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AAR Venezia: La Serenissima nell'A.D. 1420 (Il ritorno)

Discussione in 'Le vostre esperienze' iniziata da mattia I visconti, 29 Luglio 2014.

  1. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Ok, fate finta che l'AAR precedente non sia mai esistito. Ecco, adesso voi dovete pensare che questo è il mio primo AAR... :D

    Adesso cercherò di mandare avanti Venezia a partire dall'Anno 1420. L'Espansione è HTTT, e non useremo l'inflazione perchè i rischi sono il fallimento dopo venti anni di gioco. :facepalm:

    EDIT: in realtà non l'ho tolta. sbagliando, ho messo quella da solo oro. :confused:

    Questo After Action Report è stato pubblicato dalla Mattia Printed S.p.A., disponibile in versione stampata in tutti i migliori distributori di nafta e gasoli.
     
    Ultima modifica: 31 Agosto 2014
  2. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    premesse
    È l'anno del signore 1420. Venezia è estesa sul mediterraneo, e nessun'altra potenza al mondo riesce a eguagliare la sua prosperità, la sua ricchezza, la sua potenza navale, i suoi traffici commerciali. Non per niente è chiamata la serenissima.
    Doge Tommaso Mocenigo 1420 - 1424
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    Il 64° Doge della Repubblica di Venezia è Tommaso Mocenigo. Famoso per la sua abile amministrazione, è il Doge che ha conquistato il Friuli e dato inizio alle guerre di terraferma.
    Il 27 gennaio ospita il diplomatico svizzero, che per conto della sua repubblica, chiede un'alleanza militare. Il Doge, osservando che non ci sarebbe nessun svantaggio ad accettarla, accetta.
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    Durante i primi mesi di governo chiede ad altri stati di unirsi alla lega commerciale veneziana. Vengono subito inviati i primi mercanti nei centri di commercio italiani. Il 22 febbraio venne accettata un'alleanza con la Savoia. È un'alleanza non troppo facile. Il Doge diffida dei piemontesi, orientati a una politica di mezzo tra Francia e Italia, ma se dovesse scoppiare una guerra con l'acerrima nemica Milano, i piemontesi accorrerebbero sicuramente. Quindi viene accettata, anche se con alcune diffidenze.
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    l'11 luglio viene rigettata un'alleanza con la Polonia, che non servirebbe proprio a niente, se non a sostenere guerre lontane e inutili.
    Il Doge Tommaso si dedica ad ampliare il suo esercito e a stipulare trattati commerciali con gli stati del centro-est europeo.
    Il 16 febbraio 1421 fonda a Verona un emporio commerciale, in modo che le merci veneziane siano smistate al meglio nell'Italia settentrionale.
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    Il 7 marzo giunge dal Cancelliere degli Esteri la notizia che la Savoia chiede di aiutarla nel suo intervento contro Milano. Il Doge si rallegra: è proprio l'occasione giusta. Brescia sarà finalmente nelle mani veneziane.
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    Iniziano subito i primi interventi militari. L'Armata di Venezia, stanziata nella capitale ci mette un po' ad arrivare. Intanto, con il Doge che è partito per la guerra, lo sostituisce il Cancelliere degli Interni, che deve riformare l'apparato amministrativo della Repubblica.
    Dopo un po' di lavoro, il 4 aprile si riesce ad emanare l'Atto "Stato da Mare".
    Il Gran Consiglio diventa una camera legislativa composta dai membri dell'oligarchia veneziana e dai mercanti. La seconda camera, amministrativa, è denominata "Consiglio dei Cancellieri" ed è composta dai Cancellieri e dal Doge. Le province di terraferma si ridenominano Contadi, e a capo delle province ci sono i Governatori, mentre a capo dei Contadi ci sono il Podestà e il Capitano. I Cancellieri sono ministri. Ci sono le Cancellerie della Guerra, degli Interni, degli Esteri, dell'Economia, dei Mercati, del Popolo (politiche sociali, quindi salute, lavoro etc.) della Giustizia e dell'Università (Istruzione).
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    Il 12 aprile le truppe veneziane assediano Brescia. Non è stata incontrata resistenza. Il 13 luglio alcune armate vengono portate via mare a Parma. Inizia l'assedio e vengono combattute alcune battaglie tra i contadini reclutati dal governo milanese.
    Il 1° novembre viene aperta una Stazione di Commercio in Istria, per facilitare gli scambi via mare.
    Il 15 novembre iniziano gli assalti a Brescia. Intanto il re milanese offre numerose paci prontamente rifiutate.
    Nell'aprile del 1422 Parma è conquistata e viene combattuta una guerra nel Mar Ligure, vinta dalle caracche guidate dall'Ammiraglio Pietro Loredan.
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    Il 17 maggio Brescia è occupata dai veneziani dopo 400 giorni di assedio. Il Doge e le sue armate restano nei territori occupati per stipulare il 20 maggio la Pace di Lodi. Brescia passa a Venezia, Milano deve entrare nella Lega Commerciale Veneziana e pagare i 25 ducati di riparazioni di guerra.
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    Il 18 giugno inizia la costruzione di due galee nel Cantiere Navale di Grado e nell'Arsenale di Venezia.
    Il 1 Agosto il Doge emana un decreto con il quale sposta il Centro Nazionale da Venezia a Treviso, in modo che il paese sia più decentralizzato.
    Durante la lunga estate del 1422 il Doge bonifica i territori del Polesine e costruisce alcuni palazzi a Venezia, tra cui il Palazzo della Cancelleria dove appunto si riuniscono i cancellieri e si amministrano i contadi. Nelle province d'oltremare si costruiscono i palazzi del governatorato.
    Il 10 dicembre arriva un ambasciatore genovese a Venezia, per proporre un'alleanza militare. Il Doge è molto preoccupato, visto che la rivalità tra le repubbliche marinare è fortissima e questa alleanza può anche essere pericolosa. Il Gran Consiglio però vota a favore, e il 12 dicembre viene acccettata.
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    Il Cancelliere degli Esteri comunica che per la volontà di espansione sul mediterraneo, ha il casus belli di Conquista di Ragusa, per cui Venezia può invadere la Bosnia (che aveva annesso Ragusa) senza che l'opinione pubblica si scandalizzi. Anzi, secondo il Cancelliere si perderebbe un po' di infamia a guerra finita. In più la Bosnia è alleata di Ferrara, che confina direttamente con Venezia. Mancano solo gli uomini in Dalmazia: ma si possono sempre portare.
    Il 30 di Dicembre l'Armata di Venezia viene spostata a Verona da Brescia.
    Il 22 febbraio 1423 arriva l'Armata Dogale a Zadar. Il 28 marzo, finite le operazioni militari, viene mandato un ambasciatore in Bosnia con la dichiarazione di guerra al paese. Ad aiutarmi arrivano i miei vassalli Corfù e Naxos, e anche Genova. La prova che l'alleanza è solida. Savoia e Svizzera rinunciano, ma ci rimettono solo loro.
    La Conquista veneziana di Ragusa è pronta: il 24 aprile i Veneziani invadono dalla Dalmazia l'Hum, mentre l'esercito bosniaco, in guerra anche con la Serbia, va in Kosovo. Intanto viene accettata una alleanza con la Baviera.
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    il 20 maggio arrivano gli alleati veneziani e assaltano Ragusa. Il 2 giugno dei ribelli bosniaci marciano su Mostar. il 15 giugno vengono iniziati i lavori di costruzione di altre due galee a Venezia e a Grado. Il 20 luglio l'esercito che assediava Mostar è sconfitto dai ribelli. Il 5 Agosto Ragusa è conquistata da Venezia.
    Il 27 agosto viene inaugurata la "Regina dei Mari" nell'Arsenale di Venezia. Il 15 settembre viene firmata a Fiume l'ononima pace che cede Ragusa a Venezia e fa entrare la Bosnia nella Lega Commerciale Veneziana.
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    A fine guerra le armate tornano a Venezia, e a Ragusa si restaurano palazzi e monasteri.
    Il 3 Novembre l'Ambasciatore Veneziano a Milano torna a Venezia comunicando che la Lombardia è stata assogettata dai Savoiardi mentre Parma è diventata Borgognona. Il Doge, inorridito dall'idea che potenze straniere possano invadere i territori di lingua e cultura italiana, manda il 4 novembre delle spie per fomentare una rivolta nazionalistica.
    Il 1 Gennaio arrivano le elezioni: il Gran Consiglio vota con facilità per un Candidato amministrativo, in grado di gestire i territori veneziani con estrema facilità.
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  3. ronnybonny

