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Da duchi di Verona a re d'Italia: i Della Scala alla scalata del potere

Discussione in 'Le vostre esperienze' iniziata da benny90, 31 Gennaio 2013.

  1. benny90

    benny90

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    CAPITOLO 1: ALBERTO I DELLA SCALA

    PARTE I: CONSOLIDANDO IL DUCATO ( 1330 - 1337 )

    Alberto I della Scala, duca di Verona e conte di Verona e Parma, nasce nel 1306 e all' età di 5 anni, il 28 ottobre 1311 eredita il titolo dal padre. Al fratello Mastino va la contea di Treviso.
    Nel 1321 sposa Agnese, figlia del conte di Carniola, feudo imperiale ai confini meridionali del ducato di Carinzia.
    All' età di 24 anni anni Alberto si trova nelle condizioni migliori per espandere il ducato lasciatogli in eredità a spese dei conti di Padova e Mantova e constatando che il proprio esercito, pur non essendo una superpotenza, è in grado di vincere le truppe delle contee su cui ha deciso di allungare le mani, prende la grande decisione.
    Il 25 febbraio del 1330, dopo aver provveduto ad informare il conte di Padova dello stato di belligeranza in corso, Alberto I alla testa delle sue truppe varca i confini e comincia, sconfiggendo il 5 marzo le truppe padovane presso Este, la prima guerra di espansione.
    Un anno esatto dopo, il 22 febbraio del 1331 viene alla luce Agnese, la figlia primogenita che pochi mesi dopo, il 13 aprile, viene promessa in sposa al principe Ugo di Cipro.
    Padova cede per fame solo il 1 febbraio del 1332, dopo 22 mesi di assedio. Il 16 gennaio successivo le truppe veronesi entrano in Polesine, appena conquistata, trascinandosi dietro il conte, imprigionato pochi giorni prima mentre cercava di fuggire. Il 20 gennaio questi è costretto a firmare la pace con Alberto, che lo pone nuovamente al governo della contea, facendone un vassallo fedele.
    Il 22 febbraio del 1333 nasce Alessandro, il figlio maschio tanto atteso, che non può tuttavia essere erede dal momento che la legge ducale prevede che siano i conti ad eleggere il duca. Alberto decide di lasciare come erede il fratello Mastino, almeno fino a che i figli non avranno raggiunto la maggiore età.
    Alessandro viene fidanzato l' 8 di giugno con la contessa Felicita Ruffo di Salerno, cercando in questo modo un legame futuro con il duca di Salerno e magari con il re di Napoli.
    Pochi mesi più tardi, il 10 febbraio del 1334, Alberto dichiara guerra al conte di Mantova, proseguendo in questo modo la sua politica aggressiva ed espansionistica.
    Un anno dopo, il 15 febbraio 1335, nasce Cecilia, che viene promessa il sposa il 18 aprile con Bertrando di Monferrato, parente del pontefice Vigilio II, proveniente proprio dalla famiglia dei conti di Monferrato.
    Con questo fidanzamento Alberto intende legare a se anche il Papa e la sua famiglia.
    Il 1 luglio dello stesso anno Mantova si arrende alle truppe veronesi dopo un assedio di 15 mesi. Il 27 febbraio successivo anche Castellucchio apre le porte ad Alberto e alle sue truppe. E proprio a Castellucchio che, il 24 marzo nasce Ottaviano, il quarto figlio.
    Il 18 gennaio del 1337 cade anche Serravalle e il conte di Mantova, sconfitto, due giorni più tardi firma la pace e consegna i proprio domini nelle mani del vincitore. Alberto decide di non correre rischi e così imprigiona il conte Filippino, inizialmente riconfermato signore di Mantova e lo spedisce in esilio. Questo accade nel luglio del 1337.
    Poche settimane più tardi, il 4 settembre, anche il conte di Padova viene imprigionato e spedito in esilio. Sia Mantova che Padova sono incamerate nei domini personali di Alberto assieme ai loro tesori.
    Mastino riceve dal fratello, come pegno di amicizia, la contea di Padova.
    Il 12 novembre del 1337, durante una solenne cerimonia nella cattedrale di Verona, Ottaviano viene fidanzato ufficialmente con Beatrice Visconti, contessa dei Grigioni. Se si sposeranno e avranno un figlio maschio, la contea passerà nelle mani dei Della Scala.
    La prima fase di consolidamento del ducato è terminata, Alberto ha rinforzato i territori ereditati dal padre e ora può, con tutta calma, lavorare per fare suoi anche i territori vicini. Il suo sogno è diventare, prima o poi, re d' Italia e fare della sua famiglia una dinastia gloriosa.
     
