania era terminata, l' Italia firmava anch'essa l' armistizio e i territori ancora in mano ai tedeschi tornarono ai vecchi padroni.

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    Il primo settembre fu firmata la pace anche tra alleati occidentali e russi che, in base agli accordi precedentemente stilati, occuparono Germania orientale, Cecoslovacchia, Polonia, Romania. Bulgaria e Ungheria furono ridotte al rango di stati vassalli dell' URSS.
    La Francia di Vichy accettò di riunirsi alla Francia repubblicana, la Spagna riottenne tutte le sue terre in mano agli inglesi restituendo loro solo Gibilterra, l' Italia, in cambio della restituzione delle conquiste fatte da Vichy, della Sardegna e della Calabria-Sicilia, cedette agli inglesi l' Abissinia e la Libia.
    I francesi restituirono alla Germania tutte le terre occupate che fino al 1939 erano state tedesche e così fecero gli olandesi. I danesi riottennero, sempre dai francesi la penisola dello Yutland; il Lussemburgo tornò ad essere stato indipendente mentre il Belgio riotteneva dalla Francia Arlon e le Ardenne.
    Gli inglesi restituirono l' indipendenza anche all' Albania. L' Austria, anch'essa nuovamente stato libero, recuperò dai francesi di Vichy il Tirolo e dai russi tutte le terre da loro occupate entro i confini prebellici.
    Dopo 5 anni precisi l' Europa ritrovava la pace.

    FINE
     

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  11. Djmitri

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    Bel AAR, bravo Alberto!
     
  12. alberto90

    alberto90

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  13. Carlos V

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    @alberto90
    Scopro solo ora questo AAR.
    Una bella partita, senza dubbio, forse ti sei affidato un po' troppo ai rinforzi alleati e non hai curato la parte logistica, ma hai vinto la guerra ed è questo quello che conta. :)
    Perché non passi a Darkest Hour? HoI2 è stato un bellissimo gioco a suo tempo, ma il suo "erede" è migliore sotto ogni aspetto. Tra l'altro tu possiedi solo la versione base del gioco, che è molto limitante: forse dovresti procurarti almeno le due espansioni per avere qualcosa in più (ma resto sempre dell'idea che DH sia superiore ;)). Tanto ormai i prezzi sono alla portata di tutte le tasche e con gli sconti puoi anche risparmiare.
    Fidati che se proverai a rifare la partita con il Regno Unito in DH sarà completamente diversa da quella che hai narrato in questo AAR: già solo il fatto di poter partire anche dal 1933 ti consentirà di prepararti alla guerra con 6 anni di anticipo, mettici anche un albero tecnologico più articolato, le decisoni nazionali (che puoi far scattare quando vuoi tu, se le condizioni sono giuste), lo spionaggio, il fatto di poter proseguire la partita fino al 1963, una diplomazia più coerente (avresti potuto far entrare più nazioni negli Alleati) ed una mappa con molte più province.
     
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  14. alberto90

    alberto90

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    Grazie per il complimento.
    Mi è venuta un' idea .... perchè non me lo regalate voi, colleghi di AAR, per il compleanno? XDDDD
     
  15. Djmitri

    Djmitri

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    Straquoto quanto detto da Carlos V!

    Anche a mio avviso DH è nettamente superiore rispetto a HoI 2. La cosa che lo rende davvero fantastico, sono gli eventi e di conseguenza il realismo storico che segue: non potrai quindi farti il super mega esercito prima del tempo.
    Mi spiego meglio.
    In HOI 2 non avevi problemi di Forza Lavoro, quindi inziavi a sfornare unità su unità a nastro (il tipico esempio sono gli USA: se ne stanno li buoni fino al '41 a prepare esercito/aviazione/marina) così poi quando scoppia la guerra hai una marea di navi, aerei, fanteria, carri armati, ecc ecc pronti e belli aggiornati ed è un gioco da ragazzi vincere la guerra.
    Invece con DH è tutto molto più avvincente: ad es. sempre con gli USA, non hai Forza lavoro ed anzi dovrai rinforzare le unità che hai, puoi al massimo proporre una legge sul servizio di leva, la quale se accettata dal congresso, ti darà un po di FL, ma poca roba. Fino a quando i Jappi non ti attaccano a Pearl Harbour (Dicembre '41), puoi fare veramente poco e stai a guardare quello che succede in Europa e nel resto del mondo.
    Una volta che entri in guerra ha una marea e ripeto marea di FL, e allora inizi a sfornare di tutto di più.
    Ovviamente a livello tecnologico sei super aggiornato e non hai problemi di PI.
    Io con gli USA ho fatto una delle partite più belle mai giocate da quando gioco a HOI 2/Arsenal of Democracy/DH. Ho cercato di seguire quanto più possibile la storia (anche se ho dovuto ritardare di un annetto il D-DAY) e sono riuscito a scofiggere Italia e Germania.:cool: Prima mi ero già magnato i Jappi con 2 belle bombe nucleari...

    Lo consiglio a tutti quelli che non lo hanno ancora preso. :approved:
     
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    Ultima modifica: 25 Febbraio 2015
  16. alberto90

    alberto90

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    Eh si ok .... ma io non lo trovo in giro. Non so dove pescarlo e non ho modo di comprarlo su internet perchè non ho carte di credito o postepay ..... Mi farebbe piacere se me lo regalassero per il compleanno. Magari con l' aggiunta di qualche DLC di CKII e assieme a EUIV ....
     
  17. ronnybonny

    ronnybonny Moderator Membro dello Staff

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    Una postepay ricaricabile non costa niente se non sbaglio... O almeno io non ho pagato niente quando l'ho fatta
     
  18. alberto90

    alberto90

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    Si, ma se li ricevessi per regalo sarebbe una sorpresa doppia e sarebbe un doppio piacere giocarci. XDD
     
  19. Djmitri

    Djmitri

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    Si esatto la postepay non credo costi niente o al massimo 5 €, una volta fatta la ricarichi di 10/15 € (il costo di una pizza e coca cola), poi va su Steam e lo prendi:

    http://store.steampowered.com/app/73170/?l=italian

    Con gli sconti a volte lo trovi a prezzi stracciati. Io al tempo lo pagai 2,49 € con gli sconti! Praticamente niente!!! :approved::approved::approved:


    Nel caso non hai nessun amico che ha una CC ricaricaribile che può pagarti il gioco?:rolleyes:
     
  20. Carlos V

    Carlos V

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    Confermo, la Postepay non comporta alcuna spesa aggiuntiva, oltre ovviamente alle 5 € per avere un importo minimo sulla carta. Ti basta presentarti in un qualsiasi ufficio postale con i documenti, compilare il modulo e ti verrà subito consegnata.
    Secondo me conviene acquistare DH a 10 € su Steam, senza contare che ogni tanto i giochi Paradox vengono messi in offerta (i famosi saldi di Steam :D).

    Tieni presente che DH vale tutti i soldi spesi: io lo ritengo senza dubbio superiore a HoI3 sotto diversi punti di vista. Parlo con cognizione di causa, dato che presi HoI3 a suo tempo, ma non ci ho mai giocato seriamente perché mi è sempre sembrato troppo ostico ed (inutilmente) complicato: una gestione delle armate macchinosa, una diplomazia ingessata (con quella storia della neutralità non puoi dichiarare guerra a chi ti pare, nemmeno se sei una dittatura), una timeline cortissima (cosa inaccettabile, perché la Guerra Fredda viene sempre trascurata) ed un motore di gioco pesante.

    Io prenderei in considerazione l'acquisto di DH, sapendo che si tratta di un prodotto di ottima qualità. :)
     
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