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Osservatorio Crisi Ucraina - Guerra nel Donbass

Discussione in 'Warfare Moderno' iniziata da Pandrea, 27 Gennaio 2014.

  1. GeorgePatton

    GeorgePatton

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    Interessante l'ultimo paragrafo a mio avviso. Sembra che i russi intendano preparare un'invasione della parte ucraina che sta a sud dell'estuario del Sukhyi (alla foce del Dnestr), in Bessarabia.
    A mio modestissimo parere potrebbe essere che intendano dare uno sbocco al mare alla Transnistria, occupando una porzione di Bessarabia, (o tutta?). Odessa e la porzione di mare circostante potrebbe così rimanere parte dell'Ucraina senza che questa perda così a sua volta l'accesso al Mar Nero.
    Mosca si creerebbe così in quell'area una zona cuscinetto tra l'Ucraina e la Romania (territorio NATO). Resterebbe comunque il confine con la Romania, ma a nord della Moldavia. Boh, supposizioni, chi lo sa. Forse, più semplicemente, si tratta solo di interrompere una delle vie da cui affluiscono gli armamenti NATO all'Ucraina.



    Ucraina, i Russi avanzano nel Donbass e contrattaccano a Kherson28/04/2022 | IGOR MARKIC

    Negli ultimi 2 giorni si sono registrati importanti sviluppi in tutta l’Ucraina.

    Sul fronte di Izyum, i Russi sono riusciti ad avanzare su Velyka Komyshuvakha e Zavody, aprendo una nuova direttrice di manovra che potenzialmente potrebbe dirigersi su Pavlograd, o addirittura su Poltava, mentre nell’area di Severodonetsk, hanno definitivamente catturato Novotoshkivske, per lanciare immediatamente ulteriori offensive sugli insediamenti di Nyzhne e Orikhove.

    In direzione di Slovyansk, le forze di Mosca stanno conducendo un doppio attacco dalla zona di Liman e da quella di Izyum, quest’ultima con il concomitante focus di alcune colonne sull’arretrata Barkhinove (da dove passa la linea ferroviaria per Sloviansk). In quest’ultima direzione l’avanzata è piuttosto lenta, mente a Liman risultano pesanti perdite ucraine, dovute al fatto che i Russi stanno riuscendo a sfruttare la complessa orografia boscosa dell’area per condurre infiltrazioni e agguati. Zarechne, inoltre, è stata catturata, e al momento si combatte duramente a Yampil. Qualora questa cada, la possibilità per Liman di essere attaccata alle spalle è reale. Foreste e boschi non sembrano avere risparmiato nemmeno le unità ucraine disposte nei dintorni di Yatskivka, parzialmente occupata dopo che forze russe provenienti da Lozove avevano pesantemente ingaggiato controparti ucraine.

    Più a sud, Novohrodivka, Novokalynov, Ocheretyne, Krasnohorivka, Avdiivka, Novomyhailivka e Mariinka sono state pesantemente bersagliate dall’artiglieria, con le ultime 4 investite anche da assalti terrestri, alla fine respinti.

    A Mariupol continuano combattimenti e bombardamenti aerei, pure al di fuori delle acciaierie Azovstal, le quali, comunque, hanno cominciato a patire incendi piuttosto importanti. Il segno che le parti attigue al complesso non sono state completamente rastrellate o che i difensori possono sfruttare tunnel e cunicoli per colpire gli attaccanti.

    Ancora più a sud, nell’oblast di Zaporizha, l’area di Velyka Novosilka sta gradualmente cedendo ai Russi, con la cattura di Novosilka. Qui il dispositivo difensivo ucraino rischia di essere messo in forse dalle concomitanti puntate offensive che di tanto in tanto le forze di Mosca lanciano partendo da Vulhedar, come abbiamo sottolineato più volte. Anche la linea che corre da Huliaiopole fino a Polonhy e poi Orikhiv sembra dal canto suo sempre più in crisi, se, come sembra, ben addentrati piccoli insediamenti in direzione di Trudolyubivka hanno visto un ampio combattimento contro una ricognizione offensiva russa, non ancora del tutto esauritasi.

    A ovest di Kherson, gli Ucraini, dopo aver tallonato i Russi nei giorni precedenti fino alla vicina Chornobayvka, sono ripiegati sugli insediamenti di Pravdyne, Zelenyi Hai, Barvinok, e Klapaia. All’ovest di questo movimento, in senso esattamente contrario, si è tuttavia registrata, nel momento in cui stiamo scrivendo (27 aprile), un’improvvisa avanzata russa in direzione di Mykolaiv, culminata, per ora, con la presa di Novo Zarya. Sembra, dunque, che a causa di essa gli Ucraini stiano ripiegando ancor più a ovest, forse addirittura abbandonando Kyselivka. Sarà forse anche per questo che, dal fronte di Kryvi Rih, si sono distaccate 2 grosse colonne russe che si sono mosse in direzione di Mykolaiv. Entrambe sarebbero state fermate, per il momento, a Novodmytrivka e Bilousove.