  2. SVEN HASSEL

    SVEN HASSEL

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    Da veronese ti seguo con grande trepidazione per le sorti del mio ducato :approved:
     
  3. benny90

    benny90

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    Spero di non deluderti allora.
     
  4. Lupin76

    Lupin76

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    ma demonio bèco,
    ecco parchè che jera tuto ch'el casin par rivar a este, jera el duca de verona in via a butar zò le mura...

    Anche da qui, dalla bassa veronese, seguiamo le sorti del ducato scaligero

    Ma sai che c'ero rimasto male a vedere che verona nel 1066 non si potevano usare i della scala? però in effetti hanno preso il potere solo nel secolo successivo...

    Buon inizio di partita, hai fatto un po il gradasso con i tuoi vicini entro il ducato, l imperatore ti ha lasciato fare, voglio vedere quando comincerai a dover litigare con i lumbard o con la duchessa di toscana o con i savoia/susa o con la baviera...

    facci sapere! ciao vecio! :)
     
  5. benny90

    benny90

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    Guardia che siamo nel 1330 .... l' impero ha già concesso l' indipendenza a tutti i ducati italiani.
     
  6. benny90

    benny90

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    PARTE 2: UNA FINE MISTERIOSA ( 1338 - 1339 )

    Il duca Alberto I il Grande si prepara alle prossime spedizioni contro il ducato di Ferrara, rivendicato da Obizzo d' Este, invitato a corte e insignito del titolo di conte di Parma il 15 dicembre del 1338.
    Prima però, per impedire ad Obizzo, una volta conquistati i territori che gli spettano, di rendersi indipendente, Alberto deve rivendicare per se il titolo di duca di Modena. In questo modo il titolo ducale resterà nelle sue mani mentre Obizzo assumerà il titolo di conte di Parma e Modena.
    A partire dai primi di gennaio del 1339 però inizia a sentire una strana stanchezza, la febbre lo assale spesso e comincia a venire meno la sua lucidità mentale. Tuttavia è sicuro, il titolo passerà nelle capaci mani del fratello mentre il suo amato Alessandro, che alla morte di Mastino diventerà duca, sarà educato proprio dallo zio.
    La rivendicazione non può essere portata avanti però, perchè la duchessa di Modena e Ferrara e impegnata nella crociata per Gerusalemme e non si prevede una fine imminente della guerra.
    Mano a mano che i mesi passano le forze di Alberto scemano poco a poco e all' inizio dell' autunno la sua situazione peggiora sempre più.
    Alberto si trova alla corte del fratello, dove i medici stanno cercando di curarlo invano. Alla fine di novembre, sentendosi ormai prossimo alla fine firma il suo testamento davanti agli occhi del fratello, della cognata e dei figli ancora piccoli. Notaio è il vescovo di Padova.

    Io, Alberto della Scala, duca di Verona e conte di Mantova, nel pieno delle mie facoltà mentali e in piena volontà, lascio il mio titolo al mio amato fratello Mastino che avrà cura dei miei figli e li crescerà ed educherà come se fossero suoi. Stabilisco che alla morte di mio fratello il titolo passi nelle mani di mio figlio Alessandro, ai figli di Mastino saranno concordati i titoli onorifici e saranno riconosciuti come Altezza Ducale.
    Lascio alla Chiesa di Roma e al Sommo Pontefice tutti i miei libri di teologia e una somma di 200 pezzi d' oro in riconoscenza delle innumerevoli grazie concessami da Nostro Signore Gesù Cristo tramite le benedizioni papali. Chiedo inoltre di poter essere seppellito nella cattedrale di Verona accanto alla tomba di mio padre vestito di un saio francescano.
    Letto, firmato e approvato. Alberto I della Scala, detto il Grande.