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    Questa volta lascia stare l'Italia, magari aiuta Milano o i Savoia a rinforzarsi ma tu concentrati ad est
     
  4. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Be', ho guadagnato sia ad est che in Italia, ma devo dire che se combatto in Italia mi trovo Aragona e Borgogna, mentre andando verso est ci sono gli Ottomani...
     
  5. ronnybonny

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    Gli ottomani sono spesso in guerra con le europee, magari sfrutta le crociate ed alleati con l'HRE. Poi andando avanti dovresti anche avere il vantaggio tecnologico dalla tua...
    In Italia per adesso hai Aragona e Borgogna, ma prima o poi ti troverai Francia, Spagna e Austria ;)
     
  6. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Mai! Mai e poi mai l'Italia sarà conquistata da potenze straniere!
    Comunque l'aver conquistato Brescia leverà per un po' l'Austria dall'Italia.
     
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  7. andry2806

    andry2806

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    riseguo. Hai tutto il mio sostegno, MAI e POI MAI degli infidi monarchi stranieri metteranno le loro sudice mani sulle italiche terre.
     
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  8. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Doge Costanzo d'Alviano Odelscalchi 1424 - 1428
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    Il Gran Consiglio aveva eletto Costanzo d'Alviano come successore, famoso a Venezia per le sue ricchezze, derivanti dal commercio delle spezie. Il nuovo Doge era abbastanza giovane, amava andare a cavallo e duellare con la spada. Era anche un ottimo capo militare, e sapeva gestire con facilità la burocrazia dello stato, ma aveva un tale caratteraccio che non lo faceva un abile diplomatico. Ma per risolvere quel difetto chiama a corte ambasciatori e diplomatici abili.

    Il 9 gennaio reca visita a Siena per stipulare un documento con il quale la Repubblica di Venezia garantiva l'indipendenza senese.

    Durante questo periodo vengono costruiti nuovi edifici, e chiamati a Venezia artisti del calibro di Brunelleschi e del Masaccio. Chiese e palazzi venivano edificati e affrescati a Brescia, Treviso, Vicenza, Belluno e Aquileia. A Brescia venne alzata una colonna di ordine corinzio, trovata nelle vicinanze di Verona, su cui fu poggiato il Leone di San Marco a simboleggiare l'appartenenza della città ai domini veneziani.
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    Il 16 giugno viene ratificato il trattato commerciale con la Baviera.

    Il 25 ci furono delle tensioni tra la Serenissima e l'Austria. Il nuovo Centro Nazionale a Treviso aveva provocato attrito con la provincia austriaca di Linz. L'Austria, ritenutasi offesa, aveva quindi un ottimo Casus Belli contro Venezia.
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    Il 6 luglio iniziano i cantieri della nuova Cattedrale del Patriarca d'Aquileia.

    Il 1 ottobre il Doge Costanzo viaggia nelle terre campane per firmare a Napoli un trattato di garanzia dell'indipendenza napoletana.

    L'8 dicembre inizia la costruzione di due cocche anseatiche nei cantieri navali di Grado e Venezia.