    Infine, una nota sull’attacco al ponte di Zatoka. Al lancio missilistico russo del 26 aprile sull’unico ponte (appunto, quello di Zatoka) che collega la Bessarabia al resto dell’Ucraina, che peraltro ha fatto danni modesti, è seguito, nelle prime ore del giorno successivo, un bombardamento ucraino sulla, da tempo, occupata Isola dei Serpenti. È possibile che lì siano in corso apprestamenti russi preparatori a un colpo di mano in Bessarabia, regione contraddistinta da un certo sentimento pro-russo, e su cui le forze di Mosca potrebbero in teoria ricongiungersi con relativa facilità con quelle in Trasnistria, da 2 giorni poste in pieno allarme (quelle russe almeno, ufficialmente denominate truppe di peacekeeping ed etichettate come Armata, ma in realtà composte da 2 soli grossi battaglioni). La mossa è ovviamente seguita agli attentati dinamitardi di natura dimostrativa che la regione separatista della Moldavia ha patito in questi giorni, con le sue “forze armate” che, a quanto pare, hanno cominciato a rinforzare, con trinceramenti e barricate i punti di ingresso sia con l’Ucraina che non la stessa Moldavia. Al momento in cui scriviamo (27 aprile), è appena giunta notizia che il ponte di Zatoka è stato attaccato nuovamente con lanci missilistici, stavolta con sua completa distruzione. Continuiamo a rimarcare che l’accanirsi su un obiettivo apparentemente così lontano dal fronte tradisce un possibile tentativo di più ampio respiro, senza dimenticare che il ponte viene impiegato per fare affluire armi e rifornimenti per le forze di Kiev provenienti dalla Romania.
     
  2. GeorgePatton

    GeorgePatton

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    Qualcuno che ne sa più di me magari potrebbe dare il suo parere su quanto esposto qua sotto'

    "i carri armati russi hanno un difetto di progettazione"

    Un difetto di progettazione
    Fin dalle prime immagini che sono arrivate sull'operazione speciale in Ucraina, gli esperti militari occidentali hanno osservato una evidente mancanza di progettazione dell'invasione. Le fotografie di centinaia di tank russi esplosi, bruciati, con le torrette spazzate via, hanno subito chiarito che il Cremlino non aveva risolto un problema vecchio di decenni riguardante i suoi blindati, quello che gli osservatori militari occidentali chiamano effetto "jack-in-the-box". Praticamente i carri armati russi risentono da anni di un difetto di progettazione su come, e dove, conservano le munizioni pronte all'uso. Infatti, a differenza dei tank occidentali, i proiettili russi sono tenuti all'interno delle torrette. Ed qui c'è la falla rischiosa: ogni colpo, anche indiretto, contro o vicino al carro può innescare una reazione a catena facendo esplodere fino a 40 proiettili all'interno del mezzo blindato. Le tante le torrette divelte potrebbero essere una conferma, come alcuni video sui social che mostrano le eslposioni interne ai carri di Mosca. "Qualsiasi colpo riuscito ... accende rapidamente le munizioni provocando una massiccia esplosione e la torretta viene letteralmente fatta saltare in aria.", si legge sulla Cnn.

    Nicholas Drummond, analista militare ed ex ufficiale dell'esercito britannico, ha portato alcuni esempi di carri armati con il difetto di progettazione, come il BMD-4, un tank leggero studiato per trasportare, scortare e supportare in battaglia le truppe aviotrasportate, difinito "bara mobile". Poi i T-72, T-80, e la serie T-90, che sarebbe stata aggiornata nell'armatura, ma mantenendo un difetto simile nel sistema di caricamento di colpi e missili. Il T-90 "Vladimir", il nome gli viene dal progettista Vladimir Potkin, ha un sistema di guida a infrarossi "Shtora" e sistemi di guida laser, ha un motore da 1.000 cv, ma resta vulnerabile. Come lo è il nuovo T-14 "Armata". E le forze armate Usa sanno tutto, se ne sono rese conto durante le guerre nel Golfo, 1991 e 2003, facendo esplodere senza difficoltà tutti i carri armati T-72 di fabbricazione russa schierati dall'esercito iracheno.
     
  3. Mauro92

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    Ci sono sicuramente utenti del forum più esperti di me, però l'articolo non mi sembra corretto (almeno per quanto ho visto da video e foto). Quando dice: "ogni colpo, anche indiretto, contro o vicino al carro può innescare una reazione a catena facendo esplodere fino a 40 proiettili all'interno del mezzo blindato" per ciò che ho visto è falso.
    Ho foto di t-72 colpiti da più di tre missili anticarro con le corazze scalfite (quasi come se uno avesse scavato una buca nell'acciaio e le scatolette esplose, ma sostanzialmente in grado di operare e di rientrare alla base. Anche in siria abbiamo visto T-72 colpiti anche da 7 Rpg e riuscire a salvare l'equipaggio. Quindi non penso che basti un colpo indiretto o vicino al carro per innescare reazioni a catena.
    Se il colpo invece riesce a penetrare la corazza e colpire il deposito di munizioni allora si sviluppa l'incendio o la torretta salta come un tappo. Ma anche gli M1A1 Abrams iracheni contro l'isis hanno fatto la stessa fine, (https://www.dailymail.co.uk/video/n...-ISIS-destroying-American-M1-Abrams-tank.html) come pure i leopard 2A4 di ankara utilizzati in siria. Quando il colpo entra c'è poco da fare.
     