    Il 3 dicembre il duca morente si mette in viaggio per tornare a Verona accompagnato dal fratello e della cognata. La mattina successiva, nei pressi dell' Adige, all' altezza del ponte di Belfiore, Alberto I spira santamente dopo aver ricevuto i conforti religiosi del vescovo di Verona. Sono le 10 del mattino. Alberto ha 33 anni.
    Due giorni dopo il popolo veronese gli tributa onori degni di un imperatore mentre la salma del duca defunto viene deposta nell' ara sepolcrale accanto alle spoglie del padre, vestito di un saio francescano.
     
  7. Lupin76

    Lupin76

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    si si è che le mie partite ora come ora le faccio partire sempre nel 1066

    ma mi hai stuzzicato, la prossima mi sa che parto anchio col duca cangrande mastino o ezzelino o chi per lui
    :)
     
  8. benny90

    benny90

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    CAPITOLO II: MASTINO I DELLA SCALA

    PARTE 1: PROSEGUIRE L' OPERA ( 1340 1344 )

    Mastino I della Scala, duca di Verona e conte di Treviso, Padova, Mantova e Verona, è nato nel 1308 ed è sposato con Taddea da Carrara. Ha già 6 figli tra maschi e femmine ma Mastino non intende lasciare il ducato nelle mani di nessuno di loro. Non li ama particolarmente perchè sono nati da una donna che non ama che gli è stata imposta.
    Tuttavia prepara per loro fidanzamenti illustri con esponenti di nobili famiglie europee e diffondere il sangue scaligero ovunque.
    Dal momento dell' assunzione ufficiale del potere, la notte di natale del 1339 Mastino si da da fare per farsi amare dal popolo, che gli preferiva il fratello maggiore, e per accattivarsi i cittadini di Verona distribuisce doni alle famiglie povere e fa decorare la cattedrale con bellissimi affreschi.
    Per tutto il 1440 si adopera lui stesso per indagare sulla strana morte del fratello e in ottobre scopre che Alberto ha subito, per tutto l' anno precedente alla morte, un lento avvelenamento che lo ha portato alla tomba.
    Il vero choc però è quando scopre che il veleno è stato propinato da sua moglie, la fredda Taddea, che in cuor suo non vedeva l' ora di diventare duchessa.
    La sera del 6 ottobre, durante la cena, tra i due scoppia una lite.
    - Perchè, scellerata, hai ucciso mio fratello? - le urla Mastino.
    - Io l' ho fatto per te, l'ho fatto per darti il trono, per dare un futuro ai nostri figli - risponde la donna con decisione.
    - Stupida donna, avrei comunque ereditato il titolo, Alberto lo aveva scritto nel suo testamento -
    - Ho solo accelerato i tempi, marito mio, Alberto sarebbe morto comunque presto -

    Inizialmente Mastino pensa di incarcerarla e di esiliarla, ma poi, per mostrarsi come uomo pio e amabile la perdona, anche perchè Taddea è in attesa del settimo figlio.
    Questi nasce il 30 giugno 1341, viene battezzato Giacomo e il 26 novembre il padre lo fidanza con la contessa di Ravenna Elisa da Polenta, suddita del Romano Pontefice.
    Mastino è deciso a proseguire la politica estera del fratello, usurpare il titolo di duca di Modena e annettere il ducato di Ferrara, e poi proseguire con la conquista di tutte le contee dell' Italia centrale e trasformare il ducato in regno.
    Non potendo ancora fare nulla contro Ferrara, sempre impegnata in guerre sante e crociate, Mastino decide di dedicarsi a Bologna.
    Il 1 febbraio del 1342 il duca dichiara guerra al signore della città e invade i suoi terreni.
    Il 13 marzo le truppe scaligere sconfiggono l' esercito bolognese presso Medicina e due giorni dopo danno inizio all' assedio della città.
    Bologna cade il 25 settembre, mentre Forlì si arrende solo il 20 settembre del 1343. Nel frattempo il re di Trinacria, alleato di Mastino, gli invia un contingente di 5.000 uomini e grazie a questi rinforzi le truppe scaligere entrano in Bentivoglio il 12 marzo del 1344. Il signore di Bologna, arroccato nel castello di Imola, rifiuta di trattare. Ma quando il 25 marzo Mastino si porta sotto le mura della città con un esercito di 12.000 uomini minacciando di radere al suolo l' abitato, cambia idea e gli invia un' ambasceria.
    5 giorni dopo viene firmata la pace. Mastino entra in possesso della contea di Bologna, imprigiona il suo rivale sconfitto e lo manda in esilio in Lunigiana.
    Un' altro passo per l' unità dell' Italia centrale è stato compiuto.
     