    Il Doge nel nuovo anno vuole registrare tutti i cittadini e per questo, tra il 5 e il 17 aprile del 1425 viene effettuato un censimento con il quale vennero registrati tutti i residenti nei territori veneziani e le loro proprietà.
    Grande censimento 1425
    Brescia 48.534
    Verona 46.711
    Treviso 68.194
    Venezia 130.878
    Friuli 16.608
    Istria 5.162
    Dalmazia 8.627
    Ragusa 8.702
    Albania 6.023
    Creta 7.389
    Il Grande Censimento registra che due province su 10 sono di religione Cristiano Ortodossa, mentre le restanti sono Cattoliche Romane. Tuttavia, il Doge è un uomo tollerante e indi lascia i popoli alle loro credenze, pur non essendo cattolici.

    Il Doge, nella fresca estate del 1425 ebbe una grandiosa idea. Creare una collezione di libri usufruibile dai cittadini, una biblioteca pubblica. Anche il Petrarca aveva proposto quest'idea a Venezia, ma rimase inascoltata e donò la sua collezione di libri ai Da Carrara, signori di Padova. Il Doge quindi mandò alcuni delegati a rintracciare Marsilio da Carrara, ultimo della famiglia, figlio di Francesco Novello, quest'ultimo morto proprio per causa della Serenissima. Marsilio dopo lo sterminio del padre e dei fratelli si era rifugiato a Ferrara, dai duchi d'Este. All'arrivo dei soldati della Serenissima era impaurito, ma viste le buone intenzioni vendette la biblioteca di Petrarca ai delegati. Il Doge intanto aveva chiamato Brunelleschi per costruire la sede della nuova Biblioteca Marciana. Il nuovo palazzo era nel nuovo stile rinascimentale, e si chiamava "Palazzo della Libreria". Intanto la Biblioteca ha sede nel Palazzo Ducale.

    I lavori per il recupero della biblioteca del Petrarca, e la ricerca di altri manoscritti durò fino alla fine dell'anno. Il 21 gennaio del 1426 fu effettuato un ulteriore censimento in Friuli sulle proprietà. Il 5 marzo fu iniziato il cantiere della nuova cattedrale di Treviso, in stile tardo-gotico.
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    Il 6 luglio del 1426, dopo 2 anni di lavori, la nuova Cattedrale per il Patriarca d'Aquileia è pronta. A inaugurarla c'è il Doge in persona, e girano voci che la costruzione della cattedrale stessa è solo una sorta di regalo al Patriarca per averlo privato del potere temporale. Infatti il Patriarca, che durante il dogado del Mocenigo era molto arrabbiato per il fatto, al momento dell'inaugurazione è molto contento e stringe la mano al Doge.

    Dopo un periodo tranquillo di commerci, la mattina del 16 marzo del 1427 arriva l'ambasciatore napoletano che comunica che il Regno d'Aragona, sostenuto dal Papa, ha dichiarato guerra a Napoli, e come garante dell'indipendenza napoletana ci chiama alle armi. La 2° Conquista Aragonese di Napoli, come la chiameranno gli storici, si combatte principalmente nel meridione.
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    il 22 di marzo vengono reclutati alcuni uomini a Venezia, in Dalmazia e in Istria. Intanto l'Armata Veneziana forte di 5000 si sposta verso Urbino.

    Il 6 aprile il Doge, valente condottiero, prende possesso dell'Armata. Il 15 dello stesso mese l'Armata di Ragusa si sposta in Dalmazia, mentre la I Armata è a Venezia.

    il 3 luglio i 9.000 uomini dell'Armata di Ragusa sono a Napoli, capitanati dal Capitano Generale di Terraferma Anselmo Zustiniani.

    il 18 luglio si combatte fuori Napoli la battaglia di Pozzuoli. 12 giorni dopo la battaglia è finita e la vittoria va ai veneziani. Intanto Zustiniani porta le truppe in Calabria, annessa dagli Aragò durante la 1° Guerra di Conquista di Napoli.

    Intanto la guerra contro il Papa sta andando bene: il 15 agosto, appena fuori dalle mura romane, 1.200 papalini affrontano 5.000 fanti veneziani.

    La Calabria è difesa male dall'Aragona che si arrocca in Sicilia, e il 18 8.000 soldati veneziani combattono contro appena 1.000 aragonesi. il 25 agosto arriva la notizia della vittoria a Roma, e inizia l'assedio alla Capitale del mondo cattolico. Nel pomeriggio del 29 finisce la battaglia dell'Aspromonte, con vittoria veneziana ovviamente prevista.

    Il 19 settembre finisce anche la battaglia a Barletta, dove si erano rifugiate le truppe catalane. Il 29 novembre i 5.000 assedianti danno l'assalto all'Urbe, è un macello.

    Il 2 Aprile del 1428 un magistrato veneziano dà la notizia al Doge, ancora impegnato in guerra, che Milano è risorta da movimenti nazionalisti e occupa la Savoia, Nizza e la Lombardia.

    Il 14 giugno si tenta un altro assalto a Roma, mentre le truppe sono ferme a Villa San Giovanni in attesa di rinforzi.
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    il 27 giugno, un Gran Consiglio spazientito, chiede al Doge se non sta dirottando la Serenissima in una potenza militare, e sta tralasciando i commerci. Inoltre molti fondi sono destinati all'esercito, e non ai mercanti che lavorano in egual modo nelle varie piazze europee.

    Il Doge Costanzo risponde con calma e sincerità che i commerci sono certamente utili per la Repubblica, ma in guerra bisogna pagare bene le truppe e mantenerle. E questo provoca costi anche alti, ma non si può essere sconfitti dalle altre potenze perchè la Repubblica si basa esclusivamente sul commercio. Ed è così che fa Genova, che avrà un'ottima economia ma per ora ha un prestigio basso ed è poco rilevante tra le potenze europee. Il Gran Consiglio, al termine del discorso applaude. Dei bonus verranno comunque destinati ai traffici commerciali in oriente.
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    La mattina del 5 luglio l'ambasciatore romano comunica al Doge che il Papa vorrebbe siglare una pace bianca. Il Doge fa capire all'ambasciatore che la pace bianca è rifiutata.