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  4. GeorgePatton

    GeorgePatton

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    Si, in effetti anche io ho visto foto (ma anche video), di carri colpiti più volte con atgm ma resistere bene e continuare a combattere.
    Probabilmente l'articolo è stato un po' abbellito, ma mi interessava in particolare la questione delle munizioni pronte all'uso in torretta.
     
  5. Prostetnico

    Prostetnico

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    Quel poco che so è reperibile da chiunque e non è granché eh, non sono certo un esperto in materia...

    Premessa: a me sembra che in Ucraina la maggioranza del materiale corazzato utilizzato dai russi sia superato per non dire obsoleto, sembra la fiera della rottamazione; sono perlopiù mezzi del secolo scorso, più o meno riammodernati, talvolta con semplici ERA, talaltra con baldacchini "slatstyle" sulle torrette, e bhe parliamone... c'è qualche unità più aggiornata ma mi sembrano una gran minoranza, del resto uno usa quel che ha (poi magari mi sbaglio, i conti veri mi sa si faranno tra un po', anche un bel po', di tempo).

    Sui difetti: la narrazione dell'articolo è il miracolo di Sant'AT, per intercessione dello spirito della perforazione...

    Nei carri russi la "riservetta" pronto uso, che come vedremo riservetta propriamente non è, è distribuita praticamente sempre lungo l'anello della torretta, che rende i carri russi molto meno sensibili al tiro diretto rispetto ai carri occidentali, dove la riservetta è posta in torretta...

    La questione però è altra: fino al T90 la filosofia di progettazione e impiego dei carri russi prevedeva la minimizzazione della probabilità di perforazione da parte di tiri diretti, quindi corazzatura estesa, piccole dimensioni, profili sfuggenti; per realizzare la cosa è stato "semplicemente" eliminato un elemento dell'equipaggio ed introdotto l'autoloader, che tra le altre cose permette lo stivaggio di un maggior numero di colpi pronto uso.

    Paradossalmente un grosso difetto dei carri russi era ed è sempre stato proprio il meccanismo di caricamento automatico, introdotto se non ricordo male già nei T64A (!) poi più volte riveduto e corretto ma mai completamente reso affidabile (si suppone che almeno dal T90SM e successivi T il problema non sia più tale): molto pericoloso per il gunner (il "mangia uomini") e talvolta per tutto l'equipaggio, dato che gli inceppamenti non erano infrequenti fino a portare a fatali autoinneschi...

    Ora, il fatto che i carri russi esplodano in quel modo spettacolare non è propriamente un "difetto", è un effetto collaterale: quando avviene una perforazione in torretta difficilmente un carro -e l'equipaggio- si salva; il fatto è che lo stivaggo munizioni necessario per l'autoloader in caso di perforazione avvia quasi sempre l'innesco che opera sulla torretta come bollicine di prosecco sul tappo della bottiglia.

    I carri "occidentali" di solito hanno riservette sul retro della torretta (e scorta sul fondo), senza autoloader, e quindi con meno colpi; le riservette nei carri più recenti in caso di innesco, sono pensate per sfogare verso l'esterno e l'innesco delle stesse non sempre significa penetrazione torretta...

    In conclusione: in caso di perforazione c'è ben poco da fare, quasi sempre nel caso russo il carro muore da supernova, nel caso occidentale, da nana bianca.

    I problemi dei carri russi, sono ben altri: un equipaggio ridotto implica una minore capacità di automanutenzione, che dovrebbe essere compensata da un addestramento eccellente (...); di certo i carri russi di vecchia generazione non brillano per comfort (eufemismo) cosa che associata ad un addestramento approssimativo porta ad esiti fatali (vedi portelli aperti sotto attacco in Siria).

    Edit: per capirsi, questo è un Abrams ammo hit, la torretta non "stappa", ma non scommetterei sulle le sorti dell'equipaggio.
     
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    Ultima modifica: 29 Aprile 2022
  6. GeorgePatton

    GeorgePatton

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    Per rimanere in tema, ho letto più report che confermano l'impiego del T-90M, fino a questi giorni non ancora schierato in Ucraina.
     
  7. GeorgePatton

    GeorgePatton

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    Aggiornamento RID

    Ucraina, le ultime notizie dai fronti di guerra 29/04/2022 | MARCO RAMIUS

    La situazione militare in Donbass e sul fronte meridionale è molto dinamica e sicuramente variegata. Immediatamente a ovest di Kharkiv, l’insediamento di Kutuzivka è stato riconquistato dalle truppe ucraine, che sono entrate anche alla periferia di Ruska Lozova, mentre sul fronte di Izyum, i Russi stanno pesantemente premendo verso Barvinkove. Almeno 500 paracadutisti sarebbero stati fatti affluire in tale settore per sviluppare una pressione crescente, per ora faticosamente contenuta, sugli insediamenti di Sulyhivka, Nova Dmytrivka, Andriivka e Velyka Komyshuvakha. Al contrario, concomitanti azioni su Brazhkivka e Dovhenke sono state respinte. Ad ovest di questo fronte, all’inattesa puntata offensiva russa di ieri è seguita l’occupazione dell’insediamento di Spivakivka, leggermente a nord di Zavody, già presa dai Russi.