  9. Pandrea

    Pandrea Guest

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    Vedo che incarceri e esili in quantità. Ciò non ti dà problemi con i vassalli? Io senza motivi incarcero rarissimamente, preferisco tenere i rapporti con i vassalli il più alti possibile
     
  10. benny90

    benny90

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    Io esilio e incarcero solo gli sconfitti delle guerre. Preferisco mettere come vassalli gente che sta nella mio corte che ha buoni rapporti con me piuttosto che tenermi serpi in seno sempre pronte a creare fazioni ...
     
  11. benny90

    benny90

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    PARTE 2: L' ALBA DI UNA NUOVA ERA ( 1345 - 1349 )

    Il 15 gennaio del 1345 Cansignorio, il più grande dei figli di Mastino, compie 16 anni ed entra di diritto nella maggiore età.
    Cinque giorni dopo sposa solennemente Eleonora de Barcellona, figlia del re di Trinacria Pietro II. Subito dopo parte per la Sicilia.
    I tre anni successivi Mastino li dedica totalmente al suo stato. Fa edificare stalle per i cavalieri, chiese, monasteri, fa restaurare a sue spese le mura di Montagnana e ogni mese distribuisce ai poveri di Verona pane, frutta e denaro.
    Il popolo lo ama come amava suo fratello e lo rispetta proprio perchè ha seguito le orme lasciate dal grande Alberto.
    Non trascura l' esercito naturalmente. Fa potenziare il numero di fanti, li arma con lance e spade nuove, nuove armature di ferro, cavalli di razza e selle di cuoio.
    Finalmente alla fine del 1347 giunge la notizia che il re di Trinacria sta per concludere la pace con l' emiro di Mauritania e che di conseguenza la duchessa di Ferrara presto sarà nuovamente in pace.
    Il 30 gennaio del 1348, dopo 9 anni di attesa, Mastino usurpa il titolo di duca di Modena. Il 25 marzo, giorno dell' annunciazione, il duca dichiara la guerra de jure per rivendicare la contea di Modena, che ora gli appartiene di diritto.
    10 giorni dopo l' esercito ferrarese è sconfitto nei pressi di Nonantola e le truppe scaligere stringono d' assedio Modena.
    La città si arrende il 10 agosto, il 3 ottobre le truppe ferraresi cercano di rompere l' assedio di Carpi ma sono battute e la città cade il 18 febbraio successivo.
    Il 25 febbraio la duchessa di Ferrara raggiunge Mastino a Modena e gli offre la resa. La contea sarà sua.
    Il primo aprile la contea viene ceduta ad Obizzo, signore di Parma e Modena. Mastino gli promette che, una volta cinta la corona d' Italia sarà lui il duca di Modena. Lui o i suoi discendenti.
    Il primo marzo nel frattempo Alessandro della Scala, nipote di Mastino e suo erede, si sposa con Felicita Ruffo di Calabria.
    Pochi mesi dopo, il 10 ottobre del 1349, una delegazione lucchese, porta a Mastino l' atto di vassallaggio della contea di Lucca. Il suo signore si pone sotto la protezione del duca scaligero.
    20 giorni dopo, il 30 ottobre, anche Urbino si pone sotto la protezione di Mastino e gli giura fedeltà.
    Poco a poco il ducato si estende. La fama di Mastino e dei Della Scala inizia a diffondersi e la loro stella a splendere nel cielo italico.
     
  12. benny90

    benny90

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    PARTE 3: LA GLORIA DI MASTINO ( 1350 - 1361 )