    Il 27 luglio il Generale Zustiniani guida all'assalto le sue truppe contro una Roma difesa da poche centinaia di persone.

    Il Doge per incrementare i suoi traffici commerciali fa entrare la Lorena nella Lega Veneziana il 17 agosto.

    Il 13 novembre sono crollate le mura dell'Urbe, e il 17 la capitale si è arresa. Il 3 dicembre viene siglata la Pace di Firenze, che obbliga lo Stato della Chiesa a diventare vassallo della Serenissima, ad entrare nella Lega Commerciale Veneziana e tutti i tratati con Mantova e Aragona sono annullati. Era la fine dell'indipendenza della chiesa. In seguito, con una missiva, il Doge spiegherà che "La Chiesa non dovrebbe occuparsi di territori o stati temporali" e che "La Chiesa sta svolgendo abbastanza bene il suo lavoro di comunicare con Dio in terra, ma lo farebbe ancor meglio senza i problemi dovuti allo stato" e "In caso di annessione lascerà alcuni territori nel centro di Roma per poter meglio amministrare la Curia".
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    Al Pontefice piaceva soprattutto l'ultima parte, e conservò la missiva negli archivi ecclesiastici.

    Il 1° Gennaio del 1429, in piena guerra, il Gran Consiglio deve rieleggere un successore per il Doge. Già Costanzo aveva dichiarato di voler abbandonare la politica per seguire la via della spada, e aiutava l'esercito veneziano nella guerra contro l'Aragona, come ufficiale.
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    Il Successore doveva essere un Militare per proseguire la guerra contro gli spagnoli e poi espandersi in Italia e nel Mediterraneo? O doveva essere un leader carismatico per commerciare abilmente in Europa e finire la guerra al più presto?
    Dopo alcuni giorni, il 4 gennaio del 1429 venne scelto Bruno Zeno Montoro.
     
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    Ultima modifica: 25 Agosto 2014
  9. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Doge Bruno Zeno Montoro 1428 - 1431
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    Bruno Zeno Montoro era il governatore visconteo di Brescia quando quest'ultima era ancora milanese. Il 17 maggio 1422 era lui a consegnare al Doge le chiavi della città. 3 giorni dopo, con l'annessione del contado si ritrovò senza lavoro. Non potendo tornare a Milano, perchè diventata provincia sabauda, decise di andare a Venezia e di entrare nell'amministrazione pubblica. Subito dimostrò le grandi doti diplomatiche, che gli furono utili per ottenere l'incarico di console a Vienna. Dopo il termine del mandato fu notato dal patriziato veneziano, che nelle indecise elezioni del 1428 lo eleggono a maggioranza.
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    Per prima cosa dichiarò che alla repubblica serve un periodo di pace e stabilità, e che non si deve entrare in guerra perché i grandi commerci mediterranei ne risentirebbero. "Bisogna finire questa guerra al più presto", aggiunse. Il Gran Consiglio la pensava diversamente. Questa guerra era l'occasione giusta per guadagnare prestigio ed entrare nelle grandi potenze europee come Ungheria, Austria, Francia, Castiglia e Inghilterra. Il Doge fu quindi costretto a proseguire la guerra.
    Durante i primi mesi di governo arrivò un avviso sulla situazione nel Sacro Romano Impero Germanico, il quale dicharava che era finita la Dieta di Monaco e che ci sarebbe stata una riforma interna.
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    Il 6 marzo Inizia l'Assedio di Messina. L'esercito aragonese si ritira nella parte ovest dell'isola. Il 7 marzo arriva una chiamata alle armi dai bavaresi nella Guerra di conquista dell'Ansbach, contro la Mazovia, Brandeburgo e Ansbach.

    Il 23 un messo polacco vuole stringere un'alleanza contro la Serenissima. Viene ovviamente rifiutata.

    Il 10 maggio nei cantieri navali di Grado, Venezia e Pola vengono iniziati i lavori delle nuove navi. Il 12 maggio 6 caracche e 4 galee capitanate dall'Ammiraglio Loredan sconfiggono le 19 galee della flotta aragonese. È una battaglia che passerà alla storia.

    Il 27 viene rifiutata una proposta di alleanza lituana.

    L'8 giugno un'Aragona ormai stremata chiede al Gran Consiglio una pace a dir poco disonorevole. Il Gran Consiglio, indignato, la rifiuta e caccia a pedate il diplomatico aragonese.

    Durante la seconda settimana di giugno molti dalmati protestano pacificamente a Spalato, Zara e Fiume perchè il Bailo di Dalmazia è avido e crudele e ha una cattiva reputazione. Centinaia di firme arrivano a Venezia per deporre il Bailo. Il doge ha due possibilità: eseguirlo o ignorare le lamentele.
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    Viene eseguito il 28 giugno in pubblica piazza a Spalato.

    il 29 giugno viene invasa la Sardegna, con una operazione progettata da almeno un mese. I sardi accolgono l'esercito come liberatori dagli oppressori spagnoli. Infatti l'isola è gestita da un governatore corrotto, e la pressione fiscale è abbastanza alta. Inoltre l'agricoltura è arretrata, suddivisa in latifondi dai nobili aragonesi. Il pericolo dei pirati, poi, impediva una navigazione costiera e lo sviluppo della pesca, per cui gli abitanti si erano ritirati tutti nell'interno.

    Il 2 luglio viene comunicato che il Controllore della Curia Papale ha scomunicato il Re Filippo III di Borgogna.