    Nell’area di Severodonetsk, le forze di Mosca stanno avanzando lentamente su Orikhove e dentro Popasna e Rubizne, ma sono stati respinti a Velyka Komyshuvakha, Dibrovne e Yampil.

    Più a sud, Avdiivka, Ocheretyne e Mariinka continuano ad essere pesantemente bombardate, ma non si registrano nuovi attacchi terrestri, con l’eccezione degli insediamenti di Velyka Novosilka, Solodke e Novomykhailivka, dove le difese ucraine stanno reggendo molto bene.

    Da Vulhedar, i Russi hanno fatto partire un’altra puntata offensiva verso Zaporizha, che è stata fermata negli insediamenti di Neskuchne e Vremivka.

    Nei pressi di Melitopol, un importante ponte ferroviario è stato fatto saltare da partigiani ucraini (sebbene l'azioen sia stata rivendicata dalle SOF di Kiev). Riteniamo questa un’azione molto importante, perché quel ponte era essenziale per il supporto logistico che dalla Crimea raggiunge Kherson ed altre aree del sud occupato.

    A ovest di Kherson, la temporanea cattura da parte dei Russi di Novo Zorya è stata seguita da un modesto loro ritiro sul vicino insediamento di Tavriyske. Sia Novo Zorya che Oleksandrivka, comunque, risultano sottoposte a un crescente martellamento di fuoco indiretto, mentre altri tentativi russi su Ivanivka e Zahradivka sono stati decisamente respinti.

    Venendo, invece, a Kherson la città è in fermento. Le proteste sono sempre più diffuse, mentre, probabilmente con un'azione partigiana, anche se i Russi hanno "incolpato" un missile TOCHSKA, è stata distrutta la torre televisiva che da settimane era stata ricalibrata dagli occupanti per ricevere soltanto canali russi. Risultano poi incendi dolosi a magazzini e depositi di granaglie in procinto di essere trasferite in alcune regioni siberiane. Anche a Nova Kakhovka, peraltro, hanno cominciato ad apparire manifesti minaccianti ritorsioni sia agli occupanti che ai collaborazionisti. Si tratta di sviluppi importanti, perché, a differenza di quello che ancora viene ampiamente scritto, i Russi sembrano avere abbandonato i tentativi di organizzare un referendum circa la supposta fondazione di una repubblica popolare separatista sul modello DPR o LPR, e ormai (assieme ai loro collaborazionisti), dicono agli abitanti che essi si trovano a pieno titolo nel territorio della Federazione Russa. È possibile che l’intenzione sia quella di trasformare tali aree in una nuova Crimea.

    In Trasnistria, le locali “forze armate” sono state portate all’approntamento operativo massimo, e persino gli apprestamenti per la parata del 9 maggio (d’importanza quasi totemica nei contesti post-sovietici) risultano cancellati. Una possibile complessa opera di info war si sta inoltre concretizzando mediante l’invio di sms a comuni residenti della repubblica separatista che, a cosiddetta firma dell’SBU, il servizio di sicurezza e intelligence ucraino, avvertirebbero della necessità di mettersi al riparo per via di imminenti operazioni militari. Da notare infine che una forte ricognizione aerea si è osservata nei dintorni del ponte di Zatoke, confermando un possibile prossimo sviluppo della situazione nell’area complessiva che va dalla Bessarabia alla stessa Transnistria.
     
  8. Amadeus

    Amadeus

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    A parte tutta la serie di robaccia utile a fini di propaganda interna, a mio avviso il fatto che i russi stiano cercando di far accendere i riflettori sul confine Moldavo/Rumeno non è da interpretare come segnale di un possibile attacco dalla Transnistria ma è un tentativo di tenere gli ucraini sul chi vive per evitare che inviino ulteriori riserve a est.

    Anche perché, oramai è chiaro che non ci possiamo aspettare nessuna ampia manovra meccanizzata né da parte russa (almeno finché non decidano di mobilizzare ma, anche se Putin approfittasse del 9 maggio per dichiarare la fine dell'operazione militare speciale e l'inizio... della guerra, ci vorrebbero parecchie settimane prima di poter passare dalle parole ai fatti) né da parte ucraina (almeno finché l'attuale avanzata russa non sarà completamente spenta o sovraestesa o non arriveranno consistenti aiuti da occidente in termini di corazzati e artiglieria).
    Per ora, almeno a livello operativo, i russi hanno rigettato (per tutta una serie di motivi) gli stilemi tipici dell'Armata Rossa/Esercito Sovietico, credono di poter fare azioni stile Afrika Korps ma, in pratica, se gli va bene, agiscono come i francesi del 1918.

    Chi ha scritto questo articolo? Spero non un giornalista militare. Anzi, spero non un giornalista. :p

    Comunque, avete già detto praticamente tutto voi.
    Aggiungo che il fatto che i carri sovietici con il carosello del dispositivo di caricamento automatico sotto la torretta (T-64/T-72/T-80/T-90) avessero la tendenza a far saltare la torretta in caso di penetrazione catastrofica è emerso dopo i massacri del T-72 iracheni in Desert Storm non tanto perché sia stata la prima occasione in cui questo tipo di carri sia stato utilizzato in massa, ma perché è stata la prima occasione in cui questi carri sono stati soggetti ad attacchi da parte di armi che avevano un netto vantaggio di perforazione rispetto alle loro corazze.