    Il 20 giugno del 1350 Giovanna della Scala, dodicenne, si fidanza con il re di Napoli, Giacomo I il Giusto.
    Pochi mesi dopo, il 13 ottobre, Alessandro della Scala diventa padre di Damiano e l' evento è celebrato solennemente in tutto il ducato.
    Il 28 dicembre altro evento lieto: Cecilia sposa Bertrando di Monferrato, parente del pontefice.
    Il 12 luglio successivo tocca a Felicita sposare il principe polacco Bezprim. 3 giorni dopo la ragazza parte per raggiungere i domini del suo sposo.
    Il 30 giugno, come dono per la nascita del primo figlio, Mastino nomina il nipote Alessandro barone di Barbarano.
    I due anni successivi trascorrono tranquilli, vengono innalzati nuovi villaggi, fortificati i castelli, rinforzate le mura e soprattutto vengono distribuite generose donazioni a conventi, famiglie povere e ospedali.
    Il 10 settembre 1354, compiuti da poco i 16 anni, Giovanna sposa il re di Napoli e parte per la città capitale del suo sposo.
    Per tre anni Mastino può dedicarsi a potenziare il suo esercito, che ormai conta più di 20.000 elementi, e inviare moglie e nipote alla ricerca di nuove tecnologie e nuove tattiche militari.
    Il 27 agosto 1357, l' ultima figlia di Mastino, Letizia, si fidanza con Azzone Visconti, erede del ducato di Milano.
    Alla fine di dicembre del 1358 finalmente arriva la notizia che Mastino aspettava da quasi 10 anni: è possibile rivendicare la contea di Ferrara per Alboino di Bologna, terzo figlio di Mastino.
    Il duca si prepara e il 20 gennaio del 1359 dichiara guerra.
    Le forze ducali, rinforzate da un contingente di mercenari, entrano nei domini della Duchessa e sbaragliano le sue forze presso Argenta.
    Due giorni dopo la vittoria un brutto colpo per Mastino: la moglie Taddea muore a 47 anni a Verona.
    Mastino non può permettersi il lutto e il 12 febbraio sposa la principessa francese Maria.
    La guerra prosegue spietata con le forze scaligere vittoriose sui ferraresi e la duchessa Guglielmina è costretta, il 30 novembre a firmare la pace dopo aver perduto la sua capitale.
    Per Mastino inizia un periodo piuttosto complesso ma pieno di soddisfazioni: sette mesi dopo la vittoria su Ferrara Mastino può dichiarare la guerra contro Ravenna e il papa, che si è rifiutato di sposare la sua suddita Elisa da Polenta con Giacomo.
    Il Papa riesce a mettere assieme un esercito di 20.000 uomini, sopratutto mercenari, mentre Mastino, che può contare su finanze piuttosto solide, schiera quasi 50.000 uomini, di cui oltre la metà composta da mercenari.
    La guerra, scoppiata il 1 giugno del 1360, termina con la vittoria scaligera il 10 gennaio successivo.
    Dieci giorni dopo, ottenuta la rivendicazione necessaria, Mastino dichiara guerra anche a Firenze.
    Bastano 5 mesi e mezzo per conquistare la contea.
    Poco più di un mese dopo, il 20 luglio, creato il titolo di duca di Toscana, Mastino rivendica de Jure la contea di Siena e dichiara guerra.
    Il signore di Siena dispone di meno di 3.000 uomini e nulla può contro i 22.000 veronesi.
    Cadute una dopo l' altra tutte le città della contea il 28 dicembre viene firmata la pace. Mastino è ora signore di buona parte dell' Italia centro-settentrionale e il suo potere e la sua fama sono ormai internazionali.
    Il papa, che lo aveva scomunicato subito dopo lo scoppio della guerra per Ravenna, gli toglie la scomunica e lo nomina vicario apostolico di Toscana.
    E' l' apogeo per Mastino.
     
  13. Pandrea

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    quanto manca al necessario per proclamare l'Italia?
     
  14. ronnybonny

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    qualche screen?
     
  15. benny90

    benny90

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    Non lo so quanto manca .... credo una decina di contee. Penso di dover ancora conquistare Ancona, Pisa e la Lombardia. Ci vorrà tempo credo.

    Per gli screen è un problema perchè non so come metterli.
     
  16. ronnybonny

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    usa imageshack
     
  17. benny90

    benny90

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    quando sarò pronto per incoronarmi re li metterò .... non amo molto usare gli screen perchè mi piace che la gente usi l' immaginazione. Comunque nel prossimo capitolo farò l' elenco preciso di tutti i miei possedimenti, castelli, titoli, città e vassalli.
     