    L'8 luglio l'esercito aragonese in Sardegna è annientato e inizia l'assedio di Cagliari. Il 19 settembre vengono anche invase le isole maltesi. Il 31 i reparti militari aragonesi sono definitivamente sconfitti, e inizia l'assedio a Medina.
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    Il 24 novembre finisce l'Assedio di Messina. Il Governatore della città alza bandiera bianca e apre le porte della città. Siracusa e Catania sono occupate dall'esercito veneziane. Le truppe rimangono nella parte orientale della Sicilia per evitare un massacro da parte degli aragonesi. Anche quest'ultimi si preoccupano, perchè le forze sono pari e sarebbe solo un ecatombe.

    Il 2 febbraio 1429 la Flotta Dogale viene spostata nelle acque antistanti Marsala.
    Il 28 febbraio Cagliari si arrende e gli aragonesi sono scacciati. La città pur ben difesa crolla nelle mani veneziane.

    Il 2 aprile l'Armata di Brescia composta da due reggimenti di Fanti da Mar e uno di cavalleria dalmata arriva a Messina. Il 14 arriva anche l'Armata di Venezia. Sono schierati 18.000 uomini che marciano su Palermo. Inizia la Battaglia di Monreale.
    Il 1 Giugno è vittoria a Monreale.

    Il 7 giugno tutto il ferro prodotto nelle miniere di Lorena verrà commerciato esclusivamente a Venezia.

    Il 13 giugno arriva una offerta di pace bianca, che il Doge rifiutà perchè "Bisogna liberare lo stivale dagli spagnoli" e vuole utilizzare la guerra in corso per cacciarli. Il 25 l'Armata di Venezia sconfigge i superstititi alle porte di Siracusa. Viene invasa Palermo. Intanto la nuova armata napoletana marcia verso la Trinacria.

    Il 25 luglio viene trasportata via mare l'Armata di Ragusa nel Canale di Malta.
    Il 6 agosto le armate di Napoli marciano su Palermo ad aiutarci nell'assedio.

    Dopo alcune manovre militari e marittime, l'8 dicembre arriva una facile vittoria nel Golfo di Valencia, contro due cocche aragonesi.
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    Intanto il Doge favorisce il libero scambio delle merci nella repubblica, ma questo favorisce almeno in parte la concorrenza estera e alcuni mercanti perdono i commerci a Venezia. I mercanti infatti senza la protezione dello stato hanno difficoltà nel Centro di Commercio di Venezia.

    Il 15 gennaio del 1430 nella battaglia della Costa Berbera vince la Marina da Guerra veneziana contro 5 galee aragonesi.

    Il 25 febbraio dopo 233 giorni Palermo è caduta. Il 14 davanti a Marsala le galee veneziane, grazie anche a due galee napoletane venute in soccorso, vincono una battaglia navale, dove vene anche rubata la nave "La Garza" ribattezzata ne "La Vinta".

    l'8 aprile finisce la guerra di conquista dell'Ansbach da parte bavarese, dove la Serenissima non è potuta intervenire causa l'altra guerra in corso.

    Il 13 maggio Napoli firma una pace bianca, capendo che non può conquistare nient'altro.

    Il 22 giugno la Marina da Guerra viene divisa nella 1° Flotta, per pattugliare le navi provenienti da Girona.
    Il 1 agosto 10.000 uomini, capitanati da Anselmo Giustiniani sono in Linguadoca pronti ad invadere Rossiglione. Il 7 agosto vengono effettuati alcuni movimenti militari nel mediterraneo. La Flotta Dogale viene spostata nel Mar delle Baleari.

    Il 7 ottobre viene compiuto un assalto a Medina. L'assedio finirà solo il 21 ottobre, dopo 720 giorni. Il 22 ottobre viene stipulato un patto commerciale sul vino prodotto nelle terre campane.

    Il 5 gennaio del 1431 scoppia una rivolta a Brescia, i ribelli assaltano la città sicuri del fatto che l'esercito veneto è in guerra. Il Doge chiede che i 10.000 uomini stanziati a Rossiglione partano per la Lombardia veneta.

    Il 10 gennaio vengono invase le Baleari, protette solamente da un reggimento di fanti aragonesi.

    Il 13 finalmente partono 8 reggimenti di fanti e 2 di cavalieri dalla Linguadoca a sedare i rivoltosi bresciani.

    Il 4 febbraio i 3.000 soldati veneziani vincono a Ibiza. Inizia l'assedio della città.

    Intanto arrivano continue paci dal Re di Aragona, ma il Gran Consiglio le rifiutò perchè voleva umiliare l'Aragona, e fargli capire che non doveva più intromettersi nelle questioni italiane fino a che la Serenissima resterà su suolo italiano.

    Il 15 aprile le truppe veneziane affrontano fuori Brescia i ribelli. intanto, 3 caracche veneziane affrontano 2 galee aragonesi nel Golfo di Valencia. Purtroppo, causa il logoramento delle navi 2 caracche sono state perse nella battaglia e nei successivi momenti.

    Il 19 vengono iniziati i lavori per due caracche nei cantieri navali di Venezia e Pola. Il 20 arriva il comunicato di un embargo dalla Lega Anseatica. Il Doge rispose che c'erano altri centri di commercio oltre a Lubecca e Venezia.

    Nei giorni successivi ci furono un po' di movimenti navali nelle coste aragonesi e il 26 la Marina da Guerra e la Flotta Dogale vengono mandate a Cagliari per riparazioni.

    Il 2 maggio inizia la costruzione di una caracca a Grado. Intanto una nave malconcia viene persa nel Golfo di Valencia.

    Il 9 ottobre arriva il comunicato definitivo dell'arrivo di 250 ducati da parte degli oligarchi e dei possedienti di terre veneziani in cambio di alcuni terreni ecclesiastici. La Repubblica però non potrà riscuotere tasse per 20 anni su quei terreni, essendo passati ai proprietri terrieri. Perciò le gabelle in entrata caleranno del 5%.
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    Il 18 ottobre viene attuata una riforma agraria a Verona e nel suo contado. Ciò porterà ad un incremento delle tasse e della produzione.
    Il 4 dicembre, dopo numerose battaglie nel bresciano e in Veneto, i ribelli sono stati definitivamente sconfitti e le truppe veneziane possono tornare in Linguadoca per invadere Rossiglione e l'Aragona.