    Il sistema di caricamento automatico non è stata una scelta scriteriata: è vero che gli americani hanno sempre detto che un M60 o un M1 poteva mantenere una cadenza di tiro maggiore anche senza, ma i sovietici non avevano M60 e M1 e un T-64 o un T-72 aveva una cadenza nettamente superiore a quella ottenibile da un T-62, in aggiunta il sistema meccanico non poteva stancarsi, non si impigliava nel braccio del cannoniere (questa è una leggenda urbana) e permetteva una dimensione più compatta del carro senza sacrificare oltremodo l'abitabilità e permetteva la riduzione dell'equipaggio a tre uomini che, in un esercito di coscritti che puntava ai numeri, non era un fattore trascurabile (sì, è vero che la riduzione dell'equipaggio da 4 a 3 elementi ha comunque altre controindicazioni ma, come in tutto, alla fine bisogna decidere da che parte deve pendere la decisione).
    Come ho scritto, 'idea di mettere le munizioni il più in basso possibile, e non nella torretta, non era campata in aria quando è stata presa. Il problema è che, l'adozione di bossoli semicombustibili per il cannone da 125mm (in origine il T-64 doveva essere armato con un nuovo pezzo da 115 mm con munizionamento semifisso ma dotato di bossoli metallici) e la sempre maggiore diffusione di penetratori in uranio impoverito, che ha proprietà piroforiche, ha fatto sì questa disposizione diventasse più vulnerabile del previsto anche nel caso di una perforazione da parte di un APFSDS in torretta. Attualmente un grosso problema di vulnerabilità, secondo me, sta nella la diffusione di ATGM top attack. Detto questo, sia chiaro che non è detto che contro i carri russi valga l'equazione colpo a segno = penetrazione = esplosione catastrofica = distacco di torretta. Già a Groznyj fu chiaro che un T-80 era in grado di sopravvivere (o quantomeno non prendere fuoco) anche dopo penetrazioni multiple.

    Come già fatto notare, anche i carri di produzione occidentale che abbiano la riserva di munizioni nello scafo penetrata sono soggetti a esplosioni catastrofiche. La disposizione che fa realmente la differenza è quella di una riservetta con porte mobili per l'accesso alle munizioni e dei blowout panels che permettano di far sfogare i gas di combustione verso l'esterno del carro in caso di incendio. In pratica la soluzione adottata sull'Abrams che, comunque, ha avuto successo anche perché il carro è molto ben protetto di suo contro le armi che si è trovato ad affrontare sinora. Voglio dire, una penetrazione frontale che perfori la riserva di munizioni in torretta dai portelli, lascerebbe poco scampo all'equipaggio, blowout panels o meno.
     
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  9. cohimbra

    cohimbra

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    Appluasi! Ottima analisi

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  11. Basileus Romaion

    Basileus Romaion

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    Granaglie "in procinto di essere trasferite in siberia"?
    Mi pare veramente strano, perché se c'è una cosa che ai russi non manca è proprio il grano, visto che sono i primi esportatori al mondo (sono i terzi produttori al mondo, con 73,5 milioni di tonnellate, ed i primi esportatori con 35,8 milioni di tonnellate [dati 2019]).
    Non è che il cronista è rimasto alla guerra fredda, quando l'Unione Sovietica importava cereali?
     
  12. Basileus Romaion

    Basileus Romaion

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    Concordo pienamente (e col commento di Amadeus subito seguente), parlare di "difetto di progettazione" mi pare del tutto sbagliato. Al massimo parlerei di "scelte di progettazione" che, oltre cinquantanni dopo, mostrano alcuni inconvenienti in caso di penetrazione del carro. Ogni scelta progettuale presenta vantaggi e svantaggi.
    Peraltro anche sulla "automanutenzione", si può osservare che, a parità di personale impiegato, una persona in meno nell'equipaggio permettere di avere un meccanico in più nelle retrovie ad occuparsi della manutenzione. Insomma, più meccanici e meno carristi. Non mi pare un inconveniente.
     
  13. Amadeus

    Amadeus

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    In teoria è vero, ma, nei fatti, i sovietici allora (e credo anche i russi dopo) non hanno approfittato di questo vantaggio per migliorare la logistica ma per avere più uomini in prima linea. Inoltre una delle lamentele dei carristi è stata che tutte le attività di manutenzione ordinaria e di "cura del carro" che prima erano svolte da un equipaggio di quattro uomini, adesso dovevano essere eseguite da uno di tre.
     
  14. kaiser85

    kaiser85

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    Altro bell'articolo sulle capacità terrestri russe
    https://www.difesaonline.it/mondo-m...guerra-ucraina-scenari-tattico-strategici-e-0

    Quello che mi ha colpito è il fatto che, a pieno regime, le fabbriche di carri russi potrebbero sfornare 16000 T-72 al mese (possibile?) in una situazione di mobilitazione e guerra totale.
    Considerando che gli ucraini dicono di aver distrutto un migliaio di carri ad oggi (ammesso che fosse vero), si capisce come sia una goccia in un'oceano e che l'attrito sia tutto a favore russo.
     