  18. benny90

    benny90

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    PARTE 4: MASTINO DIVENTA RE ( 1361 - 1366 )

    Il 1 agosto 1361, alla veneranda età di 53 anni, Mastino diventa padre per l' undicesima volta. E due gemelli: Vittoria e Mastino II.
    La prima viene promessa a Jacopo Contarini, cortigiano veneziano, mentre Mastino II viene fidanzato con la principessa Violante di Trinacria.
    Il 28 maggio 1363, dopo aver scoperto che il conte di Urbino sta tramando per prendere il suo posto, Mastino gli dichiara guerra, raccoglie le truppe e invade la contea.
    Sconfitte in giugno le forze urbinati e posto sotto assedio la capitale della contea Mastino si lancia alla ricerca del conte, rifugiatosi in un castello poco lontano, San Leo.
    Comunque, il 5 maggio successivo, conquistata interamente la contea, Mastino imprigiona il conte, lo costringe a firmare la pace prima di inviarlo in esilio nell' isola greca di Rodi.
    Il 7 novembre 1363 nel frattempo Letizia sposa Azzone Visconti, non più erede al ducato di Lombardia ma comunque suo zio.
    Il 24 settembre 1364 Mastino nomina l' ultimo figlio conte di Urbino, giurando di nominarlo duca di Ancona una volta cinta la corona ferrea.
    Il 25 marzo del 1365 il ducato di Lombardia si disintegra: Il duca fortunato si trova in guerra con i fratelli, conti di Pavia e Cremona e con il figlioletto di 4 anni, conte di Brescia.
    La guerra civile è attentamente osservata anche da Mastino, che ha già in mente un piano per portare sotto la sua sfera la Lombardia.
    Il 5 gennaio 1366 il conte di Monferrato, che ha il fratello alla corte di Mastino, gli invia un' ambasceria con l' atto di vassallaggio e il giuramento di fedeltà. Mastino è in un brodo di giuggiole.
    Il mese dopo, l' 8 febbraio, anche il conte di Saluzzo si pone sotto la protezione di Mastino, il quale però, sobillato dal barone di Paese fratello del conte, fa imprigionare il legittimo conte e pone al suo posto il suo vassallo.
    Il 10 febbraio la guerra in Lombardia finisce. I conti ribelli vincono e si rendono indipendenti.
    Mastino agisce con la massima rapidità. Invia ambascerie a tutti e tre i conti offrendo protezione contro eventuali ritorsioni del duca sconfitto.
    Quasi inaspettatamente tutti e tre accettano l' offerta di Mastino, che il 10 marzo si trova padrone di tre quarti del ducato lombardo.
    Due settimane dopo, il 25 marzo 1366, Mastino si dichiara solennemente: ITALIAE REX ET DUCES. Re e duce d' Italia.
    Il 20 aprile, approfittando di un tentativo di Fortunato di Lombardia di riconquistare Brescia a suo figlio, Mastino gli dichiara guerra e il 12 dicembre anche Milano e la contea di Lombardia sono annessi al nuovo regno d' Italia.
    La notte di Natale, il pontefice incorona Mastino davanti al popolo romano e alla presenza dell' imperatore tedesco, dei re di Francia, Napoli, Trinacria, Inghilterra e Polonia. Presenti anche ambasciatori ungheresi, serbi, croati e veneziani.
    Il duca di Savoia invia al nuovo sovrano un carro pieno di doni e un trattato di amicizia.
    I Della Scala hanno finalmente raggiunto il vertice della loro parabola. Ora bisogna conservare il regno. Sarà compito della discendenza però. Mastino vuole godersi la sua gloria.

    ECCO LA LISTA COMPLETA DEI VASSALLI DEL REGNO D' ITALIA AL 31 DICEMBRE 1366:

    TEODORO I - duca di Susa e conte di Monferrato e Susa
    ALBERICO I - duca di Lombardia e conte di Lombardia, Brescia, Pavia, Cremona e Mantova
    ALESSANDRO I - duca di Verona e conte di Treviso e Padova ( escluso ora dalla successione reale è stato compensato col titolo di duca ).
    OBIZZO I - duca di Modena e conte di Parma e Modena
    ALBOINO I - duca di Ferrara, conte di Ferrara, Bologna e Ravenna e principe d' Italia.
    LUCCHESIO I - duca di Toscana e conte di Lucca, Firenze e Siena
    MASTINO II - conte di Urbino, designato duca di Ancona e principe d' Italia.

    La capitale del regno viene posta per ora, a Verona.
     
  19. Pandrea

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    tu che ducati hai mantenuto?
     
  20. benny90

    benny90

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    Nessuno ... ho tenuto solo la contea di Verona come capitale.
     

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