    Il 1 gennaio 1432 le 3 cocche aragonesi dovute uscire dai porti baleari sono state sconfitte dalle 7 cocche veneziane, rimaste a presidiare la zona.

    Intanto il Gran Consiglio doveva eleggere il successore di Bruno Montoro. Fu scelto il nome di Leonardo Borghese, detto "Lando", conosciuto come colonnello nell'Armata di Venezia e amato moltissimo dalle sue truppe.

    Bruno Zeno Montoro si ritirò nelle campagne della sua Brescia, dove gli fu eretto un monumento funembre vicino alla cattedrale.
     
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    Ultima modifica: 31 Agosto 2014
  10. Diacons

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    vai così! Uno screen sulla situazione mondiale si potrebbe avere?:)
     
  11. mattia I visconti

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    non riesco a trovarli... anche tutti gli screen che pubblico li faccio con Stamp R Sist e poi li incollo su Paint Shop Pro...
     
  12. Diacons

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    fai f11 per uno screen dello schermo e poi f12 per la mappa globale,trovi tutto nella cartella screenshots di eu,
     
  13. mattia I visconti

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    Eh, è questo il problema. Non c'è niente in quella cartella, sebbene i tasti F11 ed F12 si siano consumati a forza di premerlo.
     
  14. mattia I visconti

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    Doge Leonardo Lando Borghese 1432 - 1435
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    L'ex generale, votato a maggioranza dai deputati del Gran Consiglio, era un ottimo Colonnello nell'Armata di Venezia. Stava combattendo al fianco del Zustiniani a Brescia, contro i ribelli, quando arrivò il messo da Venezia che comunicava al Colonnello di essere appena diventato il vertice della magistratura veneziana. Il Colonnello, confuso, lasciò la tenda del quartier generale, e si fece accompagnare a Venezia. La gamba, ferita nella battaglia precedente, gli era ancora dolorante. Arrivato a Venezia, per prima cosa fece chiedere al popolo se poteva restare in carica. L'ultima volta che fu eseguita questa antica pratica era con il Doge Mocenigo, nel 1409. Ciò dimostrava che era una repubblica, e non "quelle monarchie elettive governate da nobili spocchiosi che volgarmente definiscono il loro governo Repubblica Nobiliare, dove di pubblico non c'è niente".
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    Il primo atto del doge, firmato 9 marzo dell'anno 1432 è l'ordine all'Armata di Venezia di marciare su Rossiglione. L'invasione della Catalogna doveva essere la mazzata finale.
    Il 27 marzo il Governatore Aragonese di Palermo chiede al Capitano Occupante veneziano se la provincia potesse passare sotto i domini veneziani.
    In effetti, in Sicilia, il brigantaggio è diffuso e i baroni spagnoli che hanno grandissimi possedimenti terrieri, se ne fregano della situazione siciliana, perchè pensano solo ai profitti. Il Governatore Aragonese, nato a Palermo, sapeva che i veneziani erano ottimi amministratori, e che potevano risollevare l'isola.
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    Il Capitano Occupante è indeciso, perchè questa reazione non se la aspettava. Mandò una missiva a Venezia, al Neodoge e al Gran Consiglio, per chiedere informazioni. Il Doge è contento della notizia: potevano avere una importante base nel Mediterraneo, esattamente al centro. Il Doge accettò la richiesta di annessione ai domini, e il giorno seguente Palermo e il suo territorio diventarono Provincia veneziana, amministrata come lo Stato da Mar.
    Il 16 aprile, viene chiesto al Ducato di Stiria di entrare nella Lega Commerciale Veneziana. La richiesta viene accolta favorevolmente.
    L'11 maggio l'assedio a Maiorca è finito. Le navi devono lasciare il porto, e l'unica cocca ormeggiata nel porto entra nel mediterraneo, facile preda delle galee veneziane.
    Il 15 giugno Malta, come per Palermo, passa sotto i domini veneziani. E un altro avamposto nel mediterraneo è conquistato.
    Il 1 Luglio, quando ancora Rossiglione è sotto scacco dai veneziani, il Doge Leonardo e il Re d'Aragona si recano nella capitale francese a siglare la
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    Pace di Parigi. In presenza del Re di Francia e dell'erede della casa reale di Castiglia, viene firmato un trattato con il quale l'Aragona cede Messina e il suo territorio alla Serenissima, in più deve lasciare l'isola sarda che diverrà stato autonomo. Come risarcimento e riparazione di guerra, l'Aragona entra nella Lega di Commerci veneziani.