  15. GeorgePatton

    GeorgePatton

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    Su Difesa Online sono sempre molto esaurienti nei loro articoli. A volte forse un po' roboanti nei giudizi (da una parte e dall'altra), ma sempre bene preparati.

    Su un paio di punti, però, non concordo.
    Sui 16'000 tanks al mese ho i miei seri dubbi onestamente. Non serve solo l'acciaio in un carro moderno, (anche solo minimamente decente), ma anche servisse solo quello sono veramente tantini. Inoltre devi anche trovare la materia umana per farli funzionare in maniera almeno accettabile.

    Inoltre, se sono in grado di produrre 16'000 carri al mese al ritmo attuale (su 2 turni e non su 3), come mai vanno a pescare i T-64 dai magazzini? Qualcosa non torna. Il numero di 16'000 ritengo sia un po' buttato là.

    Tra l'altro la fabbrica Uralvagonzavod, già a seguito delle leggere sanzioni imposte alla Russia nel 2014 dopo l'occupazione dell'Ucraina, ha dovuto tagliare 5'000 posti di lavoro. A mio avviso queste sanzioni, molto più pesanti delle precedenti, colpiranno ancora maggiormente.
     
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  16. GeorgePatton

    GeorgePatton

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    Aggiornamento sulla situazione in Donbas da parte del buon Jomini of the West

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    Analyzing Breakthrough Operations in the Donbas. Today I take a little closer look at the state of operations along the line of operations ranging from Izium to Popasna in east Ukraine to gain a better understanding of what it will take to achieve a decisive breakthrough.

    This small study utilizes data, discussions, & insights from the following sources & is indebted to their amazing work:
    @HN_Schlottman
    @TheStudyofWar
    @Militarylandnet
    @AggregateOsint
    @HelloMrBond
    @War_Mapper
    @KofmanMichael
    @dupuyinstitute
    , among many others.

    This is not a prediction, but a brief analysis of what seems to be the overall direction of operations by the Russian military in what is clearly the decisive terrain in east Ukraine – the convex line running from Izium through Siverskyi Donets to the Severondontsk Salient.

    I have been stressing since March 14 this portion of the Donbas front is the key to ultimate victory or defeat in the east. I still hold to this assessment. I think it is even more so now in the wake of Russia’s decisive defeat in the Battle for Kyiv.

    There has been a lot of discussion lately, both online and in the media, of the trajectory of Russian operations and what they may accomplish. May 9 is seen as an important waypoint for Russia, whether this is an actual deadline is debatable.

    Let us look at the balance of forces currently engaged in the Severodonetsk-Donetsk OD & their likely mission set. The most recent geolocation data places at least 60x BTGs in the Severodonetsk-Donetsk OD. 51x BTGs are arrayed from Izium to Popsana.

    Of the known Ukrainian forces in the Severodonetsk-Donetsk OD, pre-war tables of organization allocate 61x Maneuver Battalions & 20x Territorial Defense Battalions in the Donbas. 37x Maneuver & all 20x Territorial Defense Battalions are currently arrayed from Izium to Popsana.

    The number of Ukrainian BNs have likely changed due to attrition. However, these numbers give us a picture of the balance of forces.
    @HN_Schlottman
    has gone a step further and done some great work on a general estimate of force composition for the OD.

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    Russia has struggled, and continues to struggle, with properly resourcing & sustaining their war effort, but the Russian military clearly sees the Severodonetsk-Donetsk OD, in particular the Siverskyi Donets line, as decisive terrain to control.

    To do this Russia has to accomplish the integration & synchronization of the preponderance of their forces in time & space through strategic movement, successively, upon decisive points & key points of communication without compromising their own.

    Here is a model of what this would look like. Key to successfully obtaining integration & synchronization of mass in time & space is the ability to arrange forces & combat multipliers (aviation, artillery, cyber, ADA, engineers, etc.) at the proper time with ample energy.

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    This last part is the crucial element of combined arms maneuver. Here is the same graphic but arrayed with what I surmise is the Russian operational plan. April 24 is my mark on the wall for when general large-scale offensive operations began in earnest in the Donbas.

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    Using May 9 as a key date for the Kremlin to declare some sort of “victory”, Russian forces only had 16 days to reach their operational objectives. As you can see, if May 9 is indeed a mark on the wall to measure Russian success, they are way behind the power curve.

    It is not likely at this point for Russia to achieve some sort of positive or negative breakthrough by May 9, if this is indeed a key date in Russian operational planning. Still Russia is gaining ground through slow incremental advances.

    Russian forces have marginally improved at conducting large-scale operations with forces moving along mutually supporting routes of advance, employing for effective recon by force techniques to engage & maneuver against Ukrainian defenses supported by air & artillery.

    Though poor morale, logistical issues, manpower shortages, poor leadership still plague Russian operations, the immediate obstacle to their success is the Ukrainian military & resolve. This more than anything else, is what is slowing Russian progress.

    Ukraine has reinforced and fortified prepared defensive positions. These points are capable of withstanding prolonged air & artillery strikes. With excellent morale and leadership, it will be difficult for Russian forces to breach their defenses.