    Quindi la Sicilia è totalmente dominio veneziano. L'isola è oggetto di una serie di riforme: il capoluogo del contado messinese è spostato a Siracusa. Messina rimane comunque il porto principale. A capo dell'isola viene posto un Provveditore Generale, che risiede a Palermo. Le due province sono amministrate da un Rettore, capo dell'autorità civile e militare.
    Il 13 novembre, il Re di Castiglia e Léon chiede al Doge di siglare una alleanza militare reciproca. "Ciò," pensa il Doge, "sarà utile se la Castiglia entrerà in guerra contro i catalani, e noi la useremo per prendere la Calabria, ancora nelle mani aragonesi".
    Il 3 dicembre viene invitato a Venezia Silvestro Gritti, importante statista, definito "Il migliore degli ultimi 150 anni".
    Il 16 dicembre Naxos, protettorato veneziano, firma un accordo veneziano con cui i vini prodotti verranno commerciati esclusivamente a Venezia e nei suoi centri commerciali.
    Dopo un periodo di tranquilli commerci in giro per l'Europa, il 13 novembre 1434 arriva una missiva con la quale Novgorod, il potente stato della fredda europa del Nord, mette un embargo commerciale, per cui i mercanti veneziani non possono commerciare a Novgorod, e il Fondaco Veneziano viene chiuso. Il Doge, per nulla interessato all'idea che i russi abbiano chiuso le porte ai suoi mercanti, li richiama in patria, insieme all'Ambasciatore. Leonardo pensa che il futuro non sia ad est, nè tantomeno a nord, ma ad ovest, oltre le colonne d'Ercole. I genovesi avevano provato ciò nel '200, senza più ritorno. Dopo 200 anni però le navi e la marineria si sono evolute, permettendo quel viaggio in mari infidi e coste sconosciute.
    Dopo alcuni fatti di nulla rilevanza, il 15 aprile del 1434 viene aperta a Palermo una Stazione di Commercio della lega veneziana.
    Il 20 maggio la Sardegna, alleata della Serenissima, entra nella lega commerciale veneta.
    La mattina 15 ottobre dello stesso anno iniziano i lavori della nuova cattedrale di Venezia, dedicata, ovviamente, all'evangelista San Marco.
    Il 22 Novembre, nel letto della sua casa vicino al porto, spira il valoroso ammiraglio Pietro Loredan. Protagonista della battaglia navale contro le 19 galee aragonesi del 12 maggio 1428, Ammiraglio della flotta dogale sia durante la Guerra contro Milano che la 2° Guerra di Conquista Aragonese, il 24 c'è il funerale, e fu proclamato lutto nazionale in tutte le terre della Serenissima.
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    disegno dell'Ammiraglio Pietro Loredan​
    Il 3 dicembre scoppia una rivolta a Messina, prontamente interviene l'esercito a guardia del Contado.
    Il 24 gennaio del 1435 le milizie hanno vinto a Messina, sebbene sia stata una vera ecatombe. I ribelli fuggono verso la Calabria.
    Il 9 marzo, la Castiglia in veste di Controllore Papale scomunica il Re Filippo IV di Borgogna. "Sembra una tradizione di famiglia" commenta il Doge Leonardo.
    Il 13 maggio arrivano le richieste d'aiuto da miei due alleati: una dalla Savoia, attaccata da Milano, e l'altra dalla Baviera contro il Brandeburgo, l'Ansbach e la Serbia.
    Purtroppo per la Baviera, Venezia non potè che dare un sostegno morale nella 3° Conquista Bavarese dell'Ansbach.
    Invece, il 18 Giugno l'Armata di Venezia ariva a Brescia, e il Doge prende il comando delle Milizie di Brescia. La Guerra di Riconquista milanese del Piemonte era iniziata anche per Venezia, insieme a Olanda e Bretagna.
    Il 1 luglio i reggimenti X, XI e XII dell'Armata di Palermo vengono mandati ad assediare Nizza, che può essere un porto sicuro nel Tirreno e nel mar Ligure.
    Il 12 settembre i nazionalisti siciliani hanno provato a reinvadere Messina, invano.
    Il 5 ottobre arriva un reggimento di Olandesi a Nizza, ad aiutare i veneziani nell'assedio.
    L'11 novembre finisce la Guerra della Conquista Bavarese con l'annessione dell'Ansbach da Monaco. Intanto, le armate veneziane hanno vinto alcune battaglie in Lombardia.
    Il 31 dicembre scade il mandato di Leonardo Borghese. Alcuni deputati del Gran Consiglio vorrebbero rieleggerlo, ma lui decise di no, e ritornò all'esercito. Morì due anni dopo, durante una esercitazione militare, a soli 41 anni.
    Viene eletto il candidato burocratico, in modo che amministri al meglio i territori veneziani, soprattutto Malta e la Sicilia.
     