    Video showing Russian artillery strikes on a Ukrainian defensive position in Donetsk. The position looks well-fortified and the soldiers are likely underground. Not clear whether these strikes are particularly effective without a ground assault. https://t.me/swodki/86506

    (6) Rob Lee on Twitter: "Video showing Russian artillery strikes on a Ukrainian defensive position in Donetsk. The position looks well-fortified and the soldiers are likely underground. Not clear whether these strikes are particularly effective without a ground assault. https://t.co/8r9hFUCovs https://t.co/ThSpfHRyyK" / Twitter

    Here is a look at division opposed rates of advance against fortified, prepared, and hasty defenses based on historical combat data from the @dupuyinstitute
    . As you can see, historical daily advance rates for mechanized forces against intense resistance is slow.

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    Let us now look at a variant of the space/time/mass maneuver model. This is aligned with a traditional Russian doctrinal template advancing along multiple axes to split defenders into separate or isolated groups to be destroyed in detail while striking deep into secure areas.

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    Again, if May 9 is/was a target date for Russian forces in this OD, they should uniformly at or approaching the 20km line indicated in this graphic. Russian forces are not near this point. The grueling pace of Russian daily advances are consistent with HERO historical data.

    Russia is underperforming when it comes to their ability to achieve a meaningful breakthrough, even along the Izium Axis where they should be making bigger gains. These trends support the assessment in thread, Russia may achieve a delayed breakthrough by late May.

    ere is one more data point to support this, using data from
    @HN_Schlottman
    @HelloMrBond
    inputted into a modified QJM model from Trevor Dupuy’s “Understanding War: History & Theory of Combat” at the
    @dupuyinstitute
    Even though the QJM shows Russia has an advantage in combat power and should be able to achieve a breakthrough there is a lot working against this effort. As noted at the top of this thread the Ukrainians have a greater number of maneuver BNs to blunt advances.

    Still we could see a situation that ends up like this by late May/early June if Russian forces are able to continue to make incremental progress. This would be the best situation the Russians could hope for now. Reaching this point will culminate what force they have left.

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    The Summer may see a long-drawn-out siege of the urban cluster ranging from Kramatorsk to Lysychansk. Either way there is still a lot of bloody hard fighting to go before either side has a definitive battlefield advantage in the Donbas. It will be a long summer. END
     
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  17. GeorgePatton

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    aggiornamento RID odierno

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    Ucraina, si allungano i tempi del conflitto?05/05/2022 | VELJCO PALAMAR

    La situazione sul terreno in Ucraina è molto fluida e tutti gli indicatori attualmente misurabili fanno pensare ad un allungamento dei tempi del conflitto. I Russi continuano a colpire le infrastrutture del Paese con attacchi missilistici lanciati dalle navi e dai sottomarini della Flotta del Mar Nero e dai bombardieri strategici che si mantengono al sicuro all’interno dello spazio aereo russo. Gli obbiettivi sono sopratutto linee e nodi ferroviari, stazioni elettriche e depositi di carburante. Chiaro l’intento di Mosca da un lato di interdire l’afflusso di armi e aiuti provenienti dalla NATO e, dall’altro, ostacolare l’alimentazione dello sforzo bellico ucraino privandolo quanto più possibile del carburante necessario a muovere i mezzi. Al momento, non è semplice valutare l’impatto di questi attacchi e capire se l’industria militare russa sarà capace di garantire le sufficienti forniture di sistemi d’arma, i missili da crociera sono molto più costosi delle “semplici” bombe guidate, così come una sortita di un bombardiere costa di più della sortita di un caccia tattico. Vale la pena tuttavia ricordare che l'industria militare russa, tradizionalemnte la migliore del Paese, sta operando in regime di produzione bellica, regime nel cui ambito corruzione ed inefficienze, tipiche del processo industriale russo, tendono a ridursi.

    Per quanto riguarda il campo, sul fronte del Donbas, come ci confermano nostre fonti locali, gli Ucraini hanno lasciato la città di Yampil per ritirarsi verso Ozerne, mentre le forze russe (in particolare elementi delle Forze Speciali e recon) hanno investito le città di Lyman, 18 km a nordvest di Yampil, e Shandryholove, a una quindicina di chilometri a nordovest di Lyman, costantemente bersagliata con l’artiglieria. Qualora Shandryholove dovesse cadere in mano russa, la difesa di Lyman da parte degli Ucraini diventerebbe ancor più difficile. In questo settore, la tattica dei Russi sembra molto accorta: massiccio utilizzo dell’artiglieria e azioni rapide e combinate delle Forze Speciali e delle VDV, linee logistiche più corte e sicure, e attesa. Le batoste subite nel nord, sui fronti di Kiev, Cernihiv e Sumy, hanno del resto fatto scuola e i Russi cercano in questa fase prima di tutto di preservare le (scarse) forze.

    Spostandoci più a sud, a Mariupol da ieri unità cecene e della DPR, appoggiate da Spetsnatz dell’Esercito Russo, sono entrate in un’area dell'acciaieria AzovStal, precedute da attacchi aerei e tiro di artiglieria. L’assalto, che si era interrotto ieri sera, pare sia ripreso stamattina, in attesa di capire se la tregua annunciata per consentire l’evacuazione degli ultimi civili ci sarà o meno. Probabilmente l’intento dei Russi è cercare di conquistare l’AzovStal per poter così annunciare il 9 maggio il controllo completo su Mariupol. Non sarà semplice considerando la tipologia di obbiettivo in questione e le difficoltà che questo mette di fronte agli attaccanti.