  15. mattia I visconti

    mattia I visconti

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    Doge Bruno Barilla Ricci 1436 - 1439
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    Bruno Barilla Ricci, già Provveditore Generale della Sicilia dal 1434 al 1436, era un ottimo amministratore. Aveva 42 anni quando il Gran Consiglio lo elesse come Doge della Repubblica di Venezia. Come il suo predecessore, mandò un bando in Piazza San Marco a chiedere se il Neodoge era accettato dai veneziani. quest'ultimi risposero di sì. Scarso in materia militare e diplomatica, sapeva però gestire un vasto territorio variegato come la Serenissima.
    Appena da un mese a Venezia, il 1 del febbraio del 1436 arriva una missiva dai Signori di Milano, con la quale implorano una pace bianca. Il Doge rifiutò, perchè voleva avere accesso al Tirreno con la base navale di Nizza.
    Intanto i Piemontesi avevano riconquistato la Savoia.
    Sempre a Febbraio il Doge promulgò un Atto sulla Vendita dei Liquori: tutti i commercianti di liquori e grappe dovevano essere proprietari di licenza e furono applicate restrizioni. Ciò portò ad un incremento delle tasse, ma la stabilità ne risentì.
    Il 4 febbraio arriva una chiamata alle armi dagli alleati castigliani. È una Crociata contro gli infedeli tunisini, algerini e tripolitani.
    Il 6 febbraio la Savoia firma una pace separata con Milano, con la quale Nizza e la Savoia ritornano in mani piemontesi. Il Doge è molto arrabbiato, perchè i Sabaudi sapevano che Nizza era nelle mire veneziane. Il 16 infatti viene mandato un insulto, e i rapporti tra i due stati calano.
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    Il 20 marzo arrivano 1.000 tunisini in Albania. Il 30, mentre l'Armata di Malta si imbarca per l'Albania, arrivano 2 cocche tunisine che si affrontano contro le 7 veneziane. La Battaglia del Canale di Malta è ovviamente vinta dai veneziani senza perdite.
    Il 23 maggio le truppe arrivano in Albania e sconfiggono i tunisini che vengono ovviamente devastati.
    Il 24 giugno viene dato l'assalto a Milano. La città è in fiamme, i soldati di guardia stanno per cadere. Finalmente, dopo 12 giorni d'assalto, il 7 luglio i milanesi si arrendono e aprono le porte della città. Il giorno segente, il governo milanese firma a Mantova la pace con cui viene annessa dalla Serenissima. Ormai la Lombardia è territorio veneziano.
    Il 27 luglio viene invasa Gabes, e non essendo dotata di fortificazioni è facile preda dei veneziani. L'8 settembre viene invece assediata Costantina in territorio algerino. Intanto Malta è sotto assedio dai rivoltosi nazionalisti.
    Il 22 di novembre, grazie ai nuovi cardinali arrivati alla Curia, il Doge è nominato Controllore della Curia della Chiesa di rito cattolico, e inoltre presiede il Collegio dei Cardinali. Ora Doge Bruno Barilla Ricci può indire nuove crociate e scomunicare i sovrani poco cattolici.
    Il 15 dicembre la spagna firma la pace con la Tunisia, con la quale si prende Cadice e il suo territorio.
    Il 5 gennaio del 1437 vengono siglati i negoziati con i ribelli albanesi. Qualunque rivolta è scongiurata. Vengono spesi alcuni ducati in opere civili e militari e le tasse diminuiranno.
    Il 10 gennaio il Doge vara la riforma economica.
    Viene edificato un nuovo palazzo, vicino al Palazzo Dogale, dove viene amministrata tutta la finanza della Repubblica. A capo c'è direttamente il Doge tramite il Cancelliere dell'Economia, mentre al di sotto c'è il Maestro della Zecca, che amministra la Zecca e la produzione di monete; Un Depositario, che sorveglia i tesori della zecca di stato; I Provveditori di Ori e Monete, che sorvegliano l'andamento della valuta nazionale ed estera; I Governatori delle Entrate e quelli delle Uscite, che guardano appunto le spese, le tasse incamerate, i profitti dai commerci e i derivati dalla produzione; I Regolatori delle Finanze con a capo il Cancelliere dell'Economia, che varano le nuove riforme finanziarie e aboliscono le spese superflue e gli sprechi. In più una serie di ragionieri, tesorieri e contabili riuniti negli uffici della Contabilità della Serenissima.
    Viene assunto alla Zecca di Stato un nuovo Maestro, Enzo Giustiniani, che ne diriga l'andamento. Intanto la produzione di nuove monete cala drasticamente.
    A febbraio viene riformato l'Esercito di Terraferma.
    Il 2 marzo scoppia una rivolta a Palermo. Viene ovviamente sedata dalle truppe di stanza.
    Nei mesi successivi non succede nulla di particolare. I mercanti veneziani hanno empori in tutto il mondo conosciuto e hanno il monopolio nelle piazze italiane di Genova e Venezia.
    Il 16 ottobre dei rivoltosi ortodossi provenienti dalla Macedonia turca arrivano in Albania. L'Armata di Venezia viene mandata a cacciarli. Un mese dopo finalmente i ribelli sono cacciati.
    Il 20 ottobre il piccolo regno dell'Epiro entra nella sfera d'influenza veneziana.
    Nel gennaio del 1438 viene potenziata la flotta: sono previste due caracche nei cantieri d'Istria e di Venezia e una galea è in produzione a Grado.
    Il 12 luglio viene inviata una spia per fomentare una rivolta a Parma, territorio ancora borgognone.
    Da qualche settimana gira per la corte un testo di propaganda che scredita il Doge e lo fa sembrare come un tiranno spietato assetato di potere. Il libro in questione potrebbe avere un duro impatto con le altre nazioni e offuscare la reputazione del Doge. Il 16 luglio il Cancelliere degli Interni comunica al Doge che il libro sta minacciando seriamente la sua reputazione e che dovrebbe fare qualcosa. Il pacifico Doge Bruno comunica che non ci sarà alcuna esecuzione per l'autore del testo, e che accetterà la critica "Per quanto falsa sia".
    In ottobre sembra che l'economia nella piccola provincia di Malta sia cresciuta molto rapidamente: Il Doge potrebbe tassare pesantemente le attività presenti per ricavarne un buon guadagno, ma se aumentasse di poco per 20 anni la pressione fiscale, ne guadagnerebbe di più.
    Nei sei mesi successivi ci fu un incremento commerciale, i mercanti veneziani monopolizzarono i principali mercati europei. I commercianti della Repubblica erano conosciuti in tutto il mondo, e avevano basi commerciali a Parigi, Londra Lubecca, Monaco, Barcellona, Lisbona, Vienna, Praga, Napoli, Roma, Berlino, e persino nelle lontane lande dell'est come Costantinopoli e Mosca. I mercanti poi diffusero l'italiano veneto in tutta europa, diventando poi la lingua principale usata dall'Elite europea, di commercianti e borghesi ma anche da nobili e clero. Il famoso artista Donatello era stato chiamato a Venezia dal Doge, che seguendo l'esempio di Augusto voleva lasciare una città di Marmo. Era iniziata una nuova era.
    Il 22 aprile 1439 la spia inviata in Calabria per fomentare una rivolta fallisce il suo intento e scappa a Siracusa.
    Verso la fine di giugno arrivano al Palazzo Ducale delle richieste da alcuni ribelli maltesi, che vorrebbero un po' più di autonomia. In caso contrario imbracceranno le armi. Il Doge Bruno non volendo una rivolta nei suoi territori, accetta le richieste. Purtroppo la stabilità del governo cala.
    Il 15 novembre l'ambasciatore marciano a Praga informa il Doge dell'annessione della Boemia e della Moravia nei territori ungheresi. L'imperatore stava espandendo troppo i suoi territori.
    Il 1 gennaio 1440 il Gran Consiglio si riunisce per eleggere il 69° Doge della Repubblica di Venezia. Il Doge si ritirò a vita privata nel suo palazzo di Venezia.
     
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