    Sempre a sud, i Russi avrebbero costituito 2 FOB avanzate: nella parte settentrionale dell’oblast di Kherson e nella parte occidentale dell’oblast di Zaporizhia, mentre la ricognizione è tornata a spingersi più a nord in direzione di Kryvyi Rih. Sempre nell’oblast di Zaporizhia, i Russi hanno allestito anche un deposito di carburante ed un sito per la riparazione dei mezzi e degli equipaggiamenti danneggiati. Da giorni, si parla in questo settore di una possibile offensiva in grande stile delle Forze di Mosca, ma al momento le Forze non sembrano sufficienti e con molta probabilità si attendono i Battle Group rigenerati, ristornati dalla battaglia di Mariupol.

    Nell’area di Kharkiv, come dato già conto, le forze ucraine si sono spinte fino a 45 km ad est della città occupando Staryi Saltiv e Molodova, e starebbero facendo affluire unità corazzate nell’area, nell’ambito di una rotazione con le truppe della 92ª Brigata Meccanizzata. La situazione è da monitorare attentamente perché gli Ucraini da qui potrebbero minacciare il fianco nordoccidentale dell’asse russo di Kupiansk-Izyum.
     
  20. Amadeus

    Amadeus

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    Dopo aver esaminato i documenti contenuti in questo tweet (sempre che siano autentici) e notando tutte le recenti indiscrezioni di stampa sulle vagonate di intelligence che gli USA hanno fornito e continuano a fornire agli ucraini anche in ambito navale (sempre che non si tratti di disinformazione voluta o castronerie giornalistiche), ritengo che uno scenario plausibile per l'affondamento dell'incrociatore Moskva possa essere il seguente.

    1. Gli ucraini, confrontando anche i dati delle serie storiche, non solo riescono a trovare un pattern nei movimenti dell'incrociatore russo, ma si accorgono anche che, in determinate situazioni, la nave disattiva il suo radar principale di ricerca aerea per non interferire con i dispositivi di comunicazione satellitare in occasione dell'invio di rapporti/ricezione di ordini con il comando.

    2. Da informazioni ricevute attraverso droni e piattaforme ELINT varie nei giorni passati, sanno anche che i sistemi SAM a corto raggio OSA-M hanno problemi con i radar di direzione tiro (vedi rapporto di cui sopra).

    3. Decidono quindi di tendere un imboscata aspettando il momento in cui il bersaglio si trovi in una posizione sufficientemente ben localizzata e abbia il radar di scoperta aerea spento.

    4. Nel momento in cui si verificano le condizioni di cui sopra, lanciano una salva di quattro Neptun.

    5. I russi non si accorgono di nulla. Il sistema missilistico contraereo a lungo raggio Fort non interviene per ovvi motivi. Il sistema missilistico contraereo a corto raggio Osa-M non interviene perché non ha neppure le rampe dispiegate (vedi il rapporto problemi tecnici di cui sopra), il sistema di difesa di punto AK-630 non interviene perché il sistema di controllo radar MR-123 di sinistra (lato ingaggiato, stando alle foto) va in reset nel momento in cui si passa dal manuale all'automatico (vedi sempre il rapporto problemi tecnici di cui sopra).

    6. Due missili (tre - se vogliamo dar credito alla testimonianza della madre del marinaio russo pubblicata dalla stampa poco dopo l'incidente) colpiscono la nave, provocando l'incendio delle riserve di munizioni delle torrette AK-630 di sinistra. L'incendio in breve diventa incontrollabile a causa delle scarse capacità di controllo danni dell'equipaggio e, soprattutto, dal fatto che solo 23 estintori su 350 erano funzionanti (vedi ancora una volta il rapporto problemi tecnici di cui sopra).

    Il resto è storia.

    Possiamo essere sicuri che sia andata proprio così? No.
    Però è una spiegazione che non è in contrasto con le informazioni che abbiamo sull'evento (incluse foto e video) e non richiede ipotesi ad hoc poco credibili. Anzi, è in linea con quanto tutti avrebbero dato per scontato prima che questo incidente si verificasse, cioè che: lo Slava, pur non essendo temibile come negli anni '80, non fosse una bagnarola (i sistemi difensivi non sono totalmente incapaci ma erano semplicemente inattivi), i missili antinave Neptun non fossero delle Wunderwaffen da fare impallidire i corrispettivi occidentali (di fatto stiamo parlando di una PH di 0,50-0,75, perfettamente credibile), le piattaforme ELINT statunitensi fossero molto capaci (possibilità di poter individuare la posizione del Moskva e lo stato di emissione dei suoi radar/sistemi di comunicazione).

    Bisogna solo aggiungere una buona dose di ingegno ucraino (o dei loro consiglieri americani) e una buona dose di dabbenaggine russa (quantomeno dei comandanti), ma credo che questi due mesi di guerra abbiano mostrato che anche queste sono ipotesi plausibili.
     
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